Dalle 17,29 alle 20, 36 di ieri – mercoledì 23 maggio – l’assise di Somma Vesuviana ha approvato ben 35 punti all’ordine del giorno (un numero cospicuo dato dalla presenza di una lunga serie di debiti fuori bilancio. Momenti di frizione in aula tra il consigliere Nocerino e il collega di opposizione Vincenzo Piscitelli che ha preferito lasciare Palazzo Torino dopo una infelice frase dell’esponente di maggioranza il quale ha subito dopo (già uscito Piscitelli) chiesto scusa.
Ai già tanti punti presenti all’ordine del giorno nell’assemblea pubblica guidata dal presidente Giuseppe Sommese, si sono aggiunte al principio due interrogazioni alle quali sarà data risposta scritta dagli assessori di riferimento: la prima è del consigliere Celestino Allocca in merito al nuovo sistema di raccolta differenziata, la seconda di Vincenzo Piscitelli inerente il servizio di parcheggio a pagamento sul territorio comunale. Allocca ha chiesto di sapere come mai si siano privilegiati i bidoncini in luogo delle buste, se i costi degli stessi siano a carico del Comune o della ditta e quali sanzioni sono state previste per i cittadini inadempienti, oltre a quale sia il programma per il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo che l’amministrazione si è data, vale a dire il tetto dell’85 per cento di raccolta differenziata. Piscitelli ha invece chiesto di sapere se risponda al vero il fatto che ad oggi non sia stato ratificato alcun contratto con la ditta che gestisce il servizio di parcheggio a pagamento sul territorio comunale, quali siano le intenzioni in merito e se – a questo punto – i lavoratori siano legittimati ad espletare il servizio.
All’ordine del giorno, e dunque con risposta in aula, le tre interrogazioni a firma della capogruppo di Forza Italia, Lucia Di Pilato: sul Castello d’Alagno e sul suo utilizzo (chiuso ai cittadini ma aperto per alcuni eventi sia pure pubblici), sul degrado del campetto di Rione Trieste e sull’incuria dell’area La Porta del Parco di via de Matha. A tutte e tre le richieste di delucidazioni ha risposto l’assessore Valeria Granata, rassicurando circa il futuro dell’area di Rione Trieste (per il quale è stato stipulato un contratto di partenariato sociale), sulla Porta del Parco (è in corso una gara d’appalto, sulla destinazione non si è ancora discusso se non rispetto al fatto che debba essere vivibile) e infine anche sul Castello d’Alagno per il quale sarà a breve affidato un incarico ad un tecnico che possa risolvere la annosa questione dei collaudi.
All’assessore Granata è toccato anche rispondere all’ultima interrogazione prevista, quella a firma dei consiglieri Di Pilato, Piccolo, Parisi, Rianna, Piscitelli, sullo stato dei lavori alla scuola di via Trentola e sull’agibilità e sicurezza dello stabile in questione. «Quando quella scuola è stata progettata – ha spiegato l’assessore – aveva un’altezza interna di 2 metri e 80 centimetri, oggi la nuova normativa prevede parametri diversi e ci stiamo muovendo per capire come conferire agibilità alla struttura».
Dopodiché, una lunga sequenza di 23 sentenze (debiti fuori bilancio) per lo più di risarcimento danni a cittadini sommesi che hanno citato il Comune, sostanzialmente per «insidie e trabocchetti». L’assessore Giovanni Salierno ha annunciato la imminente adozione di un nuovo sistema con il quale l’Ente tenterà di ridurre il contenzioso, uno dei costi maggiori. Un metodo grazie al quale – ha annunciato sempre Salierno – i risultati si vedranno non nell’immediato ma nel tempo. «Chi ben comincia è a metà dell’opera» – ha aggiunto. Dopo gli interventi di Piscitelli, Granato e Piccolo ha dato il suo immancabile contributo il consigliere Peppe Nocerino: «I debiti fuori bilancio non si devono solo alle insidie e trabocchetti ma anche all’ignoranza amministrativa, alla cattiva gestione, perché un dirigente del settore, magari, fa una gara senza accertarsi se ci siano impegni spesa in bilancio, non possiamo dire sia sempre colpa dei cittadini». Tutti i debiti fuori bilancio sono stati votati dalla maggioranza con l’astensione dei quattro componenti di minoranza presenti in aula.
Ed a proposito dei debiti fuori bilancio, l’argomento successivo in discussione e illustrato dall’assessore Irollo, i revisori dei conti fanno nella loro relazione delle raccomandazioni precise: «Il livello di spesa è divenuto ormai insopportabile per il Comune (le spese legali superano spesso lo stesso importo del danno), si rende perciò necessaria una tempestiva manutenzione della rete stradale e, laddove ciò non fosse possibile in tutto o in parte, almeno segnalare alla cittadinanza tutte le situazioni di pericolo già insorte o che dovessero insorgere».
Illustrato il rendiconto (il consuntivo è un bilancio redatto al termine di un periodo gestionale per determinarne il risultato economico) Irollo ha invitato alla collaborazione tutti i consiglieri, di maggioranza e opposizione. Invito poi ripreso dal consigliere Nocerino che ha chiesto e ottenuto la parola subito dopo: «La collaborazione è la vera sfida del consiglio comunale. Non del sindaco o della giunta, ma del consiglio» – ha detto. Un invito subito raccolto dal consigliere Celestino Allocca: «Faccio mia questa richiesta, mi ha fatto emozionare – ha replicato lo sfidante al ballottaggio dell’attuale sindaco – sto tentando di imparare, studio e mi sono candidato con un unico scopo: produrre qualcosa di buono per la mia comunità. Ma stasera non inizieremo votando a favore del consuntivo». Il consigliere Piscitelli ha invece fatto notare come le richieste di collaborazione siano opportune su qualcosa che non sia stato già deciso. «Si collabora sui progetti, non accettando quanto deciso da altri». Sul bilancio consuntivo, o rendiconto di gestione che dir si voglia, 15 voti a favore e un astenuto (il consigliere di opposizione Antonio Granato), il resto ha votato contro.
All’attenzione dell’aula è poi approdata una delibera di notevole rilevanza sulle opere edilizie abusive insistenti sul territorio comunale. In pratica la proposta consiste nell’individuare un prevalente interesse pubblico circa la conservazione di dette opere acquisendole a patrimonio comunale e, per quelle terminate, prevedere un canone di locazione da chi li occupa senza titolo; per quelli non ancora finiti invece è proposta una valutazione caso per caso e, laddove sussista l’interesse pubblico, metterli in vendita tramite bando di alienazione ad evidenza pubblica per fini diversi da quelli residenziali. Illustrata dall’assessore Granata, la delibera è passata anche nella terza commissione prima di arrivare in consiglio comunale e, come ha specificato la consigliera Adele Aliperta, si tratta di un argomento oltremodo attenzionato dalla Corte dei Conti.
Il punto all’ordine del giorno che più ha fatto scaldare gli animi è il capitolato di concessione dei servizi cimiteriali (custodia, pulizia, cura del verde, manutenzione ordinaria, formazione del catasto cimiteriale). In pratica il servizio sarà esternalizzato con importo di concessione a base d’asta di 1. 131.mila euro. Gli animi si sono accesi subito dopo la relazione dell’assessore Castiello e il relativo commento del consigliere Piscitelli: «Mi aspettavo una relazione più esaustiva, vorrei almeno sapere se le tariffe a carico dei cittadini si abbasseranno». Un intervento cui sono seguiti prima quello del consigliere Nocerino e poi quello della consigliera Luisa Feola che dell’argomento si è occupata nella relativa commissione. Entrambi incentrati sulla difficile situazione in atto oggi e da tempo nel luogo sacro. «Un cimitero completamente abbandonato a se stesso negli ultimi venti anni e forse anche di più» – ha detto la Feola. A rintuzzare le eccezioni di Piscitelli che ha portato in aula una sorta di report sui costi reali – e anche una proposta di modifica del capitolato firmata da alcuni altri esponenti di minoranza – pure Luigi Molaro: «Piscitelli ha messo in evidenza difetti, ma non il fatto che dal prossimo anno saranno risparmiati circa 100mila euro che potremo destinare ad altro».
Nella proposta consegnata da Piscitelli al presidente Sommese perché la mettesse ai voti, anche l’abbassamento delle tariffe. Ma nel corso del suo intervento – condito da proteste nemmeno troppo sommesse e risatine dai banchi di maggioranza che il presidente tentava inutilmente di arginare – Piscitelli ha anche detto, ironizzando: «Come spesso accade, alle domande poste all’assessore arriva poi risposta, ma dal consigliere Nocerino». E qui è successo quello che potremmo chiamare frutto di un equivoco (?). «Noi dobbiamo appellarci ai numeri che escono dall’ufficio ragioneria perché stando a quanto appena elencato da Piscitelli (ndr, il consigliere di opposizione aveva appena concluso un lungo elenco di costi riferiti ai vari generi di illuminazione votiva, al numero dei loculi e così via) si evince che al cimitero c’è un mercato che non corrisponde a realtà. Piscitelli ci sta dando la dimostrazione che c’è evasione, allora vorrei capire come mai lui che per due anni ha avuto la delega al cimitero come mai non abbia denunciato. Allora è complice, è omertoso. Io conosco la moglie di Piscitelli e…sicuramente gestisce tutto lei in casa…». E qui, prima ancora che Nocerino finisse il concetto, se di questo si trattava, Piscitelli ha preso la porta dell’aula lasciando Palazzo Torino, non dopo aver ammonito: «Non permetterti mai più di parlare della mia famiglia».
Nocerino ha proseguito: «Non volevo offendere, ma stavo semplicemente dicendo che sono le donne a gestire il bilancio familiare, lui i conti li ha fatti ma senza le spese. Ha considerato le entrate ma non le uscite. Mi sembra scorretto il suo modo di agire ma senz’altro sono stato frainteso, andrò a casa Piscitelli a chiedere scusa». La delibera è passata con 15 favorevoli e tre astenuti, messa al voto dopo la proposta di Piscitelli (un solo voto a favore, quello di Allocca) e dopo la precisazione della consigliera Feola: «Quelli illustrati da Piscitelli sono dati completamente dissonanti con quelli in nostro possesso, sarebbe stato più opportuno li portasse in commissione dove, tolte le divergenze su alcuni temi, è stato molto collaborativo».
Infine, l’adesione del Comune di Castello di Cisterna alla Cuc (Pomigliano – centrale unica di committenza) è passata all’unanimità. Votata anche la delibera sulla compatibilità localizzata degli impianti produttivi di prima e seconda classe, un atto importante per evitare che le industrie insalubri, pur con titoli edilizi congrui, possano insediarsi in zone diverse da quelle (D) previste dal piano regolatore vigente. Votato pure lo schema di convenzione da sottoscrivere con le associazioni di protezione civile.



