Nel pomeriggio di domenica 22 ottobre al teatro Maria Aprea, presso l’accademia musicale Giuseppe Verdi, poco prima della sua performance Verheyen si concede ad una piacevole intervista ai nostri microfoni.
Carl William Verheyen , nato nel 1954, è un noto chitarrista americano, uno dei dieci chitarristi più celebri al mondo. Ma il suo talento non è solo suonare la chitarra. Verheyen è musicista, vocalist, cantautore, arrangiatore, produttore ed inoltre è stimatissimo e seguitissimo per essere un ottimo didatta. Verheyen è stato sempre apprezzato dalla critica e nominato ai Grammy, uno dei premi più importanti degli Stati Uniti, con 12 CD, due DVD dal vivo e due libri pubblicati in tutto il mondo. Come membro del gruppo Rock Supertramp dal 1985, Carl ha suonato davanti a milioni di spettatori nelle arene di tutto il mondo. Come artista solista e leader della Carl Verheyen Band, ha firmato un’impressionante ed eclettica discografia che mostra i suoi infiniti talenti attraverso una vasta gamma di generi musicali. Carl è comunemente considerato un virtuoso chitarrista in grado di suonare qualsiasi stile di musica con notevole padronanza. Fa parte dell’elite dei migliori musicisti di Los Angeles da ormai 40 anni, avendo suonato in centinaia di produzioni musicali, colonne sonore e programmi tv. Vasta è la lista di artisti noti con cui ha collaborato: da B.B. King a Josè Feliciano, da Christina Aguilera a Little Richard, dai Bee Gees a Dolly Parton.
Come avevamo anticipato in un precedente articolo questo fenomeno della musica è approdato a Volla, precisamente al Teatro M. Aprea, con il suo tour masterclass “Clinic”. Ad accoglierlo in sintonia due grandi della musica del territorio campano, il M° Ciro Palella, proprietario dell’AGV e Andrea Palazzo noto chitarrista napoletano. Quindi, domenica 22 ottobre alle 17,00 circa, Verheyen ha dato via ad un emozionante e spettacolare work shop. Prestazione aperta a tutte le età e tutti i livelli. Carl si è concesso, come nel suo stile, su tutte le sfaccettature della chitarra elettrica, tra cui l’improvvisazione, la chitarra ritmica, la musica dal vivo e lo studio, il blues, lo stile rock, jazz e la musica country. Non potevano mancare ad attenderlo numerosi chitarristi professionisti e apprendisti del territorio e dintorni.
Affabile, umile e sorridente arriva in accademia e concede prima dell’esibizione una breve intervista ai nostri microfoni:
Quando hai iniziato a interessarti di musica? A che età? E come è nata questa passione?
“Avevo undici anni quando ho avuto la mia prima chitarra e la mia prima lezione. Nella vita non avevo mai avuto l’occasione di un vero lavoro. In effetti facevo il garzone dei supermercati, e quindi presto decisi di usare la mia passione per vivere. E all’età di 15 anni iniziai ad insegnare musica.”
Quanto è importante per un musicista raggiungere un proprio stile e identità?
“E’ importante per un musicista stabilire e definire un proprio stile. L’attitudine non basta, bisogna lavorare molto per costruire il proprio stile. La missione più importante per un musicista è rendere la musica perfetta”
Che sensazioni provi quando suoni?
“Gioia prima di tutto e felicità. Anche il blues che generalmente è un genere nostalgico mi rende felice.”
Ti gratifica di più esprimerti con la musica suonandola o insegnandola?!
“Mi gratifica molto di più quando suono. Insegnare è per me una vocazione che ritengo necessaria per trasmettere alle nuove generazioni il senso della musica”
Per un musicista di questo calibro, quanto conta il testo di una canzone e quanto conta la musica?
“Dipende . Ci sono brani prevalentemente suonati, e quindi in questo caso sicuramente la musica. Poi esistono brani dove le parole sono importanti e quindi li il testo conta.”
Tra le tue esperienze e collaborazioni, quale ricordi con soddisfazione?
“Quella con i Supertramp è stata la collaborazione più importante della mia carriera e soprattutto la più divertente”
Hai un particolare progetto , qualche prossima aspirazione?
“ Bene, dopo il tour in Italia che vede altre due tappe, Siracusa e Roma, sarò in Germania e Svizzera in tour, in questo caso in concerto con un importante chitarrista. Tra le mie aspirazioni e progetti c’è che vorrei concludere un album che ho iniziato ma che ancora devo finire”.
Non siamo riusciti a non trasmettere nelle nostre domande la curiosità e l’ammirazione verso un cosi grande artista. E c’è da dire che neppure lui si è trattenuto.
Socievole, e pieno di entusiasmo ha trasmesso con le sue risposte e con le sue parole, vibrazioni, quasi come se a parlare fossero note suonate con l’animo.
Un ringraziamento per le immagini alla giovanissima Rita Palella.









