Ieri sera festa cittadina nella fattoria confiscata al clan Magliulo, una grande proprietà rimasta da anni nell’abbandono. Sarà trasformata a scopi sociali.
Fa una certa impressione osservare tante famiglie, famiglie operaie, gente del popolo, sedute a cerchio nel cortile della masseria di quello che è stato uno dei clan più temibili dell’area a nord di Napoli, il clan Magliulo. Tutti seduti in un cortile attorno a un sindaco coraggioso che tenta di imprimere un’inversione di tendenza in una delle città dell’hinterland napoletano, Afragola, a più alto tasso mafioso.
Ieri sera Mimmo Tuccillo ha fatto aprire per la prima volta le porte di questo ex fortino dei killer alla gente della sua città, alle persone semplici, oneste. La masseria Magliulo, confiscata da diversi anni, è un edificio grande, con tanto di muro di difesa e pescheto annesso.
Un frutteto che era finito nelle mani di persone che abusivamente hanno continuato a coltivarlo e a commercializzarne i prodotti nonostante fosse in regime di confisca. Poi però il comandante della polizia municipale, Luigi Maiello, ha fatto sequestrare tutto e cacciato gli abusivi. Le pesche sono state distribuite alle associazioni di volontariato e alle chiese della zona.
Ora però sorge il problema di riutilizzare questo bene altrimenti destinato alla rovina. “Il comune ha fatto un regolamento – ha spiegato Tuccillo dal microfono – per l’assegnazione dei beni confiscati in cui saranno valutate le proposte per la gestione e la valorizzazione degli immobili”. L’amministrazione comunale è stata mesi a redigere un regolamento insieme a tecnici competenti del settore. Regolamento la cui potenziale efficacia è stata certificata dalla stessa Libera, l’organismo antimafia presieduto da don Ciotti i cui esponenti ieri erano nella masseria. Intanto spetterà ai cittadini formulare le proposte giuste in grado di rendere fattibile il riutilizzo delle proprietà strappate alla camorra.
“Il bando di gara per l’assegnazione degli edifici sarà emanato dal comune a breve – scrive il consigliere municipale Giovanni Tuberosa – nel frattempo l’assessore Iavarone è a disposizione per qualsiasi tipo di attività culturale e sportiva da organizzare nel pescheto, proprio per farlo vivere e per tutelarlo fino all’assegnazione della masseria a coloro che la gestiranno”. “Ieri – conclude Tuberosa – abbiamo urlato che la camorra è una montagna di merda e che la camorra essendo un fenomeno umano ha avuto un inizio e avrà anche la sua fine”… una fine che sta iniziando!”.





