Al borgo di Fontenovella la magia del passato tra musica popolare, degustazioni, ricostruzione di antichi mestieri e rappresentazioni folcloristiche.
Come bisogna narrare il passato e il presente di un luogo diventato “un luogo dell’anima”: questo è il tema, affascinante e difficile, con cui anche quest’anno, il 20 e il 21 giugno, si cimenta l’ Associazione “Fonte Nuova”.
Il programma è una “provocazione” per ogni aspetto della sensibilità e del gusto. C’è la musica popolare, scandita dal suono magico della tammorra, c’è il fascino del “tempo che fu” nascosto nelle cose, che, se sai interrogarle, parlano ancora, e raccontano vicende di vite difficili, ma piene di senso e di valori; ci sono i segreti delle arti che muovono ancora le mani di chi intreccia fibre e ricama trasparenze e riesce a realizzare il miracolo dell’ utile che è anche bello. Ci sono i sapori antichi, i sapori dell’umido e del secco, del pane che rende regale il companatico, della pasta che ha l’umiltà delle vere regine.
E ci sono le meravigliose “figure” di una danza popolare del Vallo, il “laccio d’amore”, una cerimonia di impetuosa, elegante sensibilità. Il tutto prende vita dal luogo, il borgo di Fontenovella, che è un mistero di ombre, di luci, di pietre, che aspettano di essere scoperte, in silenzio, e in silenzio ammirate da chi sa che il tempo dell’oggi è un guscio vuoto se non chiede senso e sostanza al tempo di ieri.Questo è il dono più bello che fa l’ Associazione: “sentire” il tempo come “durata”.

