Gli italiani si mostrano propensi all’acquisto di libri scolastici usati online per far fronte ai prezzi sempre più cari. 7 studenti universitari su 10, inoltre, fittano stanze in nero.
Tra pochi giorni il suono della campanella darà l’avvio al nuovo anno scolastico 2013-2014 che si aprirà tra diversi problemi, come quello della scarsità di docenti in ruolo: il Ministero dell’Economia ha dato il via libera all’assunzione di 11.200 docenti che secondo il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, garantirà l’ordinato avvio delle lezioni in tutte le scuole italiane, anche se non la pensano allo stesso modo i sindacati, per i quali le assunzioni sono insufficienti.
Altra questione che resta aperta è quella dei dirigenti scolastici, i cui concorsi sono stati annullati dal giudice amministrativo e poi c’è il problema degli insegnanti di sostegno, troppo pochi rispetto al numero degli alunni con problemi. Puntuale si presenta anche la questione del caro-libri, che a ogni inizio di anno scolastico puntualmente affligge le famiglie italiane. Secondo il Codacons, quest’anno i prezzi aumenteranno del 5%, ma il ministro Carrozza ha più volte sottolineato che c’è una direttiva precisa del Miur che ha fissato un tetto massimo al costo totale dei testi adottati. Tutte queste criticità dovrebbero essere sul tavolo del Consiglio dei ministri del 9 settembre.
I genitori italiani, intanto, si ingegnano facendo ricorso al web oppure ad appositi mercatini per l’acquisto di libri ed accessori scolastici usati. Per quanto riguarda la questione degli affitti di stanze da parte degli studenti universitari, in Italia solo il 29% degli universitari vanta un contratto regolare. Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche ”Antonella Di Benedetto” di KRLS Network of Business Ethics redatto per conto di ”contribuenti.it magazine” dell’Associazione Contribuenti Italiani, presentata oggi a Napoli, ben il 71% degli studenti universitari italiani, nel 2013, ha un contratto a nero o irregolare, + 3% rispetto al 2012.
(Fonte foto: Rete Internet)

