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Arsenale della camorra nel cimitero comunale: è caccia ai responsabili

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I carabinieri stanno tentando di capire da chi siano state nascoste e come siano state utilizzate le armi trovate in un pozzo del cimitero. Una vicenda paradossale: responsabile della struttura è un poliziotto, il consigliere comunale Salvatore Russo.

 A giudicare dai modelli e dallo stato in cui sono state ritrovate, pezzi, come definirli, piuttosto “retrò”, corrosi dalla ruggine, si tratta di armi che non è che facciano pensare a un utilizzo molto recente.

Però fa riflettere parecchio il fatto che “ i ferri ” della mala siano stati scoperti in un luogo pubblico, cioè il vecchio cimitero comunale di Pomigliano, e in un particolare anfratto della struttura ubicata nell’immediata periferia della città delle fabbriche, un pozzo di captazione dell’acqua pluviale coperto da una pesante botola di metallo. Inoltre l’elenco del piccolo arsenale scoperto ieri mattina dai carabinieri di Castello di Cisterna appare di quelli da brivido: un fucile a pompa calibro 12, una pistola mitragliatrice calibro 45, una pistola mitragliatrice calibro 7 e 62, una pistola mitragliatrice calibro 9 e 1.000 cartucce di vario calibro.

Armi rigorosamente con matricola abrasa e cartucce contenute in una borsa e in una serie di bottiglie e bottigliette di plastica, di quelle piuttosto recenti, che si usano per gli oli vegetali o per le bevande gassate. Tutto il materiale è stato sequestrato e sarà sottoposto ad esami balistici. Obiettivo: accertarne il loro eventuale impiego in agguati di camorra. Sempre dalle indagini dei militari è trapelato che le armi sarebbero state nascoste nel pozzo almeno un anno fa. Tutto qui. Pochi elementi, dunque, a essere sinceri. Facile intuire che l’inchiesta sia comunque avvolta da un alone di mistero. Non si sa come sia potuta accadere una cosa del genere. I carabinieri ovviamente hanno ascoltato alcuni operai municipali.

Ed è una vicenda che ha pure del paradossale se si pensa che il cimitero di Pomigliano è gestito da un poliziotto, il consigliere comunale del Pdl Salvatore Russo, un agente che a Napoli si occupa del controllo delle misure restrittive comminate ai delinquenti. Criminali che però gliel’hanno fatta sotto il naso all’agente Russo, probabilmente penetrando da un accesso secondario, una porta che nessuno apriva mai, da anni, posta sul retro, molto isolato, dell’impianto ubicato tra via Abate Toscano e via Emilia, a pochi passi dallo svincolo dell’asse mediano.

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