I Medici per l’Ambiente della sezione Nola-Acerra rendono noto che con la Delibera della Giunta Regionale N° 120 Del 26/03/2019, vengono ufficialmente riconosciuti i superamenti di PM10 e biossido di azoto, continui e di lungo periodo, anche in zone della Regione Campania come le provincie di Napoli e Caserta.
La Delibera, nel preambolo, richiama alcuni elementi di fatto e di diritto sicuramente coerenti con una corretta politica finalizzata alla tutela dell’ambiente e, più in particolare, alla tutela della qualità dell’aria. Ma tale coerenza si perde nella assoluta inerzia istituzionale riscontrata sul campo almeno negli ultimi cinque anni.
La Commissione Europea, in riferimento ai superamenti continui dei valori limite del materiale particolato PM10 e del biossido di azoto sul territorio italiano, ha avviato procedure di infrazione -alcune delle quali riguardano anche la ZONA IT 1507, ovvero l’area Napoli e Caserta. In Campania, le fonti emissive responsabili dei superamenti sono il traffico veicolare, il riscaldamento domestico a biomassa e l’agricoltura. Nella delibera si prevedono “misure di risanamento addizionali” rispetto a quelle già adottate, da inserire nel piano della qualità dell’aria e da applicare su tutto il territorio campano.
Tuttavia, questo è il quinto anno consecutivo che in area nolana, la stazione ARPAC di San Vitaliano certifica superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del materiale particolato PM10. Per il quinto anno consecutivo non si applica, in area nolana, il “Piano Regionale per la Tutela della Qualità dell’Aria”. Appare, pertanto, velleitaria la previsione di “misure di risanamento addizionali” rispetto a quelle già adottate: come fanno ad essere addizionali se quelle già adottate non sono mai state adottate? Se queste sono le premesse, si esprimono fondate riserve sull’idoneità a raggiungere gli obiettivi prefissati dall’ “ACCORDO DI PROGRAMMA” approvato con la delibera in esame.






