Governo e aziende non hanno accolto la proposta dei sindacati di maggiori tutele per i lavoratori.
Divergenze sull’articolo 18: salta l’accordo per il salvataggio dei 350 licenziati Gepin. Il confronto, se ci sarà, riprenderà forse a settembre. Mercoledi scorso non sono bastate 19 ore filate di trattativa per salvare i 350 licenziati dei due call center Gepin Contact di Casavatore (220 addetti ) e di Roma (130 addetti ). E’ infatti terminato all’alba di ieri con un nulla di fatto il confronto al ministero dello Sviluppo organizzato dal governo nel tentativo di ricollocare i lavoratori che lunedi primo agosto hanno perso definitivamente il posto a causa della perdita da parte di Gepin dei servizi telefonici una volta affidati da Poste Italiane. Ma le aziende subentrate alla Gepin nella gestione di questi servizi e che sono state invitate dal ministero a rilevare le maestranze licenziate non hanno accettato la proposta dei sindacati di continuare a garantire per i 350 addetti, una volta riassunti, la tutela dell’articolo 18, l’articolo dello statuto dei lavoratori che protegge i dipendenti dal licenziamento senza giusta causa. Da qui la distanza, apparsa incolmabile alle cinque del mattino di giovedi, ora in cui è terminata la trattativa. Non tutto è perduto però. I sindacati sostengono che il confronto possa proseguire nella ripresa autunnale. Si vedrà. “Dopo una estenuante e complicatissima trattativa di oltre 19 ore – raccontano nel frattempo Salvatore Topo e Peppe Di Marzo, rispettivamente segretario generale e segretario regionale della Fistel Cisl Campania – e dopo l’autorevole e perentorio intervento del Mise, abbiamo stabilito insieme una serie di condizioni in grado di garantire le produzioni e, soprattutto, l’occupazione attraverso il riassorbimento di tutti i lavoratori. Ma al termine di questa battaglia epica non si riesce a trovare la condizione per l’applicazione delle tutele ex art. 18. Il problema – aggiungono gli esponenti Fistel – è sempre legato alla continuità e ai rischi del 2112, la cessione aziendale. Su tale tema c’è un’apertura delle aziende che si renderebbero disponibili ad applicarlo successivamente al consolidamento della commessa. A ogni modo – nonostante gli sforzi enormi compiuti dalla delegazione per onorare il mandato ricevuto in assemblea dai lavoratori di Casavatore e nonostante il buon risultato conseguito, il verbale di incontro non è stato sottoscritto. Appena possibile – fa sapere la Fistel – pianificheremo un confronto assembleare per meglio trasferire i contenuti dell’accordo e decidere insieme ai lavoratori se ci sono gli estremi per siglare il verbale”. Secondo quanto finora trapelato il Mise durante il confronto è riuscito a far incrementare i volumi di attività sulla commessa Poste nella misura del 30%: il massimo previsto dal bando di gara). Inoltre è emerso che sarà preservato l’intero perimetro occupazionale attraverso la conferma di tutti gli attuali orari di lavoro con la sola eccezione dei 7 lavoratori “fuori perimetro” attualmente full-time, a cui saranno proposti contratti a 4 ore. Per garantire un adeguato margine temporale di sicurezza rispetto all’ipotesi di un eventuale ricorso al Consiglio di Stato da parte di System House ( la società che è stata esclusa dall’assegnazione della gara Poste 0a causa del massimo ribasso offerto e che quindi ha fatto ricorso contro questa decisione voluta dal governo ) le assunzioni avranno la seguente progressione: entro 3 mesi dalla stipula del contratto con Poste il 50% delle risorse, entro i 3 mesi successivi il 25% e entro ulteriori 3 mesi la rimanente parte fino a completare il 100%. Tutte le assunzioni sarebbero effettuate a 4 ore e all’incremento dei volumi da parte di poste si partirebbe con le trasformazioni orarie. Inoltre E-Care, una delle società che si sono aggiudicate l’appalto Poste, laddove fossero scongiurati eventuali legami con la Gepin Contact (ex art. 2112) confermerà la sede del call center di Casavatore. C’è però un altro problema per i lavoratori. Saranno infatti azzerati gli scatti di anzinità. Le assunzioni saranno tutte equiparate al terzo livello.
E il 50% della formazione dovrà essere coperto con le ore di permesso personale. Non è finita sul fronte dei sacrifici. Si perché ci sono la sterilizzazione dell’ “Egr” per un anno e la svalutazione dei festivi coincidenti con le domeniche. “Ora la parola passa ai lavoratori – aggiungono intanto Alessandra Tommasini e Osvaldo Barba, rispettivamente segretari della Campania e di Napoli della Slc Cgil – in questo mese di agosto svolgeremo le assemblee presentando il lavoro svolto e le prospettive. Vedremo se a settembre sarà possibile un accordo”. “Ci sono stati – conclude Massimo Taglialatela, segretario generale della Uilcom Campania – importanti passi in avanti grazie all’assorbimento di tutti i lavoratori in tempi certi e alla conservazione di quasi tutti i profili orari. Ma c’è la questione dell’articolo 18 per cui – avverte il sindacalista – non escludiamo mobilitazioni nei prossimi giorni: è necessario tutelare lavoro e diritti, come del resto dice la vice ministro Bellanova”.



