
Nel consiglio comunale del 23 maggio gli animi si scaldarono su un punto in particolare: il capitolato di concessione all’esterno dei servizi cimiteriali (leggi qui) e talmente degenerò la situazione da spingere il consigliere Vincenzo Piscitelli ad abbandonare l’aula minacciando querele. Ieri mattina l’esponente di opposizione (eletto con Allocca per Somma) ha inviato – tramite posta certificata – una richiesta di parere al segretario comunale Massimo Buono, ritenendo che quella delibera approvata poi dal consiglio comunale in sua assenza sia da ritenersi illegittima (e precisiamo che “illegittima” – vista la suscettibilità mostrata in passato da taluni esponenti di maggioranza – è parola utilizzata nella missiva indirizzata dal consigliere Piscitelli al segretario comunale).
Nella lettera inviata via pec al dott. Massimo Buono, il consigliere Piscitelli richiama la seduta di assemblea pubblica tenutasi il 23 maggio scorso, dove all’ordine del giorno compariva la bozza di deliberazione inerente il capitolato speciale d’appalto per la esternalizzazione dei servizi cimiteriali. La discussione però si interruppe bruscamente. «Degenerò – ricorda Piscitelli – come accade spesso durante le sedute del nostro consiglio comunale, in vicende e affermazioni poco piacevoli che mirano a denigrare non solo il lavoro delle minoranze consiliari ma la stessa nostra presenza fisica durante i consigli comunali». Piscitelli preferì lasciare l’aula e non partecipò, dunque, alla discussione successiva né alla votazione.
La proposta di deliberazione fu approvata dall’assise e resa immediatamente esecutiva, comparendo dunque successivamente in Albo Pretorio. «Ho controllato gli atti e gli allegati – sostiene Piscitelli – notando che la bozza di deliberazione non proponeva i costi per la pulizia e il decoro del luogo sacro. Né il consiglio comunale stabilì nulla in merito durante la discussione. Si sono limitati invece, alla sola approvazione delle tariffe proposta insieme allo stesso capitolato dove lo spazio relativo ai canoni è ancora in bianco».
Ed è per questo che Piscitelli si rivolge al segretario quale «supremo garante della legittimità degli atti amministrativi» chiedendo il suo parere. «Gli ho chiesto una autentica interpretazione della legge – spiega il consigliere – e ritengo che molto probabilmente combacerà con quella che umilmente mi sono consentito di dare io: quell’atto è incompleto e dunque illegittimo».
Piscitelli ha annunciato il suo ricorso ad organi sovracomunali, ma prima attenderà la replica del segretario comunale che sarà allegata agli atti.



