Il ministro Costa nella Bruscino: “Pronto il decreto Terra dei Fuochi: impianti di stoccaggio siti sensibili”

Dopo il disastroso incendio che ieri ha devastato il sito di stoccaggio di rifiuti, carta, cartone e plastiche da destinare al riciclaggio e di proprietà dell’imprenditore Angelo Bruscino il ministro dell’ambiente Sergio Costa si è recato sul posto oggi pomeriggio. L’esponente del governo Conte ha annunciato alla stampa che << è pronto un decreto in consiglio dei ministri in grado di concentrare le competenze nel dicastero dell’ambiente e di rendere alla stessa stregua di obiettivi “sensibili” tutti i siti di stoccaggio dei rifiuti, sia pubblici che privati >>. In pratica Costa ha annunciato che la sorveglianza sui siti sarà aumentata e che con questo decreto sarà più facile dare il via alle bonifiche. Oggi pomeriggio intanto l’assessore regionale all’ambiente, Fulvio Bonavitacola, ha a sua volta reso noto che l’incendio alla Bruscino di San Vitaliano << è sotto il controllo delle autorità preposte >> e che << non si tratta di un sito di ecoballe ma di un impianto del Conai, il consorzio che ricicla carte, cartone e plastiche >>.

Somma Vesuviana, dimissioni assessori. Allocca: “Si prenda atto della crisi”

“Basta mettere in ordine i fatti per dedurre che questa amministrazione comunale sta attraversando una fase di crisi, peraltro dopo appena un anno di vita”. Celestino Allocca, consigliere comunale di Forza Italia e già candidato a sindaco di Somma Vesuviana, interviene sulle recenti dimissioni degli assessori Ciro De Simone e Daniele Garofalo, membri della giunta guidata dal sindaco Salvatore Di Sarno.

Spiega Allocca: “E’ passato un anno dall’insediamento dell’esecutivo e si sono dimessi già tre assessori. Inoltre, alcuni consiglieri hanno lasciato i propri gruppi consiliari per formarne altri. Ma l’aspetto più inquietante è che l’assessore Garofalo nel dimettersi ha parlato di ‘motivi etici e morali’: una frase non certo pronunciata a caso, sulla quale è necessario riflettere”.

Per questo motivo Allocca ribadisce: “Questo stato di cose dimostra che a Somma Vesuviana è in atto una crisi politica e amministrativa, rispetto alla quale la minoranza farà la sua parte fino in fondo”.

Somma Vesuviana, qualche anticipazione del libro dedicato alla “Confraternita di Santa Maria della Neve”

Alessandro Masulli, nel libro  dedicato alla Confraternita di Santa Maria della Neve,  con le sue spiegazioni di natura giuridiche e storiche conduce i lettori nelle prime organizzazioni di culto, di devozione, di carità e di volontariato.   Le confraternite da sempre hanno rappresentato la prima forma associativa ecclesiale con cui i laici si sono riuniti insieme per svolgere attività di culto e carità. Anche se oggi sono state superate da nuove  associazioni, le confraternite rimangono  ancora valide e tanto apportano alla nostra società in termini di carità e di bene. Sotto il profilo giuridico si tratta di un fenomeno di volontariato, con la connotazione della motivazione di fede e religione. Sotto il profilo giuridico – canonico, invece,  sono associazioni pubbliche di fedeli, costituite con un decreto di erezione canonica del Vescovo della Diocesi. Solo l’autorità, che le ha riconosciute, ha il potere di modificarle o sopprimerle. Attesta il canone 707 del CIC (Codice di Diritto Canonico) del 1917: Le associazioni di fedeli erette per l’esercizio di qualche opera di pietà e di carità si chiamano pie unioni; esse, se costituite come corpo organico, si chiamano sodalizi; i sodalizi eretti anche ad incremento del culto pubblico si chiamano col nome particolare di confraternite. Nel termine confraternita è esplicitato il significato: con – fraternità: la carità si vive tra fratelli. Del resto la comunità cristiana è per sua natura una fraternità (cfr. Gv17,11). Nel tempo assumono diverse denominazioni: congrega, compagnia, sodalizio, congregazione, confraternitas, fraterie, confraterie, Misericordie, consorzi, sodalitium, gilda, schola, etc. Chi si iscrive a una confraternita, è spinto dal desiderio di intraprendere un cammino di santificazione diverso da quello dei chierici e dei religiosi: si rimane nello stato di vita laicale, ma si persegue uno scopo simile: vivere le virtù evangeliche e praticare la carità. Le confraternite di Somma Vesuviana sono ancora oggi testimonianza del costante impegno nella vita religiosa del paese. Dal XV al XVIII secolo si diffondono sul nostro territorio in un continuo crescendo di sviluppo e di entusiasmo. Lo storico Francesco Sacco nel Dizionario geografico, istorico, fisico del 1796 riporta testualmente: …inoltre essa Città (Somma) ha otto Confraternite Laicali sotto i titoli del Sagramento, dell’Immacolata Concezione, del Rosario, del Carmine, di Santa Maria della Neve, di Santa Caterina, di Santa Maria dé Battenti, e dé Morti. Le confraternite sommesi svilupparono un autentico fervore religioso. Esempio fu la Congrega di Santa Caterina, sotto il titolo del SS. Sacramento, eretta nel luogo detto Borgo in una chiesa contigua alla parrocchia di San Giorgio Martire, che disponeva di un ospedale con tre letti e un ospitaliero, dove si assistevano i poveri e gli infermi con una sezione per i preti, una per gli uomini e una per le donne. Forniva maritaggi per le figliole povere della città con tre once d’oro. L’Arciconfraternita del SS. Sacramento aveva, invece, il privilegio di custodire l’Eucarestia, di portare a sue spese il SS. Viatico per gli infermi e fornire i fondi, anch’essa, per i maritaggi. I fratelli ammalati erano visitati e assistiti,  in caso di povertà venivano soccorsi con tutte le spese necessarie in adempimento alla carità tra fratelli. La confraternita del SS. Rosario, sotto il campanile della Chiesa di San Domenico, aveva l’ufficio di far festa in ogni principio d’anno a Gesù Bambino e solennizzava la festività del SS. Rosario nella prima domenica di ottobre. Le confraternite sommesi subirono anche dei fenomeni di suddivisione in classi sociali, come ad esempio quella dell’Immacolata di Santa Maria del Pozzo e della Pio Laical Monte della Morte e Pietà, in cui gli iscritti in origine erano soltanto persone appartenenti al ceto nobile. E’ probabile, quasi certamente, che il motivo principale per cui molte persone entravano nelle Confraternite fosse quello di garantirsi principalmente una buona morte  e conseguentemente tutti i suffragi stabiliti per norma statutaria. Queste associazioni, oltre ad avere una grande importanza nella storia della nostra comunità, rappresentano un esempio ancora ragguardevole di religiosità e fede, ereditato dal nostro passato.

Somma Vesuviana, “Crisommole”: gli obiettivi sono un marchio e la sinergia

Nell’ambito della kermesse  “Crisommole” nel Borgo Casamale , evento dedicato alla riscoperta delle albicocche , gusto, arte e suoni, sono stati organizzati anche diversi incontri di riflessione sul noto prodotto vesuviano. Ieri mattina  alle 10:30 a Castello D’Alagno si è tenuto il convegno su  “Marketing territoriale e turismo sostenibile, nuove strategie di vendita e la commercializzazione dei prodotti locali” con i relatori: Angelo De Paola, presidente dell’associazione Madre Terra; Cristina Leardi , presidente del consorzio Pomodorini del piennolo DOP; Salvatore Faugno, Professore del Dipartimento di agraria Università degli Studi di Napoli Federico II nonché consigliere dell’Ente Parco del Vesuvio; Gaetano Romano, presidente del presidio albicocche del Vesuvio SlowFood; nel ruolo di moderatore ed esperto di marketing e comunicazione, Giuseppe Ciampa. Molti gli argomenti trattati: l’importanza di un marchio che possa rappresentare l’albicocca vesuviana nella sua pienezza, la creazione di una sinergia tra tutti i produttori e gli enti locali, il problema di una domanda molto forte del prodotto in contrasto con la scarsa produzione a causa della poca forza lavoro, le iniziative dell’Ente Parco per agevolare i produttori e la rivisitazione dei vincoli attuali, l’importanza di una produzione che sia di alta qualità in grado da giustificare il prezzo di vendita evitando cosi la commercializzazione in larga scala, superando finalmente la concorrenza con i frutti di importazione, da qui quindi la scoperta del proprio mercato di appartenenza. Non sono mancati i saluti del sindaco Salvatore di Sarno presente all’evento insieme ad alcuni membri dell’amministrazione comunale. Dibattiti tra produttori, amministrazione e relatori hanno portato alla luce la consapevolezza e la disponibilità da parte di tutti di fare un passo avanti concreto nell’obiettivo di ritrovarsi l’anno prossimo, nel convegno che sarà, e di dirsi finalmente che si è andati avanti rispetto alla situazione attuale.

Da Somma Vesuviana a Pontida: Luigi Coppola porta le “crisommole” in terra padana

Dalla civica Onda Bianca alla Lega Salvini, l’ex assessore Luigi Coppola, reduce dall’esperienza padana, commenta con una breve nota:  “Abbiamo condiviso una bella esperienza, singolare come poche. È stato un piacere stare a contatto libero e “inusuale” con le cariche più alte del governo italiano. Allo stand della Campania abbiamo portato e fatto conoscere al ministro dell’agricoltura una confettura di “pellicchielle” fatta in casa, per non sponsorizzare una sola azienda produttrice ma bensì la materia prima che deve ritornare ad avere la tutela che merita e di riflesso riconquistare il mercato. Ci siamo confrontati con tanti amministratori di territori che sono riusciti far emergere le capacità che sono presenti nelle stesso. L’occasione è servita anche per parlare del percorso politico proprio delle nostre terre. Per questo il nostro capitano vi manda un saluto personale, per dimostrare la vicinanza e l’attenzione sui territori distanti ma vicini, e soprattutto in crescita, proiettati verso una politica seria, concreta e di buon senso”.

Somma Vesuviana, misure cautelari per l’incendio presso lo stabilimento Ambiente di San Vitaliano 

Di seguito  le misure cautelari disposte dal sindaco Salvatore Di Sarno dopo il devastante incendio dello stabilimento Ambiente di San Vitaliano.     IL SINDACO, Premesso:
  • Che nel primo pomeriggio, si è sviluppato un incendio di vaste proporzione presso il succitato stabilimento, che ha prodotto una notevole colonna di fumo.
  • che tale colonna di fumo attualmente non si dirige verso il nostro territorio comunale, ma che è opportuno adottare in via precauzionale le necessarie misure a tutela della salute dei cittadini nell’eventualità di una variazione del vento nelle prossime ore.
RITENUTO
  • Di dover tutelare la pubblica incolumità, in attesa di rilievi tecnici dettagliati e dello spegnimento dell’incendio.
VISTI
  • IL D.LGS 1/2018 CODICE DELLA PROTEZIONE CIVILE;
L’ART. 54 COMMA 2 DEL DLGS 18 AGOSTO 2000 NR. 267; LA LEGGE 7 AGOSTO 1990 NR. 241 E S.M.I.; AVVISA PER I MOTIVI ESPOSTI IN PREMESSA CHE SI INTENDONO INTEGRALMENTE RICHIAMATI:
  • In caso di mutate condizioni climatiche che dovvessero trasportare la nube verso il territorio comunale, di limitare ai soli casi strettamente necessari, la permanenza negli spazi pubblici e quelli all’aperto e di tenere chiusi gli infissi delle proprie abitazioni.
  • Trattandosi di rogo di rifiuti di diverse tipologie si avvisanoi cittadini di evitare di andare per qualsiasi motivo in direzione San Vitaliano, evitando di ostacolare altresì le operazioni di spegnimento in corso;
  • Di usare nei prossimi giorni particolare attenzione nel lavaggio di frutta ed ortaggi prima del loro consumo;
  • Che dalla giornata di domani, l’isola ecologica in via cautelativa rimarrà chiusa e pertanto potranno verificarsi disservizi nel ritiro di carta e cartone;
  • Di pubblicare il presente Avviso sul sito Istituzionale del Comune di Somma Vesuviana e di dare al medesimo la massima diffusione.
  Il Sindaco Dott. Salvatore Di Sarno  

Incendio a San Vitaliano, Paolo Russo (FI): “I sindaci dicano ai cittadini di non uscire di casa”

 Paolo Russo: “Il ministro dell’Ambiente intervenga immediatamente per salvaguardare  la salute delle persone messa in pericolo dal disastro ambientale che in questo momento si sta consumando a San Vitaliano” “Il ministro dell’Ambiente intervenga immediatamente per salvaguardare  la salute delle persone messa in pericolo dal disastro ambientale che in questo momento si sta consumando a San Vitaliano, nel napoletano, dove le fiamme stanno divorando la piattaforma ecologica della società Ambiente, attiva nel settore dei rifiuti. Intanto i sindaci dicano ai cittadini di non uscire di casa”: é quanto afferma il deputato e coordinatore FI della città metropolitana di Napoli, Paolo Russo. “La colonna di fumo nero che si vede in numerosi Comuni del territorio la dice lunga sul grave rischio ambientale e sanitario cui é sottoposta un’area densamente abitata. Per questo -aggiunge Russo -occorre intervenire con tempestività mettendo in campo azioni a tutela delle comunità. Stanno bruciando materiali che sprigionano sostanze nocive e non c’è tempo da perdere”. “Oggi – conclude il deputato  -é il tempo dei soccorsi e delle contromisure da mettere in campo per disinnescare la bomba ecologica, domani però occorrerà chiedersi cosa, a Battipaglia come a San Vitaliano, non abbia funzionato nel sistema dei controlli e della prevenzione”.

Sant’ Anastasia, uici : visite di prevenzione

Questo Presidio Uici, in collaborazione con le Associazioni Graffito d’Argento e Lilt e col patrocinio morale del Comune di Sant’Anastasia, ha dedicato, questa giornata, alla prevenzione delle malattie riguardanti gli apparati uditivo, circolatorio e stomatognatico. Le visite sono state svolte presso la sede zonale dell’Uici di Sant’Anastasia, nei locali della Biblioteca Comunale dove è confluito un cospicuo numero (circa ottanta visite) di utenti, non solo cittadini anastasiani ma anche di paesi limitrofi; questa considerevole affluenza di utenti ha confermato la necessità di effettuare, di sovente,

Saltando in cucina, proverbio: “A’ meglia mmericina? Vino e’ campagna e purpette e’ cucina”

A’ meglia mmericina? Vino e’ campagna e purpette e’ cucina. Mangiare e bere bene sono la migliore medicina Eh, sì, un salutare e saporito pasto (accompagnato, magari, da un buon bicchiere di vino) è la base ideale per mantenersi in buona salute. Purtroppo, uno dei risvolti negativi del benessere di oggi è   proprio dato dagli eccessi a tavola (ed al bar), che ci provocano, nel migliore dei casi, ferree diete “riparatrici”. Il cibo, come tutte le “medicine”, va, infatti, assunto “nelle giuste dosi”; salvo, poi, a concedersi delle “scappatelle”. Importante, ancora di più, allora, privilegiare la qualità degli ingredienti ed il gusto delle ricette. Siamo in piena estate e possiamo cominciare a parlare di pesce, molluschi, crostacei: insomma, di quanto di buono ci offre il mare, che, ancora, è il meno inquinante dei “mangimi”, per cui la sola freschezza del pescato è già di per sé una discreta garanzia di qualità. Non  comprate mai “filetti” di pesce: non si può risalire alla specie ai quali appartengono, da dove provengono e, probabilmente, saperlo non vi piacerebbe. Solo pesce fresco, delle varietà  che conoscete; “frutti di mare” stabulizzati (con l’etichetta di provenienza); crostacei vivi (saranno di allevamento, ma non importa); granceole (cd “rangi felloni”) solo se fa caldo, altrimenti vengono dall’Asia  o dall’Alaska. La cosa più importante, però, è avere un pescivendolo di fiducia: comprare al mercato, infatti, richiede abilità e perizia, e non sempre queste bastano…   Zuppa di pesce del golfo Coccio al forno – Patatine lesse alla Lucullo Spirale di cassata alla siciliana   Zuppa di pesce del golfo Ingredienti per 6 persone 300 grammi di cocci (prendete quelli “a porzione”) 300 grammi di gamberi 500 grammi di seppie o calamari puliti e tagliati opportunamente (come vi piace) ½  chilo di pesce da zuppa Due barattoli di pomodori pelati da 800 grammi Due decilitri di olio extravergine Uno  spicchio di aglio Sale q.b. Nota: il pesce da zuppa  comprende molta varietà, se il vostro pescivendolo dice di non averne, va bene anche una “pescatrice” o della “frittura di paranza” (a bordo dei pescherecci non si va troppo per il sottile). Quello che darà un sapore “certo” alla vostra zuppa è il coccio. Preparazione In una pentola mettete 2 litri di acqua fredda, poco sale ed i cocci. Mettete al fuoco e, a due minuti dall’ebollizione, spegnete. Colate ( non buttate il brodo, per carità!), spellate e spinate  bene i cocci e conservateli. Mettete da parte lisca, testa ecc. Nella pentola, aggiungete il pesce da zuppa, la lisca  e le teste del coccio appena bollito e rimettete al fuoco, lasciando bollire per 45 minuti. Filtrate bene il brodo con un colino stretto. In mancanza utilizzate un vecchio panno di tela (non vi spaventi l’odore, alla fine sarà delizioso). Buttate via il pesce lesso (ormai non serve  a nulla). Nota: qualcuno più “smaliziato” potrà cercare di trovare qualcosa di commestibile fra i resti del pesce (in vernacolo “spozzoliare”): io non ci provo (e consiglio di non farlo se non siete sufficientemente  esperti). Passate i pomodori con il passa-verdure In una pentola bassa grande, mettete l’aglio tagliato a fettine (eliminate il germoglio verde) ed i calamari. Lasciateli a rosolare per 5-10 minuti (non devono cuocere fino ad indurirsi esternamente) rimestando di continuo. Aggiungete i gamberi, lasciateli soffriggere  appena (meno di 5 minuti). Togliete il tutto con una schiumarola (“a’votapesce”) e mettetelo da parte. Aggiungete il pomodoro. Lasciate cuocere per 45 minuti senza coperchio, (deve asciugare l’acqua). Unite  le seppie e i gamberi. Adesso inizierete ad aggiungere il brodo ad un mestolo alla volta. Non dovendo cuocere più nulla, il tempo varierà a secondo del  gusto: da un minimo di 20 minuti  a un massimo di un’ora. 5-10 minuti prima di spegnere aggiungete il coccio. La zuppa va servita con pane raffermo (in barca); a casa ci limiteremo a tostarlo evitando assolutamente di carbonizzarlo anche in piccola parte. Ultima nota: finalmente una zuppa di pesce da poter dare ai bambini. Sicuramente, il problema “spine” è più di noi genitori che il loro: ma volete mettere, mangiare in tranquillità (per loro ed anche per molti di noi)? Coccio bella Napoli – Patatine lesse alla Lucullo Ingredienti per 6 persone Un coccio di almeno un chilogrammo (l’ideale sarebbe un chilo e 200 grammi) Pomodorini 5-6 Olio extravergine 1,5 dl Vino bianco secco un bicchiere Farina q.b. Sale q.b. Aglio 1 spicchio Prezzemolo q.b. Preparazione Pulite e  squamate bene il coccio, infarinatelo bene. Riempite  l’interno con sale, aglio e prezzemolo; chiudete con uno stuzzicadenti (sarebbe meglio usare i ferretti per involtini). Ponete il pesce in una teglia rettangolare nella quale avrete versato l’olio. Mettete in forno a 180 gradi, direttamente sul piano inferiore, con lo sportello aperto. Quando inizierà a friggere, aiutandovi con un cucchiaio, versate olio bollente sul lato superiore del pesce. Appena sarà dorato (basta pochissimo), tirate fuori il pesce; portate il forno a 160 gradi e richiudetelo. Aggiungete i pomodorini, salate la parte superiore del pesce ed aggiungete il vino. Rimettete in forno per 20-30 minuti (provate la cottura con uno stuzzicadenti).   Patatine lesse alla Lucullo Prendete delle patate novelle, lavatele ed asciugatele con un panno (non togliete la buccia). Ponetele in una pentola con acqua fredda, aggiungete sale abbondante, salvia in quantità, rosmarino a iosa ed uno spicchio di aglio schiacciato. Portate ad ebollizione e controllate la cottura: ragazzi, cominciamo a far da soli, su!   Spirale di cassata alla siciliana Ingredienti per 6 persone Pan di Spagna 8 tuorli d’uovo più l’albume di 4 uova 100 grammi di zucchero 1/2 Limone (scorza Grattugiata) 1 Pizzico Sale 100 grammi di Farina Ripieno 500 grammi ricotta di pecora 200 grammi di zucchero 50 grammi di cioccolato fondente a gocce (in supermercato o ve lo sminuzzate voi) due cucchiai di limoncello 1 bustina di vanillina Preparazione ripieno Tenete il cioccolato (a gocce i sminuzzato) in frigo Asciugate bene la ricotta con un panno; se quest’ultimo si inumidisce troppo, ripetete l’operazione con un altro (più è densa la ricotta, meglio incorpora lo zucchero e si mantiene duro il ripieno) Passate nel passa legumi la ricotta, aggiungete lo zucchero, la bustina di vaniglia e il limoncello. Mescolate bene e lasciate in frigo per mezz’ora. Tirate fuori ed aggiungete il cioccolato, mescolando bene. Preparazione pan di Spagna In un recipiente montate a neve i 4 albumi. In un altro recipiente, unite gli 8 tuorli allo zucchero, aggiungete il sale e la buccia grattugiata di limone; mescolate lentamente, evitando di montare il tutto a “zabaione” (non deve fare schiuma). Incorporate gli albumi montati a neve; aggiungete, poi, la farina direttamente con il colino, poco alla volta e lentamente. Prendete la leccarda del forno (la teglia in dotazione) e ricopritela con carta da forno; stendetevi sopra l’impasto (è di consistenza semiliquida). Assicuratevi che lo spessore sia omogeneo, magari aiutandovi con un coltello, una spatola ecc. Mettete nel forno, che avrete provveduto a riscaldare a 220 gradi, per 5-10 minuti. Nota: il pan di Spagna non deve dorare molto. Regolatevi che va farcito, pertanto deve essere gradevole alla vista (sul giallo dorato) e morbido (altrimenti si spacca). A cottura ultimata, rigirate il pan di Spagna su di un panno umido e copritelo con un altro panno umido. Appena freddo, farcite con il ripieno ed arrotolate. Nota: se il pan di Spagna vi sembra cedere, inzuppatelo (non eccessivamente) con una “bagna” di rum 30 ml,  acqua 70 ml e zucchero due cucchiai. Se proprio non si arrotola, niente paura, fate dei “sandwich siciliani”. Stavolta tutto sembra un po’ più complicato, ma sono certo che riuscirete bene: fatemi sapere e … Buon appetito! (FONTE FOTO:RETE iNTERNET)  

Somma Vesuviana, l’aperitivo al Castello. Anzi, no.

Doveva essere una serata diversa dal solito, con musica e aperitivi (all’albicocca, anche) nell’ambito del programma «Crisommole». A dire il vero l’evento era già stato inserito in cartellone e pubblicizzato e doveva tenersi al Castello d’Alagno. Ma non sarà così. Tutto annullato e trasferito di peso al Food & Rir, questa sera con dj set Pablo Favilla, Marco Annunziata & Domenico Iervolino live. La serata porta la firma di Urbe Vesuviana, Equivalenza, Infinity e Onda Bianca. Ed è appunto un esponente di Onda Bianca che ha contattato la nostra redazione per dirsi «indignato». Già, perché da Palazzo Torino è arrivato il contrordine: quella serata, quell’aperitivo, Crisommole o meno, non si può fare nel Castello d’Alagno. Qualcuno si è accorto che non ci sarebbe stato un semplice e brioso tintinnar di bicchieri ma una serata disco (…e con i nomi in cartellone non si poteva equivocare, diciamocelo) per cui è partito il «no»: quell’evento lì nel Castello non può proprio aver luogo giacché per ora – e a dire il vero non ci ricordiamo nemmeno più da quanto –il collaudo ancora non c’è e gli unici spazi a poter essere utilizzati sono quelli esterni. Il maniero d’Alagno non è idoneo per questo tipo di eventi– ci si giustifica dal Comune – per motivi di sicurezza e ordine pubblico. Fatto sta che l’esponente di Onda Bianca ci ha chiesto di poter  – da queste pagine – scusarsi per il disagio nei confronti di quanti attendevano la serata. Il suo messaggio, inviato alla nostra redazione, è il seguente: «Con enorme dispiacere siamo costretti a comunicare che per questioni “logistiche” l’aperitivo al Castello d’Alagno non potrà svolgersi. Non entriamo nel merito della questione che rispettiamo ma non condividiamo: non si può annullare un evento due giorni prima. La troviamo una mancanza di rispetto nei nostri confronti e in quelli di associazioni e movimenti che con noi hanno collaborato. Ci scusiamo e vi aspettiamo da Food & Rir per il nostro solito aperitivo».