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Somma Vesuviana, ciclo di seminari: videogame e dipendenze

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A Somma Vesuviana un ciclo di seminari sui videogiochi e sulle dipendenze. Fino al 6 marzo, si discuterà nelle scuole cittadine di internet e videogiochi, con particolare attenzione al «caso» Fortnite.

I nostalgici ricordano i tempi spensierati dell’infanzia e dell’adolescenza, quando si attendeva trepidanti la domenica per trascorrere una giornata al cinema e la pellicola non conosceva ancora l’IMAX. Quando non esisteva nulla di più divertente che andare al parco giochi  con gli amici, sfrecciare sulle bici nuove regalate dai nonni o sfidare i compagni di gioco a una partita di pallone.

Quali sono invece giochi dei bambini nella società 4.0?

Sembra quasi che i bambini di oggi abbiano smarrito la capacità di divertirsi davvero. La maggior parte di essi è perennemente «connessa» e trascorre il tempo libero davanti ai videogame, con un compagno di giochi virtuale e sconosciuto di una città lontana.

Fin qui nessun problema, ma se il tempo passato davanti ad uno schermo supera le cinque ore al giorno, il videogioco diviene un pericolosissimo nemico per la salute dei nostri ragazzi, che rischiano di rimanerne assuefatti e sviluppare l’Internet gaming disorder. Un disturbo che, secondo gli studi condotti dalla University of Utah School of Medicine (Usa) e della Chung-Ang University (Corea del Sud), porta il videogiocatore cronico a non avere alcun interesse per la realtà.

Si tratta di una vera e propria forma di dipendenza. Su questo tema hanno dialogato bambini e docenti con gli esperti del Centro psico-pedagogico Einstein non sa leggere nei workshop informativi “Dipendenze da internet e videogame: il caso Fortnite ” a cura di Michela Piccolo, tutor esperta in disturbi dell’apprendimento e insieme alle psicologhe Raffaella Alaia e Rosaria Autiello, ospitati dal III circolo didattico Bertona di S. Maria del Pozzo e dal Plesso Termini di Marigliano.

Un evento che ha visto la viva partecipazione del corpo docente, del dirigente scolastico Luigi Amato e soprattutto degli alunni.

La platea di piccini ha accolto con interesse il dibattito commentando i filmati proiettati in aula, esempi reali di casi patologici relativi a coetanei affetti da dipendenze da videogame; sottoponendo domande, offrendo il loro punto di vista e condividendo le proprie esperienze.

Dal workshop sono emersi dati impressionanti agli occhi degli osservatori: su 39 bambini tutti utilizzano dispositivi di telecomunicazione per connettersi a social come Instagram, Musically o videogiochi, in particolare Fortnite per almeno una o due ore al giorno. Il 60% dei ragazzini gioca a videogame per più di due ore al giorno e il 40% arriva anche a 5 o 6 ore. Nessuno di essi sostiene di trascorrere i pomeriggi liberi al parcogiochi.

È emerso inoltre che su un campione di 39 discenti, 11 giocano anche di nascosto, 14 manifestano rabbia o nervosismo quando viene loro negata la possibilità di giocare e il restante ha i pensieri focalizzati sul gioco anche durante altre attività. Dati sconcertanti se si pensa che si tratta di alunni della IV elementare. Tra questi, soltanto un alunno presente ha 12 anni, l’età minima indispensabile secondo il regolamento di Fortnite per avere accesso al videogame.

E i conti tornano dal momento che, come è registrato dai dati statistici, l’Italia è il 4° paese nella classifica europea per l’uso di videogame e il 10° paese a livello mondiale.

Fortnite si diffonde sempre più velocemente poiché tutti possono downlodare gratuitamente i contenuti nella versione di base anche se, per avere la possibilità di scaricare nuovi plug-in si richiede di shoppare mediante carta di credito. E i soldi dei nonni che un tempo i bambini amavano spendere al parco per la pesca o lo zucchero filato ora vengono usati, spesso con il consenso dei genitori, per acquistare tutto l’equipaggiamento di Fortnite. Vi è un caso di un ragazzino che ha speso 300 euro dalla carta di credito dei genitori, con il loro consenso, per giocare a Fortnite. “Registrava uno scarso rendimento scolastico, sonnolenza, nervosismo tutti sintomi della dipendenza dai videogiochi” – ha affermato durante il work-shop Michela Piccolo responsabile del centro e che – “è attualmente in terapia presso il nostro centro».

Sono state programmate nuove date: lunedì 27 febbraio per un incontro rivolto ai genitori e il 6 marzo per il corpo docente presso il 3° circolo didattico Bertona. Nuovi incontri nel mese di marzo anche presso il Liceo Classico Scientifico Evangelista Torricelli di Somma Vesuviana, per mettere in guardia i videogamer più grandi, sui rischi e i pericoli di un uso scorretto della tecnologia.