A pranzo con Babette: le polpette di baccalà

Le polpette di baccalà sono degli stuzzichini sfiziosi e gustosi preparati con baccalà, pane, prezzemolo e uova. Morbide e saporite, le polpette di baccalà si realizzano partendo dal baccalà tritato e a crudo, sono quindi molto veloci e facili da portare in tavola! Si friggono dopo averle impanate e risultano perciò croccanti e dorate. Ingredienti Per l’impasto
  • 400 g  di baccalà già ammollato
  • 40 g di pane integrale in cassetta
  • un mazzetto di prezzemolo
  • 1 uovo medio
  • 1/2 spicchio di aglio
  • 2 cucchiai di parmigiano grattugiato
  • sale q.b.
Per impanare e friggere
  • un uovo medio
  • farina q.b.
  • pangrattato q .b.
  • olio di semi di arachidi q.b.
  Pulite i pezzi di baccalà già ammollati eliminando la pelle e le eventuali lische. Tritate al coltello o velocemente nel mixer il baccalà e mettetelo in una terrina capiente insieme al prezzemolo tritato finemente. Aggiungete il pane tritato finemente, il formaggio, il sale, l’aglio schiacciato e l’uovo. Amalgamate il tutto con le mani per ottenere un composto omogeneo. Formate le polpette con il palmo delle mani e passatele prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto e infine nel pangrattato. Friggete le polpette di baccalà in abbondante olio caldo. Fatele dorare dolcemente su tutti i lati, scolatele su carta assorbente e servite. Tritate il baccalà e mettetelo in una ciotola con le patate, un solo uovo, sale, pepe e prezzemolo. Quindi impastate. Aggiungete ora il pangrattato e riprendete ad impastare. Una volta tagliato a tocchetti il formaggio, mettetelo al centro di un po’ d’impasto. Formate le crocchette, passatele nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Quando l’olio all’interno di un pentolino sarà ben caldo, friggete un paio di crocchette alla volta. Man mano che le sollevate trasferitele su della carta assorbente. Le vostre crocchette di baccalà sono pronte per essere gustate.  

Somma Vesuviana, il sindaco Di Sarno: «Due nuovi assessori entro mercoledì»

Salvatore Di Sarno
Dopo le dimissioni di Daniela Garofalo, il sindaco Salvatore Di Sarno rompe il silenzio sulla situazione politica e conferma anche quelle dell’assessore Ciro De Simone. Le dimissioni dell’assessore al personale sono nelle mani del primo cittadino e praticamente effettive. I nuovi assessori saranno nominati entro mercoledì 4 luglio. Un uomo e una donna, il primo un avvocato di Somma Vesuviana – Giuseppe Di Palma anche se Di Sarno evita di confermare in maniera ufficiale – e la seconda un avvocato amministrativista con studio al centro direzionale di Napoli e residente in un comune che da Somma dista circa 35 chilometri.   Sindaco, a distanza di un anno dal suo insediamento, già un rimpasto di giunta? «Avevamo già fissato una scadenza, degli step per fare il punto della situazione. Mi sono insediato a luglio scorso, quindi quel momento è arrivato. Ma in questo caso non si tratta di rimpasto». E di cosa allora? «Di dimissioni volontarie. La dottoressa Garofalo ha deciso così, l’assessore De Simone mi ha consegnato le sue venerdì scorso. Lo dico con onestà intellettuale, la situazione politica è molto tranquilla». Tranquilla mi sembra un eufemismo. Il suo assessore agli eventi scrive in un post facebook di aver lasciato per motivi «etici e morali», un altro le consegna le dimissioni e lei non le rende ancora note, si racconta di frizioni tra gruppi, si vocifera che almeno in parte i «mal di pancia» derivino da decisioni che non hanno coinvolto gli assessori…se lei la definisce tranquillità… «Le decisioni le abbiamo sempre prese insieme, nessun assessore in carica o dimesso potrebbe dire una cosa del genere senza mentire. Quanto alla moralità, non credo ci sia qualcuno che può darmi lezioni». Restiamo sulle dimissioni dell’assessore Garofalo, per quale motivo è stato annullato l’ultimo evento che aveva organizzato e come è stata coinvolta negli altri che si sono tenuti a Somma nell’ultimo periodo? «Se si riferisce all’evento che prevedeva la presenza della bravissima cantante napoletana Monica Sarnelli è presto detto: era stato organizzato in poco tempo ma, giacché si era reso necessario chiudere il borgo Casamale per la passeggiata che avevamo concordato e per il concerto che era fissato nella piazzetta Collegiata, la commissione per i pubblici eventi non si è potuta riunire in tempo. Queste cose devono passare appunto per quella commissione con la presenza di vigili del fuoco, rappresentante della sicurezza dell’associazione proponente e amministrazione comunale. Non c’erano i tempi, tutto qui. Quell’evento sarebbe costato 3600 euro, poco meno di quel che abbiamo speso per la manifestazione di omaggio alla vincitrice di The Voice, Maryam Tancredi, che ci è costato giù di lì’ 6mila euro e che ha portato in piazza centinaia di persone. Detto questo, confermo, l’annullamento non è stato uno sgarbo all’assessore ma una necessità dettata dai tempi tecnici». Se erano rose e fiori come dice lei, perché sarebbe andata via l’assessore Garofalo? «Io so quello che ha scritto nella lettera di dimissioni ufficiali in cui ha addotto esclusivamente motivazioni strettamente personali, tutto il resto è una somma di pettegolezzi e chiacchiere sulle quali non intendo soffermarmi». All’annuncio delle dimissioni dei suoi due assessori sono circolati in città nomi di possibili successori tra cui l’avvocato Di Palma – che immagino lei non voglia smentire – ma anche quelli di ex consiglieri… «Le sento anche io le voci. Confermo che saranno nominati due assessori, un uomo e una donna, tra di loro non ci sono ex consiglieri comunali. E mai ce ne sono stati, nemmeno per ipotesi, non è nelle nostre corde. I nomi, per una questione formale, li farò all’atto della firma dei decreti». Che deleghe avranno i nuovi assessori? «Ci sarà qualche accorpamento ma, di fatto, le stesse deleghe degli assessori dimissionari». L’opposizione: ci sono consiglieri comunali che svolgono il ruolo così come si dovrebbe, altri che sembrano talmente vicini alle sue posizioni e in sintonia con lei da chiedersi come mai non siano di fatto già in maggioranza. Prevede che avverrà? «Mai. Nemmeno se me lo chiedessero apertamente. Arriverò fino all’ultimo giorno con la squadra che fin qui mi ha accompagnato». Ed è soddisfatto di come sta funzionando questa squadra? «Un buon capitano ha bisogno di tanti collaboratori che vadano tutti nella stessa direzione, noi stiamo lavorando bene. Abbiamo cercato innanzitutto di rimpinguare gli uffici chiave». Rimpinguare? A dire il vero qualche ufficio lo ha svuotato. Se per rimpinguamenti intende il ricorso a consulenze esterne… «Le consulenze esterne vanno a sopperire laddove non ci sono professionalità sufficienti. E noi le abbiamo utilizzate tutte dove servivano. Prendiamo l’Ufficio Condono: lo rafforzeremo ulteriormente per dare risposte ai cittadini che hanno ancora pendenti pratiche dell’85 e del ’94. Il dramma è la mancanza di risorse umane». Ma ce le aveva le risorse umane. Bastava non spostare, che so, l’architetto Iovine ad altri incarichi. «La Iovine avrà da lavorare molto nel settore edilizia scolastica. In quell’ufficio sotto la direzione dell’architetto Monica D’Amore c’era un’emergenza e lei era la persona più adatta. Non abbiamo svuotato nulla, semplicemente puntiamo a ristrutturare tutte le scuole cittadine entro il 2020 e quello è un settore dove occorrevano persone esperte. Non c’è e non c’è mai stata la volontà di penalizzare alcuno, solo quella di dare risposte ai cittadini. Speriamo che sia vera la notizia di un maxi concorso che ci consentirà di assumere personale nei settori nevralgici, ma intanto l’unica strada è il ricorso a professionalità esterne, dovremo per esempio varare il Puc entro il 2019 pena il commissariamento». Lei è sindaco da ormai un anno. Ma poche volte ha fatto sentire la sua voce in consiglio comunale. C’è un motivo? «Da un anno lavoro sodo tutti i giorni. Per il resto, mi creda, dal prossimo consiglio la sentirà eccome. Diciamo che ciascuno ha i suoi tempi e quello di parlare per me è arrivato».    

Il polo dei rifiuti di Acerra si amplia: dalla Regione via libera a 80mila tonnellate di scarti speciali

Per la Regione Campania è di fondamentale importanza dare un impulso decisivo allo smaltimento legale e controllato dei rifiuti pericolosi e non pericolosi, che costituiscono la maggioranza degli scarti prodotti al nero dalle fabbriche e dalle officine. Scarti che sono poi scaricati abusivamente nelle campagne e nelle periferie, dove vengono sistematicamente incendiati. Da qui la decisione di ingrandire il polo dei rifiuti di Acerra, dove già si sono insediate decine di aziende che stoccano e trattano scarti di ogni sorta. Intanto la Regione, il 20 giugno, ha dato un altro colpo di acceleratore allo smaltimento con il via libera alla Tony costruzioni srl di Afragola per la realizzazione, nella zona industriale di Acerra, di un impianto in grado di stoccare e trattare 76mila tonnellate di rifiuti speciali all’anno, circa 210 tonnellate al giorno. Il capannone è stato già acquisito dalla “Tony”. << Abbiamo anche iniziato i primi lavori di ristrutturazione – spiegano dall’azienda – comunque vogliamo chiarire che si tratta di rifiuti non pericolosi e che con questa iniziativa imprenditoriale creeremo lavoro >>. L’impresa sa che gli ambientalisti di Acerra sono già sul piede di guerra. Sa pure che il vescovo della diocesi locale, Antonio Di Donna, si è più volte scagliato contro questo tipo di iniziative. << Se non vogliono che si crei sviluppo e occupazione noi siamo pronti a fare dietrofront – replicano i responsabili della Tony – intanto la Regione, a quanto pare, ci ha autorizzato >>. L’azienda di Afragola, specializzata in cemento e rifiuti, ha acquisito un capannone e un terreno in località Pantano per un totale di 5160 metri quadrati. Il cantiere è stato aperto. L’autorizzazione della Regione è stata rilasciata per “la realizzazione e gestione di un impianto, messa in riserva e trattamento dei rifiuti nella zona Asi di Acerra”. Ecco i codici cer autorizzati: rifiuti ingombranti, rifiuti biodegradabili, scarti contenenti cromo, metalli ferrosi, zinco solido, scaglie di laminazione, catalizzatori esauriti, toner per stampa esauriti, batterie e accumulatori, apparecchiature elettriche, rifiuti inerti, miscele bituminose, pneumatici fuori uso, assorbenti, materiali filtranti, rifiuti da materiali compositi, elastomeri e plastomeri, alluminio, piombo zinco stagno, metalli misti, miscuglio e scorie di cemento. Si tratta di rifiuti “non pericolosi” in base alle condizioni di arrivo nell’impianto. Se gli scarti non sono danneggiati o già trattati non risultano dannosi all’ambiente. Ma la polemica è dietro l’angolo. Nel decreto dirigenziale numero 81 del 20 giugno 2018, Antonio Raimondo, della direzione generale regionale Ciclo integrato delle acque e dei rifiuti, sottoscrive che “l’Arpac, nonostante i vari solleciti, non ha inviato i propri pareri di competenza” e che anche “il Comune di Acerra non ha inviato il proprio parere”. Il documento è stato analizzato dagli ambientalisti del territorio. Che hanno subito reagito diramando un comunicato. << Il consiglio comunale – commenta Alessandro Cannavacciuolo , leader ecologista dell’agro acerrano – si è espresso più volte per impedire l’arrivo di altri impianti inquinanti sul territorio ma l’amministrazione comunale di Acerra, così come scrive la Regione, non si è presentato nemmeno in conferenza dei servizi per dire no a questo sfregio. C’è un’ipocrisia di fondo – aggiunge Cannavacciuolo – e cioè che quando c’è la necessità effettiva di incidere su queste decisioni il Comune non si presenta nelle sedi preposte e solo dopo che i guai arrivano l’amministrazione annuncia di fare ricorso al Tar, cosa che si rivela sistematicamente inutile. Nel frattempo ci troviamo già con decine di aziende che compongono il polo dei rifiuti di Acerra, con la Friel, che è il bruciatore a olio di palma, e, “dulcis in fundo”, con il termovalorizzatore. Ma dall’altra parte si registra una preoccupante carenza di controlli sia sulle emissioni che sullo stoccaggio e trattamento dei rifiuti >>. Gli scarti del polo dei rifiuti di Acerra una volta stoccati e trattati dovrebbero finire nelle discariche specializzate e nella rete del riciclaggio. Ma il condizionale è d’obbligo. Il rischio sistematico è di ritrovarsi i rifiuti che prima entrano negli impianti e che poi ne fuoriescono per finire di nuovo sversati nelle strade. A ogni modo il polo di Acerra si sta potenziando. A settembre la Regione Campania aveva già dato il via libera alla realizzazione di altri due progetti per lo smaltimento in località Pantano di scarti pericolosi ( anche amianto ) e non pericolosi. Si tratta dei progetti Eurometal e Cisette. Entrambi già operativi. Nel frattempo dal Comune di Acerra non giungono commenti su quanto sta accadendo.

Somma Vesuviana, “Noi con Voi”, grazie agli imprenditori un automezzo destinato al sociale

Presentato questa mattina in piazza Vittorio Emanuele III il progetto «Noi con voi», promosso dal sindaco Salvatore Di Sarno e dall’assessore alle politiche sociali, il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma, in collaborazione con la società Gms srl: alla presenza degli imprenditori che hanno contribuito affinché fosse possibile acquistare il nuovo automezzo destinato alle attività sociali dell’ente, è stato consegnato il veicolo costato circa 30mila euro. «A noi non è costato nulla – precisa il sindaco – ci è stato proposto questo progetto dalla società Gms e abbiamo deciso di fare appello a tutti gli imprenditori, trovando un riscontro oggettivamente importante. Ora noleggeremo anche un’auto». Il mezzo, fruibile ai diversamente abili, sarà disponibile per tutte le attività sociali dopo una manifestazione di interesse che ne affidi la gestione ad un’associazione. «Ovviamente metteremo a disposizione i buoni carburante e provvederemo al sostentamento di un autista disponibile tot ore al giorno». Il progetto Noi con Voi è realizzato grazie al contributo concreto dei seguenti imprenditori:  Royal Car di Auriemma Luigi, Vesuviana trasporti di Rea Ciro e Carmine Sas, Coppola Snc di Coppola Rosa, Flash Trading Group Srl di Pentella Luigi, Farmacia Centrale di Luigi e Antonio Dubbioso Snc, La Cantina del Vulcano di Rita e Pasquale Rianna, T.e.c.a. tecnologie Energia Costruzione ambiente Srl di Di Matteo, Impresa edile Sommese Domenico, Società Agricola Mele srl, Beauty di Bucciero Federico, Italiana Confetti srl, Santa Maria Supermercati Srl, Cementer Srl di Adolfo Terracciano, Antonio Nicchia Srl, Antonio Nocerino Srl, Rottamazioni Rea Raffaele di Rea P.le Snc, Di Madero Srl,  De.fa.glass Srl, Piccolo Energie Srl di Francesco Piccolo, AGRI. DIS di Di Sarno Giandomenico, 4 rent Ivan Auto Srl, Zoppicone di Porricelli Diego, Mary Flowers di Donato Mosca, Farmacia S.M delle Grazie della Dott.ssa Ambrosio Grazia e c. Snc, Global Trading Srl, Supermercati RD Srl, F.lli Scognamiglio Srl, O.P. Secondulfo.

Somma Vesuviana, “Notti d’Estate”, il cartellone di eventi per il mese di luglio

Il cartellone di eventi per il mese di luglio
Musica, enogastronomia, cultura e tradizioni, cinema, teatro, sport: il cartellone di eventi varato dall’amministrazione comunale per l’estate 2018 vede molti appuntamenti nel mese di luglio. Per il resto dell’estate, gli eventi saranno resi noti tra qualche settimana. «Per la prima volta i nostri monumenti aperti a tutti, ma anche e soprattutto un calendario di eventi epocale per Somma Vesuviana, con appuntamenti da luglio a novembre quando poi sarà il momento di varare il cartellone natalizio» – dice il vicesindaco Maria Vittoria Di Palma presentando il programma Estate 2018 di Somma Vesuviana dove compaiono spettacoli, sagre, eventi sportivi, concerti, rappresentazioni teatrali, mostre ed altro ancora. «Il progetto – continua la vicesindaco – è estremamente importante perché valorizza non solo il territorio ma anche i nostri prodotti e le nostre tante bellezze. Auguro ai cittadini di goderle e di mostrarle, magari, a chi arriva da fuori». Disponibile per adesso, il solo cartellone del mese di luglio: Domenica 1 – Festa della Ciliegia presso il Museo Contadino ed area antistante Santa Maria del Pozzo dalle h. 20 alle 24 Martedì 3 – “Metti una sera in musica” Spettacolo di Orchestre organizzato dall’associazione Musikarara Sabato 7 – Spettacolo comico ” Rinchiusi per ferie” interno Chiostro Chiesa S. Maria del Pozzo con visita guidata alle aree monumentali ore 19 Sabato 14 – Castello D’Alagno “Serata Totò” con l’attore Lucio Pierri ore 20 Giorni 14-15- Castello D’Alagno Mostra Artigianato e Antiquariato locale. Giorni 16/17/18/19/20/21/22 – Bimbolandia “circuito di giostre” piazza V. Emanuele ore 10 Giorni 20/21/22 – Mostra e Spettacolo serale al Castello D’Alagno dalle ore 10 alle 23 ( art. Biagio Piccolo) Sabato 21 al Castello d’Alagno ospite la nipote del celebre Totò, Elena De Curtis ore 20 Venerdì 27- Concerto Dea Ensemble di Fabio Fiorillo “LU TIEMPO ANTICO” Castello d’Alagno ore 20 Giorni 27/28/29 – “Bruscabaret ” al Museo Contadino a partire dalle ore 20 Porte Aperte per i monumenti della città Tutti i venerdì 6-13-20-27 luglio sarà possibile visitare i nostri monumenti: • Complesso Santa Maria del Pozzo; • Villa Augustea • Collegiata – Casa delle Lucerne • Castello D’Alagno – Museo Etnostorico Sono previste 5 visite guidate nei seguenti orari: 10 – 11 –  12 – 15, 30, 16,30). Le visite sono gratuite  

La coreana Hyundai fa l’occhiolino ad FCA: preoccupazione a Pomigliano e in tutto il gruppo auto nazionale

A giudicare dai social, ma non solo, non sono state delle migliori le reazioni dei lavoratori italiani di FCA all’indiscrezione del giornale on line in lingua inglese Asia Times secondo cui il gruppo sudcoreano Hyundai vorrebbe lanciare a breve un’offerta finalizzata all’acquisto del gruppo guidato da Marchionne e di proprietà della famiglia Agnelli. Asia Times, la cui sede principale è ad Hong Kong ed è nelle mani di una potente finanziaria del sud est asiatico, è stato definito dal New York Times il più autorevole giornale dell’area in lingua inglese per cui il grado di attendibilità della notizia risulta elevato. Questo spiega la preoccupazione dei lavoratori di FCA Pomigliano e di tutto il comparto automobilistico italiano. Nell’articolo del giornale orientale si sostiene infatti che Hyundai rileverebbe FCA garantendo alla famiglia Agnelli un notevole pacchetto azionario ma a condizione che le azioni di FCA scendano e che vengano messi in atto tagli occupazionali consistenti in Italia. Si formerebbe a quel punto un supergruppo mondiale produttore di auto in grado di controllare buona parte del mercato nordamericano e di quello asiatico e una consistente fetta di quello latino americano. Ma tra le pregiudiziali poste dai coreani, stando almeno alle indiscrezioni di Asia Times, ci sarebbe proprio il sacrificio occupazionale e industriale di importanti pezzi del comparto nostrano. Questo è quanto hanno finora raccontato i principali giornali italiani. Nel frattempo dal canto loro gli Agnelli e Marchionne tacciono. Un silenzio che preoccupa ancora di più dalle nostre parti.

Somma Vesuviana, il consigliere Piscitelli: «Il capitolato dei servizi cimiteriali è illegittimo»

Vincenzo Piscitelli
Nel consiglio comunale del 23 maggio gli animi si scaldarono su un punto in particolare: il capitolato di concessione all’esterno dei servizi cimiteriali (leggi qui) e talmente degenerò la situazione da spingere il consigliere Vincenzo Piscitelli ad abbandonare l’aula minacciando querele. Ieri mattina l’esponente di opposizione (eletto con Allocca per Somma) ha inviato – tramite posta certificata – una richiesta di parere al segretario comunale Massimo Buono, ritenendo che quella delibera approvata poi dal consiglio comunale in sua assenza sia da ritenersi illegittima (e precisiamo che “illegittima” – vista la suscettibilità mostrata in passato da taluni esponenti di maggioranza – è parola utilizzata nella missiva indirizzata dal consigliere Piscitelli al segretario comunale).   Nella lettera inviata via pec al dott. Massimo Buono, il consigliere Piscitelli richiama la seduta di assemblea pubblica tenutasi il 23 maggio scorso, dove all’ordine del giorno compariva la bozza di deliberazione inerente il capitolato speciale d’appalto per la esternalizzazione dei servizi cimiteriali. La discussione però si interruppe bruscamente. «Degenerò – ricorda Piscitelli – come accade spesso durante le sedute del nostro consiglio comunale, in vicende e affermazioni poco piacevoli che mirano a denigrare non solo il lavoro delle minoranze consiliari ma la stessa nostra presenza fisica durante i consigli comunali». Piscitelli preferì lasciare l’aula e non partecipò, dunque, alla discussione successiva né alla votazione. La proposta di deliberazione fu approvata dall’assise e resa immediatamente esecutiva, comparendo dunque successivamente in Albo Pretorio. «Ho controllato gli atti e gli allegati – sostiene Piscitelli – notando che la bozza di deliberazione non proponeva i costi per la pulizia e il decoro del luogo sacro. Né il consiglio comunale stabilì nulla in merito durante la discussione. Si sono limitati invece, alla sola approvazione delle tariffe proposta insieme allo stesso capitolato dove lo spazio relativo ai canoni è ancora in bianco». Ed è per questo che Piscitelli si rivolge al segretario quale «supremo garante della legittimità degli atti amministrativi» chiedendo il suo parere. «Gli ho chiesto una autentica interpretazione della legge – spiega il consigliere – e ritengo che molto probabilmente combacerà con quella che umilmente mi sono consentito di dare io: quell’atto è incompleto e dunque illegittimo». Piscitelli ha annunciato il suo ricorso ad organi sovracomunali, ma prima attenderà la replica del segretario comunale che sarà allegata agli atti.    

Somma Vesuviana, verso il rimpasto di giunta

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 Le dimissioni di Daniela Garofalo erano belle e pronte già da un po’ e pare solo che la richiesta di procrastinarle, arrivata dallo stesso sindaco Di Sarno, le abbia fatte slittare fino a ieri. Non annunciate ufficialmente ma praticamente come date, sono anche le dimissioni dell’assessore Ciro De Simone. Due dunque le caselle da sostituire in giunta. Ieri peraltro è arrivata pure la decisione del consigliere Esposito, esponente dei Verdi e fino a poche ore fa capogruppo di Insieme, di lasciare il ruolo consiliare per tornare a quello sì di capogruppo ma del suo partito. Facile l’interpretazione, che non è certo quella di visibilità del partito, ma riguarderebbe invece il non gradimento da parte del resto del gruppo del nome di un eventuale assessore proposto. Quanto alla Garofalo, fino a ieri assessore agli eventi – ruolo che qualche esponente di maggioranza avrebbe giudicato con esternazioni piccate «inutile per Somma Vesuviana» – del suo forfait si parla da mesi ma le dimissioni ufficiali portano la data del 22 giugno con decorrenza dal 6 luglio e sono state rese note ieri.  Nella lettera la Garofalo – salvo i ringraziamenti al sindaco – ha parole di stima e affetto soltanto per lo staff, l’addetto stampa e la consigliera Maria Rosaria Raia, limitandosi ad addurre motivi strettamente personali. Sui social però, nel post con il quale annuncia alla comunità la sua decisione, va un po’ più oltre e scrive di ragioni «di ordine etico e morale». Nessun’altra esternazione pubblica per l’ex assessore che per ora preferisce esimersi dal commentare oltre, ma non è difficile ipotizzare che nella decisione presa c’entrino, eccome, l’annullamento dell’evento da lei organizzato con la cantante Monica Sarnelli (con manifesti già stampati e comunicati stampa già partiti), i prelievi dai suoi capitoli di bilancio per altri eventi dei quali lei nulla sapeva (sorte che sarebbe toccata pure all’assessore Salierno), la scelta di organizzare in una certa maniera l’omaggio di Somma Vesuviana a Maryam Tancredi, il coinvolgimento in numerose occasioni di ditte e personaggi lontani da Somma Vesuviana quando la Garofalo aveva invece più volte avanzato rimostranze e asserito con forza la necessità di coinvolgere realtà e professionalità locali. Ipotesi, sia chiaro. Nel frattempo ci si attende la nomina di altri assessori in sostituzione considerando che quest’oggi sarà consegnato alla stampa il programma di eventi (il giorno successivo alle dimissioni dell’assessore agli eventi non è forse un’azione che si possa dire connotata di fair play), un programma che sembra non avesse avuto il placet della stessa Garofalo. Per gli avvicendamenti di caselle tra i gruppi di consiglio comunale, invece, il ruolo di capogruppo di Insieme dovrebbe toccare alla consigliera Raia.

Somma Vesuviana, cerimonia in consiglio comunale per la cittadinanza onoraria a Mauro Seraponte

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L’onorificenza era già stata deliberata, ma ieri in aula c’è stata l’ufficialità con consegna al maestro Seraponte, dalle mani del sindaco Salvatore Di Sarno, di una pergamena incorniciata, quella che lo identifica come cittadino di Somma Vesuviana. Il presidente dell’assise, Giuseppe Sommese, che ha reso solenne la cerimonia, ha anche annunciato di aver istituito – cosa non fatta finora – l’albo dei cittadini onorari. La proposta di attribuzione era già stata presentata a settembre 2014 senza risultato, reiterata poi a marzo scorso – dall’associazione musicale Antonio Seraponte e a firma del presidente Ciro Seraponte – indirizzata al presidente del consiglio comunale Giuseppe Sommese e infine portata in aula e accolta. La motivazione: «Per l’impegno sociale, la passione nel diffondere l’arte della musica a bambini, giovani e adulti del territorio di Somma Vesuviana, che sfocia anche nella lotta all’emarginazione, alla criminalità, lavorando all’integrazione e alla coesione sociale di bambini e soggetti maggiormente a rischio». La cerimonia, naturalmente con la musica quale protagonista, è poi proseguita allo chalet La Villetta. In aula, tre gli interventi prima che il maestro ringraziasse e che il sindaco Di Sarno gli consegnasse l’onorificenza. Quelli del consigliere di minoranza Celeste Allocca e dei consiglieri di maggioranza Peppe Nocerino e Luigi Molaro. Per il resto, molte le assenze in entrambe le fila. «Il riconoscimento a Seraponte – ha detto Allocca – non è solo un omaggio a lui, premiarlo vuol dire premiare la musica. Tutti quelli che mi conoscono – ha poi proseguito il consigliere Allocca – sanno che spesso e volentieri parlo di mio padre. Lo farò anche stavolta, per sottolineare il bellissimo rapporto che c’era tra lui e il maestro Seraponte. Ferdinando Allocca sindaco di Somma Vesuviana ha sempre valorizzato l’attività del maestro, ha sempre cercato e spesso trovato le risorse e gli strumenti per sostenerlo, ha sempre intuito che dietro l’arte c’era un percorso sociale e culturale, capace di allevare intere generazioni alla passione per la musica. E così oggi completiamo un percorso. Lo dico senza polemica, sia chiaro. Anzi: plaudo all’iniziativa dell’amministrazione comunale che si è fatta interprete del sentimento e del pensiero dell’intera città. Ma sono certo che nessuno si offende se dico che completiamo il percorso iniziato dal compianto sindaco Ferdinando Allocca. Tutti noi ci dobbiamo sentire orgogliosi di aver scelto Mauro Seraponte come nostro concittadino. Lo stesso orgoglio – ne sono sicuro – lo prova lui nel sentirsi di Somma Vesuviana». Il consigliere Nocerino ha fatto notare le assenze in aula, stigmatizzando in particolar modo quelle dei consiglieri di opposizione che ieri non erano tra i banchi e consigliando loro di prendere esempio «dai sentimenti sinceri di Allocca». Detto ciò, ha messo l’accento sulla giovane età del maestro Seraponte, nuovo cittadino sommese, auspicando che sia di esempio per tutti coloro che inseguono la propria passione. Sempre sui giovani si è indirizzato l’intervento di Luigi Molaro che ha definito l’onorificenza conferita ieri una «pietra miliare». Di seguito, il curriculum del maestro ormai cittadino di Somma Vesuviana:

Il voto di scambio “spicciolo” è strumento di democrazia perfetta. Come disse Cicerone. Perciò, basta con le chiacchiere.

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Attraverso il “dono” l’elettore capisce quali siano la sensibilità e le competenze del candidato. Nelle democrazie del mondo globale un elettore vale l’altro, e anche un candidato vale l’altro. I “magistrati” già li sorteggiava la democrazia perfetta, quella ateniese del V sec. a.C. Oggi gli elettori non chiedono più “posti di lavoro” in cambio del voto. Sperano nel reddito di cittadinanza? O perché, essendo quasi tutti poeti e romanzieri, traggono ispirazione dalle difficoltà del vivere quotidiano?   “Giornata inutile è quella in cui non ridi” (Chamfort)   Parleremo qui non del “voto di scambio” che intorno ai grandi affari organizzano i clan della politica, dei “facilitatori” e, soprattutto, dei burocrati. Qui ci interessa il “voto di scambio” “spicciolo”, quello delle “amministrative”. Non c’è tornata elettorale “locale” che non sia accompagnata, ancora oggi, dai noiosi sproloqui dei moralisti sui voti condizionati, con regali e con promesse, dai “rogatori” che comprano preferenze girando per le case o aspettando gli elettori poco lontano dai seggi. Non se ne può più. Prima di tutto, i “murmuliatori” non dovrebbero trascurare il fatto che la globalizzazione sta modificando il concetto stesso di democrazia, e sta sostituendo ai gruppi l’individuo, ai discorsi dall’alto i programmi dal basso, ai partiti i movimenti. Dieci anni fa in una valle longobarda un sindaco leghista celebrava la propria vittoria e la “riscoperta delle radici ataviche” travestendosi da “guerriero cimbro”, armandosi di randello e inseguendo un tunisino (Michele Serra). Oggi la Lega prende voti a Napoli, in Calabria e in Sicilia, poiché i Sudisti e i loro voti non puzzano più, anzi profumano di verbena.  La storia si muove, fa salti e fa balzi in avanti, mentre il cervello e gli occhi di molti di noi restano bloccati nello stagno. Oggi un elettore vale l’altro, e perciò un candidato vale l’altro. Non lo dico io, l’hanno detto, già da qualche anno, studiosi di grande nome come Anthony Giddens, Jeffrey Herf e Albert Hirschmann. Lo dice Beppe Grillo, quando, con limpida coerenza, propone di sorteggiare i senatori.L’idea ha fatto storcere il muso perfino a qualche “grillino”, a dimostrazione definitiva di quanto sia difficile talvolta accettare le logiche conseguenze di premesse che pure sono state da noi totalmente condivise. Tra l’altro, anche la sola democrazia perfetta, quella ateniese del V sec.a. C,. contemperava la pratica democratica del voto con il riconoscimento ufficiale del potere del Caso: e perciò alcune cariche pubbliche venivano assegnate con il sorteggio. Ma oggi la storia non si studia nelle scuole. Forse, giustamente: perché se bisogna costruire un mondo nuovo, è meglio chiudere del tutto il libro del passato. Domani deve essere veramente un altro giorno. Dunque, se un candidato vale l’altro, allora le trattative per il voto di scambio diventano un momento fondamentale della vita sociale: la sua natura vera è connessa solo a positivi valori culturali, il dato materiale – “‘o canisto”-  è soltanto volgare apparenza. Lo avevano già capito i Romani. I nobili regalavano “canestri” ai loro clienti per tutto l’anno, e durante le elezioni i “divisores”, i “distributori”, andavano in giro a dispensare migliaia di sesterzi. A questi “distributori” – ogni “tribù” aveva i propri- Verre diede 300000 sesterzi, quasi 400.000 euro, perché facessero una campagna elettorale al contrario: impedire che Cicerone venisse eletto “edile”. Dunque, le campagne elettorali muovevano l’economia, e le “buste” e le “ceste” non erano tanto uno strumento di corruzione, come pensano molti, quanto piuttosto il “metro” che dava agli elettori la misura del gusto, dell’intelligenza e della generosità del candidato: insomma, già da lì, dal “mercato” che egli organizzava, gli elettori capivano quale fosse la sua stoffa e come avrebbe amministrato la cosa pubblica. Chi avrebbe mai votato un candidato che distribuisse pane ammuffito, carni andate a male, e offrisse alla cittadinanza spettacoli con gladiatori vecchi e afflitti dai reumatismi, e con acrobati sciancati? Il discorso vale anche per oggi. Quando Achille Lauro fece campagna elettorale regalando la scarpa sinistra prima del voto e garantendo che avrebbe dato la scarpa destra dopo la proclamazione della vittoria, i napoletani lo votarono non per prendersi il paio di scarpe, ma perché la “cazzimma” del “Comandante” li conquistò: un uomo di tanto cervello dava tutte le garanzie. E dunque smettiamola di pensare sempre male, anche se chi lo fa qualche volta “ci azzecca”.La rivoluzione sociale sta trasformando le tecniche e i “contenuti”- uso il termine senza ironia – del voto di scambio. Fino a qualche anno fa gli elettori chiedevano prima di tutto “’o posto”: il candidato che fosse in grado di fornire posti di lavoro, anche precari – anche precari assai – conquistava cesti di preferenze. Oggi il “posto” non tira più: forse perché la disoccupazione garantisce il diritto a ricevere il reddito di cittadinanza, o forse perché troppi giovani scrivono poesie e romanzi, e dunque il “male di vivere” è prezioso come fonte di ispirazione e di “colore” narrativo. Oggi tira l’asfalto. E anche in questo caso per un nobile motivo. Da come il candidato farà asfaltare il mio cortile o la stradina che porta al mio giardino io capirò quali siano il suo gusto e la sua competenza, e come si muoverà da assessore ai lavori pubblici. Non escludo che girino ancora canestri carichi di cibo: sono i doni più pericolosi, perché possono produrre l’effetto contrario, se l’elettore non vi trova i prodotti del territorio: cosa egli penserà di un candidato vesuviano –è solo un esempio – che nel “canisto” ha messo bottiglie di vino abruzzese, una caciotta maremmana, peperoncino messicano e salsicce pugliesi?: le quali salsicce sono buone, sì, ma sono anche un attentato alla linea delle signore. E che dire poi di quei candidati che fanno i “canisti” con i prodotti dei supermercati popolari? Non li voteranno nemmeno i parenti stretti. Giustamente. Dicono le malelingue che girano anche i biglietti di cinquanta euro. Io non ci credo. Ma se la notizia fosse vera, io direi che bisogna esser cauti, che bisogna controllare prima di sparare anatemi. Perché se si dimostra che il candidato ha dato il danaro a chi si trovava oppresso da una necessità impellente, dal peso di un debito urgente, dal vuoto assoluto nel portafogli, allora io affermo che quel candidato, in un’Italia che si scopre sempre più povera, non ha comprato un voto, ma ha avviato quella redistribuzione della ricchezza che, se egli verrà eletto, diventerà un capo fondamentale nel programma dell’Amministrazione. O no? Di altro non parlo. Dico solo ciò che disse Washington Irving, e cioè che la lingua maligna è l’unico strumento da taglio che si affila con l’uso costante.