Ieri sera, nella Scuola Primaria “Pertini” di San Sebastiano al Vesuvio si è verificato un altro atto vandalico. Solo una ventina di giorni fa veniva allagato il locale Liceo Scientifico “Di Giacomo”.
Ieri sera, probabilmente verso le 19.00, gli affittuari dei locali al pian terreno del Plesso “Pertini” di via Falconi, sentivano rumori provenienti dalla sovrastante Scuola. Ma al suono dell’allarme antincendio, la situazione incominciava ad essere più chiara. Ignoti infatti erano entrati nell’edifico, appiccando il fuoco a un armadietto pieno di libri, nell’aula che ospita la 5A, precisamente al secondo piano della struttura scolastica. Vengono chiamati subito pompieri e forze dell’ordine che incominciano a spegnere il fuoco con gli estintori e ad effettuare le prime indagini di rito. Il focolaio risultava non essere esteso e l’amministrazione, presente con l’assessore di competenza Raffaele Aratro, attuava tutte le disposizioni a far sì che l’indomani la scuola potesse essere aperta. È un segno che va dato a chiunque abbia fatto questo ignobile atto: questo il messaggio dell’assessore agli autori del dolo.
Risulta ovviamente assurdo voler pensare in un gesto del genere ad opera degli alunni della primaria ma è probabile invece che sia un gesto di emulazione, viste le azioni simili verificatesi sul territorio negli ultimi tempi.
Oggi, davanti ai cancelli ancora chiusi ma in orario per le lezioni, i genitori incominciano a insospettirsi, quasi nessuno era al corrente dei fatti. I cancelli vengono comunque aperti alle 8.30 e i bambini vengono accolti come ogni mattina ma, venuta al corrente dell’accaduto, qualche mamma s’innervosisce per il timore che una così repentina bonifica possa creare problemi alla salute dei figli, altri invece, sottolineano la reiterata attenzione dei teppisti nei confronti del plesso “Pertini”, già oggetto di atti vandalici negli scorsi anni, pretendendo per ciò misure di sicurezza più valide. Molti dei genitori della 5A, decidono di non far entrare i figli negli ambienti alternativi offerti dalla scuola auspicando una completa messa in sicurezza dell’aula entro il prossimo lunedì.
Questa fin qui la cronaca spicciola di una convulsa mattinata scolastica ma alle nostre domande in relazione alla via d’accesso dei delinquenti, nessuno sembra sapere nulla. Abbiamo dunque fatto appiglio alla curiosità e così, avendo notato che l’entrata principale, quella più esposta verso la strada, era priva di segni di scasso, abbiamo dedotto che una probabile via d’accesso potesse essere stata quella della retrostante e nascosta scala antincendio. In effetti, il nostro ragionamento fila, nel momento in cui, il piano toccato dai malfattori è stato il secondo, collegato direttamente a suddetta scala.
Inoltre, origliando tra un gruppo di mamme infuriate per il fatto e timorose per l’incolumità dei propri figli, è saltato fuori un altro inquietante elemento. Una mamma, sottolineava la gravità di un’informazione fornita da una maestra, che affermava la presenza, sulle due lavagne presenti nell’aula, di scritte inneggianti alla camorra. Cercheremo di verificare tale eventualità ma sta di fatto che nessuno ci ha permesso di entrare e verificare l’effettivo stato delle cose in quel posto.
Nell’uscire, fuori al cancello dell’istituto, era stato affisso, in quei frangenti, un cartello, firmato “Le insegnanti di Pertini”. Questo è il suo testo: “ Come l’araba fenice, questa scuola non può essere distrutta, risorgerà sempre dalle sue ceneri.”
Un auspicio e una reazione al gesto vandalico o qualcos’altro?

