Somma al voto, il candidato sindaco Antonio Granato presenta la coalizione in piazza Vittorio Emanuele III

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Riceviamo e pubblichiamo
Somma Vesuviana: mercoledì 6 maggio Antonio Granato presenta in Piazza Vittorio Emanuele III la coalizione e i candidati alle elezioni comunali 
Somma Vesuviana. Si terrà mercoledì 6 maggio, alle ore 19:00, presso Piazza Vittorio Emanuele III, la manifestazione pubblica per la presentazione ufficiale della coalizione che sosterrà la candidatura dell’avvocato Antonio Granato alla carica di Sindaco di Somma Vesuviana in vista delle consultazioni elettorali del 24 e 25 maggio.
L’evento vedrà la partecipazione corale di tutti i candidati al consiglio comunale e dei referenti delle sei liste civiche che compongono lo schieramento: Forza Somma, A Viso Aperto, Fratelli di Somma Vesuviana, Oblò per Somma, Somma Moderata e Somma Nova.
Sarà l’occasione per presentare alla cittadinanza le donne e gli uomini che hanno scelto di sottoscrivere un progetto comune fondato sulla competenza e sulla responsabilità amministrativa.
La scelta di Piazza Vittorio Emanuele III per l’apertura della campagna elettorale non è casuale. Il comitato promotore ha inteso individuare nel cuore pulsante della città il luogo ideale per ristabilire un contatto diretto e trasparente con la comunità, simboleggiando la volontà di riportare l’amministrazione tra la gente e di ripartire dal centro nevralgico della vita sociale e civile di Somma Vesuviana.
Il candidato Sindaco Antonio Granato, unitamente ai rappresentanti delle liste, illustrerà le linee programmatiche prioritarie, focalizzate sul risanamento finanziario, il decoro urbano e l’efficienza dei servizi.
L’obiettivo è offrire alla città una proposta politica solida, capace di trasformare le necessità del territorio in soluzioni concrete attraverso una gestione amministrativa presente e rigorosa.
La cittadinanza e i rappresentanti della stampa sono invitati a partecipare.

Rete corruttiva in politica, consigliere regionale resta confinato in Abruzzo

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Il Tribunale del Riesame conferma il divieto di dimora per il consigliere regionale Giovanni Zannini, ritenendo ancora attuale il rischio di reiterazione dei reati contestati.

La decisione arriva dopo il rigetto del ricorso presentato dai legali dell’esponente politico, indagato nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere. Le accuse sono pesanti: corruzione per l’esercizio della funzione, falso e truffa aggravata finalizzata all’ottenimento di erogazioni pubbliche.

Nelle motivazioni depositate a fine aprile, i giudici parlano di una gestione delle funzioni pubbliche piegata a interessi personali, sottolineando una modalità operativa definita “spregiudicata”.

Secondo il collegio, la permanenza di Zannini nel circuito politico, pur se sospeso dalla carica, rappresenta un elemento di rischio. La sua posizione istituzionale e la rete di rapporti costruita nel tempo vengono considerate fattori che potrebbero agevolare la reiterazione di comportamenti analoghi.

I difensori avevano sostenuto che l’allontanamento dalla Campania – con il trasferimento temporaneo in Abruzzo – fosse sufficiente a escludere ulteriori pericoli. Una linea difensiva che però non ha trovato accoglimento.

Il Riesame ha quindi confermato integralmente la misura cautelare, ribadendo che il contesto relazionale e politico dell’indagato non offre garanzie sufficienti.

La vicenda resta ora al centro dell’attenzione regionale, con possibili sviluppi sia sul piano giudiziario sia su quello politico, vista la rilevanza del ruolo ricoperto dall’indagato all’interno delle istituzioni campane. Zannini, originario di Mondragone, è stato eletto nelle ultime Regionali nelle liste di Forza Italia, dopo aver ricoperto lo stesso ruolo nella precedente consiliatura nelle fila del centrosinistra a sostegno di De Luca.

Studiare, formarsi, lavorare: il percorso che porta all’occupazione Speciale ITS ACADEMY TEC MOS

Un ponte concreto tra formazione e lavoro, costruito su numeri solidi e su una filiera industriale in piena trasformazione. L’ ITS ACADEMY TEC MOS si presenta così: un Istituto Tecnico Superiore che negli ultimi anni si è ritagliato un ruolo sempre più centrale nella formazione post-diploma nel settore dei trasporti e della mobilità ferroviaria, intercettando una domanda crescente di professionalità altamente specializzate. Il modello è quello ormai consolidato degli ITS: didattica integrata tra aula, laboratorio e impresa. Ma nel caso di ITS ACADEMY TEC MOS il dato distintivo è il legame diretto con le aziende del comparto, da EAV ad Alstom passando per Anm, che partecipano alla costruzione dei percorsi formativi e accolgono gli studenti nei tirocini, accorciando in maniera significativa la distanza tra studio e lavoro. I numeri restituiscono con chiarezza la dimensione del fenomeno. Sono attualmente 250 gli allievi iscritti ai diversi corsi attivi, distribuiti tra più indirizzi: 55 studenti impegnati nella produzione e manutenzione del veicolo ferroviario, 75 nella manutenzione dell’infrastruttura, 50 nel profilo di capotreno e altri 50 in quello di macchinista, a cui si aggiungono 20 allievi nel percorso dedicato alla manutenzione dei mezzi green su gomma. Un’offerta articolata che intercetta le principali esigenze di un settore in evoluzione, trainato anche dalle politiche europee sulla transizione ecologica e sulla mobilità sostenibile. Il trasporto su ferro, in particolare, è destinato a crescere e con esso la richiesta di figure tecniche capaci di operare in contesti complessi, ad alto contenuto tecnologico, dove precisione, rapidità di intervento e capacità di coordinamento sono competenze decisive. In questo scenario, ITS ACADEMY TEC MOS punta su profili sempre più specializzati, legati anche alle nuove frontiere della manutenzione predittiva e ai sistemi digitali applicati al settore ferroviario. Non è un caso che, proprio di recente, gli studenti abbiano sostenuto gli esami per il conseguimento del Certificato Complementare nel secondo corso per macchinisti, un passaggio chiave per l’ingresso nel mondo del lavoro. Ma il dato che più di ogni altro misura l’efficacia del modello è quello occupazionale. Dei 104 diplomati dal 2023, ben 85 risultano già occupati, con una percentuale che supera l’81%. Un risultato che conferma la capacità dell’ITS di rispondere in maniera concreta alle esigenze del mercato e di offrire ai giovani un accesso rapido e qualificato all’occupazione. Numeri che raccontano una realtà già solida, ma che sono anche il punto di partenza di un percorso più ampio. Da oggi, infatti, prende il via un viaggio dentro ITS ACADEMY TEC MOS: una serie di storie, esperienze e testimonianze di chi, passando da questi percorsi, ha trovato una collocazione lavorativa, costruendo il proprio futuro in uno dei settori strategici per lo sviluppo del Paese. Perché dietro le percentuali ci sono volti, scelte, opportunità colte. Ed è lì che questo racconto vuole arrivare.

Leonardo Nola, la Fiom attacca: “Situazione inaccettabile tra vestiario e spogliatoi”

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NOLA – Una situazione definita “non più tollerabile” quella denunciata dalla FIOM CGIL nello stabilimento Leonardo di Nola. Il sindacato punta il dito contro una serie di criticità che, a suo dire, si trascinano da mesi senza soluzione, incidendo direttamente sulle condizioni di lavoro e sull’organizzazione interna. “La FIOM CGIL di Leonardo Nola segnala con forte imbarazzo una situazione che da mesi si trascina all’interno dello stabilimento e che, ad oggi, non ha ancora trovato soluzione”, si legge nella nota diffusa nelle ultime ore. Al centro delle contestazioni c’è in particolare la gestione del vestiario: “I nuovi assunti risultano ancora privi del vestiario di ricambio, mentre per i dipendenti continua a tardare il cambio di stagione, creando un ‘mercato nero’ del vestiario”. Una condizione che, secondo il sindacato, “incide direttamente sulla dignità dei lavoratori e finisce per danneggiare anche l’immagine e il prestigio della nostra azienda”. Non solo. La FIOM evidenzia ulteriori criticità legate agli spogliatoi: “Dopo i recenti lavori, resta irrisolta anche la questione degli armadietti, che non vengono assegnati regolarmente”, con conseguenze evidenti sul piano organizzativo. Il risultato, si legge ancora nella nota, è un clima di “disordine, malumore e ulteriori dinamiche speculative”. Una situazione nella quale, secondo la sigla sindacale, “ancora una volta i ‘soliti ignoti’ approfittano di queste mancanze per alimentare consenso e strumentalizzazioni sulle spalle dei lavoratori”. La posizione della FIOM è netta: “Per la FIOM CGIL tutto questo è inaccettabile”. Da qui la richiesta urgente di un confronto con l’azienda: “Richiediamo con urgenza una riunione affinché si intervenga immediatamente”. La vicenda riporta al centro il tema delle condizioni di lavoro e dell’organizzazione interna nello stabilimento nolano, con il sindacato che chiede risposte rapide e interventi concreti.

Somma al voto, la candidata Svanera presenta programma e sostenitori. Presente il sindaco di Bacoli

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“Serietà e coraggio: è così che, passo dopo passo, si costruisce il cambiamento. I cittadini non hanno bisogno di promesse, ma dí serietà, di impegno e di grande senso di responsabilità”: è quanto afferma Silvia Svanera, la dirigente scolastica che guida la coalizione della quale fanno parte Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, A Testa Alta –
Avanti – CDU – Psi,
Per – Per le persone e la comunità, Lista Noi – Silvia Svanera Sindaca.
Il programma amministrativo e la squadra che la sostengono sarà presentato domani, lunedì 4 maggio 2026. L’appuntamento è per  le 19:00  al Teatro Summarte, di via Roma 15. Con i candidati e le candidate ci saranno anche rappresentanti politici ed amministratori comunali del territorio. A Somma Vesuviana anche Josi Gerardo Della Ragione,  modello di efficienza e dí concretezza amministrativa.
“Il sindaco di Bacoli – sottolinea Silvia Svanera – ha dimostrato come anche una città in difficoltà possa rinascere, quando istituzioni e cittadini tornano a credere insieme nel cambiamento. È su queste basi che procederemo lungo un percorso che prima di tutto dovrà portare ad un patto tra comunità ed istituzioni, un patto fondato sulla credibilità e sulla serietà, premessa essenziale per  costruire la città di tutti”.

Brusciano, ferirono cassiere dopo assalto a sala slot: 2 arresti

BRUSCIANO – Un colpo violento, pianificato nei dettagli, quello messo a segno in una sala slot di Brusciano lo scorso 2 aprile, culminato con il ferimento del cassiere e la fuga dei responsabili con un bottino di circa 5mila euro. A distanza di settimane, i carabinieri sono riusciti a chiudere il cerchio, eseguendo due arresti nei confronti di altrettanti giovani, entrambi già noti alle forze dell’ordine. L’operazione è scattata al termine di un’attività investigativa complessa, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha permesso di ricostruire in maniera dettagliata quanto accaduto quella sera. Secondo quanto emerso, i due malviventi avrebbero fatto irruzione nel locale armati e con il volto coperto, prendendo di mira il dipendente presente in cassa. Il giovane sarebbe stato aggredito con violenza, colpito ripetutamente per costringerlo a consegnare l’incasso. Una volta ottenuto il denaro, i rapinatori si sono dileguati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce. L’allarme lanciato subito dopo ha consentito l’arrivo dei soccorsi: il cassiere è stato medicato dal personale sanitario del 118 e trasportato per accertamenti, mentre i carabinieri hanno avviato immediatamente le indagini. Fondamentale si è rivelata l’analisi delle immagini di videosorveglianza, insieme alle testimonianze raccolte e ai riscontri sul territorio. Gli elementi acquisiti hanno permesso agli investigatori di identificare i presunti responsabili e di ottenere nei loro confronti un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. L’episodio riporta l’attenzione sul tema della sicurezza, soprattutto in attività già finite in passato nel mirino della criminalità. L’intervento rapido e coordinato dell’Arma ha consentito di assicurare alla giustizia i presunti autori, rafforzando il senso di presenza dello Stato sul territorio e la tutela dei cittadini.

Carrellata di VIP per la famiglia Guarino alla festa della piccola Morena

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  In un’atmosfera sospesa tra il prestigio della cronaca mondana e l’intimità dei sentimenti più autentici, si è celebrato il battesimo della piccola Morena, secondogenita del noto consulente fiscale dei VIP Paolo Guarino e della consorte Alessia De Angelis. L’evento ha rappresentato un perfetto equilibrio tra la sacralità del rito e il glamour di un ricevimento d’élite, elevato a momento di assoluta solennità dalla speciale benedizione papale che ha suggellato il cammino spirituale della piccola e l’unione della famiglia. ​Il racconto visivo dell’intera giornata è stato affidato a un team di professionisti d’eccezione, capaci di trasformare la realtà in poesia. La maestria fotografica di Angelo Belvedere ha saputo cristallizzare l’essenza di un legame familiare profondo, mentre le immagini in movimento curate dal videomaker Vima film hanno dato vita a un reportage emozionale di altissimo livello, capace di restituire ogni singola sfumatura di gioia di questo giorno indimenticabile. Mentre gli ospiti si immergevano in una scenografia curata nei minimi dettagli, le note avvolgenti e il carisma del sassofonista Ernesto Dolvi hanno infuso un ritmo sofisticato ed elegante al ricevimento, accompagnando i brindisi e le conversazioni con una colonna sonora vibrante. ​Il momento del taglio della torta ha svelato l’architettura di zucchero firmata da Marty Sweet Lab, una creazione di cake design che ha saputo stupire per la sua estetica monumentale e la ricercatezza delle forme. Come ricordo tangibile di questo giorno speciale, la famiglia ha scelto le raffinate bomboniere di MelaVerde, simbolo di un gusto senza tempo che ha omaggiato gli invitati con un tocco di autentica distinzione. ​Il parterre degli ospiti è stato una vera e propria carrellata di volti noti, giunti per testimoniare il loro affetto verso Paolo e Alessia. Tra i tavoli spiccavano la solarità di Fatima Trotta e l’eleganza regale di Miss Italia Zeudi Di Palma, affiancate da esponenti di spicco della scena musicale contemporanea come il rapper Nicola Siciliano e la talentuosa Giulia Molino. La loro presenza ha trasformato il ricevimento in un incontro tra eccellenze del mondo dello spettacolo e dell’imprenditoria, tutti riuniti per celebrare la nuova vita della piccola Morena in una giornata che rimarrà impressa come un ricordo indelebile nel cuore della famiglia Guarino.

Tra arte e AI: una delle trasformazioni più radicali nel panorama “contemporaneo”

Benvenuti al quindicesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”. Oggi parleremo di una piccola parentesi, l’integrazione tra arte e intelligenza artificiale.     L’integrazione tra arte e intelligenza artificiale rappresenta una delle trasformazioni più radicali nel panorama culturale contemporaneo, segnando il passaggio da una visione dell’opera come prodotto puramente manuale a una dimensione in cui l’idea e l’algoritmo si fondono. Questo cambiamento non deve essere interpretato necessariamente come una minaccia all’identità dell’artista, quanto piuttosto come l’avvento di un nuovo tipo di pennello tecnologico che espande i confini dell’immaginazione umana oltre i limiti fisici del passato. Al centro di questa rivoluzione si trova il concetto di co-creazione, dove l’essere umano assume il ruolo di regista o curatore di concetti, mentre la macchina elabora ed esegue calcoli estetici su una scala monumentale. Artisti contemporanei come Refik Anadol hanno dimostrato come l’AI possa trasformare milioni di dati e memorie digitali in installazioni fluide e immersive, rendendo visibile l’invisibile e dando una forma estetica a flussi di informazioni che altrimenti resterebbero astratti. Tuttavia, l’ascesa di questa tecnologia porta con sé interrogativi etici e filosofici profondi che non possono essere ignorati in una riflessione critica. La questione del diritto d’autore rimane un nodo centrale, poiché i modelli generativi vengono addestrati su vastissimi dataset di opere umane, sollevando dubbi sulla legittimità dell’ispirazione algoritmica. Allo stesso tempo, ci si interroga sul valore intrinseco dell’opera: se l’esecuzione tecnica viene delegata a un software, il valore artistico si sposta interamente sul “prompt” e sull’intuizione originale dell’autore, sfidando la definizione tradizionale di talento e maestria artigianale. In ultima analisi, la storia dell’arte ci insegna che ogni innovazione tecnologica, dalla prospettiva rinascimentale alla fotografia, ha inizialmente generato scetticismo per poi ridefinire i canoni della bellezza. L’intelligenza artificiale non sembra destinata a sostituire l’emozione umana, ma a fungere da specchio e amplificatore della nostra creatività, spingendo l’arte verso territori inesplorati dove il confine tra organico e sintetico si fa sempre più sottile e affascinante.   Ed eccoci arrivati alla fine cari artisti e artiste, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per approfondire sempre di più questo nostro fantastico discorso. P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

La prima testimonianza  su San Gennaro Martire viene fornita nel 431 da Uranio, allievo di San Paolino

Uranio raccontò in un libro gli ultimi momenti di San Paolino: “Sapendo che stava per andare dal suo Signore, volle che presso il suo lettuccio fosse preparato quanto occorreva per celebrare i sacri misteri, cosicché, offerto il divin sacrificio insieme agli altri santi vescovi, potesse anche raccomandare la sua anima. Volle anche riammettere alla comunione della Chiesa coloro ai quali, a causa di inadempienze ecclesiastiche, aveva comandato di tenersi lontani dal sacro mistero, riappacificandosi con loro. Dopo aver salutato i preti, li benedisse e morì.”. Era il 22 giugno 431. Correda l’articolo l’immagine del quadro di Artemisia Gentileschi “San Gennaro nell’anfiteatro di Pozzuoli”.   Scrive Uranio che San Paolino sopportava anche le ingiurie, niente gli faceva perdere la pazienza: “non separava mai la misericordia dal giudizio. Se era costretto a castigare, dava facilmente a vedere che i suoi erano castighi di un padre e non vendette di un giudice irritato. La sua vita era l’esempio di ogni sorta di opere buone, e la sua residenza il sollievo di tutti i miserabili. Chi ha mai implorato il suo soccorso senza riceverne un’abbondantissima consolazione? E qual peccatore ha mai incontrato senza tendergli la mano per rialzarlo dalla sua caduta? Era umile, benigno, caritatevole, misericordioso e pacifico. Incoraggiava i deboli, addolciva coloro che erano di un certo umore collerico e violento. Aiutava alcuni con l’autorità e il credito che gli provenivano dalla carica, altri con la profusione delle sue rendite, di cui si riservava soltanto lo stretto necessario, e altri ancora con i suoi saggi consigli, che si trovano sempre in grande abbondanza nella sua conversazione e nelle sue lettere. Nessuno si allontanava da lui senza desiderare di avvicinarglisi di nuovo e nessuno aveva la fortuna di parlargli senza desiderare di non separarsene mai”.   In un testo pubblicato nel 2006 Gennaro Luongo indicò in Uranio, allievo di San Paolino, l’autore della prima testimonianza letteraria su Gennaro Vescovo e Martire. Paolino muore il 22 giugno 431. Tre giorni prima egli, dal letto in cui giace, chiede ai presenti dove sono i suoi “fratelli”. Qualcuno gli risponde “I tuoi fratelli sono qui” e gli indica i vescovi che sono venuti a portargli l’ultimo saluto. Ma Paolino ribatte “Io mi riferisco ai miei fratelli Gennaro e Martino, che or ora hanno parlato con me e mi hanno detto che sarebbero tornati presto”. Questo è il racconto che Uranio fa nel volumetto “Sulla morte di Paolino” dedicato a Pacato: su di lui non abbiamo notizie certe. Uranio, presbitero della cerchia di Paolino e, dice Luongo, “testimone diretto degli ultimi giorni di vita del Nolano”, spiega ai lettori chi sono i due “fratelli” invocati dal moribondo: “Martino, uomo del tutto simile agli Apostoli, la cui vita viene letta da tutti, è stato vescovo delle Gallie; Gennaro, Vescovo e Martire, illustra la Chiesa della città di Napoli, Ianuarius episcopus simul et martyr Neapolitanae urbis illustrat ecclesiam”.Dunque Napoli venera San Gennaro già molti anni prima dell’eruzione del 471 o del 474, che secondo alcuni studiosi segna l’inizio della mirabile storia d’amore di cui saranno protagonisti la Città e il suo Patrono.   E nel 431 Gennaro, pur essendo “un martire regionale”, è già famoso a tal punto che Paolino lo nomina, insieme a Martino, come suo “advocatus” davanti al tribunale del giudizio di Dio. Non a caso Paolino, che è nato e cresciuto in Gallia e poi si è trasferito a Nola dove ha svolto, nel nome di Felice, il suo apostolato, invoca come fratelli Martino, il più famoso santo delle Gallie, e Gennaro, santo campano: “la coppia episcopale – scrive Luongo – unifica nel segno della santità l’esperienza esistenziale del vescovo Paolino”. Di notevole importanza è anche il fatto che egli, secondo Uranio, nomina Martino dopo Gennaro, quasi a confermare che Gennaro morì per primo, nel 305, durante la persecuzione di Diocleziano, mentre il Santo delle Gallie salì al cielo l’11 novembre del 397. L’anno dopo la sua morte, Paolino, già Santo, “circonfuso di splendore angelico, raggiante e profumato d’ambrosia “appare al vescovo napoletano Giovanni I e gli annuncia la morte imminente: Giovanni muore il Sabato Santo del 432. Questo racconta Uranio nell’ultima parte del volumetto: e la “prova” della santità di Paolino completa il percorso agiografico iniziato con l’invocazione rivolta in prossimità della morte ai “fratelli” Gennaro e Martino.   Di notevole importanza è la riflessione di Luongo sul significato del verbo latino “inlustrare” là dove Uranio scrive che Gennaro “ Neapolitanae urbis illustrat ecclesiam”. Gennaro non è nato a Napoli e non è stato vescovo della città: egli dà lustro attraverso le reliquie e attraverso il suo sangue di martire. Confortato dall’uso che fanno del verbo Massimo di Torino e Gregorio di Tours, Luongo ritiene che nel latino agiografico il verbo “inlustrare” indichi l’azione della luce che si irradia dalle reliquie e che garantisce alla città che le accoglie la protezione del martire. La breve nota che Uranio dedica a Gennaro è di fondamentale importanza perché è documento storico della “particolare fortuna cultuale che il nostro Santo Patrono ebbe fin dall’inizio del V secolo a Napoli, quando il suo corpo, decapitato un secolo prima a Pozzuoli fu traslato dal vescovo napoletano Giovanni I dall’area flegrea nella zona cimiteriale extraurbana”.                    

Napoli, Si ripete il miracolo di San Gennaro: il sangue si è sciolto alle 17,04

Si è ripetuto il ‘miracolo’ della liquefazione del sangue di San Gennaro. Alle 17.04, sulla soglia del sagrato della Cattedrale di Napoli, è stato sventolato il fazzoletto bianco, segno che il sangue è sciolto. L’annuncio è stato accolto da un caloroso applauso delle migliaia di persone affollate nel Duomo e nel piazzale antistante. Ora le reliquie, il busto di San Gennaro e i busti dei compatroni proseguiranno in processione fino alla basilica di Santa Chiara dove l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, celebrerà la liturgia. Il corteo ha attraversato i vicoli del centro storico diretto alla Basilica.   Lungo il percorso sono tantissimi i fedeli e i turisti che hanno atteso il passaggio delle reliquie del Santo patrono. Tanti anche i napoletani che sono si affacciati ai balconi delle proprie abitazioni e non è mancato chi ha ‘lanciato’ un bacio in direzione del Santo. Turisti, invece, affascinati dall’evento e dalla grande partecipazione hanno scattato fotografie e girato dei video. Il corteo è stato guidato dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Domenico Battaglia, accompagnato da numerosi parroci della diocesi, oltre al sindaco Gaetano Manfredi, i membri della Deputazione di San Gennaro e il prefetto Michele di Bari. (fonte foto: chiesa di Napoli)