Per tutto il mese di novembre è possibile iscriversi all’Albo degli scrutatori presso l’Ufficio Elettorale. Ma ad essere nominati saranno gli amici degli amici. A norma di legge.
Come tutti gli anni, nel mese di novembre, l’Ufficio Elettorale del Comune apre l’Albo delle persone idonee all’ufficio di scrutatore presso i seggi elettorale come stabilito dalla Legge 95 del 8/3/89 e modificata dalla Legge 120 del 30/04/1999.
Anche a San Giuseppe Vesuviano, come in tutta l’Italia, si sta seguendo il medesimo iter, solo con la certezza che i nominati saranno solo coloro che avranno qualche santo in paradiso. Ovvero conoscono un consigliere comunale. Dall’istituzione della Repubblica ad ogni consultazione elettorale partiva il mercimonio della nomina degli scrutatori. I partiti si dividevano gli scrutatori in base alla percentuale di influenza in consiglio comunale. Poi venne la riforma dei collegi uninominali e lo Stato cercò di mettere un freno a questa situazione obbligando le Commissioni Elettorali a fare il sorteggio fra tutto il corpo elettorale.
Se da una parte la democrazia era salvaguardata al 100% dall’altra venivano nominate persone totalmente disinteressate che rimettevano la delega all’Ufficio Elettorale e il posto veniva comunque gestito da chi aveva il controllo dell’amministrazione. Con l’arrivo della Legge n. 270 del 21/12/2005, meglio conosciuta come Porcellum dal suo primo firmatario, il sen. Calderoli, che appena la commissione da lui presieduta ebbe terminato il lavoro dichiarò ai giornalisti “Abbiamo fatto una porcata”, oltre a definire un nuovo metodo di elezione del Parlamento stabilì all’art. 9 che "la Comsione elettorale comunale (…) in pubblica adunanza (…) alla presenza dei rappresentanti di lista della prima sezione del comunu, se designati, procede: a) alla nomina degli scrutatori, per ogni sezione elettorale del comune, scegliendoli tra i nominativi compresi nell’albo degli scrutatori in numero pari a quello occorrente". Tradotto significa che la nomina avviene a discrezione della Commissione Elettorale, cioè del sindaco e di tre consiglieri comunali di cui uno scelto dalla minoranza.
Ciò, dal 2006 ad oggi, ha permesso alle Commissioni Elettorali di gestire la nomina degli scrutatori come un affare privato, l’unica regola da rispettare è stata l’unanimità. E tutti sappiamo come la classe politica riesce a trovare l’accordo quando si tratta di dividersi qualcosa. Il fenomeno ha raggiunto livelli preoccupanti quando il metodo è stato applicato in zone molto delicate del Paese come quelle ad alta pressione mafiosa come è appunto la Campania in generale e il Vesuviano in particolare.
A San Giuseppe Vesuviano negli ultimi tre anni la Commissione Prefettizia, arrivata per sostituire l’amministrazione eletta perché sciolta per infiltrazione camorristica con provvedimento del Capo dello Stato, ha cercato di introdurre il più democratico metodo del sorteggio avendo in cambio l’ottimo risultato che molti giovani si iscrivevano all’Albo nella speranza di essere sorteggiati. Purtroppo i tecnici prefettizi non hanno inciso oltre abolendo, per esempio, quell’elenco pieno di persone educate al vecchio metodo, ma si sono adeguati alla legge che non prevede specificatamente l’annullamento della lista ogni anno. Legge che prevede solo le nuove iscrizioni e il depennamento di coloro che perdono il diritto all’iscrizione.
L’amministrazione Catapano, eletta a dicembre scorso sull’onda lunga di un rinnovamento all’interno del centro destra locale, alle prime elezioni utili ha tirato fuori tutto il vecchio armamentario delle peggiori amministrazioni locali dell’Italia Meridionale. “La legge ci consente la nomina diretta – ha detto il sindaco Catapano – e noi applichiamo la legge!”, riportando indietro l’orologio della storia. A norma di legge s’intende. L’unico ostacolo a questo metodo feudale sono stati i rappresentanti dell’opposizione di sinistra, Casillo e Borriello, che sono riusciti a sorteggiare la loro quota di scrutatori in pubblica piazza.
Magra consolazione rispetto all’ondata clientelare messa in moto dall’amministrazione Catapano. Alle ultime consultazioni amministrative si è assistito ad un fenomeno paradossale: da una parte i partiti inserivano nei seggi persone fidate e dall’altra lo Stato blindava i seggi per ostacolare il voto di scambio. E’ stato come chiudere i lupi nel recinto con gli agnelli.





