In quest’intervista il segretario generale della Fiom di Napoli e della Campania commenta l’ingresso, ormai prossimo, nella fabbrica di Pomigliano di un’attivista del suo sindacato, cassintegrata da anni, e fa il punto dei rapporti con il Lingotto.
Il provvedimento di cassa integrazione a rotazione per circa la metà dei dipendenti di Pomigliano in cig sta rappresentando una speranza di ripresa, una sorta di boccata d’ossigeno per tutti gli operai che attendono di rientrare.
C’è chi, tra i 76 lavoratori a zero ore finora richiamati per le visite mediche, confessa che se non altro il fatto di tornare in fabbrica potrà risultare un toccasana psicologico, un modo per sentirsi meglio, finalmente in attività, sia pure per poco tempo. Ma la Fiom resta molto critica verso la Fiat. Lo conferma Andrea Amendola, segretario generale della Fiom di Napoli e della Campania.
Allora, Amendola, sta per rientrare un’attivista del sindacato che lei dirige…
“Se vogliono fare veramente la rotazione bisognava farla nel reparto “A”, cioè nel cuore delle produzioni Panda, dove c’è il lavoro. Non è possibile che si faccia la cassa a rotazione solo nel reparto “C”, dove il lavoro è pochissimo. Bisogna considerare tutto l’insieme della fabbrica se si vuole davvero dare un segnale concreto”.
Insomma segretario, pare proprio che sia molto negativo il suo giudizio su questo recente provvedimento volto a far ruotare gli operai a zero ore…
“Perché è un provvedimento concepito esclusivamente per non avere lavoratori iscritti alla Fiom sulle linee della Panda”.
Ma questa decisione della Fiat di far rientrare una vostra attivista non può essere considerato un segnale di distensione, un’apertura volta al dialogo con voi?
“ No. Io sto notando che le relazioni sindacali tra noi e la Fiat stanno solo peggiorando”.
Intanto il segretario generale Landini rilancia annunciando la proposta di un sindacato unico dell’industria, che vada oltre gli steccati delle singole categorie…
“Abbiamo una miriade di contratti quando tutti dicono che è necessario semplificare il lavoro. Comunque non è una proposta nuova ma è una proposta che abbiamo da tempo”.
Come giudica a questo punto la situazione industriale e occupazionale della Fiat, in particolare quella del comparto di Pomigliano?
“Dal punto di vista del mercato sto notando un peggioramento. Il progetto Panda, propagandato come il volano di rilancio e di riscatto di un’intera regione, si sta rivelando una sciocchezza e, tra l’altro, non vedo alternative in prospettiva”.

