L’appuntamento è per lunedì 28 luglio 2014 lea ore 10.30 presso la Sala Splendore del Comune di Villa Literno (Ce) in piazza G. Marconi.
Per celebrare i 25 anni dalla morte di Jerry Masslo, per non dimenticare, per rinvigorire un impegno comune: Arci Campania organizza, lunedì 28 luglio, una giornata di seminari, mostre e tavole rotonde per fare il punto della situazione sulle politiche sull’immigrazione nel nostro Paese a 25 anni dal sacrificio di Masslo.
Jerry era un cittadino sudafricano fuggito dall’apartheid, che arrivato in Italia, sperava di essere accolto nella civilissima Europa. Finì per lavorare come bracciante agricolo nelle campagne di Villa Literno in uno dei periodi di maggior produzione del pomodoro, “l’oro rosso”. Nell’agosto del 1989 Masslo venne ucciso in un tentativo di rapina.
Il suo assassinio, la partecipazione popolare, i funerali di Stato, la prima legge sull’immigrazione, che all’articolo 1 faceva cadere la riserva geografica al diritto di asilo, sono l’inizio del movimento antirazzista italiano. Un anno dopo l’assassinio di Jerry Essan Masslo, tantissimi giovani provenienti da tutta Italia diedero vita, a Villa Literno, ad un “Villaggio della solidarietà”, organizzato da Fgci, Cgil e altri, per accogliere centinaia di lavoratori agricoli immigrati in ricordo di Masslo. Fu una delle prime esperienze di volontariato espressione di una cultura laica e di sinistra. Quell’esperienza diede vita all’associazione “Nero e non solo!” che è diventata anni dopo parte dell’ARCI. In questi 25 anni quell’esperienza di volontariato si è trasformata in una modalità di agire quotidiano volto al cambiamento sociale attraverso l’allargamento dei diritti e la promozione della partecipazione delle persone.
L’esperienza dei progetti Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), l’accoglienza e il riscatto delle vittime di tratta, i campi di volontariato antimafia e il recupero dei beni confiscati, il nuovo protagonismo civico e culturale di tante associazioni di immigrati, rappresentano la continuazione ideale e materiale di quell’esperienza.
All’evento del 28 luglio, che si terrà a Villa Literno, nella sala Splendore di via Marconi, saranno presenti, tra gli altri, Mario Morcone, Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Gianni Cerchia, storico contemporaneo, Università Molise, on. Livia Turco, Francesca Chiavacci – presidente nazionale Arci; Domenico Manzione, sottosegretario al Ministero degli interni; Aly Baba Faye, sociologo; on. Camilla Sgambato, Daniela Di Capua, direttrice Servizio centrale Sprar. La presidente della camera Laura Boldrini, ha inviato un messaggio di sostegno e incoraggiamento per l’iniziativa.
Nel corso della giornata sarà anche distribuito il quaderno di viaggio di Arci Campania “Da Jerry Essan Masslo a Mare Nostrum”, che ripercorre 25 anni di antirazzismo in Italia.
PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Lunedì 28 luglio 2014 ore 10.30, Villa Literno
ore 9.30: apertura mostra fotografica “1990. Pomodoro Nero Literno” a cura di Giuseppe Tirelli
ore 10.00: Saluti e presentazione Iniziativa – Nicola Tamburrino, Sindaco di Villa Literno; Biagio Napolano, Arci Caserta
ore 10.15: 25 anni fa, l’antirazzismo italiano fa i primi passi – Gianni Cerchia, storico contemporaneo, Università Molise
ore 10.30: Tavola Rotonda: Combattere lo sfruttamento, dare dignità al bracciantato, liberare la terra dalle mafie- Jean Renè Bilongo, Flai Cgil nazionale; Piero Soldini, Cgil; Filippo Sestito, Arci Rosarno; Francesca Coleti, Arci Campania; Luciana Castellina, scrittrice, Enrico Pugliese, sociologo; Mario Morcone, Capo Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione. Coordina: Geo Nocchetti, giornalista Rai 3
ore 12.00: Volontariato, associazionismo, impegno antirazzista. Testimoni di ieri e di oggi
Raffaella Bolini – fondatrice “Nero e non solo”; on. Livia Turco; Francesca Chiavacci – presidente nazionale Arci; Aly Baba Faye, sociologo; on.Camilla Sgambato
ore 15.00: Tavola Rotonda. Consolidare diritto d’asilo e protezione internazionale: una legge nazionale- Daniela Di Capua, direttrice Servizio centrale Sprar; Filippo Miraglia, Arci Nazionale; Carmen Cordaro, Avvocato Lampedusa; on.Paolo Beni, deputato; Domenico Manzione, Sottosegretario Ministero Interni
Partecipano i sindaci di: Santa Maria Capua Vetere – Biagio di Muro; Parete – Raffaele Vitale; Castel Volturno – Dimitri Russo
ore 17.00: Torneo di Calcetto tra gli Sprar Arci Salerno, Caserta, Napoli, e i Volontari dei Campi Antimafia
ore 20.00: cena al Villaggio della Solidarietà
Jerry Masslo nacque nel 1959 a Umtata in Sud Africa. Frequentò le scuole per “soli neri”. Fu un simpatizzante dei movimenti di massa per i diritti della popolazione “coloured” come l’African National Congress-ANC, lo United Democratic Front-UDF e la Black Consciousness-BC. Il padre scomparve dopo un interrogatorio da parte della Polizia sudafricana. Masslo continuò a manifestare per i diritti civili. Durante una manifestazione la figlia di sette anni fu uccisa da un proiettile vagante sparato dalla polizia. A seguito del colpo di Stato del 1987 decise di andare via. Trasferì la moglie ed i due bambini in Zimbabwe e raggiunse lo Zambia. Insieme al fratello si imbarcarono clandestinamente per l’Europa su una nave nigeriana. Durante il viaggio il fratello si ammalò e Masslo scese dalla nave alla ricerca di farmaci ma non riuscì più a risalirvi.
Non ebbe più notizie di suo fratello. Riuscì a comprare un biglietto d’aereo per Roma, dove atterrò il 21 marzo del 1988. Al suo arrivo fece domanda d’asilo politico ma, all’epoca, questo poteva essere richiesto solo dai cittadini dei paesi dell’Est Europa, un cittadino dell’Africa non poteva avvalersi di questo diritto in Italia. Jerry Masslo, allora, chiese ed ottenne di essere messo in contatto telefonico con la sede italiana di Amnesty International, che a sua volta lo mise in contatto con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Quest’ultimo sollecitò il Ministero dell’Interno ma la risposta fu che oltre alla “riserva geografica”, vi era il problema di non creare precedenti perchè erano interessati dagli “accadimenti in Sudafrica” una pluralità di suoi connazionali. Masslo rimase in Italia senz’alcuno status giuridico definito.
Fu accolto presso dalla Comunità di Sant’Egidio e fece domanda di espatrio per il Canada, indicando la volontà di volersi ricongiungere con la moglie ed i figli. Incominciò ad imparare l’ italiano e ad esercitare lavori occasionali. In seguito decise di spostarsi a Villa Literno per lavorare alla raccolta del pomodoro. Intanto in città cominciarono a moltiplicarsi gli episodi d’intolleranza nei confronti degli immigrati. Alcuni ragazzi organizzarono degli “squadroni” e vennero diffusi volantini che incitavano i cittadini alla violenza contro gli immigrati. Il 24 agosto 1989, Jerry Masslo tornò al capannone dove dormiva con altri 28 immigrati. Un gruppo di quattro persone armate fece irruzione intimando che gli consegnassero i soldi. Per gli immigrati significava perdere tutto ciò che avevano guadagnato in due mesi ed oltre di lavoro. Alcuni consegnarono subito il denaro, altri si rifiutarono, tra cui Masslo, che fu colpito all’addome da tre colpi di pistola. Il 28 agosto, a Villa Literno, furono celebrati per lui i funerali di Stato.






