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Vertenza Ikea: salvo il premio aziendale. Si continuerà a trattare fino a ottobre.

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Fissati altri tre appuntamenti: 23 e 28 settembre e 2 ottobre. L’azienda vuole rendere variabili una serie di maggiorazioni.    

Ieri a Roma, nel primo giorno di trattativa sul costo del lavoro, si è registrata l’intesa per il premio aziendale fisso: non sarà toccato, come invece temevano sindacati e lavoratori.  Le parti si rivedranno il 23, il 28 e il  2 ottobre. Tre appuntamenti per trattare su tutte le altre maggiorazioni, quelle relative al lavoro domenicale,  festivo e al premio di partecipazione, maggiorazioni che Ikea da fisse vuole rendere variabili. Entro due settimane, dunque, potrebbe profilarsi l’accordo. Ma il condizionale è ancora d’obbligo. La situazione resta complessa. A luglio Ikea ha voluto affibbiare un’espressione inglese a una delle azioni contenute nella sua proposta  puntata al contenimento del costo del lavoro in Italia. Una delle ipotesi si chiama ” One Ikea Bonus ” e nelle intenzioni dell’azienda dovrà sostituire l’attuale premio di partecipazione spettante a ogni lavoratore sulla base del contratto integrativo. Il bonus unico, questa la corretta traduzione, dovrà essere calcolato sulla base del raggiungimento di obiettivi legati alla produttività. Non sarà forfettario, quindi, per cui potrebbe subire notevoli flessioni, a seconda dell’andamento degli affari. Flessibile, sempre nella proposta aziendale, doveva essere anche il premio aziendale. O meglio: in parte fisso e in parte variabile. Ma su questo istituto è stato posto il paletto , dei sindacati. Paletto che gli svedesi ieri, a Roma, hanno rispettato.  I nodi da sciogliere riguardano però ancora le maggiorazioni domenicali e festive. Per le maggiorazioni domenicali ( attualmente sono pagate con un  70 % in più su ogni ora ordinaria ) gli svedesi, sempre a luglio, hanno avanzato una “scaletta”, che va dal 40 al 70 %, a seconda delle domeniche lavorate. Netto poi il taglio delle maggiorazioni per il lavoro nelle festività, la cui ora viene fino adesso maggiorata del 130 % rispetto a quella ordinaria. Ebbene, in questo caso Ikea aveva chiesto un’altra “scaletta”, che va dal 50 al 70 %. Non è finita. La multinazionale vuole anche abolire le spettanze per le domeniche del periodo natalizio, maggiorate finora del 130 %. Negli ambienti sindacali intanto si registra un cauto ottimismo. ” Circa 60 euro al mese del premio aziendale sono salvi – spiega Emanuele Montemurro, della Uiltucs – premio che resta fisso e che costituisce il quaranta per cento delle maggiorazioni sul salario base. Prossimamente si tratterà su tutte le altre maggiorazioni “. C’è anche un’altra questione, non secondaria. Il contratto Ikea ha come riferimento normativo il contratto di Confcommercio, il cui rinnovo ha consentito un aumento in busta paga di 85 euro al mese. Ma la società scandinava non ha applicato questo adeguamento importante, cosa che peserà sulla trattativa in corso.

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