Comitati e partiti firmano un messaggio congiunto affisso stamane sui muri della città. Con loro anche gli agricoltori di Ari.Amo.
Dopo una lunga consultazione, durata dei giorni, comitati, partiti e agricoltori sono riusciti a partorire un comunicato congiunto per dire no alla richiesta della società ATR rilasciata presso la conferenza dei servizi istituita in Regione, richiesta finalizzata alla realizzazione di un impianto di trattamento dei rifiuti pericolosi e non pericolosi. Una struttura, da ubicare nell’area Asi di Acerra, che in base alla domanda di autorizzazione dovrà trattare 10 tonnellate al giorno ( più di 3500 all’anno ) di percolati provenienti dalle discariche e dalle industrie.
“E’ un’altra minaccia alla salute e al territorio: cambiare il futuro si deve”, il titolo del messaggio affisso stamane sui muri di Acerra. Il manifesto è stato firmato da comitati ambientalisti, partiti e anche dagli agricoltori riuniti nell’associazione Ari.Amo, coltivatori che da tempo contestano l’attivismo degli ambientalisti sul fronte della contaminazione dei terreni. Attivismo che gli agricoltori di Ari.aAmo hanno sempre giudicato come ” un mero allarmismo inconcludente e dannoso”. Ora però ci sono anche loro in quest’ennesima battaglia per un ambiente più protetto. Ecco l’elenco delle sigle che hanno sottoscritto il documento: Coordinamento Comitato Fuochi, Acerra Anno Zero, PD, SEL, Associazione Agricoltori Ari.Amo, Raggi di Sole, Federazione della Sinistra-Rifondazione Comunista, Associazione il Cuneo, Associazione don Chisciotte, Associazione Noi Genitori di Tutti, Laboratorio Aprile, Alba, il Solco Della Tradizione. Per domattina è atteso un secondo manifesto, in questo caso sottoscritto da Endas, Donne del 29 Agosto, Volontari per Francesco, Guardie Ambientali ed Osis.
“La decisione di redigere un altro messaggio – spiega Alessandro Cannavacciuolo, delle Guardie Ambientali – è scaturita dalla necessità che avevamo espresso di tenere unite tutte le forze politiche, di destra, di sinistra e di centro, ovviamente anche il Movimento Cinque Stelle, per cui si tratta di una divisione formale sotto il profilo della necessità di tenere insieme tutte le appartenenze politiche e non sostanziale, cioè sul contenuto dell’iniziativa, che è quello della lotta al polo dei rifiuti pericolosi”. Intanto giovedì la conferenza dei servizi istituita in Regione si riunirà per decidere se dare o meno l’autorizzazione al progetto, un piano di smaltimento firmato da un gruppo imprenditoriale condannato dalla magistratura per traffico di rifiuti tossici.
“Il 31 mattina – conclude Cannavacciuolo – ci riuniremo tutti per manifestare sotto al Regione e una delegazione composta dai vari componenti del fronte che lotta contro il progetto ATR salirà per assistere alla conferenza”.




