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VingustandoItalia, non si beve per dimenticare ma per ricordare

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“ La terra conosce profondità che l’uomo non immagina”

Bere è come leggere un buon libro, ti deve appassionare e far immaginare la vicenda, i profumi, i sapori, i suoni di tutta l’avventura. Bisogna imparare ad abbinare il vino non solo al cibo, ma alla vita, tutta intera. Ogni vino possiede una storia, che spesso racconta aneddoti tanto straordinari da sembrare impossibili, epici o drammatici, romantici e guerreschi, erotici ed eroici, ma soprattutto… Che sensazioni offre? Cosa dice a tutti noi oggi, mentre lo beviamo, e in quale momento dell’esistenza ci può accompagnare?

“La terra conosce profondità che l’uomo non immagina”, e così accade bevendo un grande vino. Grandi rossi, bianchi da amare, perfette bollicine, non si immagina quale lavoro immane ci sia dietro ad alcuni tra i vini più importanti del mondo. Esistono vini dal carattere terroso, imponente, quasi animale, che irrompendo in uno sobrio banchetto, possono stupire, lasciare interdetti, persino intimorire. Alcuni vini sono come una bellissima donna elegante ed altolocata; impossibile averla, da diventarne pazzo… con quella maledetta gonna stretta che risale sino ad immaginare l’impensabile. La donna che ci marcia, ti fa immaginare e sperare l’impossibile. Cosa fare per non sembrare uno zerbino? Bollicine, tante bollicine, perché allontanano le inibizioni e le incertezze. Il vino mosso è quello più usato per andare oltre, per continuare all’infinito tra un bicchiere e l’altro sino all’ultimo. Il vino non è solo piacere dell’olfatto e del gusto ma anche dell’udito. Si possono effettuare ottimi abbinamenti con il vino e con la musica! Andate in un vigneto ed ascoltate la sua musica, il suono del vento tra i filari, tra le foglie, tra i grappoli rossi e maturi. Aprite una bottiglia ed assaporate il suono caldo e suadente del tappo che sale. Il  vino, se lo sai ascoltare in silenzio, emetterà una dolce melodia. Sensazioni uniche e profonde. Il vino è una bevanda, ma non è soltanto una bevanda che spegne la sete. Il vino è qualcosa di più: è anche la bevanda della gioia, della vita e della festa. Nell’Antico Testamento il vino era considerato il simbolo di tutti i doni provenienti da Dio, era la bevanda della vita che sa donare consolazione e gioia e sa curare le sofferenze dell’uomo. Per questo motivo nei banchetti non poteva mai mancare il calice del vino e con esso si pronunciava poi una preghiera di ringraziamento a Dio. Il mito dice che sarebbe stato Noè il primo uomo  a piantare la vite: “Bevve  del vino, si ubriacò e si scoprì dentro la tenda” (Gen. 9,20). Insomma, il vino non è solo bevanda/alimento, è anche collante sociale e culturale, fatto di mille e uno fattori che, presi singolarmente, dicono già tanto, ma combinati tra loro riescono a dire molto, ma molto di più.

Oramai il vino è sinonimo di una cultura conviviale di cui si ha sempre più bisogno. Se è vero che per avere un amico basta un bicchiere di vino, ricordate che per conservarlo non basta una botte intera.