Il direttore del «Mattino», Alessandro Barbano, ospite dell’amministrazione di Pomigliano d’Arco per il suo ultimo libro: «Troppi diritti»

  Per la rassegna Oblò promossa dall’Amministrazione Comunale della città di Pomigliano d’Arco (uno sguardo sui grandi temi della politica, economia, storia, costume, religione e società) giovedì 24 maggio alle 10,30 nella Sala delle Capriate della ex Distilleria di via Roma, arriva il direttore del «Mattino» di Napoli, Alessandro Barbano. Sarà il sindaco della città, Lello Russo, nel convegno di presentazione moderato dalla giornalista Bruna Varriale, a introdurre gli interventi dei relatori e dello stesso autore. A discuterne, saranno a Pomigliano d’Arco Franco Roberti (già Procuratore capo dell’Antimafia), il magistrato Aldo De Chiara, Lucio D’Alessandro (Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Gaetano Manfredi (Rettore dell’Università Federico II di Napoli) e Ambrogio Prezioso (presidente di Confindustria Campania). Le conclusioni saranno affidate allo stesso Barbano, giornalista e saggista, alla guida del Mattino di Napoli dal 2012. Barbano, laureato in giurisprudenza all’Università di Bologna, ha alle spalle quasi quarant’anni di professione e ha insegnato a La Sapienza di Roma, all’Università del Molise, alla Link Campus University e al Suor Orsola Benincasa di Napoli, è autore di numerosi saggi dedicati al giornalismo e di libri su temi di carattere politico  – sociale: da «Professionisti del dubbio» (1997) a «Dove andremo a finire» (2011). Nel 2012 ha pubblicato il «Manuale di giornalismo» poi adottato come libro di testo in molte Università italiane. Il suo ultimo lavoro, «Troppi diritti», del quale si discuterà a Pomigliano d’Arco nella rassegna che è iniziativa dell’amministrazione guidata dal sindaco Russo, è una lucida analisi di una condizione di degrado culturale e politico in cui ha perso valore il merito, in favore di molti diritti senza doveri.  

L’Agguato, l’ospite di questa settimana: Francesca Ambrosio

 Avvocato, impegnata nel mondo sindacale e da anni responsabile di zona dell’ITAL – UIL, componente della segreteria regionale Uil Campania, Francesca Ambrosio ha 35 anni, è sposata e ha due figli, Felicia e Angelo. Sarà lei l’ospite della rubrica «L’Agguato», in diretta streaming sulla pagina Facebook di Il Mediano dalle 19 di domani, mercoledì 23 maggio. La Ambrosio è candidata sindaco ad Ottaviano dove dovrà vedersela – per l’appuntamento con le urne di domenica 10 giugno – con tre competitor: Umberto Saetta, che è stato nostro ospite la scorsa settimana, (Movimento 5 Stelle), Andrea Nocerino (Idea Comune, Libertà e Democrazia, FTS per la Rinascita di Ottaviano, Noi con Nocerino, Ottaviano Democratica, Progressisti per Ottaviano) e l’attuale sindaco Luca Capasso (La Città Futura, Forza Italia, Ottaviano Città Ideale, Insieme, Direzione Futuro, Per Ottaviano). A sostegno della Ambrosio, unica donna candidata, tre liste: il Partito Democratico, la Sinistra Unita (Leu – Psi) e il Movimento Democratico Vesuviano.  «La politica è la mia passione più grande» – dice. Ed è stata, la Ambrosio, consigliera comunale ad Ottaviano già nel 2009, poi vicesindaco per tre anni fino al 2012. Ricandidata, rieletta, è attualmente consigliere di opposizione. «La più votata del centrosinistra» – ricorda. Ha scelto tre parole chiave per la sua campagna elettorale: Donna (ad indicare sensibilità, forza e tenacia); Trasparenza (quale valore etico nella vita come in politica) e Partecipazione (quale elemento di responsabilità e coesione). Ha due comitati elettorali, uno nel quartiere San Gennarello, l’altro in via San Leonardo. E se finora non ha indetto manifestazioni pubbliche o organizzato eventi di presentazione (salvo l’inaugurazione di uno dei due comitati – quello di San Gennarello – ai quali hanno però preso parte solo i candidati delle sue liste) non ha certo iniziato la sua avventura in sordina. Tant’è che una delle prime polemiche di queste amministrative 2018 arriva proprio dalle sue precisazioni. Già perché se con la Ambrosio ci sono i simboli del centro sinistra, dal Pd a Leu, al Psi, a casa del suo competitor Nocerino ci sono parecchi uomini che della sinistra sono stati vessillo, a cominciare dall’ex sindaco Michele Saviano. Tant’è che la candidata alla fine ha voluto precisare di essere l’unica candidata del centrosinistra, invitando la stampa a non confondere l’elettorato. Di questo, del suo programma per Ottaviano e di molto altro parleremo domani (ore 19 in diretta streaming sulla pagina Fb del Mediano) nella redazione del nostro magazine che ospiterà nelle prossime settimane anche gli altri due competitor, Nocerino e Capasso. Tutti e quattro i candidati, se vorranno, potranno essere ancora ospiti della redazione del Mediano – dopo le interviste e prima di domenica 10 giugno – per un confronto sui principali temi della campagna elettorale, faccia a faccia.          

Istituto Sacro Cuore abusivo. La sfida allo Stato del sindaco di Casalnuovo: “Fino a che ci sarò io la scuola non correrà rischi”

L’enorme scuola privata, l’Istituto delle suore del Sacro Cuore, è stata dichiarata abusiva con una sentenza del Tar, immediatamente esecutiva. Sentenza che ha accolto un provvedimento dello stesso ufficio tecnico del Comune. Ma il sindaco di Casalnuovo non ci sta. Al punto che Massimo Pelliccia ieri ha sfidato tutto e tutti attraverso un messaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook.”Fino a che sarò io sindaco della città la scuola non correrà nessun rischio”, avverte Pelliccia. C’è però una sentenza del Tribunale amministrativo regionale con cui i giudici affermano che la scuola non è condonabile e respingono il ricorso delle suore. E siccome la sentenza del Tar è immediatamente esecutiva il sindaco a questo punto dovrebbe far abbattere l’edificio oppure confiscarlo. La struttura, costruita tra il 1996 e il 1998, sulla base di un procedimento giudiziario chiesto da una cittadina che abita accanto alla scuola risulta infatti più alta e più larga e realizzata eludendo la destinazione d’uso della licenza edilizia, rilasciata dal Comune per la realizzazione di un “apostolato sociale” e non di una scuola paritaria. L’edificio ospita una materna, un’elementare e una media frequentate da centinaia e centinaia di alunni dei ceti più abbienti della zona. Intanto le suore e i docenti del Sacro Cuore sono molto preoccupati ora che la notizia è di pubblico dominio. L’altro ieri hanno incontrato il sindaco. Tra loro anche l’assessore alla cultura, Simona Visone, che è una insegnante dell’istituto risultato fuorilegge a seguito di un controllo della polizia municipale effettuato nel 2016. “Ho incontrato il corpo docente laico della scuola Sacro Cuore – fa sapere Pelliccia – ho invitato loro a raggiungermi in rappresentanza al Comune la prossima settimana. Ma ho già rassicurato i docenti: fino a che sarò io sindaco la scuola non correrà rischi”. Secondo Pelliccia c’è un regia politica locale dietro questa vicenda. “La barbarie – stigmatizza – di utilizzare il nome di una scuola centenaria e dei suoi alunni per speculazioni politiche, o peggio ancora, per interessi personali, troverà sempre in me un forte oppositore e non avrà mai il sopravvento”. A ogni modo il sindaco replica sulle perplessità scaturite dalla sua affermazione spiegando che “diverse potranno essere le soluzioni attuabili per il Sacro Cuore nel pieno rispetto della legalità e delle norme edilizie per garantire il regolare svolgimento delle attività didattiche, atteso anche il contenzioso in essere”. Replica però a distanza il dirigente provinciale del Pd ed ex presidente del consiglio comunale, Giovanni Nappi. “C’è una sentenza che parla di abusi edilizi – scrive Nappi – per cui da un sindaco, piuttosto che sempre il solito facile populismo, mi aspetterei risposte serie. E poi: ma lui non rappresenta il Comune? Non è stato lui a dare mandato agli avvocati del Comune per opporsi al ricorso delle suore? Quindi da un lato attacca e da un lato difende? Io comunque dico evviva le suore. Ma la legge è uguale per tutti e un primo cittadino non può mai giustificare un abuso edilizio”.

 

Marigliano, beni storici e artistici: l’associazione “Animum Debes Mutare” dispiega le sue energie sul territorio.

Eventi artistici e culturali grazie ad intese con scuole, Comuni e musei con un fil rouge individuato nell’archeologia e nella storia romana.

  “Animum debes mutare, non caelum!”. Questa è la risposta di Seneca all’amico Lucilio che lamenta, nonostante i molti viaggi, la difficoltà di eliminare la tristezza e i mali che lo affliggono. Il cambiamento interiore non può essere altro che il frutto di una riflessione sul proprio io, attraverso la comprensione di ciò che siamo e di come ci relazioniamo all’esterno del nostro vivere quotidiano. Tale operazione è possibile soltanto tenendo lo sguardo aperto ed elevato, riuscendo a correggere il punto di vista impiegato per capire e per captare il proprio essere e il mondo che ci circonda. L’associazione no profit Animum Debes Mutare – ADM, con l’ausilio di esperti del settore dei beni culturali, dell’istruzione e del marketing, dispiega le sue energie – a titolo interamente gratuito – fornendo consulenza e programmazione a territori interessati da spazi antichi, saperi radicati, produzioni d’eccellenza ma al di fuori dei circuiti tradizionalmente interessati da una politica di valorizzazione e di promozione, interessati da fenomeni quali lo spopolamento e/o l’incuria del patrimonio artistico. Il coinvolgimento della popolazione, attraverso una divulgazione che possa garantire e favorire il senso di appartenenza ai beni storico e artistici, è elemento imprescindibile dell’operato dell’associazione. A tale scopo, essa attiva numerose intese con istituti scolastici, comuni e enti museali, configurandosi come connettore sociale, tra pubblico e privato, capace di ridisegnare nuove geografie, costruire ponti culturali. Modus operandi: analisi delle peculiarità territoriali. I territori oggetto dell’intervento ADM sono preventivamente analizzati al fine di realizzare un quadro di riferimento generale afferente le peculiarità antropiche, topiche e economiche delle aree in questione; successivamente, vengono individuati e apprestati gli strumenti di valorizzazione e di promozione più consoni ai singoli casi in esame. L’antichità romana come strumento e soggetto di divulgazione scientifica e valoriale. L’archeologia e la storia romana sono stati riconosciuti come il fil rouge tra i territori: è nell’antichità romana che risiedono i prodromi dell’identità nazionale ed europea. Indi per cui, costituiscono strumento per la divulgazione del patrimonio storico artistico, volti a favorire il riconoscimento di una matrice comune, in grado di generare e di instillare nei cittadini la consapevolezza del potere insito nelle aree di appartenenza, non da ultimo di interscambio con zone distanti ma accomunate dalla medesima necessità ed urgenza: uscire dall’oblio. Tali processi sono stati affrontati dinamicamente, mediante percorsi esperienziali e di ricostruzione storica, di attività laboratoriali atte a divulgare saperi e valori, rispondendo alle tempistiche dell’attualità, con eventi costanti e continuativi, alle esigenze dei mezzi di comunicazione e di diffusione del sapere grazie all’impiego dei principali social network, della stampa online, agli strumenti di consultazione agili e accattivanti (tablet, e-book, et similia). Scoprire e sperimentare. Per il raggiungimento di tali obbiettivi, l’associazione impronta le sue attività ad un metodo proattivo per accrescere e toccare con mano il sapere dei propri territori, un ossimoro solo in apparenza. Gli appuntamenti sono svolti applicando un modello di apprendimento esperienziale (Experiential Learning) basato sull’esperienza diretta ed autentica del “fare” oltre che dell’ascoltare, per favorire in modo persuasivo una maggiore consapevolezza delle proprie origini e dei territori di appartenenza. Il monito è “Learning by doing, by thinking and by loving” cioè agire attraverso i tre canali principali dell’apprendimento, la mente (il lavoro cognitivo), il cuore (il lavoro emotivo) e la mano (il lavoro pratico) sfruttando i fattori relazionali, motivazionali, emozionali forniti durante le giornate al MAPSS. Appuntamenti in corso: Maggio dei Monumenti 2018 – Alla Scoperta della Sesta, scoprire il territorio di San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli, in collaborazione con la Sesta Municipalità di Napoli. ➢ Villa di Caius Olius Ampliatus di Ponticelli- 20 maggio, dalle 10 alle 13. ➢ Biblioteca A. Labriola di San Giovanni a Teduccio – 27 maggio, dalle 18 alle 21. Prossimi eventi: Saperi e sapori, terre aperte – Telese, 3 giugno, dalle ore 10. Saperi e sapori, terre aperte – Avella, 10 giugno, dalle ore 10. Ulteriori informazioni si possono trovare ai seguenti link: Mail: animumdebesmutare@virgilio.it https://www.facebook.com/ADM.animumdebesmutare/ http://www.animumdebesmutaresite.wordpress.com Contatti Prof. Alessandro Mazzarelli – Presidente A. D. M. L’associazione ha curato:  Maggio dei Monumenti – Alla scoperta della Sesta, appuntamenti di promozione deiØ territori della Sesta Municipalità di Napoli – San Giovanni a Teduccio, Barra, Ponticelli;  FAS – Festival di Archeologia Sperimentale, tre appuntamenti di archeologia sperimentaleØ e attività laboratoriali sull’alimentazione – Azienda Castelle di Castelvenere (Bn), Convento di Santa Maria della Strada di San Lorenzo Maggiore (Bn), Camera di Commercio di Napoli.  Saperi e Sapori, appuntamenti di archeologia sperimentale e attività laboratorialiØ sull’alimentazione – Biblioteca A. Labriola, San Giovanni a Teduccio (Na);  Memorie di Pietra, mostra fotografica su Avella, Castelvenere, Teano – MuseoØ Archeologico Nazionale di Napoli;  Notte di venere, incontro culturale – In Form of Art, Napoli;Ø  Quo Vadis? Viaggio nel cinema di rievocazione storica, con Domenico Livigni – MuseoØ Archeologico di Teanum Sidicinum (Ce);  Storia della collezione di Antropologia, corso con rilascio attestato di partecipazione –Ø Museo di Fisica di Napoli;  Trucco e cosmesi dall’antico Egitto a Roma imperiale, con Marianna Miele – In Form ofØ Art, Napoli;  La bocca di Bacco, incontro culturale – Bocciodromo di Castelvenere (Bn);Ø  Caffè Teatro, eventi teatrali, approfondimenti critici– ProLoco Oplontis, Villa di PoppeaØ (Na) – Museo di Fisica dell’Università di Napoli Federico II;  Citrus, convegno divulgativo sulle analisi archeobotaniche condotte nella Villa di Poppea diØ Oplontis – Torre Annunziata (Na);

Anche a Pompei, durante le campagne elettorali, si sistemavano strade e si dava lavoro agli “stagionali”…

Le numerose epigrafi elettorali, incise e dipinte sui muri di Pompei, ci dicono che gli amministratori municipali offrivano al popolo spettacoli nel teatro e nell’anfiteatro, e che questi spettacoli davano lavoro a molti “stagionali”. Inoltre, si sistemavano strade e edifici pubblici: e così si creavano altri “posti” di lavoro. Spettacoli e attività edili venivano finanziati dagli amministratori che, quando entravano in carica, mettevano a disposizione della città una sostanziosa somma di danaro…Come diceva l’on. Cocchetelli, si trova sempre chi si sacrifica per il bene della comunità…..   Le annuali campagne elettorali che si svolgevano a Pompei per la scelta degli amministratori municipali, “edili” e “duoviri”, ci hanno lasciato la testimonianza delle epigrafi di propaganda, graffite, incise e dipinte sui muri lungo le strade e nei luoghi più frequentati (immagini in appendice). Una testimonianza preziosa, e per certi aspetti consolante: perché le epigrafi confermano che anche nella propaganda elettorale c’è poco di nuovo sotto il sole. Ci racconta Cicerone che perfino Catone l’Uticense, l’inflessibile, il perfetto, che camminava per Roma a testa alta, incurante della folla, anche Catone durante la campagna elettorale si faceva accompagnare da uno schiavo “nomenclatore”, che conosceva i nomi di tutti i cittadini, e che, all’avvicinarsi di un elettore, sussurrava nell’orecchio del padrone: “Questo si chiama Marco Proculo, e la moglie da poco gli ha dato un figlio.” E Catone si precipitava ad abbracciare Marco, e gli domandava: “Come sta la signora, e il bebè vi fa dormire la notte?”. Ma torniamo a Pompei. Nei “manifesti” si sprecavano i superlativi: non c’era candidato che non fosse generosissimo, morigeratissimo, integerrimo, che non pensasse solo al bene pubblico, che non fosse degno dell’ammirazione dei concittadini. L’invito a votare il candidato nominato nel “manifesto” veniva rivolto ai Pompeiani dai vicini di casa, dagli amici e dalle amiche, da corporazioni di arti e mestieri e da gruppi: i “pizzaioli” “portavano” Aulo Trebio Valente, i mulattieri chiedevano il voto per Caio Giulio Polibio, gli operai di una “lavanderia” si schieravano apertamente per Olconio Prisco, membro di una potente famiglia: il quale Olconio si candidava un anno sì e uno no, e aveva goduto, nelle sue battaglie elettorali, del favore dei mercanti di legname, dei fruttivendoli, dei bottegai. Anche i maestri di scuola Saturnino, Valentino e Verna parteciparono alla mischia sostenendo, con i loro alunni, un candidato: la malignità, o del caso o dei “pittori” dei manifesti, volle che proprio nelle iscrizioni commissionate dai maestri ci fossero gravi errori di grammatica. Partecipavano alla campagna elettorale anche i “dissignatores”, e cioè le “maschere” che nel teatro e nell’anfiteatro assegnavano i posti agli spettatori: Sabino si schiera con Marco Epidio Sabino e invita i passanti non solo a votarlo, ma, da uomo esperto di spettacoli, anche ad applaudirlo. Sembra di vederlo e di sentirlo, mentre, rivolto agli elettori, grida “Applausi!”. Più sobrio è Elaino, la “maschera” che nello stesso “manifesto” fa propaganda per due fratelli, Suettio Certo candidato duoviro, e Suettio Vero che è candidato edile con Numerio Celso. Suettio Certo in alcuni “avvisi” di spettacoli che si tenevano nell’anfiteatro è indicato come “impresario” di una squadra di gladiatori, e questo spiega l’interesse della “maschera” Elaino. Aulo Clodio Flacco ricorda, in un lungo manifesto, che è stato “duoviro” già tre volte: la prima volta offrì al popolo “ una parata nel foro, tori, toreri, tre coppie di schermidori, pugili, buffoni di ogni specie, pantomimi, e in più elargì diecimila sesterzi; la seconda volta organizzò, a sue spese, spettacoli con 30 coppie di lottatori, con numerose coppie di gladiatori, combattimenti con tori, orsi e cinghiali, e, con il contributo del collega, una caccia alle belve; la terza volta, con il contributo del collega, replicò il programma del primo duovirato, con l’aggiunta di buffoni”. Non c’è da meravigliarsi del fatto che Aulo Clodio veniva eletto ogni volta che si candidava: gli spettacoli nel circo non solo suscitavano il favore e gli applausi di tutti i Pompeiani, ma procuravano lavoro a molti operai per tutta la “stagione” dei giochi, che durava almeno tre mesi. Lucio Avianio Flacco Ponziano e Quinto Spedio Firmo ricordano di aver sistemato il tratto di strada tra la pietra miliare e la stazione dei carrettieri; Marco Tullio si vanta in un “manifesto” di aver fatto costruire, su un terreno di sua proprietà, il tempio consacrato alla “Fortuna Augusta”; e, infine, il duoviro Marco Centrio Marcello non offre al popolo i soliti giochi e le solite luminarie, ma ristruttura tre settori dell’anfiteatro. Tutti i lavori vennero finanziati dai duoviri e dagli edili con il proprio danaro: giova ricordare che, quando assumevano la carica, gli amministratori municipali dovevano mettere a diposizione della comunità una sostanziosa somma di danaro, la “summa honoraria”, che veniva spesa nell’organizzazione di spettacoli e nella sistemazione di opere pubbliche. Dunque, se anche oggi,nei Comuni in cui si vota, sindaci e assessori fanno asfaltare strade e sentieri, e lo annunciano al popolo con manifesti tradizionali e con post e con selfie, non fingiamo stupore, non gridiamo “che scandalo!”. Da che mondo è mondo, si fa così. E poi quando si asfaltano le strade, l’economia si muove, alla lettera e per via di metafora: lavorano gli operai, lavorano i fornitori di materiali…..

Ottaviano, Luca Capasso: «Un cuore grande e l’anima per Ottaviano»

«Domenica c’è Luca». Così lo staff del sindaco Capasso – ricandidato per il mandato 2018 – 2023 – ha voluto chiamare l’appuntamento di ieri pomeriggio, nel comitato di via Giovanni XXIII. Un’apertura di campagna elettorale che è solo un prologo prima di dare il via agli eventi di piazza. Nonostante la concomitanza con la partita del Napoli, un bagno di folla. Così com’era stato il giorno prima per il suo avversario Andrea Nocerino. Soltanto il sindaco ricandidato ha preso la parola, per replicare a qualche attacco arrivatogli dalle fila avversarie e per galvanizzare i suoi. «Io non partecipo alle processioni soltanto durante le elezioni, vivo qui, mangio qui e soprattutto spendo qui, nel mio paese, ad Ottaviano» – ha detto Capasso. «Dicono sia un paese morto, che non c’è gente per strada – ha proseguito riferendosi evidentemente a quanto Nocerino aveva detto il giorno precedente – come se in cinque anni si potessero far miracoli. Intanto sono i cittadini per primi che devono vivere il paese e non è vero che non ci siano imprenditori che vogliono investire qui. Con una strada rimasta chiusa otto anni vorrei bene vedere, ma sono certo che nei prossimi cinque anni ci sarà un  crescente sviluppo per la nostra città. Io ci metto l’anima e un grande cuore, avrò tanti difetti ma amo Ottaviano». E sullo sviluppo: «Qualcuno dovrebbe studiare prima di aprire bocca, io l’ho fatto e ho imparato. Solo così, con le conoscenze, si amministra in maniera decente. Un esempio? Il Puc, il piano urbanistico comunale, non era mai stato approvato prima, noi lo abbiamo fatto. Grazie a questo si creerà lavoro e sono pronti anche i piani per le aree industriali». Poi un appello ai suoi, quello di impegnarsi nell’impresa. «Non è difficile – ha spiegato – non sono stato un cattivo sindaco». Incitando i candidati delle sue liste (La Città Futura, Forza Italia, Ottaviano Città Ideale, Insieme, Direzione Futuro, Per Ottaviano). «Vi chiedo di impegnarvi insieme a me nell’impresa, e vinceremo al primo turno il 10 giugno». Con il suo «Forza Ottaviano» ha poi chiuso con una promessa: «Sono e sarò sempre disponibile per la mia città». Ieri è stata anche diffusa la brochure con il programma di Capasso e della sua coalizione, con l’elenco di quanto realizzato in cinque anni e di quanto ancora c’è da realizzare nei prossimi cinque.  

Ottaviano, Valeria Ciarambino e Silvana Nappi per il candidato sindaco Umberto Saetta

Stessa ora, pochi metri di distanza, il cittadino Umberto Saetta e il sindaco Luca Capasso aprivano le loro campagne elettorali. Con Saetta e i quindici candidati della lista M5S, attivisti e simpatizzanti oltre alla consigliera regionale Valeria Ciarambino e alla neo eletta deputata Silvana Nappi «Ottaviano è un paese difficile per la storia che ha, confidiamo di poterla cambiare» è stato il chiaro riferimento della Ciarambino ai trascorsi che nei decenni passati identificavano la città come terra di camorra. Poi è passata, la battagliera consigliera regionale, agli avversari di Saetta di fronte al cui comitato c’è quello di Andrea Nocerino, attuale leader della minoranza e oggi a capo di sei liste civiche. Ed è su quei simboli che la Ciarambino aveva notato che è partito l’attacco: «Non ci mettono i simboli perché si vergognano, ma dietro le civiche c’è sempre un modo vecchio di fare politica, vi vogliono ingannare». A chiudere, l’onorevole Nappi, preceduta da appassionati interventi di altri candidati al consiglio comunale. Nel mezzo, Saetta, «candidato sindaco» per caso, così si è definito lui stesso. Ha letto un intervento già preparato, il candidato sindaco, prima presentandosi con le sue esperienze lavorative e di vita e poi raccontando come è nata quest’avventura che lo vede sfidante del sindaco uscente e di altri due avversari. «La nostra lista non è – come qualcuno ha detto – raffazzonata. Sono sedici anime belle, me compreso, che ci mettono la faccia. Il progetto nasce una sera, con quattro amici, dinanzi ad un bicchiere di vino rosso. Avanzammo richiesta di ottenere il simbolo per poterci candidare dopo aver avuto notizia che qualcun altro, politico già navigato, stava cercando di fare lo stesso. Quanto a me, ho l’onore  e l’onere di un pesante fardello insieme a quindici attivisti di portare avanti il nostro programma, l’idea di una città che metta al centro il cittadino e il suo spazio vitale, un ambiente salubre, una città dove la spazzatura non sia più un problema ma una risorsa, una Ottaviano che tragga la sua economia dal turismo, una città sostenibile dove regni l’onestà, anche quella intellettuale».    

Somma Vesuviana, “La notte della Luna”

Le fasi lunari hanno effetto su molti fenomeni terrestri, da qui parte l’evento promosso dai ragazzi del Liceo Torricelli di Somma Vesuviana e l’Alternanza Scuola Lavoro con l’Accademia di Tradizioni Etnostoriche. La Notte della Luna nasce da qui e si avvale della scienza  dell’ astronomia per un’ indagine “ravvicinata”, rivolta alla sorella del Sole, che rende possibili sulla terra le opere e i giorni necessari alle produzioni, grazie alle quali possiamo provvedere al nostro nutrimento. Dall’ attenzione alla Luna si motiva il progetto ” Siamo…ciò che mangiamo” che impegna allo studio della nostra tradizione alimentare e alle problematiche nutrizionali del nostro pianeta nel presente e nelle prospettive future. I giovani del Servizio Civile – Garanzia giovani vi aspettano aspettiamo Giovedì 24 Maggio – alle 19, 30 – alla sede di  Santa Maria a Castello n° 27 Somma Vesuviana (NA) L’alimentazione assume valore etico – politico, perché il benessere psicofisico dà senso alla vita, valore unico e insostituibile, che viene qualificato da tutti i contributi di quelle azioni motivate che a loro volta definiamo valori contributivi. Intesa quindi l’importanza  dell’alimentazione, il progetto impegna ad un percorso   esplorativo nel quale verranno sviluppate tematiche culturali e scientifiche che sono  fortemente avvertite nel nostro tempo e che fanno parte della nostra tradizione, aperta al tempo della continuità. Storia e memoria aiutano a comprendere la difficoltà che i nostri antenati ebbero nel procurarsi il nutrimento, per un divenire sopravvivente e poi per un divenire vivente. Un primo momento verrà riservato alla storia delle civiltà che nel passato hanno improntato la nostra e sarà opportunamente verificato ciò che resta della attuale tradizione alimentare nella dieta mediterranea. Si affronteranno poi le tematiche relative alla necessità di provvedere al nutrimento del pianeta nel nostro tempo dell’incertezza e della scienza, alla quale, è affidata la soluzione dei problemi alimentari del mondo globalizzato. Contribuiranno a rendere appetibili le ricerche, tutti i saperi relativi alle evoluzioni delle nuove possibilità alimentari e alle  risorse a cui attingere. I risultati delle varie ricerche saranno raccolti in un volume che darà testimonianza dell’impegno di Allocca Daniela, Carotenuto Andrea, Castaldo Maria Rosaria, Di Monda Rosa, Esposito Simona, Giuliano Carmine, Lagoa Juancarlos,  Lo Sapio Marialuisa, Parisi Antonio e Provenzano Claudio, giovani del Servizio Civile Nazionale – Garanzia Giovani del progetto “Siamo.. ciò che mangiamo” In concomitanza con l’evento sarà esposta una testimonianza artistica, opera di Marialuisa Lo Sapio,  relativa alla manifestazione che ha indicato le lenzuola come la voce più intima della gente: “  ‘E LLENZOLE: ‘A  VOCE  D’ ‘A GGENTE  “. L’opera è allusiva al senso della famiglia, il cui fondamento è il lavoro che produce economia.  Quella sarà sicuramente elevata a cultura se il benessere consente quei momenti evolutivi che transitano attraverso le ragioni abitative, quelle dell’alimentazione e quelle della formazione umana che è consapevole delle proprie radici storiche e non rinuncia al futuro progettato nel tempo della continuità. I laboratori Didattici – Formativi  del Progetto Siamo… ciò che Mangiamo” sono diretti dal Dott. Salvatore Barra  

Somma Vesuviana, in piazza Vittorio Emanuele III la giornata mondiale contro l’ipertensione arteriosa

“Ipertensione: il killer silenzioso”. In piazza Vittorio Emanuele III  informazione e prevenzione dell’ipertensione arteriosa. La Croce Rossa Italiana è da sempre particolarmente attenta al tema della prevenzione e sviluppo della salute. Nell’ evoluzione del concetto di salute è necessario promuovere e proteggere la salute durante tutto il ciclo di vita, riducendo l’incidenza di malattie e alleviando le sofferenze; tutto ciò è possibile favorendo lo sviluppo attivo delle comunità rendendole capaci di costruire il proprio futuro limitando l’incidenza di quelle problematiche che portano, troppo spesso, a un peggioramento dello stato di salute della persona, ma anche del benessere collettivo della società. Promuovere salute vuol dire costruire un percorso verso il cambiamento per noi e per i nostri beneficiari è una sfida il cui obiettivo passa attraverso tutti gli stadi del proprio cambiamento, dalla conoscenza all’approvazione, dall’intenzione all’azione, fino all’ultimo gradino dove il beneficiario diventa agente di cambiamento e moltiplicatore A tal fine, per sensibilizzare a una problematica la cui incidenza sulla salute del cittadino è fondamentale, si propone il progetto: “Ipertensione arteriosa: il killer silenzioso”. Sono oltre 15 milioni di ipertesi in Italia e solo 1 persona su 4 ha la pressione ben curata. Circa 1 miliardo e mezzo di ipertesi nel mondo. Ogni anno muoiono per malattie cardiovascolari dovute alla pressione alta: 280.000 persone in Italia / 8,5 milioni di persone nel mondo. In occasione della Giornata Mondiale contro l’Ipertensione arteriosa che cade il 17 maggio us. la sede CRI di Somma Vesuviana  ha proposto una giornata di sensibilizzazione al tema  in piazza Vittorio Emanuele III in cui c’è stata la misurazione della pressione ad opera di infermieri e medici, volontari CRI, presso un gazebo allestito ad hoc. Inoltre,  si è tenuto  un focus on sulle cattive e buone abitudini alimentari e su quanto queste incidano sul problema ipertensione.  

Interviene per soccorrere ragazzo, ambulanza aggredita nel Napoletano

– Un’ambulanza interviene all’alba in un parcheggio di una discoteca nella zona di Coroglio a Napoli per soccorrere un ragazzo ubriaco ma un folto gruppo di persone pretende attenzione, con violenza e minacce agli operatori del ‘118’, per un altro giovane gravemente ferito in un incidente stradale avvenuto contemporaneamente lì vicino. Alla fine giunge un altro mezzo di soccorso e porta in ospedale entrambi. La vicenda, sulla quale indagano i cc, induce la pagina fb ‘Nessuno tocchi Ippocrate’ a parlare di ‘folla inferocita’ che ‘aggredisce la postazione S.Paolo’,la 34ma aggressione del 2018. In pochi minuti è giunta l’ambulanza ed il mezzo ha cominciato a uscire dal parcheggio. Contemporaneamente, all’esterno della discoteca avviene un incidente con una persona grave. “L’ambulanza viene circondata da una ottantina di persone che cominciano a sferrare calci e pugni sui vetri e le fiancate. Un energumeno prende per il bavero della divisa l’autista soccorritore e comincia a strattonarlo” si legge su fb.