Marigliano, proseguono i disagi per i residenti di Masseria Facile

Sembrava essersi risolta la situazione di stallo in via Masseria Facile, nella frazione Miuli, a Marigliano. Il 5 luglio scorso, su queste pagine, raccontavamo l’incresciosa vicenda che coinvolgeva e purtroppo ancora coinvolge la comunità dell’antica masseria che sorge al confine con Somma Vesuviana. Alcuni abitanti sono letteralmente intrappolati nella loro zona di residenza a causa di una interruzione stradale che dura ormai da oltre nove mesi: un travaglio. L’interruzione in questione si è resa necessaria a causa di una ampia voragine che si aprì nel novembre del 2019 e che mette in pericolo anche un’abitazione (dichiarata in parte inagibile) a ridosso del piccolo cantiere. Tre giorni dopo il nostro articolo, come annunciato anche dall’allora consigliere Vincenzo Esposito, oggi candidato a sindaco, iniziavano finalmente gli attesi lavori, grazie ai quali la GORI avrebbe dovuto anche ripristinare le condizioni statiche del fabbricato danneggiato dalla rottura della rete idrica. Queste le parole dell’ex consigliere su Facebook: “A giorni sarà possibile ripristinare la viabilità, restituendo ai cittadini residenti un diritto negato per troppo tempo. Con loro ci scusiamo per il prolungato fastidio arrecato”. Purtroppo da allora sono trascorsi altri quaranta giorni ma la viabilità non è stata ancora ripristinata, come raccontano le immagini a corredo. Non solo, l’abitazione inagibile, nella quale è interdetto l’accesso al piano superiore, è tuttora in attesa degli annunciati lavori di ripristino della staticità. Pare che sia previsto a stretto giro un intervento risolutivo ma intanto anche il mese di agosto è quasi finito e la situazione è la stessa da quasi un anno. I residenti, capitanati da Gaetano Iossa, sono a dir poco provati dalle condizioni di stress alle quali sono sottoposti, senza colpe: ancora oggi per tornare a casa devono insinuarsi nelle proprietà altrui e soprattutto attraversare terreni incolti che mettono a repentaglio le auto e a rischio le persone. Terreni infestati da serpenti e a rischio incendio in questo periodo torrido, dato che le sterpaglie non vengono manutenute. Un intervento di ambulanze o pompieri sarebbe davvero ostico in caso di emergenza. La comunità ha richiesto anche l’intervento della Polizia Municipale e dell’ASL competente, per questo proprio in giornata Iossa avrebbe protocollato una richiesta ufficiale presso il comando di Marigliano e il locale distretto sanitario.  

Covid: al Cotugno pieno il reparto di terapia sub intensiva. Crescono i ricoveri negli ospedali napoletani

Cresce il numero di cittadini ricoverati negli ospedali attrezzati per fronteggiare l’epidemia da coronavirus a Napoli. È pieno e oltre la capienza il reparto di terapia sub intensiva dell’ospedale Cotugno: nella giornata di ieri i pazienti ricoverati erano 9 ed oggi sono passati a 10 su un totale di 8 posti letto, come previsto dal piano ospedaliero. Nel reparto di terapia intensiva resta un solo ricoverato estubato e in attesa che le condizioni consentano ai sanitari di trasferirlo in ricovero ordinario dove oggi i ricoverati sono 13 su una disponibilità di 16 letti. Per quanto riguarda il Covid Center dell’Ospedale del Mare i pazienti ricoverati per infezione da coronavirus sono 20: tutti in degenza. Tra i pazienti Covid anche un dializzato. Il Covid Center ha a disposizione 72 posti letto dislocati nei tre moduli ed ha aree specifiche per accogliere e curare pazienti Covid che siano cardiopatici, oncologici e dializzati. Nella struttura il numero dei ricoveri da inizio agosto a oggi è quasi raddoppiato. (foto ANSA Campania)

Marigliano, il Progetto sociale di Alaia si aggiunge alle liste in sostegno del candidato Vincenzo Esposito

Con un comunicato stampa “postato” su Facebook Francesco Esposito Alaia rinuncia alla candidatura e annuncia il sostegno all’ex consigliere di maggioranza Vincenzo Esposito, indicato come candidato a sindaco nei giorni scorsi dalle liste Popolari, Andiamo Avanti per Marigliano, Cambia con Noi e Periferia 2030. Una coalizione, questa, che si autodefinisce di “centrosinistra” ma che recentemente aveva sondato la disponibilità di Rifondazione Comunista (ormai confluita nella lista Oxigeno di Saverio Lo Sapio con due candidati) e ora accoglie di buon grado il rinforzo offerto dalla compagine “Progetto Sociale con Alaia”, destra pura. Tant’è che il 4 agosto scorso, appena due settimane fa, lo stesso Alaia pubblicava su Facebook il seguente messaggio: “L’onorevole Luciano Schifone, dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, nel corso di una riunione mi ha invitato a guidare come candidato sindaco il centrodestra, che unito sarà sicuramente vittorioso”. La candidatura di Alaia aveva incassato, infatti, anche l’endorsement di Fratelli d’Italia – Marigliano che prima ancora, il 27 luglio, comunicava il sostegno alla candidatura di Sebastiano Sorrentino (ormai decaduta): ora, invece, la svolta inattesa. I Popolari di Tramontano accolgono ovviamente con piacere “l’adesione di una nuova forza politica all’interno della coalizione”, e lo stesso Vincenzo Esposito, candidato a sindaco, scrive: “Onorato della decisione dell’amico Francesco Alaia di aderire alla coalizione che mi ha scelto quale Candidato Sindaco, gli esprimo profonda gratitudine per aver riposto in me la sua fiducia. La coalizione, con Franco e la sua lista, si arricchisce di nuova linfa che, insieme ai tanti amici, che dal primo momento hanno voluto e sostenuto la mia candidatura, utilizzeremo per il bene della nostra Marigliano”. Di seguito il comunicato stampa condivido da Alaia: “Mancano pochi giorni alla presentazione delle liste per le comunali e lo scenario delle alleanze si presenta ancora incerto e confuso. Nell’attuale contesto il dott. Francesco Esposito Alaia , promotore della lista Progetto sociale con Alaia, nel sottolineare i problemi riguardanti la cittadinanza, ha accolto con favore il comunicato della coalizione di liste locali che indica l’ing. Vincenzo Esposito candidato sindaco. Nel predetto comunicato si esprime ampia apertura alle forze politiche e associative, senza discriminazione alcuna, che intendono dare il proprio contributo. Tutto questo rappresenta lo stimolo giusto e opportuno di cui ha bisogno la nostra città in questo particolare momento. Tuttavia, il dott. Alaia vista la disponibilità mostrata dal candidato sindaco ing. Vincenzo Esposito e dalla sua coalizione, tenuto conto della positività e della concretezza dei colloqui intercorsi con il medesimo ing. Esposito, dichiara che la lista civica Progetto sociale con Alaia di cui è promotore, aderisce alla coalizione guidata dall’ing. Vincenzo Esposito per concorrere insieme alla sua elezione di sindaco e del consiglio comunale di Marigliano”. Dunque, ricapitolando: una coalizione autodefinitasi di centrosinistra, con un candidato sindaco ex Pd che pubblicamente si richiama ai valori politici di Ciriaco De Mita, assorbe al proprio interno una nuova forza politica di destra, dopo aver corteggiato Rifondazione Comunista, il tutto per dare forte continuità all’amministrazione guidata da un sindaco socialista (Carpino). “Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra”, cantava quel geniaccio di Gaber 26 anni fa. Ah, se le pipparelle di piazza Municipio potessero parlare, soprattutto in questi giorni d’agosto dove la ricerca di reciprocità politica sostituisce quella della felicità. Nel labirinto delle ideologie (morte e sepolte), oggi come oggi anche il Minotauro farebbe fatica a orientarsi.

Emergenza Coronavirus, nuovi casi in Campania e maggiori controlli dopo le 18

Otto nuovi casi positivi al Covid-19 sono stati registrati dalla Asl Napoli 1 Centro nelle ultime 24 ore tra i viaggiatori rientrati in Campania. Gli otto contagi si vanno ad aggiungere ai 48 già comunicati nei giorni scorsi, per un totale di 56 positivi provenienti dall’estero. I tamponi eseguiti presso l’ospedale Cotugno e al Frullone, sede dell’Asl, dal 13 agosto ad oggi, sono stati 1.991. Dal 12 agosto sono state 3.520 le richieste ricevute via mail dalla Asl Napoli 1 Centro da turisti con autosegnalazione. Di queste, sono risultate di competenza della Asl Napoli 1 Centro, che ha competenza sul comune di Napoli e sull’isola di Capri, 2.930 segnalazioni. Al numero verde 800909699, attivato per fornire le informazioni necessarie sui rientri dall’estero, sono giunte 2.371 telefonate. L’Unità di Crisi della Regione comunica che in Campania si registrano in totale 35 nuovi casi positivi al Covid-19: zero i decessi e 6 le persone guarite. Il numero dei contagi, da inizio pandemia, sale a 5.347, mentre i decessi restano 440. Il totale dei guariti è 4.311, i tamponi eseguiti complessivamente 366.453, di cui 3.156 nella giornata di ieri. Intanto a Napoli e provincia più forze dell’ordine e agenti delle polizie locali in strada per intensificare i controlli anti Covid-19. È quanto deciso nel corso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltosi oggi in Prefettura. Durante la riunione sono state esaminate le ulteriori prescrizioni introdotte dall’ordinanza emanata lo scorso 16 agosto per contrastare l’epidemia da Coronavirus. Nello specifico è stato disposto di incrementare le aliquote di personale impiegato nelle relative attività di controllo, specie nella fascia oraria individuata dall’articolo 1 dell’ordinanza del ministro della Salute, quella cioè compresa tra le ore 18 e le ore 6. “Tutti dobbiamo adottare tutte le precauzioni previste per evitare una diffusione più virulenta che rischierebbe di diventare pericolosa”. Così, in un post su Facebook, il governatore della Campania, Vincenzo De Luca. “Fino ad oggi in Campania a limitare la diffusione del virus era stato il distanziamento e l’uso della mascherina e ancora oggi, se ci rapportiamo ad altre regioni, ci troviamo in una condizione sotto controllo in cui non abbiamo gravi conseguenze ma rischiamo che il virus si possa diffondere per la non osservanza delle regole”, ha aggiunto il presidente della Regione. “Bisogna garantire la sicurezza ai cittadini ed invece in Regione si trascura la salute di lavoratori e cittadini per fare le liste elettorali”. Lo ha affermato Stefano Caldoro, candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Campania. L’ex governatore campano ieri ha visitato l’aeroporto di Capodichino a Napoli dove ha incontrato “tanti lavoratori dello scalo che denunciano gravi difficoltà a causa dell’emergenza Coronavirus. Come tantissimi altri cittadini campani, non hanno potuto fare né i tamponi né i test sierologici”.

Quarto, Eav: murale di Jorit con Rosa Parks, simbolo della lotta per i diritti civili

Il volto di Rosa Louise Parks, donna simbolo dei movimenti per i diritti civili, è da oggi raffigurato sulle pareti dell’officina Eav di Quarto. Lo annuncia il presidente dell’Ente Autonomo Volturno, Umberto De Gregorio. Il murale è stato realizzato dallo street artist Jorit. “Quando Jorit ci ha chiesto di fare il suo murale nella nostra officina di Quarto abbiamo accolto la sua idea con entusiasmo – dice De Gregorio – La speranza è che in questi giorni difficili i più forti si ricordino di cedere il posto ai più deboli perché le discriminazioni razziali non sono un ricordo e i diritti sono per molti ancora solo una bella parola”, ha affermato De Gregorio. Rosa Louise Parks divenne famosa per aver rifiutato nel 1955 di cedere il posto su un autobus a un bianco, dando così origine al boicottaggio dei bus nella cittadina americana di Montgomery. Per la realizzazione dell’enorme opera Jorit ha impiegato un mese e su Facebook ha spiegato che “nel 2005 in questo spiazzale dell’officina di Quarto ho iniziato a fare graffiti. Oggi, 15 anni dopo, ho realizzato il mio più grande dipinto in assoluto: 1.500 metri quadri”. Eav nei prossimi giorni, mediante l’utilizzo di un drone, realizzerà un video per rendere visibile a tutti l’opera, in considerazione del fatto che la parete non è visibile al pubblico.

Agricoltura, fondo di garanzia: oltre 126 milioni di euro per 1400 imprese

In meno di un mese dal lancio della sua operatività per le imprese del comparto primario, nonostante il periodo estivo, il Fondo di Garanzia gestito da Mediocredito Centrale ha garantito prestiti per un totale di 126,1 milioni di euro rispondendo a 1.397 domande presentate. L’accesso diretto al Fondo per i soggetti attivi nei settori agricolo, forestale, della pesca e dell’acquacoltura è difatti divenuto realtà appena lo scorso 20 luglio. Degno di nota è anche lo spaccato delle pratiche presentate: ben 261 posizioni, per un totale di 103,3 milioni di euro di erogato e con un relativo importo medio di 396mila euro, hanno richiesto garanzie per operazioni strutturate, diverse da quelle garantite al 100% dallo Stato e di importo massimo pari a 30.000 euro. “I primi dati sono molto incoraggianti e testimoniano una fame di credito in agricoltura di cui eravamo coscienti e che siamo contenti di sostenere e incentivare, supplendo in molte circostanze a situazioni di immobilità nella spesa dei PSR regionalidichiara il Sottosegretario alle Politiche Agricole, Giuseppe L’AbbateL’accesso diretto al Fondo di Garanzia di Mediocredito centrale, che ho fortemente voluto e che è divenuto realtà con il Cura Italia, ha come obiettivo quello di riportare le imprese agricole negli istituti di credito, agevolando un dialogo interrottosi da tempo. Il parametro per la concessione del finanziamento garantito, infatti, può essere il fatturato, l’ammontare dei salari oppure le spese per gestione e investimenti relative ai 18 mesi successivi alla richiesta. Inoltreprosegue L’Abbatedopo aver confermato per legge l’innalzamento del de minimis per le imprese agricole a 25.000 euro, siamo a lavoro per una ulteriore modifica normativa che consenta la garanzia pubblica gratuita sui finanziamenti a lunga scadenza destinati a investimenti, allargando ancor di più le potenzialità di accesso al credito per il comparto primario”. Le quasi 1.400 operazioni sono, per lo più, già deliberate dalle banche ed utilizzano il plafond agevolativo autorizzato dall’Unione europea — attualmente pari a 100mila euro — per finalità che prevedono il superamento della crisi causata dalla pandemia Covid-19 e il rilancio dell’attività imprenditoriale agricola. Le garanzie gratuite per prestiti strutturati coprono sino al 90% della durata di 6 anni, con uno o due anni di pre-ammortamento. L’operatività del plafond agevolativo cesserà il prossimo 31 dicembre ma, con le annunciate novità normative, il tetto del de minimis agricolo potrebbe cessare di essere un limite per la garanzia pubblica sui finanziamenti, permettendo al comparto primario una ingente e costante iniezione di liquidità in grado di sostenere gli investimenti. Sinora il Fondo di Garanzia ha processato 986.132 domande per quasi 70 miliardi di euro di crediti richiesti e le imprese agricole rientrano finalmente a pieno diritto in questa operatività. Nella sola giornata di oggi, il Consiglio di Gestione del Fondo ha annunciato di sottoporre a delibera oltre 22mila nuove richieste di garanzie da parte delle imprese. (foto dal web)

Maggy Bettolla e Andrea Lobbia: un libro sui cimiteri abbandonati

L’indagine di Bettolla e di Lobbia sui cimiteri abbandonati italiani percorre e si sviluppa attraverso quattro Regioni: Piemonte, Lombardia, Liguria e adesso Emilia Romagna.  Una lugubre e appassionata passeggiata sulla terra umida degli antichi camposanti,  fra contorte lapidi in rovina, alla scoperta di chiese sconsacrate e paesi fantasmi. La ricerca, pubblicata nel mese di giugno del 2020,  è stata impegnativa, frustante e a tratti anche triste, come spiegano i due autori.  Un’indagine accurata compiuta in tanti anni di cammino, chilometri macinati e anziani interrogati sulla storia quasi dimenticata. Non è stato semplice raccontare di cimiteri abbandonati, in quanto nella mente di chi pensa, spesso l’accostamento ad un cimitero poteva sembrare un sintomo di stranezza oppure una propensione per l’occulto. Certo che ben il 55,2 % dei cimiteri turistici a livello europeo si trovano in Italia, in particolare in Toscana, Emilia Romagna, Sicilia e Piemonte. Io aggiungerei anche il cimitero di Santa Maria del Pianto (detto cimitero del Pianto) presente a Napoli. Il libro nasce dalla necessità di raccogliere e conservare tutto quello che un tempo fu e che oggi rischia, purtroppo, di scomparire. L’esplorazione degli autori parte dalla provincia di Piacenza per svilupparsi sino a quella di Bologna, raccontando luoghi di ogni genere: chiese, castelli, paesi fantasmi, colonie e molto altro. Sono luoghi fragili per le loro affannate pietre secolari ricche di storia. L’idea di raccogliere e documentare i cimiteri abbandonati e dimenticati presenti in Italia, nasce dalla piena consapevolezza che tutti noi siamo il prodotto del nostro passato e perdendo il nostro passato perdiamo anche la cognizione di chi siamo e da dove veniamo. Un libro, quindi, edito dalla casa editrice Erga, ricco di memoria e di pagine appassionanti. Ambienti dal fascino irresistibile che oggi esistono, ma che a distanza di pochi anni, potrebbero per sempre scomparire. Settanta luoghi sacri schedati che danno origine ad un viaggio, ben lontano da quello del turismo di massa, ma con l’esperienza che aspira alla catarsi.

Ottaviano, “Io Esisto” 2020: premiazione online nel rispetto delle norme anti Covid

La giuria del Premio Io Esisto sta valutando le opere del concorso e il 31 agosto 2020 il presidente della U.I.L.D.M. Sez. Ottaviano e padre del Premio, Francesco Prisco, prima di rendere pubblica la classifica finale, provvederà ad informare i classificati ai primi tre posti di ogni sezione.In un momento estremamente difficile per tutti, in un mondo ricco di universalità e bisognoso di essere guardato con una nuova luce e da una prospettiva diversa – afferma il presidente Prisco – la U.I.L.D.M. di Ottaviano e la giuria del Premio, ringraziano partecipanti e collaboratori di questa XI edizione del Premio, ed esprime la propria gratitudine a tutti voi che, nonostante l’emergenza Covid-19, siete stati veramente tanti”. Viste le misure di prevenzione adottate dal Governo, la premiazione sarà totalmente on-line per evitare assembramenti e spostamenti ancora di difficile attuazione. “Con questo evento, che si svolgerà online e che sarà gestito e organizzato da Giancarlo Giambra, insieme alla U.I.L.D.M. Sez. Ottaviano – continua Prisco – daremo vita a una premiazione che sarà ricordata e custodita nell’angolo dei nostri cuori dove si custodiscono le cose belle”. Salvo ulteriori imprevisti, l’evento si svolgerà non più il 5 settembre (come da bando), bensì il 12 settembre 2020 a partire dalle ore 16,30. Per accedere all’evento, con Skype, ci si dovrà riferire al link https://join.skype.com/o2oHgpAdCkzv. “Siamo certi – conclude Prisco – che, insieme e uniti, vinceremo anche questa battaglia“.

Nola, champagne contraffatto in vendita. Carabinieri denunciano imprenditore

A Nola i Carabinieri del N.A.S. (Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma) di Napoli – supportati dai Carabinieri della locale stazione – hanno effettuato svariati controlli igienico-sanitari nei locali commerciali del centro città. Durante le operazioni, i militari del N.A.S. hanno denunciato per ricettazione e vendita di prodotti industriali con segni mendaci il titolare di un bar in piazza Ferrovia. Rinvenute e sequestrate 3 bottiglie di champagne da 750 centilitri l’una. Erano contraffatte: il particolare che ha insospettito i Carabinieri era nelle scritte in etichetta che erano sbiadite. Inoltre mancava il numero di lotto. Il titolare dell’esercizio è stato diffidato per una serie di “non conformità” strutturali. (foto dal web)

Ottajano: simpatiche storie di lavori pubblici, di sindaci, di architetti. Mi fermo all’Ottocento. Pe’ mmò’….

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  Sindaci e architetti con lo stesso cognome. L’ “eccesso” del sindaco De Rosa che controlla la regolarità dei lavori eseguiti dall’architetto De Rosa: il “miracolo” dello sdoppiamento. Ottaviano e il Vesuviano sono “luoghi” in cui la storia di ieri può ancora illuminare il presente. E’ un tema complesso, che cercherò di sviluppare in alcuni articoli.  Parto da alcune notizie sulla gestione dei lavori pubblici a Ottajano, nell’Ottocento: i lavori pubblici sono parte notevole di quella “storia sociale” che Le Goff e Braudel hanno messo al centro dell’ attenzione  della “nuova” storiografia.   Mi chiede un mio ex allievo, che fa, anzi è, ingegnere, a cosa serve oggi lo studio della storia. La risposta è lunga: tenterò di esprimere la mia opinione in tre articoli, nei quali parlerò anche della mia convinzione che Ottaviano e il Vesuviano sono “luoghi” in cui lo studio della storia, quella “vera”, di ieri e dell’altro ieri, può illuminarci anche sul presente. Ora, seguendo le indicazioni di Le Goff e di Braudel, esamino un importante aspetto della “storia sociale”, il ruolo che nell’ Ottocento venne svolto, a Ottajano, dal potere locale nella gestione dei lavori pubblici. Nel primo ventennio del secolo la “macchina” era controllata dall’architetto Domenico D’Avino, al quale nel 1822 il Comune assegnò 14 “perizie” sui lavori di apertura e di consolidamento delle strade comunali, e 7 “uffici” per la difesa degli interessi del Comune in cause contro privati. Nella seduta del Decurionato, e cioè del Consiglio Comunale, che si tenne il giorno di San Silvestro – proprio così- del 1823, i consiglieri approvarono all’unanimità la delibera di liquidazione delle spettanze per l’instancabile architetto, e lo ringraziarono a voce alta, perché si era accontentato di due ducati al giorno, invece dei tre che di solito prendevano i tecnici e i “periti”. Nella stessa seduta i consiglieri, generosissimi, -era forse l’effetto del Natale e delle pastiere – approvarono la proposta del sindaco di assegnare un premio – e che premio, 100 ducati –  al capo delle guardie delle “selve comunali”. C’era un piccolo problema: l’architetto, come abbiamo visto, si chiamava D’Avino, e D’Avino, Paolo, si chiamava anche il capo delle guardie, e D’Avino, Vincenzo, era il nome del sindaco. L’Intendente (il Prefetto) della Provincia, che forse non si lasciava commuovere dallo spirito natalizio, sospese il D’Avino sindaco dalle sue funzioni: è utile far notare che l’Intendente era Michele de’ Medici, principe di Ottajano, e che nel 1823 l’uomo più potente del Regno era Luigi de’ Medici: tra l’altro, spentasi la stella dell’architetto Domenico D’Avino, incominciò a risplendere quella dell’ architetto Pasquale De Rosa, il cui nonno era stato il sarto dei “nobili” ottajanesi che facevano parte della “corte” dei Medici. La luce del De Rosa brillò a lungo: nel 1850 venne nominato sindaco di Ottajano.  Poche settimane dopo la nomina, il sindaco Pasquale De Rosa, scortato da un buon numero di decurioni, andò a controllare, ufficialmente, la regolarità dei lavori eseguiti l’anno prima lungo tutto l’alveo Rosario da un architetto che si chiamava Pasquale De Rosa, e non era un omonimo: era proprio lui: il De Rosa sindaco certificò che il De Rosa architetto aveva fatto i lavori, all’interno e all’esterno dell’alveo, “a regola d’arte” e dispose che il cassiere liquidasse le spettanze stabilite. Questa magia di sdoppiamento ricorre con frequenza nella storia della nostra città: e bisogna scoprirne le ragioni. Bisogna dire che il De Rosa era un esperto di alvei: nella seduta del 2 dicembre 1828, quando il sindaco Basilio Di Prisco, dichiarò che l’alluvione del 23 novembre 1827 era stata disastrosa “per gli abitanti degli Afflitti e dei Pettoloni” anche per l’incompetenza di Bartolomeo Grasso – era il Grasso uno dei più importanti architetti del Regno –, Pasquale De Rosa difese a spada tratta gli interventi sugli alvei ottajanesi progettati dal tecnico della Direzione di Ponti e Strade. Ma il consigliere Michele D’Ambrosio gli chiese di interrompere la recita: gli Ottajanesi tutti sapevano che il De Rosa e il Grasso facevano affari insieme, e che il Grasso con il danaro pubblico “aveva arginato e murato il Vallone dei Travi per fortificare in questo modo il vigneto di proprietà del De Rosa”. Il D’Ambrosio lo dichiarò non nei corridoi del Municipio, ma in seduta di consiglio, e le sue parole vennero fedelmente registrate. Tra il 1871 e il 1906 lo Stato investì una cospicua quantità di capitali nel Vesuviano interno, per l’ampliamento della rete stradale, per la bonifica degli alvei, per la costruzione dell’acquedotto e della linea ferroviaria Napoli – Ottajano. La fornitura di basoli, di sabbia vulcanica e di traversine di legno divenne un affare gigantesco: era fatale che nel nostro territorio si scatenasse una vera e propria guerra di camorra, di cui mi pare che nessuno studioso abbia ancora parlato. Centrale fu, tra il 1865 e il 1890, il ruolo di Giuseppe Bifulco, dei Bifulco di Terzigno, che, come consigliere e come sindaco, fu il capo del “partito” che cercava di bloccare il progetto per l’autonomia di San Giuseppe. Nella gestione dei lavori pubblici e nel ridisegnare il territorio egli si affidò al razionalismo pragmatico del fratello, l’architetto Ernesto, che possiamo indicare come un vero e proprio “filosofo” della funzione dell’Ufficio Tecnico nella riorganizzazione, avviata dal Governo a partire dal 1870, delle strutture dei Comuni. A domani.