Napoli, altro che un:. Mesto ritorno

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Nel blitz di mercoledì del Franchi l’esterno azzurro è stato uno dei protagonisti.

 Sembrava essere uno dei primi sul piede di partenza, complice la sua storica vicinanza a Walter Mazzarri: Giandomenico Mesto è invece una delle note liete di questo inizio di stagione degli azzurri, come testimonia anche la sua ottima prova nel blitz di mercoledì sera allo stadio “Franchi” di Firenze.

Il 31enne esterno pugliese ha provato anche la gioia del debutto in Champions League, giunta in tarda etĂ , ma vissuta da protagonista: un premio alla carriera dell’ex colonna della Reggina dei miracoli, uomo in più della rosa a disposizione di Rafa Benitez. Il tecnico spagnolo ha infatti potuto saggiarne anche la duttilitĂ , utilizzandolo diverse volte anche sull’out sinistro, specie da quando Zuniga è stato costretto a fermarsi ai box per l’infortunio al ginocchio. Il suo bilancio provvisorio parla di tre presenze in Champions, con la gara di Marsiglia giocata per intero e ben sette gettoni in campionato, tutti da titolare e con gli interi 90 minuti nelle gambe; un bilancio che continuerĂ  a crescere per il numero di presenze, considerando la sua scontata riconferma domani sera contro il Catania, complice anche la squalifica di Christian Maggio.

Contro gli etnei sarĂ  quindi Armero ad occupare la corsia mancina, mentre pochi dubbi permangono nella mente dell’allenatore iberico che potrebbe concedersi qualche cambio anche in vista del tour de force che attenderĂ  gli azzurri con le successive gare contro Marsiglia e Juventus tra campionato e Champions League. Probabile quindi che venga concesso un turno di riposo a Behrami (sempre in campo dal ritorno dopo la sosta con la Roma, farĂ  staffetta col connazionale Dzemaili ndr) così come molto movimento è atteso nel tridente che supporterĂ  l’azione di Higuain: c’è un Insigne che attende il ritorno in campo dal primo minuto dopo due gare da subentrante, così come Mertens potrebbe questa volta essere impiegato a partita in corso.

Alta competitivitĂ  nei ruoli ed un gruppo affiatato che sembra essersi calato alla perfezione nella fase cruciale della stagione, da vivere con il solito motto di Benitez, “sin presa y sin pausa”…
(Fonte foto: Rete Internet)

Somma, il delegato al cimitero Gennaro Bottino: “Ridaremo dignità al luogo sacro”

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Il consigliere di Alleanza per Somma promuove controlli serrati sulla raccolta differenziata nel cimitero comunale.

 Le buone intenzioni dell’ufficio ecologia del Comune di Somma Vesuviana nessuno le mette in dubbio, ma tra il dire e il fare un po’ di acqua sotto i ponti ne è passata. Così, al cimitero comunale, la raccolta differenziata dei rifiuti non è mai decollata.

Tra lavori in corso continui per la realizzazione di cappelle e rifiuti accumulati (e mai separati correttamente), un’immagine dignitosa del cimitero è rimasta finora un’utopia. E ciò si evince anche dalle continue lamentele giunte a Palazzo Torino da parte di numerosi cittadini. Il punto debole è stato ed è tuttora lo scarso controllo da parte di chi è preposto alla custodia e alla vigilanza del luogo sacro dove, pochi mesi fa, fu anche rinvenuta e sottoposta a sequestro un’ingente quantitĂ  di rifiuti, nello specifico materiali di risulta. Vicenda che portò in seguito anche alla sospensione temporanea di due dipendenti comunali.

Proprio sul degrado e lo scarso controllo sulla corretta differenziazione dei rifiuti nel cimitero comunale, il capogruppo del Pd Giuseppe Cimmino  ha presentato una interrogazione consiliare che sarĂ  oggetto di discussione nel prossimo consiglio comunale, previsto per la prima decade di novembre. «All’interrogazione consiliare stiamo rispondendo con i fatti». Così il delegato Gennaro Bottino, capogruppo di Alleanza per Somma, anticipa la risposta che poi dettaglierĂ  in sede di assise.

«In stretta collaborazione con la dirigente e lo staff dell’ufficio ecologia, stiamo cercando di porre rimedio a tutte le criticitĂ  presenti nel cimitero comunale, a cominciare proprio da un controllo più attento e più serrato sulla raccolta differenziata – dice Bottino – in occasione dei giorni in cui si commemorano i nostri defunti, i volontari di Villareggio e della Cooperativa Ottavia ci aiuteranno a distribuire una nuova locandina sulla corretta differenziazione dei rifiuti».

Nello specifico, la cittadinanza sarĂ  invitata a depositare foglie e fogliame nei contenitori dell’organico; lumini di cera senza coperchi, cocci di vetro, ceramica, nastri, cellophane e spugne per fiori nei contenitore dell’indifferenziato; i tappi di alluminio in contenitori speciali; imballaggi in carta e cartone e multi materiali dovranno, invece, essere depositati negli appositi contenitori ubicati agli ingressi del cimitero. «Sono sicuro che Somma Vesuviana – aggiunge Bottino – saprĂ  rispondere positivamente all’appello, contribuendo a ridare dignitĂ  al più grande condominio della cittĂ ».

In attesa che finalmente la differenziata vada a pieno regime anche nel cimitero, resta critica la situazione nelle zone periferiche, che continuano ad essere «umiliate e offese», volendo enfatizzare e usare toni «letterari», dagli sversamenti abusivi che mettono a rischio ogni giorno la salute pubblica.

Anziana ferita al cimitero di Boscotrecase

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Crolla il pavimento della cappella privata, 74enne soccorsa all’ospedale sant’Anna e Madonna della Neve dove i medici hanno diagnosticato la frattura di una vertebra. L’incidente a poche ore dal giorno della commemorazione dei defunti

 Una 74enne è precipitata nella cripta della cappella di famiglia, situata all’interno del cimitero di Boscotrecase e Trecase. L’incidente è avvenuto mentre la donna era intenta ad allestire la cappella di famiglia con fiori e i classici lumi, dopo che aveva lavato il pavimento al primo piano si è aperta una voragine molto profonda ed è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco del distaccamento di Castellammare di Stabia per estrarre la signora dalle macerie del pavimento.

Successivamente la donna è stata accompagnata all’ospedale sant’Anna e Madonna della Neve di Boscotrecase dove i medici hanno diagnosticato la frattura di una vertebra. Sedata e curata per le diverse ecchimosi ed escoriazioni su tutto il corpo, la 74enne è tornata a casa in compagnia dei figli che hanno chiesto rispetto per la vicenda ed evitato di raccontare ulteriori particolari. Solo ventiquattro ore prima, una donna era morta al cimitero della vicina Pompei dopo essere precipitata nella tomba del marito perché il marmo della lapide aveva ceduto. Mentre nella stessa giornata di ieri una 36enne è caduta nello stesso cimitero in una fossa profonda cinque metri.
(Fonte foto: Rete Internet)

Cercola, Tutti in campo per la legalità

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Associazioni, scolaresche e forze dell’ordine insieme per la legalitĂ  nel campo sportivo di Caravita

Ancora un volta Rosa Praticò, insieme alla sua "Officina delle Idee", sostenuta dal comune di Cercola, dall’Ascom e dalla Confcommercio, è stata l’organizzatrice di un grande evento sociale, culturale, solidale e sportivo con « l’obiettivo di risvegliare e smuovere tutte le coscienze, affinché si possa realizzare finalmente il sogno di un cambiamento positivo». Tutti uniti ed abbracciati su di un campo d’erba che« saprĂ  colorarsi ed abbellirsi di bandiere dagli sconfinati e vivaci colori. La palla si illuminerĂ  e diventerĂ  luce e sinergia tra la popolazione e le forze armate soltanto attraverso l’unione e il rispetto reciproco tra i cittadini, le forze dell’ordine e la societĂ  civile potremo guarire e riprenderci dalla sempre più drammatica situazione dei nostri giorni, intrisa di azioni di micro e macro criminalitĂ », ha postato Rosa Praticò.

Mentre sul terreno di gioco i rappresentanti di quasi tutte le forze armate del territorio (Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza, Vigili Urbani, Polizia Penitenziaria, Vigili del Fuoco), sotto gli occhi vigili ed attenti dei nuclei della Protezione Civile territoriale, si sfidavano in un mini torneo di calcio, lungo la pista di atletica che circonda il campo sfilavano i rappresentanti delle scolaresche di quasi tutta l’area vesuviana, acclamati dai loro compagni dagli spalti.
Oltre la pista di atletica, dal lato vesuviano del perimetro di gioco, una lunga fila di associazioni, culturali, di beneficenza e sociali, e di rappresentanti dei commercianti sotto i loro gazebo a fare da cornice e da sostegno all’evento.

Ad aprire la manifestazione tante autoritĂ  civili (sindaci, consiglieri comunali, assessori dei comuni partecipanti), militari, tra cui alcuni generali delle forze armate e alte cariche istituzionali.
Rosa Praticò ha voluto ringraziare tutti coloro che hanno reso speciale questa giornata allo stadio comunale di Cercola «vorrei abbracciare tutti e trasferire il mio entusiasmo-ha esordito commossa la Praticò- e l’entusiasmo di coloro che sono stati con noi a quelli che ci saranno in seguito. Siamo riusciti a creare un momento magico: uomini e donne "armate" di tanta voglia di scendere in campo per la legalitĂ  ».

Così come tanti ringraziamenti sono venuti anche dal colonnello dell’esercito Antonio del Monaco, un altro organizzatore dell’evento « La Manifestazione di Cercola è stata un grandissimo esempio di solidarietĂ , sotto l’egida della cultura della legalitĂ  migliaia di bambini colorati che sventolavano bandierine tricolori e che hanno cantato l’inno di Mameli, con viva voce e con la vera emozione di essere cittadini italiani. L’appartenenza e l’identificazione: pilastri fondamentali della manifestazione. Una gran bella giornata da ripetere prossimamente, tra fine novembre o inizio dicembre, a Scampia o allo stadio Collana di Napoli e a marzo del 2014 a Casal di Principe in omaggio a Don Peppe Diana per il ventesimo anniversario della morte. Poi, vorremmo realizzare il sogno, a fine maggio, di essere in ottantamila allo stadio San Paolo per dare un calcio al pallone dell’illegalitĂ ».

I ragazzi, colorati, festanti e rumorosi, hanno manifestato con striscioni e slogan la loro voglia di vivere in una terra sana e libera da tutte le "Mafie" mentre, sul palco, sistemato di fronte alle tribune centrali, i loro compagni hanno inscenato balli e canti inneggianti all’evento.
L’illegalitĂ  e il malaffare delle mafie, compresa quella politica, hanno prodotto negli anni, forse nei secoli, nelle nostre terre, e non solo, distruzione, avvelenamenti, miseria e gravi diseguaglianze sociali. Un campo di pallone come luogo, un torneo tra i rappresentanti delle forze dell’ordine, come simbolo, e tanti giovani, come futuro, insieme protagonisti per urlare e manifestare la voglia di legalitĂ  e di eguaglianza che sta crescendo nella nostra societĂ . Così, come sta crescendo tra i giovani la voglia di riappropriarsi di quello che gli è stato tolto.
Non importa chi ha vinto il torneo di calcio, ieri sul quel campo ha vinto la voglia di cambiare il futuro.

San Sebastiano, ennesimo atto vandalico nei confronti di una scuola

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Ieri sera, nella Scuola Primaria “Pertini” di San Sebastiano al Vesuvio si è verificato un altro atto vandalico. Solo una ventina di giorni fa veniva allagato il locale Liceo Scientifico “Di Giacomo”.

Ieri sera, probabilmente verso le 19.00, gli affittuari dei locali al pian terreno del Plesso “Pertini” di via Falconi, sentivano rumori provenienti dalla sovrastante Scuola. Ma al suono dell’allarme antincendio, la situazione incominciava ad essere più chiara. Ignoti infatti erano entrati nell’edifico, appiccando il fuoco a un armadietto pieno di libri, nell’aula che ospita la 5A, precisamente al secondo piano della struttura scolastica. Vengono chiamati subito pompieri e forze dell’ordine che incominciano a spegnere il fuoco con gli estintori e ad effettuare le prime indagini di rito. Il focolaio risultava non essere esteso e l’amministrazione, presente con l’assessore di competenza Raffaele Aratro, attuava tutte le disposizioni a far sì che l’indomani la scuola potesse essere aperta. È un segno che va dato a chiunque abbia fatto questo ignobile atto: questo il messaggio dell’assessore agli autori del dolo.

Risulta ovviamente assurdo voler pensare in un gesto del genere ad opera degli alunni della primaria ma è probabile invece che sia un gesto di emulazione, viste le azioni simili verificatesi sul territorio negli ultimi tempi.

Oggi, davanti ai cancelli ancora chiusi ma in orario per le lezioni, i genitori incominciano a insospettirsi, quasi nessuno era al corrente dei fatti. I cancelli vengono comunque aperti alle 8.30 e i bambini vengono accolti come ogni mattina ma, venuta al corrente dell’accaduto, qualche mamma s’innervosisce per il timore che una così repentina bonifica possa creare problemi alla salute dei figli, altri invece, sottolineano la reiterata attenzione dei teppisti nei confronti del plesso “Pertini”, giĂ  oggetto di atti vandalici negli scorsi anni, pretendendo per ciò misure di sicurezza più valide. Molti dei genitori della 5A, decidono di non far entrare i figli negli ambienti alternativi offerti dalla scuola auspicando una completa messa in sicurezza dell’aula entro il prossimo lunedì.

Questa fin qui la cronaca spicciola di una convulsa mattinata scolastica ma alle nostre domande in relazione alla via d’accesso dei delinquenti, nessuno sembra sapere nulla. Abbiamo dunque fatto appiglio alla curiositĂ  e così, avendo notato che l’entrata principale, quella più esposta verso la strada, era priva di segni di scasso, abbiamo dedotto che una probabile via d’accesso potesse essere stata quella della retrostante e nascosta scala antincendio. In effetti, il nostro ragionamento fila, nel momento in cui, il piano toccato dai malfattori è stato il secondo, collegato direttamente a suddetta scala.

Inoltre, origliando tra un gruppo di mamme infuriate per il fatto e timorose per l’incolumitĂ  dei propri figli, è saltato fuori un altro inquietante elemento. Una mamma, sottolineava la gravitĂ  di un’informazione fornita da una maestra, che affermava la presenza, sulle due lavagne presenti nell’aula, di scritte inneggianti alla camorra. Cercheremo di verificare tale eventualitĂ  ma sta di fatto che nessuno ci ha permesso di entrare e verificare l’effettivo stato delle cose in quel posto.

Nell’uscire, fuori al cancello dell’istituto, era stato affisso, in quei frangenti, un cartello, firmato “Le insegnanti di Pertini”. Questo è il suo testo: “ Come l’araba fenice, questa scuola non può essere distrutta, risorgerĂ  sempre dalle sue ceneri.”

Un auspicio e una reazione al gesto vandalico o qualcos’altro?

Fiat, comunicato Slai: ” Un cassintegrato di Pomigliano ha tentato il suicidio”

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La polizia non aveva fornito i dettagli del tentato suicidio di Marigliano, avvenuto domenica scorsa. Ma in un messaggio scritto lo Slai Cobas afferma che si sia trattato di un cassintegrato della Fiat, del reparto lastratura.

Le veline delle forze dell’ordine avevano scritto di un uomo con disturbi psichici che si era gettato da un ponte riportando varie fratture. Tutto qui. Ma domenica scorsa a gettarsi dal ponte dell’autostrada Napoli-Bari, all’altezza di Marigliano, sarebbe stato un operaio della Fiat di Pomigliano, in cassa integrazione da anni. Un “particolare”, questo, che cambierebbe in modo radicale la sostanza della vicenda. Lo sostiene il sindacato autonomo non firmatario di contratto Slai-Cobas, i cosiddetti “autorganizzati”.

In un comunicato lo Slai afferma che in realtĂ  domenica a tentare di togliersi la vita è stato un lavoratore della fabbrica automobilistica, padre di due figli, disperato a causa della mancanza di lavoro perché da troppo tempo in cassa integrazione. In base ai dettagli forniti da Vittorio Granillo, leader locale dello Slai, l’uomo avrebbe lavorato nel reparto lastratura dello stabilimento produttore della Panda, per poi finire in cig a zero ore.

Quindi l’invettiva del sindacato di base nei riguardi dell’amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne: “Questo è stato solo l’ultimo di una serie di tentati suicidi da parte di cassintegrati Fiat. A fronte del disastro industriale, occupazionale e sociale in atto, il suo “piano” è stato un trionfo che ha consentito agli azionisti di guadagnare tra i 6 e gli 8 euro per ogni azione da 50 euro mentre Marchionne, nel solo 2012, ha ricevuto dalla Fiat circa 50 milioni di euro in azioni nonchè un nuovo piano di azioni gratuite da 7 milioni di euro (di cui 1/3 è giĂ  maturato nel febbraio 2013). Inoltre ha ricevuto in questi anni opzioni e/o assegnazioni per un valore economico di circa 123 milioni di euro e, sempre nel 2012, il suo stipendio base annuo è aumentato di quasi il 50% passando da 4,5 milioni di euro a 7,4 milioni.

Il fatto è che Marchionne, col suo piano, ha miracolato solo gli Agnelli, gli azionisti e se stesso diventando il “numero uno” nella classifica dei manager più pagati d’Italia parassitando i lauti compensi dagli operai e dallo Stato”.

Nola. La vicenda del villaggio preistorico approda al Senato

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Dopo le interrogazioni parlamentari, il villaggio preistorico nolano è oggetto di un atto indirizzato al Ministro Bray.

Dimenticato dalla terra natale, il villaggio preistorico di Nola in questi giorni è oggetto di interesse dei maggiori organi istituzionali italiani. Risale allo scorso 29 ottobre, infatti, la pubblicazione di un atto di sindacato ispettivo con cui quattro senatori hanno posto all’attenzione del Ministro dei Beni e delle AttivitĂ  Culturali e del Turismo, Massimo Bray, le vicende del sito di via Croce del Papa. Gli onorevoli, Andrea Marcucci, Pasquale Sollo, Vincenzo Cuomo e Valeria Fedeli, hanno riferito della straordinarietĂ  di questa realtĂ  archeologica campana, mettendo al corrente il ministro delle gravi condizioni in cui il sito versa dal 2009, anno in cui la falda acquifera sottostante lo scavo, scoperto solo nel 2001, si è espansa in maniera incontrollabile fino ad allagare totalmente il villaggio.

Il sito archeologico, parte di un agglomerato abitativo più ampio risalente all’etĂ  del bronzo, è attualmente oggetto di un intervento conservativo promosso dalla Soprintendenza Archeologica di Napoli, che ha deciso di interrare le strutture calcaree preistoriche nell’eventualitĂ , al momento remota, di poterle successivamente recuperare. Sincerandosi che il Ministro Bray fosse a conoscenza del caso villaggio, i senatori hanno richiesto così una valutazione di questa vicenda da parte del Ministero e una programmazione di interventi urgenti, facendo presente nell’atto inviato tanto il valore culturale e universale del bene, quanto l’opportunitĂ  che esso stimoli lo sviluppo turistico dell’area nolana, con i relativi benefici in termini di occupazione e crescita economica per tutta la regione Campania.

Non è la prima volta che il villaggio preistorico di Nola si impone all’attenzione dei rappresentanti politici nazionali. In passato ci sono state diverse interrogazioni parlamentari ad opera di alcuni deputati originari del nolano e non solo, mentre frequente e per un certo periodo costante è stato il confronto con gli interlocutori istituzionali di riferimento, la Soprintendenza e la Regione Campania, proprietaria del sito, che all’incirca un anno fa si dimostrava pronta ad intervenire sul villaggio secondo degli studi appositamente commissionati all’UniversitĂ  Federico II. Soluzioni poi rigettate dalla Soprintendenza.

Ora si spera in Massimo Bray, guida del Ministero dei Beni Culturali dallo scorso mese di aprile, che finora sembra aver dato prova di grande sensibilitĂ  verso le emergenze storico-artistiche ed archeologiche italiane, anche fuori dalle mete turistiche conclamate, come è appunto Nola. Al Ministro, a cui dall’area nolana era giĂ  giunto qualche mese l’invito a scoprire il patrimonio culturale nolano per conto dell’assessore ai beni culturali di Nola, Cinzia Trinchese, è pervenuto anche l’invito di Salvatore Velardi, responsabile della Cgil Zona Nolana, e giĂ  promotore del comitato di recupero del villaggio preistorico nel 2010.

Velardi ha segnalato l’iniziativa avvenuta in senato ringraziandone pubblicamente i fautori, che hanno colto le sue sollecitazioni, e ha lanciato un nuovo appello affinché la vicenda di Nola non cada nel dimenticatoio: "Non ci arrendiamo – ha dichiarato Velardi – rinnoviamo a tutti i membri del Parlamento e del Senato, che intendessero toccare con mano e “de visu” lo stato dei luoghi e le bellezze straordinarie contenute nel Museo Archeologico di Nola, di farci visita: saremo lietissimi di ospitarli e di farli accompagnare nel “tour” da persone altamente qualificate".

Pomigliano, e piazza Primavera diventa piazza Giovanni Leone

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L’ antica anima democristiana di Pomigliano rivivrĂ  domenica prossima con la cerimonia di intitolazione della piazza più importante della cittĂ  delle fabbriche all’ex presidente della Repubblica.

Piazza Primavera, la piazza più importante di Pomigliano, con una cerimonia organizzata per domenica 3 novembre, sarĂ  intitolata a Giovanni Leone, l’ex presidente della Repubblica figura storica della Democrazia Cristiana. Alla manifestazione parteciperanno una serie di pomiglianesi doc: il sindaco, Raffaele Russo, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile, Luigi Cuccurullo, professore emerito della II UniversitĂ  e Luigi Giampaolino, giĂ  presidente della Corte dei Conti.

SarĂ  dunque un ritorno alle radici locali, in una realtĂ  profondamente trasformata dalla globalizzazione e dal mescolamento caratterizzato dalla travolgente espansione dell’area metropolitana di Napoli, di cui ormai anche il comune di Pomigliano fa ormai parte da decenni. Una storia tormentata. L’immagine di Giovanni Leone era stata riabilitata pienamente in chiave politica nel 1998, con la lettera di scuse di Marco Pannella ed Emma Bonino, pubblicata sul Corriere della Sera in occasione del suo novantesimo compleanno .

I due leader radicali, infaticabili accusatori negli anni Settanta dell’allora sesto presidente della Repubblica, che fu costretto a rassegnare le dimissioni sei mesi e mezzo prima della scadenza del suo mandato, subito dopo il delitto Moro, quindici anni fa scrissero quanto segue: « Le siamo grati per l’esempio da lei dato di fronte all’ostracismo, alla solitudine, all’abbandono da parte di un regime nei confronti del quale, con le sue dimissioni altrimenti immotivate, lei spinse la sua lealtĂ  fino alle estreme conseguenze, accettando di essere il capro espiatorio di un assetto di potere e di prepoteri, che così riuscì a eludere le sue atroci responsabilitĂ  relative al "caso Moro", alla vicenda Lockheed, al degrado totale e definitivo di quanto pur ancora esisteva di Stato di diritto nel nostro Paese».

Una vita tutta spesa prima a Napoli, dove nacque e conseguì la doppia laurea, prima in legge e poi in scienze politiche, e quindi soprattutto a Roma, quella di Giovanni Leone. Le cui origini affondano in quella che poi diventerĂ  la cittĂ  delle fabbriche . Giovanni Leone era infatti figlio di Mauro e Maria Gioffredi, entrambi di Pomigliano. Suo padre, Mauro Leone, era un noto avvocato del foro di Napoli e aveva partecipato alla fondazione del Partito Popolare in Campania.

Intervista a Giovanni Del Prete, autore del primo spettacolo sulle Pussy Riot

GRRRLS, il primo spettacolo italiano dedicato alle Pussy Riot sarĂ  in scena l’ 1 e il 2 novembre alle al Teatro Area Nord di Piscinola. Abbiamo intervistato il regista Giovanni Del Prete.

Uno spettacolo che mette in scena un tema controverso. Russia, Mosca, tre ragazze di un collettivo artistico, Pussy Riot, vestite molto colorate, in testa un passamontagna sgargiante. Entrano nella Cattedrale di Cristo Salvatore e inscenano una preghiera punk in cui chiedono alla Madre di Dio di liberare il Paese dal capo di Stato. Subito vengono arrestate, incarcerate e processate. In scena le Pussy Riot sono interpretate dalle giovani attrici Francesca Iovine, Elisabetta Bevilacqua, Eleonora Fardella, Francesca Satolli.

Come mai ha deciso di avvicinarti a questa storia e di portarla a teatro? Cosa ti ha motivato verso questa storia?
È il percorso naturale del mio progetto sull’universo femminile. Prima con lo spettacolo “Janara”, la strega, sulla donna nella tradizione popolare del sud italia, poi con “Mbriana”, lo spirito della casa, sulla donna e i rapporti familiari. E infine “Grrrls”, sulla storie delle Pussy Riot, tre ragazze che hanno fatto una preghiera punk contro Putin nella cattedrale del Salvatore a Mosca e sono state condannate a due anni di carcere. Quindi un analisi del rapporto donne e potere nel presente, non a caso il titolo “Grrrls” tra ruggito e ragazze. È molto stimolante studiare dinamiche diverse dal mio genere naturale.

Questa storia è giĂ  stata portata a teatro in altri paesi o in Italia? Che reazioni ha suscitato?
Si, è stato giĂ  fatto un musical in Russia e non credo sia stato accolto troppo bene, non per la qualitĂ  artistica dell’opera ma perché l’opinione pubblica lì è alquanto severa con il gruppo di ragazze. So di un altro spettacolo in Germania con la lettura degli atti processuali. Il nostro è il primo spettacolo in Italia sulla vicenda delle ragazze russe. Spero che susciti interesse, anche qui da noi c’è necessitĂ  di parlare di questi temi, anche se la nostra sembra una democrazia vige una cultura dominante che non vuole sentire, non vuole vedere, e soprattutto è connivente con certi atteggiamenti sessisti.

Avete giĂ  riscontrato reazione da parte della comunitĂ  russa a Napoli o da parte di altri gruppi interessati alla storia delle Pussy Riot?
Oh… certo che sì… ma le reazioni sono state tutte negative. Prima abbiamo contattato un’associazione italo-russo per la conferenza stampa, ma c’hanno risposto che loro queste cose non le fanno, quando sul sito sono presenti diverse iniziative di questo genere. Ma passi. Poi abbiamo contattato un docente madrelingua che appena ha saputo dello spettacolo ha messo letteralmente le mani avanti e c’ha detto che era meglio lasciare stare queste cose. Inoltre col suo forte accento russo ci ha detto “Ma perché andare a prendere storie così lontane? Quando voi in Italia siete il primo paese per femminicidio”, e appena l’ha detto mi è venuta un’idea: perché fare uno spettacolo su delle ragazze che sono state messe in carcere perché protestavano, quando si può parlare di femminicidio! Infatti il prossimo spettacolo sarĂ  su Anna Politkovskaja. E comunque l’italia non è il primo paese: è superata di gran lunga dalla Russia.

Il tuo spettacolo si ispira alle Pussy Riot e si sofferma solo su questa vicenda oppure vuol andare oltre?
Lo spettacolo naturalmente è ispirato alle vicende delle Pussy Riot ma noi di Caravan teatro abbiamo cercato di reinterpretarlo masticando nuovi segni. Nella nostra interpretazione per esempio il passamontagna delle ragazze russe non c’è (giĂ  troppo teatrale) l’abbiamo trasformato in vestiti eccessivi e in parrucche coloratissime. Lo spazio scenico che Francesco Felaco ha immaginato è una sorta di ring-edicola votiva.
Per quanto riguarda le protagoniste solo una ricorda nel nome una Pussy Riot, Nadia, interpretata da Francesca Satolli, che ha una somiglianza incredibile con la vera Nadia.

Per le altre ho fatto riferimento ad altri personaggi, Bianca è Janka Diaghilev, cantautrice folk russa uccisa dal potere e interpretata da Elisabetta Bevilacqua, e Anna è Anna Brenda Spencer la pluriomicida americana degli anni 70, interpretata da Eleonora Fardella. Le loro storie mi servivano per dare corpo a personaggi totalmente differenti l’uno dall’altro, e diverse anche dalle Pussy Riot.
Infine anche il personaggio di contrasto è la personificazione di molte cose la Madre-e-Patria, Madre, Padre, Dio-donna, Potere, interpretata da Francesca Iovine, che ha toni severi, materni e comici insieme.
Penso proprio che la risposta sia “sì, vogliamo andare oltre la semplice storia” è un pretesto per parlare di donne e potere nella contemporaneitĂ .

Che tipo di reazioni ti aspetti dal pubblico che verrĂ  a vedere lo spettacolo?
Non saprei, non so mai cosa aspettarmi dal pubblico. Sono rimasto sconvolto l’anno scorso quando alla fine di uno spettacolo molto forte sentii dire ad una signora “non ho mai visto una cosa così brutta” e dopo poco, della stessa replica, un signore affermava “è stata un esperienza straordinaria”. Quindi sinceramente io faccio lo spettacolo, se piace bene, se non piace bene lo stesso. Da autore e regista non posso preoccuparmi di piacere a tutti, anzi, non devo preoccuparmi per niente di questo. Devo essere sempre concentrato a elaborare un progetto che sia onesto intellettualmente e sia coerente, questo è il mio modo di rispettare il pubblico.
Spero, naturalmente, che il pubblico venga toccato dalla vicenda e si senta partecipe. Così abbiamo posto all’uscita una vecchia macchina da scrivere e ognuno alla fine potrĂ  lasciare un proprio messaggio sulla vicenda delle Pussy Riot, questi messaggi, con loro traduzione in russo, verranno recapitati alle ragazze attraverso le mail del collettivo.

Qual è il pubblico che vorresti avere come sterratore?
Mah! Sarebbe molto divertente vedere le reazioni del pubblico russo.

Il 29 ottobre avete tenuto un flash-mob a Napoli, quali son tate le reazioni dei presenti?
Molto interessanti, non mi aspettavo che tanta gente si avvicinasse, chiedesse, e anche chi non sapeva nulla delle Pussy Riot si è sentito partecipe della mobilitazione che abbiamo fatto! C’era la Madre-e-Patria che strattonava le donne legate e imbavagliate e tutti si sorprendevano ed erano toccati, sicuramente per il fatto imprevisto, ma anche perché leggevano nell’azione un’ingiustizia enorme. Ed è quello che volevamo!

Come è stato l’incontro con le attrici? Conoscevano giĂ  la vicenda?
Fortunatamente sì, perché abbiamo fatto dei provini e quindi abbiamo avuto modo di parlare e di confrontarci sulle vicende. Le ragazze hanno avuto modo di studiare e di informarsi, sono andate oltre il semplice recitare: si sono sentite da subito vicine alle loro coetanee russe.

Dove pensate di rappresentarlo?
Direi che un teatro a Mosca sarebbe il posto più adatto. Naturalmente inviteremmo Putin!
Info: https://www.facebook.com/events/660148330692164/?fref=ts
(fonte foto: Gianfranco Irlanda)

“La Postura”, come avere un corpo dritto e senza dolori

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Il nuovo libro del posturologo Antonio Ambrosio contiene una infinitĂ  di consigli per il lettore e si avvale della collaborazione di riconosciuti esperti delle materie trattate.

Pubblicato il primo dei cinque volumi di “Quaderni di Terapia Fisica”. L’opera del dottore Antonio Ambrosio, Osteopata e Posturologo, contiene una infinitĂ  di consigli per il lettore e si avvale della collaborazione di riconosciuti esperti delle materie trattate. Il libro, primo di questa collana, edita per le pubblicazioni scientifiche dalla fisioCampus, tratta della Postura e degli accorgimenti e consigli per avere un corpo dritto e senza dolori.
E’ una raccolta di facile consultazione, corredata da una settantina di foto che mostrano quale atteggiamenti tenere durante la giornata per avere una postura corretta. Come stare in piedi o seduti, come posizionarsi durante la lettura o il lavoro al computer.

 Ma anche quali accorgimenti prendere per stare in moto o guidare l’auto. Oppure la posizione del corpo a letto e naturalmente una serie di esercizi che aiutano il nostro il corpo a stare dritto e senza dolori. Di fondamentale importanza il capitolo del libro dedicato agli zaini e ai banchi che sono oggi utilizzati nelle scuole. Ausili, spesso lontani da ciò che prescrive la normativa, e che arrecano danni alla colonna vertebrale dei giovani alunni.
La copertina di “Quaderni di Terapia Fisica” è corredata da Atteggiamento naturale”, opera dal maestro Luigi Franzese. In pubblicazione sono: Correre, nuotare, pedalare, fare sport e curare la schiena; I Diaframmi e il respiro; Viscerale craniale, l’influenza sui dolori ossei; la Postua volume II. Il libro è reperibile in libreria o prenotandolo allo 0813083185 o alla email: dottambrosiosteopata@libero.it.

L’ opera scaturisce da una ricerca iniziata oltre venti anni fa dal dottore Ambrosio. “Quando – spiega l’autore di Quaderni di terapia Fisica – nel classico lavoro correttivo di gruppo, allora di moda, a cui sottoposi 8 bambini tra i nove e i dodici anni (4 maschie e 4 femmine), ebbi la certezza che la postura è come l’impronta digitale in ognuno di noi. Ciò perché mi accorsi che solo tre del gruppo, dopo un anno di esercizi, avevano ottenuto risultati, gli altri non erano migliorati ma nemmeno peggiorati. Ecco il perché del mio convincimento: la Rieducazione Posturale deve essere Individuale, solo così si possono curare in etĂ  adolescenziale disfunzioni posturali che in etĂ  adulta causano dolori muscolari ed ossei.

“Modestamente e senza eccessive pretese mi propongo l’obiettivo di diffondere il più possibile l’importanza di una buona postura per la salute psico-fisica dell’individuo. Questo volume, al quale seguiranno altri, così come è impostata l’intera opera: “Quaderni di Terapia Fisica”, è chiaramente rivolto anzitutto ai non addetti ai lavori. Un modo per spiegare con parole comprensibili a tutti argomenti che troppo spesso, i cosiddetti specialisti, rendono di difficile comprensione.
In questo primo volume sono riportate semplici posizioni, quelle della vita di tutti i giorni, con le quali il paziente apprende come riequilibrare, allineare, stirare il proprio corpo che, per ragioni diverse, devia.

In un secondo volume sulla Postura, di prossima uscita, approfondiremo esercizi, da poter ripetere anche a casa, su come mantenere la postura per tutta la durata di una seduta, 35 o 40 minuti. L’allineamento che restituisce alla muscolatura la sua lunghezza fisiologica.
Qui, e in seguito, saranno riportati concetti basati sia sulla ricerca scientifica, sia sulla pratica clinica quotidiana personale e in collaborazione con valenti specialisti, con cui ho avuto e ho tutt’ora l’onore di poter lavorare e da ciò trarre enorme insegnamento”.