Somma Vesuviana, Covid 19, il gruppo Siamo Sommesi : “Rispettiamo le regole per contenere il diffondersi del Covid”
Sulla pagina Facebook di “Siamo Sommesi”, gruppo politico di maggioranza al comune di Somma Vesuviana (NA), è stato pubblicato un post per sensibilizzare i cittadini sull’importanza di rispettare le misure normative per contrastare e contenere il diffondersi del COVID-19. Il testo che ricorda l’ultima ordinanza del ministro Speranza sull’uso della mascherina dopo le 18 e la chiusura delle sale da ballo in vigore dallo scorso 17 agosto, ricorda anche le regole da rispettare per chi ritorna dalle vacanze estive dopo aver pernottato all’estero.
“Speriamo che ogni cittadino di Somma Vesuviana si stia godendo il meritato riposo estivo, ma non dimentichiamo l’importanza di rispettare le norme per il contenimento del Covid-19:
Con l’ordinanza del 16 agosto 2020 sono sospese le attività di ballo sia all’aperto che al chiuso in discoteche e in ogni altro spazio pubblico. Inoltre, dal 17 agosto è obbligatorio indossare la mascherina anche all’aperto dalle ore 18:00 alle 6:00 del mattino nei luoghi dove c’è rischio di assembramento.
Per chi è di ritorno dall’estero ricordiamo che l’ordinanza del ministro della Salute prevede tamponi obbligatori per chi nei 14 giorni all’ingresso in Italia abbia soggiornato o sia transitato a Malta, Croazia, Spagna e Grecia. È vietato l’ingresso in Italia ai cittadini che nei 14 giorni antecedenti, abbiano soggiornato o siano transitati in Colombia.
Il DPCM 7 agosto 2020 proroga al 7 settembre 2020 le misure precauzionali minime per contrastare e contenere il diffondersi del COVID-19 su tutto il territorio italiano.
Siamo responsabili, perché Siamo Sommesi.
Tutti i dati sono in continuo aggiornamento su www.salute.gov.it/nuovocoronavirus.”
Maggio 1852: l’”Omnibus pittoresco” pubblica il primo articolo sul mestiere del pizzaiuolo
L’articolo di Carlo De Ferrariis, composto tra il 1848 e il 1849, venne pubblicato dall’ “Omnibus pittoresco” del 15 maggio 1852. L’attenzione per gli aspetti sociali dell’arte del “pizzaiuolo”, e la bottega descritta come luogo d’incontro di tutte le classi sociali. L’autore dichiara di aver raccontato anche ai forestieri la bellezza di questo nuovo mondo che è la pizza. Il “pizzaiuolo nobile” con bottega, e il “pizzaiuolo ambulante”.
Carlo De Ferrariis non parla dell’origine della “pizza” napoletana, non fa riferimento alcuno
alla “schiacciata” degli antichi Romani, non si perde in disquisizioni sulla tecnica del pizzaiolo. A lui interessano gli aspetti sociali di questo mestiere e le trasformazioni che questo “mangiare” napoletano innesca nella storia del costume. Il pizzaiuolo è un “lazzaro”: la sua arte “è una delle tante nelle quali il lazzarone smozzica la sua vita giornaliera, mensile, annuale”. Ed è degno di nota il fatto, scrive il De Ferrariis, che solo a Napoli c’è questa “esposizione pubblica del “camangiare””: l’uso dell’elegante arcaismo “camangiare”, che significa “cibo raffinato”, serve a conferire nobiltà alla pizza, ma anche a indicare il livello dello scrittore. La bottega del pizzaiuolo nobile, alloggiata in “stanze terrene”, provvista “ di sette o otto modesti deschi”, offre ai passanti la scena di “uova, alici, insalate, e altre cose che ben si accordano con la pizza” e del “tavolone” su cui c’è “un grosso masso di pasta”, pronto a “dilatarsi meravigliosamente sotto le mani” del pizzaiuolo, “finché vada a cuocersi nel forno, che come la fucina di Vulcano brucia per tutta la notte”. Questa bottega diventa, a sera, “dopo gli spettacoli teatrali”, il luogo nel quale si incontrano tutti i rappresentanti delle classi sociali: “ una signora con cui poche ore prima hai ballato una polka, la galante domina, l’azzimato cavaliere, la vecchia e austera matrona, il professore di latino, il medico, l’avvocato”, che non vorrebbe che si scoprisse “la sua simpatia per la pizza”, i facchini, gli scrivani pubblici, “la donnicciola incinta, attratta dal grato effluvio dell’aglio e delle alici”. E tutti provano lo stesso godimento nel mangiare la pizza “alle alici, al pomidoro, alla provatura (mozzarella), il filoscio, il calzone”, e non danno alcun peso al fatto che “la tavola è alquanto lercia” e che non vi sono né “scelto vasellame, né mura tappezzate”. Carlo De Ferrariis dichiara orgogliosamente di aver svelato anche a molti forestieri la bellezza di questo “nuovo mondo” che è la pizza: “ Abbiamo provato una gioia indicibile nel sentire da gente non napoletana, ma fiorentina, ma lombarda, ma francese, l’elogio della nostra pizza, e possiamo assicurare che, novelli Colombo, scorrendo a molti non napoletani il nuovo mondo delle pizze napoletane, abbiamo popolato le nostre pizzerie di novelli avventori.”. Accanto al pizzaiuolo nobile notturno c’è quello ambulante, “diurno, meno ricco, senz’altro prestigio che l’odor delle sue focacce”: “un tavolino bianco, leggerissimo e portante in fette cinque o sei focacce di vario genere, merenda vendibile per un grano e mezzo a pezzo, una piccola pala, un coltello, ecco gli arnesi necessari; un berretto, un grosso grembiule raccorciato, un giubboncino, a traverso del quale esce dalle braccia altro giubbone di grezza lana: ecco il simbolo caratteristico del nostro pizzaiuolo” ambulante. E si può notare che il pizzaiuolo descritto dal De Ferrariis assomiglia molto a quello disegnato da Filippo Palizzi e la cui immagine apre l’articolo. Carlo De Ferrariis scrive che i pizzaioli ormai non restano a Napoli, ma incominciano a muoversi per tutta la provincia, e già frequentano con continuità le piazze di Portici e di Aversa. “ Tra non molto Napoli avrà la gloria di aver dato a tutto il Reame un piatto che non può non far gola”. Carlo De Ferrariis e Raffaele Viviani avvertirono la magia di un “piatto” che percorreva le strade di Napoli, e il cui sapore diventava più intenso grazie ai riflessi dei colori e alla pungente freschezza delle battute che si scambiavano pizzaiuoli e clienti. Il pizzaiuolo ambulante di Raffaele Viviani dà, nel vicolo, l’ultima voce: “ Neh, ca io passo? Ca io mme ne vaco?”, e qualcuno gli risponde. “ E vattenne! Stai’ ancora ccà?”. Amaro il commento, a bassa voce, del pizzaiuolo: “ Quant’ è bello chi ha già magnato, / ca nun crede a chi ha da magnà”.
Pomigliano, l’allarme di De Falco: “Condizionamenti indebiti sulle candidature”
Oggi più che mai, soprattutto nella settimana di Ferragosto, la battaglia elettorale si consuma sui social, in particolare nell’agorà virtuale di Facebook. E ora che si avvicina la data delle elezioni comunali la strategica “battaglia di Pomigliano” conosce i suoi primi bagliori. A fare fuoco sugli avversari ieri c’ha pensato Dario De Falco, leader cittadino del Movimento Cinque Stelle, proprio con un post su Facebook pubblicato ieri pomeriggio. Il braccio destro di Luigi Di Maio, sostenitore del neocandidato sindaco Gianluca Del Mastro, ha sostanzialmente denunciato che alcune candidature di dipendenti comunali e di loro familiari sarebbero state impedite o estorte con metodi ricattatori. “Mi giungono informazioni – ha scritto il consigliere per gli affari istituzionali del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro – di pressioni e condizionamenti indebiti al fine di estorcere o impedire la candidatura di dipendenti comunali, delle società partecipate e dei loro familiari nelle diverse liste. Chiedo a tutti i cittadini di denunciare informazioni riguardanti qualsiasi tentativo atto a voler turbare la libera volontà di partecipare o meno alla competizione elettorale. Mi riservo nelle prossime ore di circostanziare con ulteriori dettagli ogni illecita ingerenza”. Insomma, si preannuncia un momento di quelli incandescenti. Poco dopo il post di De Falco è stato poi il sindaco uscente, Raffaele Russo, che sostiene la candidata Elvira Romano, a rispondere, sia pure indirettamente. “Saremo vigili e attenti come sempre – le parole del primo cittadino – nel favorire una competizione elettorale libera, civile e priva di qualsiasi condizionamento e pressioni clientelari che già circolano”. Una replica garbata questa di Russo che però lascia intendere che i rischi di clientelismo riguardano tutti in una fase delicata come quella della formulazione delle liste per le candidature, liste che si dovranno presentare in municipio entro le 12 di sabato prossimo. De Falco comunque resta perentorio. “C’è puzza di bruciato in questa tornata elettorale ma noi saremo pronti a denunciare eventuali illegalità che riusciremo a ravvisare”, annuncia il pentastellato, che dopo il suo passo indietro ha consentito la candidatura di Gianluca Del Mastro, il presidente dell’Ente Ville Vesuviane e professore universitario di papirologia, 46 anni, figlio di un tipografo di Pomigliano e cresciuto nello storico rione Ponte. Una candidatura, questa di Del Mastro, ben vista da tutta la coalizione M5S, PD, Verdi e civiche. Del Mastro ieri sera ha tenuto il suo primo incontro pubblico con tutte le forze che lo sostengono, nella sede del PD, in via Olbia. “Stasera ho avuto modo di conoscere meglio l’entusiasmo, la qualità e la competenza delle persone che fanno parte di questa coalizione: è un gruppo che riuscirà con prestigio e onore a rappresentare i pomiglianesi”. Nel frattempo il sindaco Russo sta tentando di spegnere il fuoco della polemica divampata in questi giorni nella sua coalizione dopo le dimissioni degli assessori Pasquale Sanseverino (Patrimonio, Fondazioni e Partecipate) e Raffaele Sibilio (Urbanistica e Lavori Pubblici), fortemente delusi e preoccupati dalla decisione di Russo di lanciare la candidatura della vicesindaco uscente Elvira Romano. A ogni modo il primo cittadino ieri ha provveduto con un’azione praticamente fulminea a sostituirli. Ha nominato al loro posto i neoassessori Roberto Nicorelli e l’avvocato penalista Salvatore Del Giudice.
Giffoni50 2020, il programma serale alla YARIS Arena con i talent musicali
Si chiama Yaris Arena, luogo all’aperto che ogni sera ospita un talk con ospiti oltre che le proiezioni dei film in anteprima, il centro delle attività serali di #Giffoni50. Il luogo dove si racconta il festival e dove si rivive la storia di questa idea che si chiama Giffoni. Tutte le sere dalle 21.30 [con ingresso contingentato anti-covid19 e solo su prenotazione] Nicolò De Devitiis conduce Giffoni50 TALK.
Dopo il debutto di ieri sera, 18 agosto, con le celebrazioni dei 25 anni di Rainbow e con la proiezione del film Disney “L’unico e insuperabile Ivan”, il direttore Claudio Gubitosi ha introdotto la serata con un saluto: «Mi fa un certo senso essere qui questa come tutte le altre piazze di Giffoni rappresenta un luogo di incontro. Qui abbiamo condiviso tanti momenti che sono entrati nella storia di Giffoni».
«Per quest’anno – ha continuato – abbiamo creato una nuova geometria culturale che vuole essere innovativa e che tenga comunque conto del tempo che stiamo vivendo. Le misure di sicurezza sono superiori a qualsiasi disposizione di legge vigente. Questa vostra partecipazione e collaborazione mi riempie di gioia. Voi ragazzi ci state dando lezioni Abbiamo da imparare da voi. La scuola di Giffoni ci rende orgogliosi, i ragazzi ci rendono orgogliosi».
Ricco il programma di Giffoni50 TALK che vedrà protagonisti i talent musicali, e non solo, in programma al festival.
Si inizia questa sera con Sofia Tornambene, diciassettenne vincitrice dell’ultima edizione di X Factor che si presenta per la prima volta a Giffoni raccontare la sua favola artistica.
Il 20 agosto sarà il giornalista sportivo Pierluigi Pardo protagonista di un talk virtuale, in diretta streaming su piattaforma Zoom, con Diletta Leotta e Fabio Rovazzi. Come si connette il mondo dello sport con quello della musica?
Il 21 agosto, sempre Pierluigi Pardo con Nicolò De Devitiis, daranno vita ad un talk dedicato alla musica “indie”. Protagonisti la giovanissima Ariete e la band VIITO, idoli dei giovanissimi grazie al singolo “Bella come Roma”. A seguire il produttore Don Joe, anima del gruppo rap Club Dogo. Beatmaker di successo e manager di nuovi talenti ci racconterà come scoprirli e come farli sbocciare.
Sabato 22 Agosto Nicolò De Devitiis incontrerà Danti. L’artista di Desio, hitmaker pluripremiato e frontman dei Two Fingerz, ha collaborato con una molteplicità di artisti nei suoi 10 anni di carriera.
La seconda parte di Giffoni50 TALK riprenderà martedi 25 Agosto con Samuel (leader dei Subsonica) e la cantante Giffonese Francesca Monte.
Mentre mercoledi 26 agosto spazio all’icona del rap italiano: Gue’ Pequeno. L’ex Club Dogo, punto di riferimento della scena rap italiana. Con lui ospite della serata anche Shablo uno dei più importanti produttori e manager della nuova scena musicale Italiana. Premieremo anche Amalinze, vincitore del Giffoni Rap Contest 2019. A chiudere un’interessante talk con Eliana Guerra, di Fremantle, curatrice di X Factor.
Il 27 Agosto avremo un gradito ritorno a Giffoni. Il salernitano Rocco Hunt, oramai pop star nazionale, racconterà il suo percorso artistico dove si è distinto per originalità e perseveranza. Incontreremo anche un dei nuovi talenti campani ovvero la porticese Svm promessa della scena urban nazionale.
Spazio al rap cantautorale e al pop d’autore venerdi 28 Agosto con Ernia e Aiello. Il rapper milanese e il cantautore cosentino, di stanza a Roma, rappresentano il presente e il futuro della scena italiana. A chiudere il talk ci sarà Max Giusti. Il versatile attore, e conduttore televisivo romano ci racconterà il suo esordio nel mondo digital.
Ultimo appuntamento per Giffoni50 TALK è sabato 29 Agosto con la giovanissima Gaia Gozzi, nota come Gaia, cantautrice che ha stravinto la diciannovesima edizione del talent show Amici di Maria De Filippi e conquistato posti importanti in tutte le classifiche 2020.
Marigliano, il Pd non trova l’intesa con le liste civiche: grande coalizione all’orizzonte?
Un nuovo comunicato stampa, condiviso dal Pd Marigliano nelle scorse ore, fa luce sui più recenti sviluppi delle dinamiche politiche in città, particolarmente febbrili a due giorni dal termine per la consegna delle liste elettorali.
Pare che Carmine Napolitano non sia più il segretario del partito da quando, alcuni giorni fa, dalla sede regionale hanno inviato un tutor negli uffici di Corso Umberto I.
In città qualcuno ha l’ardire di chiamarlo, sottovoce, “commissariamento”. Certo è che il Pd Napoli vuole vederci chiaro dopo la vicenda Carpino, e da questo punto di vista la candidatura di Jossa è sempre sembrata un segnale di discontinuità, soprattutto nei confronti degli alleati della coalizione già annunciata pochi giorni prima dell’arresto dell’ex primo cittadino.
Ad ogni modo, ecco il corpo del comunicato:
“Ieri sera, con una delegazione composta dal Segretario metropolitano Marco Sarracino, da Carmine Napolitano, da Vito Lombardi e Giovanni Ricci, abbiamo incontrato gli esponenti della Coalizione uscente.
Il Partito Democratico in maniera unitaria ha proposto la candidatura di Peppe Jossa alla carica di sindaco di Marigliano. Si è cercato durante tutta la discussione di dare continuità al lavoro positivo degli ultimi cinque anni e di far prevalere le ragioni che ci uniscono rispetto a quelle che potrebbero dividerci.
Durante il dibattito è emersa la volontà di una delle liste della coalizione uscente di verificare le condizioni affinché un passo indietro di entrambi i candidati in campo potesse far fare tre passi avanti a tutta la coalizione, cercando un terzo nome che unisse tutti. Dinanzi a questa proposta il PD si è dimostrato immediatamente disponibile ma ha dovuto certificare paradossalmente l’indisponibilità delle altre forze al tavolo.
Il Pd ha ricercato l’unità della coalizione durante tutta la riunione. Ma l’unità si deve costruire da entrambe le parti, non è un atto unilaterale, né può essere il frutto della responsabilità di un partito che è ancora molto scosso per quanto avvenuto, ma che ha anche la consapevolezza di avere la forza necessaria per dare continuità al lavoro di questi anni.
Le scelte delle prossime ore anteporranno come sempre il bene di Marigliano alle velleità personali”.
In sostanza il Pd ammette di aver cercato di ricucire lo strappo con le liste della coalizione che ha individuato in Vincenzo Esposito il candidato a sindaco, ma non nasconde che parte di quella coalizione non accetti l’opzione messa sul tavolo: quella di pescare un terzo nome dal cilindro (l’ex presidente del consiglio Vito Lombardi avrebbe messo tutti d’accordo?), accantonando nel contempo sia Esposito che Jossa.
Di certo tra le parti non volano gli stracci: non ancora almeno. Però è facile immaginare che adesso, pur di non restare solo, il Pd possa guardarsi intorno per soluzioni alternative e impreviste, ben poco praticabili negli anni scorsi e non si sa quanto auspicabili dagli stessi protagonisti. Il silenzio dell’onorevole Russo, mai così guardingo e attendista, potrebbe insinuare il dubbio che qualcosa di veramente grosso bolla in pentola.
Via libera alle larghe, larghissime intese che potrebbero dare vita a un coacervo politico da oltre ottomila voti in città?
Ammesso e non concesso che si tengano le elezioni.
(foto Facebook Pd Marigliano)
Somma Vesuviana, Di Sarno: “Da oggi il paese sarà un cantiere a cielo aperto”
“Da oggi Somma Vesuviana sarà un grande cantiere a cielo aperto. Iniziati i lavori per rendere sicure le strade. Abbiamo incominciato dal grande quadrivio di San Domenico ma proseguiremo lungo molti altri punti della città. La sicurezza dei cittadini ha priorità assoluta e nonostante il Covid non abbiamo fermato tali opere. Al via anche una grande attività di promozione turistico – culturale del Paese. Il nostro è un paese che ha tanto dal punto di vista umano e sociale. Stiamo lavorando anche al progetto di una grande Villa Comunale sul territorio sommese ma anche alla valorizzazione di siti di interesse nazionale”.
Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano, dando il via ai lavori oggi per la messa in sicurezza di strade ed incroci.
“Ben 16 strade tra centro e periferia. Non parole ma fatti. Cantieri reali il cui inizio è oggi con il quadrivio di San Domenico. Sin dal giorno della mia nomina da vicesindaco con delega alla Polizia Municipale e Viabilità ho provveduto a far destinare risorse mettendo in piedi sin da subito alcune iniziative come la sicurezza stradale – ha dichiarato Sergio D’Avino, Vice – sindaco e Assessore al ramo – la segnaletica orizzontale e verticale ed inserendo persuasori ed archetti in alcuni posti della città delicati per i pedoni e aumentando i controlli per divieti di sosta e parcheggi scellerati. Come avevo anticipato in un mio comunicato di non più di 1 mese fa oggi l’inizio dei lavori è realtà”.
Sant’Anastasia, biblioteca: un luogo per i giovani?
Riceviamo e pubblichiamo da Antonio Pone, Segretario PD di Sant’Anastasia e candidato al consiglio comunale nella lista PD a sostegno di Vincenzo Iervolino.
In questi giorni si è giustamente molto discusso della decisione del Commissario di destinare i locali della Biblioteca Comunale ad aule scolastiche, in seguito all’emergenza Covid. Il nostro candidato a sindaco Vincenzo Iervolino ha già esaustivamente espresso la posizione di tutta la coalizione di centrosinistra: le responsabilità politiche sono chiare ed evidenti e sono il risultato inevitabile del sistematico smantellamento delle politiche sociali che è stato compiuto negli ultimi 13 anni.
La chiusura del Centro Liguori è una ferita che ancora brucia sulla pelle della nostra comunità e a cui dobbiamo assolutamente porre rimedio. Ho già espresso, personalmente e pubblicamente, il pieno sostegno del Partito Democratico alle diverse associazioni che si trovano (ancora una volta!) senza casa e faremo tutto ciò che è nelle nostre possibilità perché la situazione si risolva nel più breve tempo possibile.
Allo stesso tempo vorrei accendere una luce su un’altra conseguenza di questa decisione che sembra essere finita nel dimenticatoio. Ad essere sfrattati infatti non sono state solo le associazioni ma anche tutti i giovani, studenti universitari e non, che quotidianamente utilizzavano le aule studio e che avevano creato in questi anni un gruppo saldo e unito che rendeva vive quelle stanze e permetteva alla funzione originaria della biblioteca di non spegnersi del tutto. Senza un vero e proprio patrimonio librario e nell’assoluta (neanche a chiederlo) assenza di qualsiasi altro genere di supporto questi ragazzi si accontentavano di una sedia e una scrivania per poter studiare in tranquillità: ora anche questo minimo servizio gli viene negato.
Stiamo parlando potenzialmente di tutti i giovani anastasiani, chiunque infatti avrebbe potuto utilizzare gratuitamente le aule studio, ma il mio e nostro pensiero va innanzitutto a tutti coloro che non hanno nelle proprie case gli spazi adeguati per poter studiare, né la possibilità di recarsi nelle biblioteche di alcuni comuni limitrofi che sono l’esempio concreto di come le cose anche nelle nostre martoriate terre possano funzionare diversamente.
Per tutti questi ragazzi (mi permetto di dire per tutti noi ragazzi perché anche io l’ho frequentata e vorrei continuare a farlo) la biblioteca era uno spazio insostituibile, da domani non sarà più così e non possiamo accettarlo in silenzio, non un’altra volta.
È questa l’anima della sinistra in fondo, guardare sempre il mondo con gli occhi dei più deboli così da poter davvero costruire un mondo più giusto per tutti. Per questo chiederò a nome del PD di Sant’Anastasia un incontro ufficiale alla dott.ssa Rodà perché
si attivi nei prossimi giorni, e comunque prima della fine di agosto, per trovare un’adeguata sistemazione a tutte le associazioni che svolgono un ruolo fondamentale nella vita della nostra comunità e anche ai nostri studenti: il loro diritto allo studio non può e non deve essere calpestato.
Non dimentichiamo mai però le responsabilità politiche che sono dietro a questa vicenda; tra poco più di un mese torneremo a votare e i cittadini dovranno scegliere tra chi ha costruito e ancora oggi silenziosamente prova a costruire e chi negli ultimi 13 anni è riuscito solo a distruggere quello che già c’era. La triste vicenda che stiamo commentando ne è un esempio lampante: non possiamo riaffidarci alle loro mani.
Hanno creato il problema, non potranno mai trovare la soluzione.
Casavatore, svaligiano appartamento e ne “visitano” un altro. Carabinieri arrestano 23enne ma è caccia ai complici
L’allarme risuonava in Via Locatelli: un appartamento era stato appena svaligiato. I Carabinieri della stazione di Casavatore – insieme ai colleghi della tenenza di Arzano – sono stati allertati dalla centrale operativa. Un cittadino aveva notato movimenti sospetti e si è immediatamente rivolto al 112.
I Carabinieri non erano lontani e hanno rapidamente individuato e raggiunto lo stabile dal quale proveniva il frastuono. Proprio in quel momento 3 giovani sono usciti correndo dall’androne del palazzo. Uno dei tre – Marco Kevin Pedata, 23enne del posto già noto alle ffoo – è stato immediatamente bloccato. I due complici sono riusciti a scappare ma i carabinieri sono già sulle loro tracce.
Secondo quanto ricostruito dai militari, i tre uomini avevano “visitato” un appartamento al primo piano portando via un orologio e tre vassoi in argento. Avevano poi forzato la porta di un’altra abitazione e danneggiato le fotocellule dell’impianto di allarme. Non riuscendo a zittire la sirena antifurto i tre hanno lasciato l’abitazione portando via nulla.
Pedata è stato tradotto al carcere di Poggioreale e dovrà rispondere di furto in abitazione.
È caccia ai complici.
Marigliano, proseguono i disagi per i residenti di Masseria Facile
Sembrava essersi risolta la situazione di stallo in via Masseria Facile, nella frazione Miuli, a Marigliano. Il 5 luglio scorso, su queste pagine, raccontavamo l’incresciosa vicenda che coinvolgeva e purtroppo ancora coinvolge la comunità dell’antica masseria che sorge al confine con Somma Vesuviana. Alcuni abitanti sono letteralmente intrappolati nella loro zona di residenza a causa di una interruzione stradale che dura ormai da oltre nove mesi: un travaglio.
L’interruzione in questione si è resa necessaria a causa di una ampia voragine che si aprì nel novembre del 2019 e che mette in pericolo anche un’abitazione (dichiarata in parte inagibile) a ridosso del piccolo cantiere. Tre giorni dopo il nostro articolo, come annunciato anche dall’allora consigliere Vincenzo Esposito, oggi candidato a sindaco, iniziavano finalmente gli attesi lavori, grazie ai quali la GORI avrebbe dovuto anche ripristinare le condizioni statiche del fabbricato danneggiato dalla rottura della rete idrica.
Queste le parole dell’ex consigliere su Facebook: “A giorni sarà possibile ripristinare la viabilità, restituendo ai cittadini residenti un diritto negato per troppo tempo. Con loro ci scusiamo per il prolungato fastidio arrecato”.
Purtroppo da allora sono trascorsi altri quaranta giorni ma la viabilità non è stata ancora ripristinata, come raccontano le immagini a corredo.
Non solo, l’abitazione inagibile, nella quale è interdetto l’accesso al piano superiore, è tuttora in attesa degli annunciati lavori di ripristino della staticità.
Pare che sia previsto a stretto giro un intervento risolutivo ma intanto anche il mese di agosto è quasi finito e la situazione è la stessa da quasi un anno.
I residenti, capitanati da Gaetano Iossa, sono a dir poco provati dalle condizioni di stress alle quali sono sottoposti, senza colpe: ancora oggi per tornare a casa devono insinuarsi nelle proprietà altrui e soprattutto attraversare terreni incolti che mettono a repentaglio le auto e a rischio le persone. Terreni infestati da serpenti e a rischio incendio in questo periodo torrido, dato che le sterpaglie non vengono manutenute. Un intervento di ambulanze o pompieri sarebbe davvero ostico in caso di emergenza.
La comunità ha richiesto anche l’intervento della Polizia Municipale e dell’ASL competente, per questo proprio in giornata Iossa avrebbe protocollato una richiesta ufficiale presso il comando di Marigliano e il locale distretto sanitario.
L’interruzione in questione si è resa necessaria a causa di una ampia voragine che si aprì nel novembre del 2019 e che mette in pericolo anche un’abitazione (dichiarata in parte inagibile) a ridosso del piccolo cantiere. Tre giorni dopo il nostro articolo, come annunciato anche dall’allora consigliere Vincenzo Esposito, oggi candidato a sindaco, iniziavano finalmente gli attesi lavori, grazie ai quali la GORI avrebbe dovuto anche ripristinare le condizioni statiche del fabbricato danneggiato dalla rottura della rete idrica.
Queste le parole dell’ex consigliere su Facebook: “A giorni sarà possibile ripristinare la viabilità, restituendo ai cittadini residenti un diritto negato per troppo tempo. Con loro ci scusiamo per il prolungato fastidio arrecato”.
Purtroppo da allora sono trascorsi altri quaranta giorni ma la viabilità non è stata ancora ripristinata, come raccontano le immagini a corredo.
Non solo, l’abitazione inagibile, nella quale è interdetto l’accesso al piano superiore, è tuttora in attesa degli annunciati lavori di ripristino della staticità.
Pare che sia previsto a stretto giro un intervento risolutivo ma intanto anche il mese di agosto è quasi finito e la situazione è la stessa da quasi un anno.
I residenti, capitanati da Gaetano Iossa, sono a dir poco provati dalle condizioni di stress alle quali sono sottoposti, senza colpe: ancora oggi per tornare a casa devono insinuarsi nelle proprietà altrui e soprattutto attraversare terreni incolti che mettono a repentaglio le auto e a rischio le persone. Terreni infestati da serpenti e a rischio incendio in questo periodo torrido, dato che le sterpaglie non vengono manutenute. Un intervento di ambulanze o pompieri sarebbe davvero ostico in caso di emergenza.
La comunità ha richiesto anche l’intervento della Polizia Municipale e dell’ASL competente, per questo proprio in giornata Iossa avrebbe protocollato una richiesta ufficiale presso il comando di Marigliano e il locale distretto sanitario.

