Vado a comprare il giornale, e cioè la dose quotidiana di veleno: vedo un gruppo di giovanotti che parla del PD ottajanese: la sede, il congresso, il rinnovamento: insomma la solita sbobba. Beati i giovani che pensano ancora da giovani. Vedo, in disparte, alcuni politici di grosso calibro che parlano anche essi del PD: lo deduco dall’espressione accigliata. Il PD ottajanese chi sa chi lo ha sgangherato smontato azzerato ridotto in condizioni tali che nelle ultime elezioni il partito non ha avuto la forza nemmeno di mettere insieme una lista di candidati. Come: chi sa chi? mi rimprovero. Basta aspettare: quelli che l’hanno demolito saranno i primi a piangere sulle sue rovine e a proporsi come rifondatori e rinnovatori.
Vedendo lor signori, mi ricordo che Ottaviano aspetta ancora una risposta, – una risposta politica, ovviamente,- sulla virtuosa storia delle ditte che ebbero l’incarico di smaltire la monnezza tra il 2007 e il 2011: e aspetta, dalla cortesia dell’ex sindaco dott.Iervolino e del sindaco in carica avv. Capasso, una risposta chiara sulle fantastiche vicende degli scavi a via Cesare Augusto. Mi ricordo che avevo intenzione di chiedere gli atti pubblici sulla farmacia comunale e sulle ultime infornate di debiti fuori bilancio e su certe rumorose dichiarazioni del Primo Cittadino intorno allo stato delle casse comunali. Ma le parole di papa Francesco mi hanno colpito: pace, pace, pace. Scurdammoce ‘o passato, anche perché nessuno di noi è innocente.
Arrivo nella piazzetta della stazione Circum: vedo volti gioiosi. La fumata è bianca. E’ in arrivo un treno per Napoli, e tra poco, è sicuro, ci si può scommettere, arriverà anche un treno per Sarno: la folla in attesa applaude e ringrazia la bontà della Direzione della Circum e il favore del caso. Ottaviano riparte. Un amico mi chiama in disparte e mi dice, con aria da agente segreto: “ Vedi che dopo il tuo articolo su Gonzalo Pirobutirro qualcuno su facebook ha fatto battute su Sancho Panza. Ce l’ hanno con te ? “ e indica la mia panza, e mi consegna un foglio stampato. I facebookisti non parlano solo di Sancho, ma anche di altre cose. Leggo e sento tamburi di guerra, ingombranti clamori di mischie ingombranti, ricordo che un noto professore ci aveva promesso di commentare in pubblico i numeri delle elezioni comunali, e di rispondere a qualche domanda sulla stranezza di certi risultati, e sul movimento delle preferenze in certe sezioni, diciamo così, “ strategiche “.
Ci sarà questa pubblica lettura ? Se non ci sarà, amici come prima. Papa Francesco mi ha convinto. Pace, pace, pace. Scurdammoce ‘o passato. Mettiamoci una pietra, o una pezza, sopra. Pensiamo alla festa di San Michele.
Compro il giornale e sfoglio le pagine. Antonio Bassolino ha presentato un suo libro di memorie “ Le Dolomiti di Napoli “, che forse è anche il documento di un nuovo progetto. Lo pensa anche Paolo Macry che scrive per “ la Repubblica “ ( 20 ottobre ) un articolo dal titolo significativo. “ Progetti e Prospettive di Bassolino – Scurdammoce ‘o passato “. Quattro giorni prima, sullo stesso giornale, Antonio Bassolino, ricordando la fase più drammatica della crisi della monnezza, aveva detto che fu “ un inferno mediatico “, che “ tutto si scaricò “ su di lui.
Nel mio archivio ho conservato un cospicuo numero di articoli pubblicati tra il 2006 e il 2008, e dedicati alla tragedia della monnezza, e all’affare della monnezza. In questi giorni sto rileggendo attentamente quelle carte, per organizzare il capitolo che dedicherò all’argomento nel libro sulla camorra vesuviana e nolana. Mi pare che le cronache dell’epoca e il racconto di uno storico, Francesco Barbagallo, che fu assessore di Bassolino sindaco, descrivano le cose in modo diverso. E ci confermino, inoltre, che molti già sapevano molto delle discariche abusive e del traffico dei rifiuti “ speciali ” e, insomma, dei molti rami dell’affare. Che è stato fatto in questi anni ? E’ stato fatto tutto. Hanno preparato con cura la seconda fase dell’emergenza, quella della bonifica. L’operazione è partita proprio in questi giorni. Vanno in giro, a piangere per la “ terra dei fuochi “ e a predicare la crociata per il disinquinamento, certe facce già note.
E gli imprenditori del Nord che mandarono al Sud i loro carichi di morte ? non hanno violato nessuna legge ? Non si possono individuare ? Ma non ci facciamo il sangue amaro. Pace, pace, pace: ha ragione Papa Francesco. La colpa è prima di tutto nostra, che vedevamo, sapevamo, e tacevamo. Che ritorni anche Antonio Bassolino. Se Bersani sta ancora lì, a fare il padre nobile del PD, può tornare anche Bassolino: risponda alle domande che gli pone Paolo Macry, si batta tre volte il petto, e torni pure in campo. Bersani, che dopo la catastrofica conduzione dell’ultima campagna elettorale avrebbe dovuto ritirarsi sui suoi monti a coltivare l’orticello, dà ancora consigli, parla ancora di politica, e c’è ancora qualcuno che lo ascolta… Ha ragione Crozza: finché il PD sta in mano a certa gente, l’on. Berlusconi non deve perdere la speranza…..
Quattro giorni dopo il caso vuole che il mio sguardo cada sul titolo di un articolo: “ Emilia, rimborsi anche per andare al wc pubblico “ ( la Repubblica, 24 ottobre ): un consigliere regionale ha chiesto il rimborso anche per i 50 centesimi spesi per accedere a un bagno pubblico. E’ una folgorazione. Marcel Duchamp rivoluzionò l’arte del ‘900 prendendo un orinatoio, “ un articolo comune della vita di tutti i giorni “- è lo stesso Duchamp che parla di sé usando la terza persona –, “ e sistemandolo in modo che il suo significato utile scomparisse. Così creò un nuovo pensiero per questo oggetto.”. Non meno geniale è l’azione teatrale di questo consigliere regionale che , conservando il biglietto dei bagni pubblici, consegnandolo al cassiere e chiedendo il rimborso, ci ha fatto vedere, con una meravigliosa potenza di sintesi, cosa siamo diventati tutti noi, tutti noi altri.
No, non è tempo di pace.
Aveva ragione Antonio Portolano, inarrivabile Maestro di saggezza, oltre che di latino e di greco. Un buon cristiano deve volere il bene anche del suo nemico, anche di chi lo schiaffeggia. Ma se porge allo schiaffeggiatore l’altra guancia, lo schiaffeggiatore si convincerà che tutto gli è permesso, che la violenza e la maleducazione pagano, che gli altri sono solo dei cacasotto e dei villacchioni. E questa convinzione lo porterà a essere ancora più violento e ancora più maleducato. Insomma, porgendogli l’altra guancia lo indurremo a peccare. E non è cosa buona. L’altra guancia non si deve porgerla subito Se uno tenta di pigliarci per i fondelli, abbiamo l’obbligo morale di afferrarlo per l’orecchio, e di torcerglielo, di inturcigliarlo. La pace viene dopo.
(Foto: Marcel Duchamp, Orinatoio o Fontana 1917)

