Ottaviano, alla Clinica Trusso la VIII edizione delle Giornate Vesuviane di Cardiologia

Ottaviano. Riceviamo e pubblichiamo: Nella Clinica Trusso di Ottaviano la VIII edizione di un appuntamento teso a comprendere meglio le patologie cardiovascolari.  Si terrà sabato, 18 novembre a partire dalle ore 9.00, nella sala congressi della Casa di Cura Trusso di Ottaviano, la VIII edizione delle Giornate Vesuviane di Cardiologia dal titolo ‘Dai trials clinici ai dati della vita reale: siamo sicuri dell’aderenza?’. Organizzato dal dottor Antonio Cerciello, responsabile della Cardiologia Trusso, l’appuntamento ha scopo di approfondire, insieme ai medici del territorio, le malattie cardiovascolari che continuano a rappresentare la prima causa di morte e di condizioni invalidanti nei Paesi a più alto tasso d’industrializzazione come l’Italia. La loro incidenza è sempre in incremento. Diversi fattori, singolarmente o associati tra loro, contribuiscono allo sviluppo delle alterazioni anatomo-strutturali del cuore e dei vasi che rappresentano il punto di innesco del ‘continuum cardiovascolare’ e che conducono, in ultima analisi, o alla cardiopatia ischemica acuta o cronica o allo scompenso cardiaco. I fattori di rischio cardiovascolare possono essere divisi in due gruppi: modificabili e non modificabili. Tra quelli modificabili particolare rilevanza assumono l’ipertensione arteriosa, il diabete mellito, le dislipidemie, l’obesità e le aritmie tra cui la più frequente è la fibrillazione atriale. Il controllo di tali fattori influenza favorevolmente la prognosi e rallenta l’evoluzione verso lo scompenso cardiaco e diversi studi hanno dimostrato che solo una piccola percentuale di pazienti mantiene nel tempo il controllo dei fattori di rischio suddetti. C’è bisogno dunque di promuovere sempre più prevenzione e ricerca con un più attento controllo delle patologie sul territorio e tra i cittadini. Oggi l’uso di farmaci innovativi consente al medico di raggiungere e mantenere nel tempo i valori ‘target’ per ciascuno dei fattori di rischio, cercando così di ridurre in maniera significativa l’incidenza delle malattie cardiovascolari. Questi i temi che verranno affrontati nel corso dell’incontro che vedrà, oltre alla responsabilità scientifica del dottor Antonio Cerciello, la presenza dei dottori Giuseppina Cristiano Responsabile Lungodegenza Trusso, Michele Cutolo Diabetologo ASL NA3 sud, Nicola De Luca Professore Medicina interna A.U.O. Federico II, Amelia Focaccio Dirigente medico Cardiologia Clinica Mediterranea, Salvatore Fortunato Dirigente Medico Clinica Trusso, Norman Lamaida Dirigente Medico Clinica Trusso. Il convegno è gratuito e valevole per i crediti formativi nell’ambito della Formazione Continua in Medicina (ECM) per tutte le professioni sanitarie.  

Napoli, l’ASD Real Vesuviana al Torneo Regionale Campania di Showdown

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Napoli. Riceviamo e pubblichiamo: Il Presidente dell’ASD Real Vesuviana, Giuseppe Fornaro, vi invita per il giorno 18 novembre al Torneo Regionale Campania di Showdown. Nella suggestiva location dell’Istituto Martuscelli si disputeranno le gare tra atleti non e ipovedenti; un’occasione che unisce sport, inclusione e socialità, propizia anche per il rilancio dell’Istituto. L’evento permetterà di conoscere lo Showdown e di visitare lo storico Istituto che è stato l’emblema dell’istruzione di ciechi ed ipovedenti. Vi aspettiamo, pertanto, numerosi a questo evento da non perdere. Giuseppe Fornaro 3735419953 0818983113 FISPIC FEDERAZIONE ITALIANA SPORT PARALIMPICI PER IPOVEDENTI E CIECHI Torneo Regionale Showdown Campania Il Delegato Regionale Campania FISPIC In collaborazione con l’ASD NOIVED Napoli e l’ ASD Real Vesuviana Organizzano il ” Torneo Regionale Showdown Campania” maschile e femminile A.S. 2023/2024″. Sabato 18 novembre 2023 presso Istituto Domenico Martuscelli largo Martuscelli 26 Napoli. PROGRAMMA: ore 09.30 Inizio gare. Ore 12.00 Saluti istituzionali e pausa pranzo. Ore 13.30 Ripresa gare. Ore 17.30 Conclusione e premiazioni. Sono invitate autorità cittadine, sportive e stampa. Si ringraziano per la straordinaria collaborazione: il commissario dell’Istituto Domenico Martuscelli per l’ospitalità e il consiglio d’amministrazione della Fondazione Strachan Rodinò per il prezioso contributo. Istituto “Domenico Martuscelli”.

Nasce prematura e con malformazione ma non può essere operata: salvata dai medici napoletani

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Nata di sole 29 settimane, la piccola Chiara (nome di fantasia) ha dovuto combattere sin da subito per la sua vita. A soli 16 giorni, a luglio scorso, da Foggia è stata trasferita d’urgenza all’Unità operativa complessa di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’ospedale Monaldi di Napoli: coartazione aortica la diagnosi. Era necessario intervenire chirurgicamente ma, a causa del basso peso, poco più di un chilo e mezzo, l’operazione sarebbe stata troppo rischiosa. “L’età e il peso veramente basso alla nascita – racconta il direttore dell’Unità, Giovanni Chello – rendevano impossibile l’intervento chirurgico”. Non solo, dopo aver ottenuto conferma della diagnosi di cardiopatia congenita, insieme ai cardiologi e all’equipe cardiochirurgica pediatrica del dottore Guido Oppido, i medici del Monaldi si sono resi conto che la bimba aveva anche il dotto arterioso di Botallo oramai chiuso. Condizione che rendeva lo scenario clinico e chirurgico ancora più critico. “A quel punto, grazie anche all’impegno del dottore Alfredo Santantonio, che ha seguito il caso dal primo giorno, abbiamo messo in atto tutto quanto medicalmente possibile – prosegue Chello – e abbiamo ottenuto la crescita costante del peso”. A metà settembre, dopo aver raggiunti i 2,4 kg di peso, la bambina è stata finalmente sottoposta ad intervento cardiochirurgico correttivo e dopo qualche giorno di degenza in terapia intensiva post-operatoria ed alcuni giorni di degenza in reparto, la piccola Chiara è stata dimessa e affidata alle cure dei genitori, prontamente istruiti sul follow-up da eseguire nei mesi a seguire. “La storia di Chiara è uno dei tanti piccoli miracoli quotidiani che si compiono in ospedale. Una storia di attesa e di speranza che si è conclusa nel migliore dei modi grazie al lavoro di squadra e all’impegno di tutto il personale sanitario che, silenziosamente, lavora per assicurare a tutti i pazienti le migliori cure possibili”, commenta Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli. I genitori di Chiara saranno presenti con la bimba, alla manifestazione del 17 novembre prossimo che si terrà presso l’Aula Magna del Monaldi in occasione della giornata mondiale del Prematuro.

Mezza scuola alla polizia per il commissariato, Pd insorge: “Trovate altri spazi”

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  Riceviamo e pubblichiamo la nota del Pd Acerra ACERRA – Con la delibera di Giunta del 30/10/2023 è stato nuovamente deciso di concedere in comodato d’uso gratuito alla Polizia di Stato una porzione dell’edificio scolastico di Piazzale Renella. Rispetto a questa scelta il Pd di Acerra, in continuità con quanto già più volte pubblicamente espresso sul tema, manifesta la propria ferma e convinta contrarietà. Se da un lato il Sindaco e l’amministrazione comunale hanno il dovere di rispondere positivamente ad una motivata richiesta del Ministero dell’Interno, in virtù del principio della collaborazione istituzionale, a maggior ragione in questo caso va fatto ogni sforzo affinché le forze preposte alla tutela della sicurezza pubblica possano operare al meglio possibile soprattutto in un contesto come quello attuale di scarsa sicurezza ma non sottraendo spazi alla scuola. Non può essere sempre la scuola a dover sacrificare i propri spazi per risolvere altri importanti problemi della città. Non può essere una giustificazione plausibile la diminuzione della platea scolastica servita dal I circolo didattico. Se effettivamente c’è un decremento di iscrizioni così massiccio, quegli spazi vengano utilizzati per altre attività connesse all’offerta formativa o in subordine perché non pensare ad attività socio-educative o luoghi atti a preservare la memoria storica della nostra città. Per quanto concerne l’allocazione della Polizia di Stato si proceda ad una ricognizione seria e concreta di tutto il patrimonio immobiliare comunale individuando altre strutture più idonee allo scopo. Il Partito Democratico di Acerra è a disposizione per avviare qualsiasi interlocuzione partecipata con le forze politiche tutte, le istituzioni coinvolte, i genitori affinché si possa addivenire ad una soluzione condivisa evitando di porre sul piatto della bilancia le istanze della sicurezza con quelle dell’istruzione.

Quartiere 2.0, confronto tra amministratori e cittadini prima dell’inizio dei lavori

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CASORIA. Un’ora di confronto, colloqui e chiarimenti, suggellati dall’annuncio più atteso: stanno per partire i lavori che cambieranno per sempre il volto di via Castagna. Nella mattinata di martedì il sindaco Raffaele Bene si è recato in via Castagna per incontrare i residenti e chiarire tutti gli aspetti dell’opera annunciata lo scorso anno e che ha ora terminato l’iter del bando di gara. Ad accompagnare il primo cittadino l’assessore all’Urbanistica Tommasina D’Onofrio, il dirigente del Settore Lavori Pubblici Salvatore Napolitano e il presidente del Consiglio Comunale Andrea Capano. Amministratori e dirigente hanno risposto alle tante domande dei cittadini, annunciando che la prossima settimana comincerà la fase attuativa del piano che era stato presentato proprio ai residenti un anno fa. I tempi di attuazione dell’opera, possibile grazie ai fondi Pnrr, sono stimati in 18 mesi, ma nel giro di un anno saranno completati gli interventi agli alloggi, i primi ad essere toccati già nelle prossime settimane.

Si partirà con l’apertura dei vani scala, con l’inserimento di nuovi ascensori, l’individuazione di nuovi percorsi pedonali di accesso dall’esterno del lotto. Tra gli interventi principali del progetto firmato Alvisi Kirimoto, spiccano la costruzione dei balconi sul fronte interno ed esterno del fabbricato e soprattutto la realizzazione di una strada di quartiere dotata di pista ciclabile e parcheggi per i residenti che non si sposteranno durante gli interventi. La strada sarà realizzata su una parte residuale del lotto di proprietà dell’amministrazione e non prevede espropri di suoli privati. La corte tra i due edifici, prima utilizzata come parcheggio, sarà il nuovo centro nevralgico del complesso abitativo, con una piazza libera, aree gioco per bambini e ragazzi, e zone di prato alberate. Sarà un quartiere antisismico, grazie al miglioramento delle strutture; sicuro, con pavimentazione drenante e sistema di smaltimento delle acque; ecologico, con i 48 orti urbani e il giardino comunitario.

“Via Castagna è un progetto nato dal confronto con la cittadinanza e per questo i residenti partecipano ad ogni passo. La strada del dialogo proietterà questa zona della nostra Città a vivere in una concezione moderna, valorizzando partecipazione e rispetto ambientale” ha dichiarato il sindaco Raffaele Bene. “L’incontro è servito anche per chiarire aspetti legati ai lavori e dare ai cittadini la contezza di quanto avverrà nelle loro case” ha spiegato l’assessore D’Onofrio. Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Consiglio Comunale Capano: “L’opera costituirà anche l’emblema di un impegno preso e mantenuto da quest’Amministrazione in ogni singola fase”.

Auriemma e Montesarchio assolte: non diffamarono la segretaria comunale di Acerra

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Terminato il lungo calvario giudiziario a cui sono state sottoposte la deputata del Movimento Cinque Stelle e la vicepresidente del PD metropolitano      Una era stata messa sotto processo per diffamazione nonostante non avesse pronunciato la frase incriminata. L’altra era finita alla sbarra con la stessa accusa per aver riferito in consiglio comunale fatti verificati, peraltro poi accertati dall’Anac, l’Autorità di vigilanza anticorruzione. E ora più che di una vittoria giudiziaria ha il sapore di una vittoria sul piano personale e politico la sentenza di assoluzione, perché il fatto non sussiste, per la deputata del Movimento Cinque Stelle Carmela Auriemma e per la vicepresidente del Partito Democratico di Napoli e dell’area metropolitana, Paola Montesarchio. La magistratura quattro anni fa rinviò entrambe a giudizio (il pubblico ministero di Nola Artuto De Stefano emanò a carico delle due esponenti politiche – all’epoca dei fatti erano consigliere comunali – un decreto di citazione diretta a giudizio) con l’accusa di aver diffamato la ex segretaria generale del Comune, Maria Piscopo, dirigente dell’allora sindaco Raffaele Lettieri, oggi presidente dell’assemblea cittadina.

                             Il Fatto

Durante il consiglio comunale del 4 giugno 2018 Paola Montesarchio definì “anomalo” il conferimento di una lunga serie di deleghe alla segretaria comunale da parte del sindaco: gestione giuridica del personale, affari giuridico-legali, relazioni sindacali, formazione del personale, raccolta differenziata, nettezza urbana, riqualificazione urbana, sportello unico delle attività produttive, imprese sociali e, dulcis in fundo, l’ambiente, settore chiave per una delle città simbolo della Terra dei Fuochi. In pratica tanta parte dell’attività del Comune era nelle mani della ex dirigente, poi andata via da Acerra di recente. Carmela Auriemma invece, pur avendo anche lei espresso critiche nei riguardi di questa situazione, non pronunciò il giudizio negativo per il quale sia lei che la Montesarchio dovettero subire il processo.

                          Il Processo

Processo che, è bene ripeterlo, si è concluso giovedi scorso con una sentenza di assoluzione piena perché il fatto non sussiste. In sostanza il giudice ha stabilito quello che era sotto gli occhi di tutti già cinque anni fa e cioè che Paola Montesarchio non aveva fatto nient’altro che svolgere la sua funzione costituzionale di consigliere comunale mentre Carmela Auriemma, anche lei nella sua posizione di consigliere d’opposizione, era stata imputata per una frase che non aveva proprio detto, vale a dire il giudizio del “conferimento anomalo” di deleghe comunali che costituiva la sostanziale accusa della querela avanzata da Maria Piscopo.

                         I Commenti

“La cosa più assurda – ribadisce Carmela Auriemma  – era la mia posizione per una frase che non avevo detto io ma Paola Montesarchio, per la quale peraltro il giudice ha sentenziato l’inesistenza del reato di cui era stata ingiustamente accusata”. “Il mio avvocato – aggiunge Auriemma – in prima udienza invocò l’articolo 129 del codice di procedura penale ma su questo il pubblico ministero non ha mai risposto. Alla fine però è successo che giovedi si doveva ascoltare solo la Piscopo, che non si è presentata per legittimo impedimento. A quel punto ho chiesto di essere sentita per sommarie informazioni e ho fatto verbalizzare che rinunciavo alla prescrizione e che in ogni caso ribadivo che questo processo io l’ho subito per una frase che non ho detto, frase che comunque rientrava pienamente nel diritto di libertà di critica dei consiglieri comunali”. Inoltre nel 2020, cioè dopo il rinvio a giudizio, l’Anac stabilì che Maria Piscopo non poteva avere tutte quelle deleghe conferite dal sindaco. “Giovedi quindi il giudice ha preso atto di tutto questo facendo estinguere il processo sul nascere  – racconta ancora Auriemma –  ha immediatamente proceduto ai sensi dell’articolo 129 assolvendo perché il fatto non sussiste”. La parlamentare sta valutando l’opportunità di avanzare una richiesta di risarcimento del danno subito.  “Vorrei capire – si chiede la deputata – perché sono stata processata per quattro anni per una frase che non ho mai detto. Per questo ho ritenuto opportuno innanzitutto dire che rinunciavo alla prescrizione del reato e che sono stata processata per una frase che non ho detto, tra l’altro durante lo svolgimento della mia funzione costituzionale. Bisogna infatti ricordare che nel 2018 io ero presidente della commissione di vigilanza del Comune. Ma il fatto che ritengo più grave è stata l’assenza nell’aula del tribunale, giovedi, del mondo politico cittadino”. “Non posso che esprimere la mia soddisfazione per l’assoluzione – commenta infine Paola Montesarchio – è stato un processo snervante e doloroso, soprattutto perché sono un avvocato. Comunque non sono mai riusciti a chiudermi la bocca e ho continuato a fare il mio lavoro al servizio della città. Certo, il processo mi ha segnato. Valuterò una richiesta di risarcimento ma nel frattempo ringrazio il legale che mi assistito, l’avvocato Giuseppe Montanile”.

Le città invisibili, a lume di lanterna con Italo Calvino

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Scrivere di Calvino a cent’anni dalla nascita è quasi un dovere per una rubrica che si denomina “Le città invisibili”. Cercherò di farlo, consapevole di poter dire solo del mistero tra questo scrittore euclideo e la sua vocazione immaginifica, studiando in esso la possibilità di una profezia per una nuova cittadinanza.   Nel salire con il pensiero sulle astratte pendici delle visioni calviniane dei mondi, la nostra posizione di lettori si dispone accanto a quella dello scrittore come se ci si appoggiasse l’uno all’altro. È questa la sensazione di chi si accinge a leggere un qualunque testo di Calvino, talché l’esercizio della lettura non è un puro distendersi su un corpo di segni preordinato, ma diventa un discorrere di ciò che più ci interessa: i desideri che ci attraversano, i vuoti inattesi che si aprono proprio quando pensiamo di essere sicuri sulla terraferma, i dialoghi mai cominciati, gli amori impossibili e non conclusi. Quelli irrisolti e vani e quelli in attesa di nascere. Gli amori difficili come li chiama lo scrittore. Nei romanzi poi questo corposo movimento, impegnativo per l’autore, ma leggero e lieve per noi che leggiamo, diventa un tappeto volante. Mezzo di locomozione ordinato e geometrico, costruito da milioni di fili intrecciati e tesi, figure chiromantiche del tempo; eppure, in grado di fabulare, di fantasticare liberamente, conducendoci a rivedere tutte le nostre priorità. Così Cosimo di Rondò, il testardo ragazzaccio de “Il barone rampante”, arrampicandosi su per gli alberi concede alla sua vita l’avventura di un salto lieve da ramo a ramo e un volo felice; Agilulfo, algido nella sua corazza, si avvolge nel vuoto di un puro spirito, incorporeo paladino, e corre, come una penna sui fogli, dietro al sogno della perfezione; Palomar, attento e mite osservatore delle geometrie del microcosmo contempla il mondo e i suoi misteri. Con Calvino il lettore passeggia su un mondo scritto, che lotta senza sosta per riordinare le sventure del mondo non scritto, quello diremmo “reale”, ma insensato e zoppicante, verso il quale drammaticamente ci volgiamo e che ci chiama senza sosta a tornare, pur riconoscendo lo scarso aiuto che potremmo dargli. Tuttavia, non possiamo esimerci di ritornare, abbiamo ciascuno di noi, lettori ammaliati e un po’ assopiti, il compito di aprire uno spiraglio alle parole, affinché possano custodire un lucignolo fumigante o far luce, con una piccola lanterna, sulle sapienze ancora da raccontare. Sembra niente, ma si rivela una sfida ineludibile, proprio là dove il buio diventa tenebra. Perciò, con tanta buona volontà e finalmente consapevoli del nostro mondo, ci accostiamo ad uno degli usci delle stanze scrittorie di Italo e sentiamo il fitto dialogo di Kublai Khan che, a Marco Polo, come ad ogni lettore, affida il compito di ricercare, nelle città invisibili, la promessa, non ancora perduta, di una nuova intimità fra gli esseri umani.  

Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano

Dopo due giorni di attesa, è finalmente arrivata l’ufficialità: Rudi Garcia è stato sollevato dall’incarico di allenatore del Napoli; al suo posto, a sorpresa, Walter Mazzarri. Per il tecnico toscano è previsto un contratto fino al prossimo giugno ed è quindi chiara la volontà di ADL di avere un traghettatore per questa stagione e poi avviare il nuovo progetto dalla prossima con un altro allenatore più “pronto”. Proprio questo è il motivo per cui Mazzarri l’ha spuntata su Tudor, che invece avrebbe voluto un accordo per una durata maggiore (almeno fino al 2025). Per la prima volta nell’era De Laurentiis un mister torna sulla panchina azzurra dopo una prima esperienza e si può considerare uno strappo alla regola, considerando che al presidente poco piacciono le minestre riscaldate. L’ultima di Mazzarri al Napoli è stata il 19 maggio 2013 (una sconfitta ininfluente contro la Roma) e da quel momento società e allenatore hanno seguito due percorsi molto diversi: il Napoli si è reso protagonista di grandi campionati, culminati poi nello scudetto della scorsa stagione, mentre Mazzarri ha vissuto vicende alterne, non riuscendo però mai a riconfermare il livello raggiunto nelle 3 stagioni e mezzo all’ombra del Vesuvio. Per lui il compito non sarà facile, dovendo ricostruire sulle macerie lasciate da Garcia, ma la speranza è che possa dare quantomeno un’anima alla squadra, sul ricordo di quelle epiche rimonte o vittorie nei minuti finali nella sua prima esperienza. Bentornato mister.

Premio Giustizia alla prof.ssa Raffaella Perrella, docente della Vanvitelli

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Nell’ambito dell’evento organizzato dall’Osservatorio Giuridico Italiano, National Award, il “Premio Giustizia”, è stata premiata la prof.ssa Raffaella Perrella, docente di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni.      Tra i premiati nell’ambito dell’evento organizzato dall’Osservatorio Giuridico Italiano, National Award, il “Premio Giustizia”, la professoressa Raffaella Perrella, docente di Psicodinamica dello sviluppo e delle relazioni e Presidente del Corso di Laurea di Scienze e Tecniche Psicologiche presso il Dipartimento di Psicologia della Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, e Perito e Consulente Tecnico presso i Tribunali, con la seguente motivazione: “dotata di profonda sensibilità critica, accuratezza professionale, capacità infallibile di ascolto e argutezza di osservazione, dalla creatività preziosissima e dall’ambizione ferrea, risorsa inestimabile nel panorama della ricerca e dell’intervento Psicodinamico e Psicodiagnostico. Premiamo l’ambizione ricchissima che si riverbera anche nel settore giuridico e forense, la sua capacità di mantenere saldi i principi della psicoanalisi unitamente all’abilità ingegnosa di riuscire a guardare all’iter giudiziario e alla valutazione penale con uno sguardo dinamico”.

Il commento di una sua tesista

“La Professoressa Perrella è l’esempio lampante di chi ha fatto del proprio lavoro una missione, arrivando a raggiungere traguardi importanti e in poco tempo – commenta una sua tesista – Donna forte e determinata, può essere un esempio per tutte quelle donne che vogliono arrivare a realizzare i propri sogni con sacrificio e fermezza puntando sempre di più all’obiettivo. A Lei vanno i miei complimenti.”

Violenza sessuale di gruppo su compagno di scuola disabile, 3 arresti: gli hanno urinato addosso

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SANT’ANTIMO – Sono accusati di atti persecutori e violenza sessuale di gruppo nei confronti di un minorenne con problemi psichici: tre giovani (uno dei quali minorenne all’epoca dei fatti) sono stati arrestati dai Carabinieri di Sant’ Antimo, nel Napoletano. Gli investigatori parlano di “gravissimo atto di bullismo” tra compagni di scuola. Le indagini dei Carabinieri sono state coordinate dalle procure del Tribunale di Napoli Nord e del Tribunale per i Minorenni di Napoli che hanno chiesto e ottenuto l’arresto dei tre ragazzi. Questi sono “gravemente indiziati”, in concorso tra loro e a vario titolo, di atti persecutori e violenza sessuale di gruppo nei confronti di un minorenne, con l’aggravante di aver agito approfittando della debolezza psichica e del ritardo cognitivo della vittima. Gli accertamenti dei Carabinieri hanno consentito di raccogliere “diversi elementi – spiegano gli investigatori – nei confronti dei tre indagati, compagni di scuola della vittima, che, con ripetute aggressioni fisiche, violenze verbali, ingiurie, offese, insulti ed atti denigratori”, gli hanno procurato “un grave stato di ansia e paura”. Alcuni episodi sarebbero stati anche ripresi con degli smartphone, compreso quando gli hanno urinato addosso. I fatti sarebbero avvenuti lo scorso marzo e sono emersi solo dopo l’intervento della madre della vittima, che si è rivolta ai Carabinieri di Sant’Antimo. Come un fantoccio – Veniva utilizzato “alla stregua di un fantoccio solo per sfogare le proprie repressioni e approfittando del (suo) ritardo mentale” il ragazzino vittima dei tre bulli, uno dei quali minorenne, arrestati oggi dai carabinieri di Sant’Antimo con l’accusa di atti persecutori e violenza sessuale di gruppo. Lo sottolinea il gip del Tribunale di Napoli Nord che, nell’ordinanza con la quale ha disposto le misure cautelari, fa sue le parole degli inquirenti. Uno dei ragazzi indagati conosceva la vittima da quand’era piccolo. Gli altri due da alcuni anni. Le dichiarazioni rese dal ragazzo, vessato da circa un anno, hanno trovato riscontro nelle indagini e dalla visione dei video che sono agli atti. “Da marzo sono cambiati… – ha detto ai carabinieri che l’hanno ascoltato in caserma – l’ho raccontato a mamma per non farli più venire a casa”. Ai militari dell’Arma ha anche raccontato che i suoi sedicenti amici gli davano pugni e calci mentre il terzo riprendeva la scena con il cellulare. In un’occasione ha anche accennato una reazione, scatenando una colluttazione. I tre bulli, inoltre, già prima della data in cui sono stati registrati i video (febbraio-marzo 2023) su una chat di cui facevano parte scrivevano esclusivamente per rivolgere offese al loro compagno di scuola.