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Nel paese del doppio Natale è già festa

A Sirignano il Natale arriva prima…

Questa sera a Sirignano, in piazza Aniello Colucci, si festeggia “Natale Piccirill”. La proloco Sant’Andrea ripropone l’antica usanza che risale ai primi del Novecento, con piatti tipici e degustazione dell’olio d’oliva novello. Il 29 e 30 novembre a Sirignano, in onore di Sant’Andrea Apostolo, si celebra una sorta di secondo Natale affettuosamente chiamato “Natale Piccirillo”. Vi è un dono inaspettato, tanto da apparire come un regalo di Natale anticipato, all’origine della tradizione.

Gli organizzatori proveranno a ricreare l’atmosfera e il sapore della sera di vigilia attraverso gli usi e i costumi che hanno caratterizzato da sempre l’appuntamento. “Continua il nostro impegno nella valorizzazione e nella promozione del territorio, la manifestazione – afferma il presidente della proloco, Olimpia Giannattasio – intende far conoscere a tutti una delle feste che meglio rappresenta l’essere cittadino di questo Comune. Ringrazio i soci della proloco che con forza e abnegazione hanno portato avanti questo progetto, speriamo di raccogliere ancora una volta il favore dei nostri compaesani e intanto auguri di buon Natale Piccirillo a tutti”.

Le pietanze che si potranno assaggiare, a partire dalle 19, sono le stesse che i sirignanesi preparano per il cenone della vigilia di Natale. Piatti che rispecchiano l’origine contadina e le precarie condizioni economiche di Sirignano agli inizi del Novecento. Menù: linguine noci e alici, baccalà e alici fritte, pizza di raurinio con frivarielli, zuppa di fagioli con tocchetti e caldarroste. Il tutto innaffiato dall’ottimo vino locale. Per i più golosi vasta scelta di dolci natalizi. La serata sarà allietata da musica popolare e classica con la partecipazione del gruppo folk “La Perteca” che intratterrà la platea intorno al fuoco.

Il 30 novembre, festa di Sant’Andrea e di “Natale Piccirill”, i sirignanesi omaggiano il patrono portando in processione per le vie del paese, fino al piazzale della chiesa, i “maj” (tronchi d’albero tagliati pochi giorni prima della ricorrenza) simbolo della fertilità e della vita per le civiltà contadine. La festa termina nel pomeriggio, quando la statua del Santo viene portata in spalla per le strade di Sirignano.

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