Dalla certezza del disastro ambientale al sospetto di scarico abusivo di latte alla diossina. Il pm Ribera ribadisce la richiesta di condanna a 18 anni per i fratelli Pellini, che in primo grado hanno subito pene molto più lievi.
Processo sul traffico di rifiuti tossici: la Dda ha depositato l’ appello contro la sentenza dei 29 marzo scorso sul traffico illecito di rifiuti nell’hinterland. napoletano. Una sentenza mite, che non ha riconosciuto il reato di disastro ambientale, e che ha condannato gli inquinatori e i loro complici delle forze dell’ordine a pene variabili tra i 4 e i 6 anni. "Ad Acerra c’è il disastro ambientale provocato dal traffico di cui è responsabile il gruppo imprenditoriale Pellini ", scrive nell’appello il pm Maria Cristina Ribera.
Depositate anche tre intercettazioni in cui si parla di "latte alla diossina delle vacche contaminate smaltito nell’agro acerrano", di "rapporti con il clan Belforte, alleato dei casalesi" e di bonifiche. I materiali asportati da alcune operazioni di bonifica effettuate in Campania in altrettante discariche illegali sarebbero stati scaricati, di nuovo abusivamente, nella campagna di Acerra.
(Fonte foto: rete internet)




