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Un nuovo comunicato stampa, condiviso dal Pd Marigliano nelle scorse ore, fa luce sui più recenti sviluppi delle dinamiche politiche in città, particolarmente febbrili a due giorni dal termine per la consegna delle liste elettorali.
Pare che Carmine Napolitano non sia più il segretario del partito da quando, alcuni giorni fa, dalla sede regionale hanno inviato un tutor negli uffici di Corso Umberto I.
In città qualcuno ha l’ardire di chiamarlo, sottovoce, “commissariamento”. Certo è che il Pd Napoli vuole vederci chiaro dopo la vicenda Carpino, e da questo punto di vista  la candidatura di Jossa è sempre sembrata un segnale di discontinuità, soprattutto nei confronti degli alleati della coalizione già annunciata pochi giorni prima dell’arresto dell’ex primo cittadino.

Ad ogni modo, ecco il corpo del comunicato:

“Ieri sera, con una delegazione composta dal Segretario metropolitano Marco Sarracino, da Carmine Napolitano, da Vito Lombardi e Giovanni Ricci, abbiamo incontrato gli esponenti della Coalizione uscente.
Il Partito Democratico in maniera unitaria ha proposto la candidatura di Peppe Jossa alla carica di sindaco di Marigliano. Si è cercato durante tutta la discussione di dare continuità al lavoro positivo degli ultimi cinque anni e di far prevalere le ragioni che ci uniscono rispetto a quelle che potrebbero dividerci.
Durante il dibattito è emersa la volontà di una delle liste della coalizione uscente di verificare le condizioni affinché un passo indietro di entrambi i candidati in campo potesse far fare tre passi avanti a tutta la coalizione, cercando un terzo nome che unisse tutti. Dinanzi a questa proposta il PD si è dimostrato immediatamente disponibile ma ha dovuto certificare paradossalmente l’indisponibilità delle altre forze al tavolo.
Il Pd ha ricercato l’unità della coalizione durante tutta la riunione. Ma l’unità si deve costruire da entrambe le parti, non è un atto unilaterale, né può essere il frutto della responsabilità di un partito che è ancora molto scosso per quanto avvenuto, ma che ha anche la consapevolezza di avere la forza necessaria per dare continuità al lavoro di questi anni.
Le scelte delle prossime ore anteporranno come sempre il bene di Marigliano alle velleità personali”.

In sostanza il Pd ammette di aver cercato di ricucire lo strappo con le liste della coalizione che ha individuato in Vincenzo Esposito il candidato a sindaco, ma non nasconde che parte di quella coalizione non accetti l’opzione messa sul tavolo: quella di pescare un terzo nome dal cilindro (l’ex presidente del consiglio Vito Lombardi avrebbe messo tutti d’accordo?), accantonando nel contempo sia Esposito che Jossa.

Di certo tra le parti non volano gli stracci: non ancora almeno. Però è facile immaginare che adesso, pur di non restare solo, il Pd possa guardarsi intorno per soluzioni alternative e impreviste, ben poco praticabili negli anni scorsi e non si sa quanto auspicabili dagli stessi protagonisti. Il silenzio dell’onorevole Russo, mai così guardingo e attendista, potrebbe insinuare il dubbio che qualcosa di veramente grosso bolla in pentola.
Via libera alle larghe, larghissime intese che potrebbero dare vita a un coacervo politico da oltre ottomila voti in città?

Ammesso e non concesso che si tengano le elezioni.

(foto Facebook Pd Marigliano)