Nel paese del doppio Natale è già festa

0
A Sirignano il Natale arriva prima…

Questa sera a Sirignano, in piazza Aniello Colucci, si festeggia “Natale Piccirill”. La proloco Sant’Andrea ripropone l’antica usanza che risale ai primi del Novecento, con piatti tipici e degustazione dell’olio d’oliva novello. Il 29 e 30 novembre a Sirignano, in onore di Sant’Andrea Apostolo, si celebra una sorta di secondo Natale affettuosamente chiamato “Natale Piccirillo”. Vi è un dono inaspettato, tanto da apparire come un regalo di Natale anticipato, all’origine della tradizione.

Gli organizzatori proveranno a ricreare l’atmosfera e il sapore della sera di vigilia attraverso gli usi e i costumi che hanno caratterizzato da sempre l’appuntamento. “Continua il nostro impegno nella valorizzazione e nella promozione del territorio, la manifestazione – afferma il presidente della proloco, Olimpia Giannattasio – intende far conoscere a tutti una delle feste che meglio rappresenta l’essere cittadino di questo Comune. Ringrazio i soci della proloco che con forza e abnegazione hanno portato avanti questo progetto, speriamo di raccogliere ancora una volta il favore dei nostri compaesani e intanto auguri di buon Natale Piccirillo a tutti”.

Le pietanze che si potranno assaggiare, a partire dalle 19, sono le stesse che i sirignanesi preparano per il cenone della vigilia di Natale. Piatti che rispecchiano l’origine contadina e le precarie condizioni economiche di Sirignano agli inizi del Novecento. Menù: linguine noci e alici, baccalĂ  e alici fritte, pizza di raurinio con frivarielli, zuppa di fagioli con tocchetti e caldarroste. Il tutto innaffiato dall’ottimo vino locale. Per i più golosi vasta scelta di dolci natalizi. La serata sarĂ  allietata da musica popolare e classica con la partecipazione del gruppo folk “La Perteca” che intratterrĂ  la platea intorno al fuoco.

Il 30 novembre, festa di Sant’Andrea e di “Natale Piccirill”, i sirignanesi omaggiano il patrono portando in processione per le vie del paese, fino al piazzale della chiesa, i “maj” (tronchi d’albero tagliati pochi giorni prima della ricorrenza) simbolo della fertilitĂ  e della vita per le civiltĂ  contadine. La festa termina nel pomeriggio, quando la statua del Santo viene portata in spalla per le strade di Sirignano.

Mondonico dà la carica al Napoli: “Squadra fortissima e Benitez brilla come il sole”

0
Alla vigilia di Napoli-Parma ecco una lunga intervista al signore del calcio nonchè mister ex Fiorentina, Parma, Napoli e Torino, ora opinionista di punta della Domenica Sportiva: ” Per il Napoli non è detta neanche la penultima parola “.

Mister Mondonico, cosa manca secondo lei al Napoli?
“Al Napoli non manca niente. E’ una squadra fortissima. Ci sono state queste due sconfitte, però se guardiamo la classifica è incredibile: i punti che hanno fatto:perciò è chiaro che in questo momento il Napoli è lì, è lì a combattere con gli altri”.

Va bene mister, ma secondo lei cosa ci vuole ancora per spiccare il volo?
“Il Napoli spesso e volentieri si trova in sei contro tutti . E’ chiaro che questi sei devono essere bravissimi e quindi se deve migliorare deve migliore nel blocco di questi sei, quattro difensori e due davanti, trovare delle alternative, che non è semplice perchè sono tutti dei grandi giocatori, d’altronde le grandi squadre sono fatte dai grandi giocatori”.

Quindi cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo arrivato, il francese Reveillere?
“Penso che sia un buon giocatore perchè ha l’esperienza giusta. Il fatto che siano andati a prendere un giocatore d’esperienza vuol dire che l’esperienza è importante”.

ChissĂ  se è proprio vero che Reveillere sia uno dei più bravi esterni del mondo come qualcuno ha affermato:
“Avremo occasione di vederlo, ci mancherebbe altro”.

Le due sconfitte con la Roma e con la Juventus, quanto peseranno?
” Sconfitte fuori casa però. Io penso che in casa giĂ  da subito possa essere diverso. Il fattore campo incide moltissimo. Soprattutto in sfide come queste il fattore campo è determinante. E perchè è determinante il fattore campo ? Vuol dire che è indice di paritĂ  tra i valori delle squadre. Perchè altrimenti una sola squadra forte vince sia in casa che fuori. Se parliamo del fattore campo vuol dire che sono tutte squadre che hanno le stesse quantitĂ  e la differenza la fa il fattore campo”.

Non è ancora detta l’ultima parola per il Napoli?
“Ma quale ultima parola ( sorride a lungo ) ? Ma neanche la penultima. Ci mancherebbe altro. No, no, assolutamente. Napoli è una piazza incredibile, Napoli è una piazza meravigliosa”.

Perchè ?
“Perchè ti trasmettono un entusiasmo che chiaramente è letale”.

La tifoseria azzurra le vuole ancora molto bene, lo sa ?
“Io non ho mai disdegnato di dire che sono rimasto impressionato da come si sia comportata la tifoseria in un’ annata incredibile, un’annata in cui è girato tutto male, un’annata in cui avrebbero avuto mille e un motivo per ribellarsi. E invece sono stati lì, attaccati alla squadra, fino alla fine”.

Bisogna sempre crederci fino in fondo, mister:
“Più che un bisogno è un dovere”.

Secondo lei la difesa del Napoli ormai è stata registrata bene?
“Il Napoli è la squadra più offensiva del campionato italiano. Il quattro due quattro del Napoli è reale, non è fasullo. Perciò è chiaro quando io dico che gli altri sei devono diventar matti. Perchè non puoi pretendere da Insigne, da Callejon, da Mertens, da Pandev che si applichino in questa fase difensiva perchè vorrebbe dire togliere loro tutte le possibilitĂ  di essere determinanti in attacco”.

Però la Roma ha una grandissima qualità, bisogna dirlo:
“La Roma sta stupendo tutti. Le dico che se mi dessero la possibilitĂ  di seguire l’allenamento di una squadra italiana io sceglierei la Roma. Perchè non ho ancora capito cosa sia determinante in quella squadra. E’ chiaro che lì qualcuno o qualcosa sia determinante, ma non l’ho ancora capito. Negli ultimi due anni la Roma ha destato un po’ di perplessitĂ  ma quest’anno non me l’aspettavo proprio”.

Il fattore allenatore ?
“Se pensiamo a Garcia, al di lĂ  di ogni cosa, cavoli: questo qui ci sta insegnando tutto. Penso che mai nessun allenatore abbia avuto un impatto così col campionato italiano. E tenga presente che per me, un allenatore italiano, non è semplice affermare che un allenatore straniero, al primo anno qui da noi, ci stia insegnando tantissime cose. Per Garcia e Benitez qui sembra tutto semplice, tutto facile. Invece alle spalle c’è un lavoro incredibile, soprattutto a livello psicologico. Infatti una delle domande che ho fatto a loro due, alla Domenica Sportiva, quando erano rispettivamente primo e secondo in classifica, è stata proprio questa: ” Al primo anno siete giĂ  in vetta: ma come avete fatto ?””.

Cosa pensa di Benitez ?
“Mi ricordo Benitez a MiIano: era sempre nella nebbia. Qui credo che sia stato l’ambiente a trasformalo. Ora, a Napoli, lui brilla come il sole: complimenti !”.

(Fonte foto: Rete internet)

Boscotrecase: “Mai realizzato il consorzio cimiteriale”, ora la proposta

0
Negli anni le due amministrazioni comunali hanno più volte espresso la volontĂ  di costituire il consorzio cimiteriale, volontĂ  che non si è mai concretizzata in un provvedimento congiunto e definitivo

Con la legge regionale 19 del 1980 venne costituito il comune autonomo di Trecase. Il cimitero, a seguito della delimitazione dei confini, tuttora ricade proprio nel territorio di Trecase, ma su parere dell’Ufficio del Genio Civile contenuto nella relazione recepita dalla Giunta Regionale nel processo verbale propedeutico alla deliberazione del Consiglio Regionale 29/1 del 26/02/1980 si stabilisce che: “tutte le strutture indivisibili, quali cimitero, strade di confine ecc: vanno gestite in forma consorziata”.

Negli anni le due amministrazioni comunali hanno più volte espresso la volontĂ  di costituire il consorzio cimiteriale, volontĂ  però che non si è mai concretizzata in un provvedimento congiunto e definitivo. La realizzazione del consorzio ha lo scopo di gestire in forma associativa ed in modo coordinato il servizio cimiteriale, al fine di ottenere un significativo risparmio della relativa spesa a beneficio dei comuni stessi e con l’intento di evitare l’istituzione di due diversi cimiteri in un contesto di agglomerato urbano avente caratteristiche socio-economiche e culturali similari.

A voler riaprire l’iter di costituzione del consorzio sono i consiglieri di Boscotrecase Libera, Aniello Federico, Pietro Carotenuto, Aniello Solimeno e Bartolomeo Servillo, che spiegano: “Attualmente sono numerosi i consorzi cimiteriali sia in Campania che in altre realtĂ  italiane, con risultati positivi sia con riferimento alla gestione economica-amministrativa, sia con riferimento all’efficienza del servizio offerto ai cittadini. Pertanto visto che il cimitero in oggetto è stato e viene attualmente utilizzato per le necessitĂ  dei comuni di Trecase e Boscotrecase e che tra le due amministrazioni era giĂ  stato avviato un percorso avente come fine la costituzione di un consorzio cimiteriale, giovedì 14 abbiamo protocollato alle due amministrazioni, (e per conoscenza alla prefettura, alla provincia e alla regione) una richiesta di convocazione di una riunione entro 30 giorni al fine di riprendere il percorso e costituire il consorzio per la gestione associata del cimitero”.

Nell’attesa di una risposta dell’amministrazione comunale di Boscotrecase stiamo giĂ  lavorando ad una bozza di statuto e di convenzione. Se esiste la volontĂ  possiamo costituire il consorzio in breve tempo”.

(Fonte foto: Rete Internet)

San Giuseppe Vesuviano. Consiglio monotematico sul capitolato dei rifiuti

0
Il sindaco Catapano contesta il Consorzio GEMA, ma poi attacca l’opposizione senza motivo.

Il secondo consiglio comunale di San Giuseppe Vesuviano era stato convocato per le 12,30 di venerdì 22 novembre, alla vigilia del 33 ° anniversario del terremoto dell”80. Ma come da tradizione ormai consolidata, i lavori sono iniziati solo alle 13,26. Prima di cominciare, il presidente De Lorenzo ha chiesto un minuto di silenzio all’aula in ricordo delle 16 vittime dell’alluvione in Sardegna di alcuni giorni fa. Tutti presenti, tranne Filomena Ambrosio per la maggioranza e Ambrosio A.A. per l’opposizione. Per la giunta ha partecipato solo l’ing. Miranda Luigi e il dott. Pietro Ferraro. Presenti anche diversi rappresentanti delle forze dell’ordine, tra Carabinieri e Polizia di Stato.

Ad aprire i lavori, il consigliere Santorelli che ha annunciato l’ennesimo cambio di casacca: «Io, Zurino e il presidente De Lorenzo siamo passati con Pasquale Sommese ( attuale vicepresidente Regione Campania ). Il nome del nuovo gruppo consiliare lo deve dire De Lorenzo: «"Popolari per l’Europa"». Oramai si è perso il conto dei tanti passaggi di campo effettuati dal duo Santorelli -Zurino.

La parola passa poi al sindaco, che per 61 minuti filati ha snocciolato dati e cifre sulla raccolta differenziata, ricordando che l’attuale capitolato affonda le proprie radici nell’amministrazione Ambrosio e che costa al comune 3.150.000 euro. Catapano ha poi ricordato come la pratica di selezionare i rifiuti prima di gettarli, dal 2008 ad oggi, sia passata dal 36 al 54%, che San Giuseppe Vesuviano è l’unico comune in cui i volantini vengono stampati in 8 lingue ( escluso il Sangiuseppese ndr) e che l’amministrazione non si fermerĂ  fino a quota 80%.

«Nel 2013 – ha sottolineato il sindaco – sono state chiuse 61 fabbriche tessili specializzate nell’incenerimento domestico dei scarti tessili e a breve partiranno ronde anti scarichi abusivi composte da personale della Municipale». Riguardo invece alla mancata realizzazione dell’isola ecologica, si è difeso scaricando ogni responsabilitĂ  sull’"elefantiaca burocrazia italiana", venendo meno così alla parola data nel gennaio del 2013, quando promise la costruzione dell’impianto prima di Natale. Sul Consorzio GEMA Catapano si è mostrato implacabile: « fin dal primo giorno – dice – abbiamo messo sotto pressione la Ditta appaltante imponendo il rispetto del capitolato e pretendendo tutti i lavori straordinari a costo zero. Per rimuovere i cumuli ereditati dalla gestione commissariale non abbiamo pagato una lira».

A questo punto il capogruppo di Vocenueva-Libera – PD , Agostino Casillo, ha invitato l’amministrazione ad essere più stringente in merito alla GEMA, sulla bonifica della linea Ex FFSS e riguardo a via Profica Paliata, ricordando che come in passato anche in futuro le associazioni di cittadini saranno pronte a fare la propria parte e sfidando il sindaco a guidare consiglieri ed assessori nell’opera di pulizia.

Chi non le ha mandate certo a dire è stato il consigliere di Vocenueva-Libera-PD Antonio Borriello che in 35 minuti ha sottoposto l’amministrazione Catapano ad un tiro continuo ad alzo zero. Quindici punti in cui si è spaziato dalle contestazioni tecniche alla totale assenza di politiche di riduzione del rifiuto a monte, dalla pulizia dei tombini presentata come una vittoria olimpica dall’amministrazione mentre il capitolato la prevede mensile, al fatto che al Consorzio GEMA sono state fatte solo delle contestazioni e non inflitte delle sanzioni. «Il problema – dichiara Borriello – è che le sanzioni e i controlli non potevano essere disposti prima del 25/09/2013 perché solo allora la Ditta ha consegnato copia del Piano di Lavoro». In realtĂ  il documento era giĂ  in possesso dell’Ufficio Ambiente, ma nei continui passaggi di dirigenti è stato smarrito.

Per oltre due ore il consiglio comunale si avvita dunque su stesso, con il sindaco Catapano che attacca in maniera spropositata l’opposizione di centrosinistra, come se tutti i mali della cittĂ  fossero colpa di Casillo e Borriello e delle loro idee su etica e pubblica amministrazione. Ironico l’intervento del prof. Giovanni Boccia che ha invitato il povero Borriello ad una sua lezione all’universitĂ  sulla metanalisi, scienza che studia i risultati di diversi studi clinici. Peccato che il noto docente universitario non abbia tenuto conto che la maggior parte dei dati pubblicati dal comune di San Giuseppe Vesuviano, così come da gran parte dei comuni campani, sia fondamentalmente falsa perché non prende in considerazione né i roghi di rifiuti, né la transumanza degli stessi e, cosa ancora più grave , i controlli vengono effettuati dagli stessi comuni esaminati e non da enti terzi.

Ma a lasciare perplessi i pochi cittadini presenti all’assise comunale sono stati i continui interventi del consigliere Santorelli, che ha chiesto fortemente delle modifiche al piano della raccolta differenziata, quali il ritiro dei cartoni e dell’umido da parte delle aziende addette e del vetro da parte delle famiglie tramite il porta a porta. Richieste più che legittime, ma che suonano strane se si considera che il consigliere Santorelli è stato assessore  dal 2002 al 2011 con la giunta Ambrosio e , cosa ancora più sconvolgente, l’ultimo che ha rivestito tale ruolo prima che l’amministrazione venisse sciolta per infiltrazione camorristica. E’ proprio vero che la politica è l’arte dell’assurdo.

Il consiglio si è chiuso con l’intervento del consigliere Roberto Parente che ha fatto notare al presidente De Lorenzo la scarsa affluenza di pubblico ai consigli comunali mattutini, nonostante l’importanza dell’argomento trattato. Basti pensare che sui rifiuti i cittadini pagano ben 5 milioni di euro di tasse.

Un consiglio di ben 4 ore, dove si sono toccati tanti aspetti della raccolta dei rifiuti, ma non si è detta una sola parola sul fatto che per raccogliere l’immondizia nel piccolo paese vesuviano servono ben 53 unitĂ  operative contro le 34 di Mercato San Severino, comune tre volte più vasto di San Giuseppe, che conta ben 14 frazioni. Non si è parlato nemmeno della faciltĂ  con cui in molte aziende private i camion dei rifiuti entrano a caricare senza nessun controllo, al riparo da sguardi indiscreti. E, cosa ancor più grave, non si è accennato minimamente alle politiche di riduzione dell’immondizia urbana, indicate da anni dal Coordinamento Ambientale San Giuseppe Vesuviano.
Tanta politica ma pochi fatti.

Piazzolla tra miseria e nobiltà

0
Il Gruppo teatrale ” Nuova Alba “, diretto da Salvatore Giugliano, ha messo in scena la commedia di Scarpetta nell’auditorium del nuovo complesso socio religioso di Piazzolla.

Gli effetti dell’inaugurazione del nuovo complesso socio religioso a Piazzolla, sono riscontabili nella rappresentazione della Commedia Napoletana “Miseria e NobiltĂ ” messa in scena dal Gruppo Teatrale locale, “Nuova Alba”, diretta da Salvatore Giugliano, che ha debuttato sabato scorso, nell’auditorium annesso. Con questa commedia, la più famosa del repertorio di Scarpetta, universalmente conosciuta nella versione cinematografica di Totò, il nostro Salvatore, che ha riservato per sè il ruolo dello scrivano, Felice Sciosciammocca, è andato sull’antico sicuro, ottenendo un risultato molto divertente e ben fatto.

Gli attori, fra i quali, Luisa e Pina, rispettivamente sorella e nipote del regista, vanno tutti apprezzati per la tranquilla disinvoltura con cui hanno animato la scena e la loro capacitĂ  di far ridere e riflettere, a dimostrazione del duro lavoro di preparazione e della loro passione verso il teatro. La commedia è come la vita, agrodolce, in cui il destino dei poveri intrecciato indissolubilmente a quello dei ricchi finisce per suscitare, nella comicitĂ , un po’ di compassione per tutti i personaggi.

Felice e Pasquale, due poveri affamati privi di risorse per sopravvivere, convivono con le rispettive famiglie, in uno squallido appartamento. NecessitĂ  e fame sono motivi di continui litigi fra le mogli. I due diventano la risorsa per Eugenio che vuole sposare Gemma, ricca ma non nobile, al cui matrimonio si oppone il Marchese Favetti, padre del giovane, anch’egli innamorato della ragazza, sotto le mentite spoglie di Don Bebè.Per aggirare l’ostilitĂ  del Marchese, i due spiantati, con le rispettive famiglie, devono fingersi parenti nobili di Eugenio, per acconsentire al matrimonio, in casa del padre di Gemma, Gaetano, ex cuoco arricchito, che per dare prestigio alle sue ricchezze aspira alla nobiltĂ , al punto di non accorgersi del maldestro camuffamento.

Il trucco viene scoperto da Luisella, moglie di Felice, che per essere stata esclusa dalla finta nobiltĂ , scatena una situazione travolgente rendendo possibile riconoscere, identitĂ  e ruolo dei personaggi, in cui ognuno, ammettendo le proprie debolezze, finisce per accettare quelle altrui. “Miseria e NobiltĂ ”, uno dei pezzi più celebrati del teatro napoletano, cavallo di battaglia di attori professionisti ed amatoriali, nella versione integrale rappresentata, è una commedia da vedere se si ha voglia di sane risate con un prodotto genuino, confezionato in casa propria.

Il pubblico numeroso delle due serate, l’incasso devoluto in beneficenza e gli applausi ricevuti, rappresentano il miglior viatico per replicare esperienze simili. Personaggi ed interpreti: Gaetano=Michele AllarĂ  – Gemma=Pina Giugliano – Luigino=Pasquale Giugliano – Ottavio Favetti=Antonio Romano – Eugenio=Biagio Giugliano – Pasquale=Vincenzo Giancone – Felice=Salvatore Giugliano – Concetta=Filomena Siciliano – Luisella=Luisa Giugliano – Bettina= – Giacchino=Umberto Franzese – Vincenzo=Giuseppe Di Nardo – Biase=Santorelli Anna – Pupella=Raffaella Caliendo – Peppiniello=Vincenzo Fabbricatore.

Festa dell’albero 2013: gli alunni dell’Omodeo-Beethoven intorno a “Felice”

0
Insegnanti e genitori insieme, per sostenere i propri figli in un piccolo tratto della loro crescita culturale.

Chi ben comincia è alla metĂ  dell’opera! Abbiamo iniziato l’anno scolastico con la Fiaccolata della Pace il 4 ottobre, abbiamo ricordato i nostri Eroi Soldati il 4 novembre e i più recenti Martiri di Nassiriyah il 12 novembre. Oggi tutti insieme, Amministrazione Comunale, docenti, collaboratori scolastici e alunni abbiamo celebrato con entusiasmo e responsabilitĂ  la “Festa dell’albero”.Inserito in un ampio progetto che coinvolgerĂ  il nostro Istituto Comprensivo Omodeo-Beethoven nel corso dell’intero anno scolastico, coordinato dalla funzione strumentale ins. Maria Rufino, si è svolto un primo passo significativo.

Nell’area antistante al Plesso, sito in Via Nicholas Green, accompagnati dai docenti, i nostri alunni hanno condiviso con l’Amministrazione Comunale e i genitori un piccolo tratto della loro crescita culturale. Tra i canti (Ci vuole un fiore, San Martino, I ragazzi della via Gluc), le poesie scritte dai piccoli delle classi IV e V, le filastrocche, i decaloghi di rispetto per la Natura, i pensieri e le rime (anche in lingua inglese), le riflessioni di natura culturale (storico – geografico – scientifico), le espressioni libere dei più piccoli delle classi II e III, incorniciati nel piacevole spettacolo di alberi di cartone ricoperti di foglie variopinte, abbiamo piantumato l’ulivo, battezzato con il nome “Felice”. Hanno simbolicamente interrato le radici la sig. Annamaria Spadafora, Presidente del Comitato dei Genitori e alcuni alunni. Gli alberi d’ulivo e le piante sono stati donati alla Scuola (Infanzia – Primaria – Secondaria di I grado) dal Comune di San Vitaliano, su richiesta della “Consulta Pubblica Istruzione”.Completa è stata anche la collaborazione del Comune per allestire un piccolo spazio verde che servirĂ  per altri momenti futuri del Progetto.

A tutti sono doverosi i ringraziamenti: ai collaboratori scolastici che ci affiancano; ai docenti (dei tre Ordini di Scuola, che oggi hanno unito il loro impegno in un abbraccio virtuale) che si occupano con professionalitĂ  e dedizione dei loro allievi, perchè crescano protagonisti consapevoli del proprio agire; ai genitori che sostengono con entusiasmo figli e scuola; ai responsabili dell’Amministrazione Comunale: al Sindaco, dott. Antonio Falcone, agli Assessori, e fra essi insostituibile l’opera della maestra Aurora Spiezia, alla Consulta Pubblica Istruzione, nelle persone di Amalia Di Martino e Maria Napolitano; alla Dirigente Scolastica, dott.ssa Angela Nappi che appoggia e apprezza tutte le iniziative di tale valenza sociale.

Soprattutto, però, GRAZIE ai nostri FIGLI e ALUNNI perchè, come oggi, ci donano motivi di GIOIA e di ORGOGLIO.

(Fonte foto: Ufficio stampa evento)

“Nell’antro del mito” alza il sipario al Tunnel Borbonico di Napoli

0
Domenica 24 novembre 2013 in prima assoluta nella cornice del Tunnel Borbonico di Napoli va in scena lo spettacolo “Nell’antro del mito – Eterni racconti di Eros e Thanatos”.

Nelle grotte di tufo giallo del Tunnel Borbonico si accendono i riflettori per la prima di un nuovo spettacolo: domenica 24 novembre 2013 – con due orari a disposizione alle ore 19:30 e ore 21:00, entrata in vico del Grottone n°4, seconda traversa a sinistra salendo da piazza del Plebiscito via Gennaro Serra – andrĂ  in scena il mito greco “Nell’antro del mito – Eterni racconti di Eros e Thanatos”, un originale lavoro proposto dall’entourage di professionisti napoletani Livia Bertè, Stefano Ferraro e Valerio Gargiulo. Prenotazione obbligatoria ai numeri 081.7645808 o 366.2484151. Costo spettacolo euro 15,00 a persona. Il biglietto è comprensivo di “percorso standard”, ossia la passeggiata storica per visitare il Tunnel entro la fine dell’anno.

Un viaggio in un mondo remoto ma eternamente infinito: l’immortalitĂ  del Mito, con il suo illimitato patrimonio di simboli, immagini e personaggi emblematici, si materializza come per magia sul palcoscenico del Tunnel Borbonico voluto da Ferdinando II nel 1853. L’immortalitĂ  della storia, invece, diviene testimonianza di un tempo arcaico in cui la Natura era Tempio del Divino ed ogni sua manifestazione era simbolo. Racconti antichi, enigmatici e senza epoche. “Nell’antro del Mito – Eterni racconti di Eros e Thanathos” vuole trasportare gli spettatori in un percorso misto di classicismo, letteratura e musica, attraverso l’interpretazione di tre protagonisti, Livia Bertè, Stefano Ferraro e Valerio Gargiulo, che daranno voce e anima al racconto greco, reso ulteriormente affascinante dal set cavernoso della “Napoli di sotto”.

Più di duemila anni fa, alla luce fioca delle stelle o di un falò, una voce raccontava di come Orfeo discese nell’Ade per salvare il proprio Amore, di come l’Arte trionfasse sulla malia del tempo. Voci di un Mostro che abitava in una prigione, senza porte e sbarre, mentre un Eroe arrischiava a porre fine alle sue pene. Si rievocava di un bellissimo ragazzo che amava solo se stesso e di una ninfa che divenne solo Eco dei suoi passi. Storie eterne. Storie di uomini, sempre medesimi, senza kronos.

Intervalli musicali catapulteranno gli spettatori in un mondo altro, lontano dai nostri giorni, come se anche soltanto un breve momento si potesse restare sospesi altrove rispetto alla quotidianitĂ  del nostro tempo e alla frenetica “Napoli di sopra”. Il Tunnel Borbonico si presenta come chiave scenografica dell’opera proprio per la sua semplice bellezza: commissionato ad uso di viadotto militare sotterraneo di metĂ  Ottocento all’architetto Enrico Alvino, si interseca all’impianto preesistente di cisterne cinque-seicentesche, per essere adoperato dai cittadini come ricovero bellico durante la II Guerra Mondiale e, infine, come deposito giudiziale. Riportato alla luce e aperto al pubblico dai geologi Gianluca Minin ed Enzo de Luzio, il Tunnel è uno spazio perfetto con il suo dedalo di cunicoli ed ampie cisterne sotterranee che riescono ad accendere l’immaginazione in un tempo antico, lontano dalla realtĂ .

(Fonte foto: Ufficio Stampa dell’evento)

Elettronica napoletana: cento licenziamenti alla Novatel

0
Mazzata su occupazione e produzioni nell’impianto di Frattamaggiore, un tempo definito la fabbrica più “giapponese” di Napoli.

 Dalla metalmeccanica alla grande distribuzione commerciale la mappa dei focolai di crisi sembra non avere fine. E ora la classica mazzata sull’occupazione e sulle produzioni colpisce uno dei più importanti patrimoni tecnologici napoletani, con cento licenziamenti alla Novatel di Frattamaggiore, comune alla porta nord di Napoli.

Adesso ingegneri, tecnici e operai sono in pericolo, rischiano di restare senza soldi e senza posto. Cervelli e manodopera specializzata che realizzano le schede elettroniche da installare nei treni dell’alta velocitĂ  o nei sistemi di controllo delle più sofisticate sale operatorie di tutto il mondo. La Novatel, azienda partenopea doc, ha avviato la procedura di mobilitĂ  esattamente per 97 dei 149 addetti complessivi. Il confronto, organizzato tra sindacati e azienda per martedi prossimo, negli uffici della societĂ , si preannuncia particolarmente difficile. I lavoratori ammettono che un calo del mercato ci sia effettivamente. Ma lamentano pure una gestione industriale inadeguata. Le maestranze infatti sostengono che da tempo qui gli stipendi si paghino a singhiozzo, a “rate”, ogni settimana.

L’ultima rata erogata è quella relativa ai primi sette giorni di ottobre. Da allora non è entrato più niente nelle tasche dei dipendenti. Che ogni tanto hanno pure tentato timide proteste, piazzando presidi e striscioni davanti alla cancellata dell’azienda. Frasi esplicite, messe rosso su bianco: “Novatel: 150 famiglie senza stipendio e senza futuro”. Il mercato di quest’azienda dell’elettronica di precisione è particolarmente complesso. Novatel fornisce i grandi produttori e distributori di schede e programmi, che a loro volta lavorano per conto di chiunque, dappertutto. Tra i clienti anche l’Ansaldo, il colosso nazionale dei trasporti ferroviari. Ma il tempo stringe. La procedura di mobilitĂ  scadrĂ  alla fine di dicembre.

C’è chi ipotizza un accordo fibalizzato a ottenere la cassa integrazione in deroga. Cosa che in ogni caso costituirebbe la fine di un sogno realizzato quindici dalla famiglia De Feo, che con il crollo della telefonia fissa ha poi ceduto praticamente tutto, Novatel compresa. E’stato dopo questa fase traumatica che sono iniziati i problemi per il polo napotelano dell’elettronica dei contatti, delle comumicazioni e delle telecomunicazioni. Tutti nella Novatel di Frattamaggiore conservano un ottimo ricordo dei De Feo.

“Ci chiamavano i giapponesi di Napoli – rammenta un dipendente dell’azienda di Frattamaggiore, trasferita dalla sede storica di Arzano – perché abbiamo sempre realizzato produzioni elettroniche altamente competitive, ma in un ambiente di lavoro rilassato e in cui si rispettavano regole e contratto”. I presagi più cupi fanno pensare a una smobilitazione del polo elettronico di Fratta, allo smatellamento definitivo. Sarebbe un colpo durissimo al giĂ  molto provato tessuto economico napoletano. Nel settore metalemccanico è la grande industria manifatturiera Fiat a far registrare qui i numeri più elevati della sofferenza, con i cassintegrati della Marelli ex Ergom di Poggioreale (720), quelli del Wcl di Nola (316) e della grande fabbrica automobilistica di Pomigliano (1400).

Nel frattempo si attendono decisioni sui 250 licenziamenti annunciati dalla Unicoop Tirreno per gli ipermercati Ipercoop di Afragola, Quarto e Avellino e per il supermercato di Napoli-Arenaccia.
(Fonte foto: Rete Internet)

Reati ambientali, ecco il dossier di Legambiente: al sud è ancora emergenza

0
Ottaviano, presentati i dati del Corpo Forestale dello Stato. La legalitĂ  resta un obiettivo da raggiungere, soprattutto nel territorio del Parco Vesuvio. In mostra i prodotti tipici e le eccellenze

 È una fotografia dei reati ambientali nei parchi nazionali quella fatta da Legambiente, presentata ad Ottaviano presso il Castello Mediceo, sede del Parco Vesuvio. Il titolo del convegno faceva anche riferimento a prospettive future: “Trasparenza, legalitĂ  e partecipazione: le buone pratiche per la green economy dei parchi”, ma i dati sono apparsi comunque preoccupanti.

La ricerca ha riguardato i dati del Corpo Forestale dello Stato nel triennio 2010-2012. E i numeri riguardanti il Parco Vesuvio sono ancora una volta negativi, anche se fanno registrare dei miglioramenti rispetto al passato. L’ente con sede ad Ottaviano è al primo posto, tra tutti i parchi nazionali d’Italia, per numero di illeciti amministrativi ed è al quarto posto per i reati ambientali, subito dopo il parco del Cilento e Vallo di Diano, quello del Pollino e quello della Sila. Dal dossier emerge anche che il 45,7% dei reati ambientali è concentrato nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Sicilia, Calabria e Puglia), seguite da Lazio e Toscana.

2256 è il totale degli illeciti commessi nell’ultimo triennio nel Parco Vesuvio, che comunque fa registrare un trend positivo per l’ultimo anno (quasi 900 in meno rispetto al passato). Sull’abusivismo edilizio, poi, è stato il direttore del Parco Gennaro Esposito a fornire dati: dal 1995 nell’area protetta sono state emesse 2000 ordinanze di abbattimento, la metĂ  delle quali oggetto di ricorso al Tar. Ma anche qui la svolta c’è stata col protocollo d’intesa tra Parco, Comuni e Procure della Repubblica, che ha consentito una accelerazione delle demolizioni. “Perseguire la legalitĂ  deve essere un impegno quotidiano. Le istituzioni e i cittadini devono stringere un patto per uno sviluppo concreto del territorio attraverso il rispetto delle regole”, ha detto il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, ringraziato dal responsabile per le aree protette di Legambiente, Pasquale Raia, per la partecipazione ed il sostegno alle iniziative dell’associazione.

Nel corso dell’incontro, anche la valorizzazione delle eccellenze del vesuviano, con l’esposizione e la degustazione di alcuni prodotti tipici: aziende che, nonostante le difficoltĂ , esportano nel mondo il marchio “Made in Vesuvio”.

Acerra, cantiere abusivo nell’area archeologica: è del padre di un consigliere

0
Il papĂ -costruttore di un esponente della maggioranza consiliare ha realizzato un’opera abusiva nell’area archeologica dell’antica Suessola. Tutto sequestrato.

 Un distributore di benzina nell’area archeologica di Suessola, l’antica cittĂ  osca, etrusca e romana i cui scavi sono stati prima depredati dai tombaroli e poi abbandonati. Il cantiere del distributore è abusivo ed è stato sequestrato dalla polizia municipale. Intanto i carabinieri indagano su un aspetto non secondario della vicenda.

I lavori di realizzazione dell’impianto piazzato nell’area archeologica nonché l’intero progetto sono nelle mani di un noto costruttore di Acerra, papĂ  di un altrettanto noto, a livello locale, consigliere comunale di maggioranza. C’è però da rilevare che la licenza per realizzare quello che in gergo burocratico è stato definito “deposito di carburanti” è stata rilasciata dal responsabile dell’ufficio urbanistico del comune l’anno scorso. Il problema è che quando i poliziotti municipali si sono recati sul posto hanno scoperto che il cantiere aveva sforato di parecchi metri, circa 150, fino a invadere l’area archeologica, fondamenta di case e mura antichissime che affiorano dai terreni inquinati del bosco di Calabricito.

Qui c’è la casina Spinelli, la stupenda dimora vanvitelliana che fino agli anni Trenta i conti Spinelli trasformarono in un fantastico museo archeologico zeppo di reperti affiorati dall’agro acerrano. Intanto la casina è ormai un rudere irriconoscibile mentre sempre qui, tra la fine degli anni Ottanta e la prima decade dei Duemila è stato versato ogni genere di rifiuto. A pochi metri dal cantiere risultato abusivo c’è la vecchia vasca di macerazione della canapa trasformata in un ricettacolo di rifiuti solidi urbani, scorie chimiche e bidoni tossici della Montefibre, il vicino colosso chimico, chiuso da dieci anni, dove nel 1992 furono stoccati illegalmente 52mila fusti pieni di scarti delle lavorazioni.

Fusti tossici che per la gran parte non si sa dove siano andati a finire.
(Fonte foto: Rete Internet)