Il sindaco ieri ha siglato un’intesa con il presidente dell’Acen. Obiettivo: unire il progetto alla città. Ma i lavori sono ancora bloccati. E aumenta la sfiducia.
Per la Tav è stato il primo cantiere d’Italia “intermodale” ad aprire. Ora però risulta ultimo in quanto ad avanzamento dei lavori. Lavori che ormai sono diventati eterni quelli per la stazione Porta di Napoli dell’alta velocità ferroviaria e per le connesse bretelle, meridionale e orientale.
E’ tutto bloccato, da due anni. Finora per la realizzazione dell’avveniristica stazione di Afragola sono stati spesi 83 milioni. Per tutta l’opera ce ne vogliono più di 800. Nel frattempo altri 77 milioni li dovrebbe far concretizzare, entro l’anno, il ministro per le infrastrutture e i trasporti Vincenzo De Luca, che nella sua Salerno aveva affidato l’incarico di progettare la stazione marittima all’architetto iracheno Zaha Hadid, la quale ha anche firmato il megaprogetto afragolese, fermo al palo dal 2011. E mentre opere murarie e piloni dello snodo ferroviario non sono neanche a un quarto il sindaco Tuccillo ce la sta mettendo tutta per rilanciare il sogno locale e non solo.
Ieri infatti il primo cittadino ha firmato un’intesa con il presidente dell’associazione dei costruttori edili di Napoli (Acen) Rudy Girardi. Obiettivo: agire insieme, comune e privati, per fare in modo che le opere urbanistiche annesse alla realizzazione della stazione possano integrarsi al meglio con il contesto cittadino. Il problema però resta di fondo. E’ sempre legato allo stesso interrogativo: la stazione Porta si farà? Domanda che ne partorisce altre, a raffica: ma quale sarà il futuro della stazione centrale di Napoli? Potranno convivere le due strutture, che per il momento sembrano soltanto accavallarsi? A giudicare dalla lentezza dei lavori c’è solo una massima che finora può soddisfare i quesiti: “ai posteri l’ardua sentenza”.
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