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VingustandoItalia, il Vino ed il Cibo come elementi rituali e magici

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Il vino ed il cibo hanno avuto da sempre un ruolo centrale nella vita dell’uomo e non mancano i rituali primitivi, in cui diventano elementi fondamentali per farli andare a buon fine.

Da un punto di vista culturale, il vino è una bevanda carica di elementi rituali, non solo quelli attribuiti da alcune religioni, ma anche quelli di rilevanza sociale e tradizionale. Il vino ha sempre svolto un ruolo importante nelle culture nelle quali è presente: si può dire che la caratteristica rituale del vino sia nata con la sua “scoperta”. Ogni aspetto legato al vino ha avuto – e continua ad avere – i suoi momenti e significati rituali, a partire dalla raccolta dell’uva. Per molti aspetti, la vendemmia assume ancora oggi un momento rituale, ha un significato sociale e di comunione piuttosto forte, nel quale uomini e donne si riuniscono e insieme lavorano per il medesimo obiettivo. Il ruolo rituale e sociale della vendemmia è stato ancor più forte nei decenni scorsi – e lo stesso si può affermare per qualunque altra attività agricola legata ai raccolti – quando nei vigneti si riunivano amici, parenti e vicini di casa, tutti insieme a lavorare per poi festeggiare con un ricco banchetto, fatto di piatti speciali che in genere non venivano consumati durante l’anno. Alla fine della giornata, la stessa comitiva continuava a festeggiare il momento di socialità con danze e musica, nelle quali il vino non mancava mai. Così come il vino, anche il cibo ha avuto da sempre un ruolo centrale nella vita dell’uomo e anche in questo caso non mancano i rituali primitivi, in cui diventa un elemento fondamentale per farli andare a buon fine. Superare il confine che separa la magia dalla scaramanzia è molto facile e in Italia ci sono tantissime credenze popolari strettamente legate al cibo. Dall’antica tradizione contadina deriva un’usanza che è in parte legata alla magia omeopatica: quella di lasciare gusci d’uovo, ossa o avanzi in genere sui davanzali delle finestre. In parte era per auspicare abbondanza, in parte per ostentarla, seppure inesistente, per suscitare l’invidia dei vicini e non sfigurare ai loro occhi. Per quanto riguarda la gravidanza, tra i vari rituali c’era anche quello di mangiare la placenta. Allora veniva offerta alle donne ritenute poco fertili o sterili, oggi viene riutilizzata per le sue proprietà benefiche e nutrienti e la cosa ha destato molto scalpore nonostante, di fatto, non sia una novità ma più semplicemente un tabù. Per quanto riguarda il raccolto, fondamentale per la sopravvivenza della comunità, la donna incinta ha avuto sempre un ruolo di rilievo, in quanto simbolo della fertilità. I raccolti, ovviamente, dipendevano in primis dalla pioggia ad anche in questo caso non mancano i rituali più disparati e le applicazioni del potere magico sui fenomeni atmosferici. Se in alcuni posti la donna incinta era una figura importante e le sterili venivano ripudiate o addirittura scacciate dalla loro comunità, non mancavano i casi in cui la donna che aveva appena partorito venisse considerata impura e perciò esclusa da varie azioni, come anche quella del cucinare o la partecipazione al battesimo del suo stesso figlio. Rituali magici e scaramantici hanno avuto un ruolo centrale anche nel corteggiamento, soprattutto nel caso in cui il fidanzato dovesse guadagnarsi il benestare della famiglia della sua amata, portando a casa una quantità sempre crescente di beni fino al momento delle nozze. Uno dei rituali rimasti in vita fino ai nostri giorni è quello del lancio del riso fuori dalla chiesa all’uscita degli sposi. Un tempo si usava farlo con le nocciole, simbolo di fecondità. Il gesto del lancio riprende quello del contadino sul campo durante la semina. Il pane, ha sempre avuto un ruolo centrale nella vita dell’uomo. È considerato indispensabile, è simbolo di vita, un tempo bisognava averne sempre in casa non solo per esigenze nutrizionali ma anche perché si credeva che tenesse lontane le presenze maligne. Si usava anche come moneta di scambio per l’aldilà, o meglio, veniva preparato per accompagnare il defunto durante il suo trapasso. In alcuni casi per esorcizzare la paura della morte si tenevano banchetti in presenza del defunto, che veniva servito come se fosse ancora in vita. Tra gli ingredienti immancabili c’erano le fave, secondo le credenze degli antichi egizi contenevano le anime dei morti. Ma bisogna sempre tener presente che il buon cibo ed il buon vino elevano l’anima e i pensieri ed allontanano le inquietudini dal cuore dell’uomo…