Sant’Anastasia/Amministrative 2020, la candidata sindaco Rosalba Punzo: «Uno staff che si occupi solo di intercettare fondi europei»

Inaugurazione del comitato di via Antonio d’Auria ieri per la candidata sindaco Rosalba Punzo, una sola lista a suo sostegno, 16 candidati contro i 48 di Pone, i 64 di Iervolino, gli 80 di Esposito. Un’impresa che non spaventa affatto la candidata sindaco né il suo capolista, Carmine Esposito, medico e solo omonimo del candidato sindaco avversario, che ricorda: «Mario Romano, il primo sindaco eletto dai cittadini, vinse le elezioni con una sola lista contro sei». «Scendo in campo per dare un contributo al mio paese, impegnata con una squadra di giovani artefici del proprio futuro, senza retropensieri e lontani da meccanismi clientelari, con menti e spiriti liberi, intendo così formare una nuova classe dirigente che possa prendere in mano le sorti di Sant’Anastasia». La candidata sindaco, unica donna tra i quattro contendenti al primo scranno di Palazzo Siano, ha illustrato brevemente alcuni punti del suo programma: dal potenziamento dei presidi sanitari sul territorio, alla costituzione di uno staff che si occupi unicamente di intercettare finanziamenti, soprattutto per le strutture già esistenti che devono essere recuperate e riqualificate.  «Un altro serio problema riguarda il personale comunale, tutti i dipendenti messi in quiescenza non sono stati sostituiti, gli uffici non possono funzionare a regime, la prima difficoltà da affrontare è proprio la macchina comunale». Poi, attenzione per la salute pubblica, quella delle persone ma anche degli animali con «un canile degno di questo nome», spazi per bambini, recupero di villa Tortora Brayda. «Inoltre – ha proseguito la Punzo – mi hanno più volte segnalato i miasmi che ogni notte pervadono la zona di Madonna dell’Arco, si dovranno fare immediatamente indagini e accertamenti con esperti del settore e arrivare finalmente ad una soluzione. Il mio impegno sarà forte, sentito, darò il massimo». Prima dell’intervento della candidata sindaco però, è stato Esposito a tentare di galvanizzare il suo elettorato tornando su una delle querelle che ha caratterizzato l’avvio di questa campagna elettorale amministrativa, ossia la diaspora nel centro sinistra (c’è da dire, ripetono però i competitor della Punzo in squadra con Iervolino, che il mantra è «C’è un solo centrosinistra» ossia la coalizione dove i simboli dello stesso sono rimasti). Aveva già raccontato, il capolista Esposito, la sua versione dei fatti, seguita da una successiva replica del segretario Pd (e candidato al consiglio comunale con Iervolino, Antonio Pone). Ma ora Esposito torna all’attacco e prima di dare la parola alla candidata sindaco, ha voluto esprimere rammarico nel non poter essere in questa tornata, con un «centrosinistra unito». «Noi ce l’abbiamo messa tutta, in termini di collaborazione ed ascolto, ma Iervolino ha deciso fin da dicembre 2019 di candidarsi, a nostra insaputa e ad insaputa del suo stesso partito. Ha poi condizionato le decisioni con interventi, messaggi, telefonate. Noi non eravamo rigidi sulle nostre posizioni, avevamo proposto altre candidature ma, alla fine, ci siamo trovati di fronte un muro di cemento armato al centro e di gomma ai lati, con il dott. Iervolino che insisteva nel non poter fare un passo indietro per “dignità personale”. Ebbene, stiamo ancora tentando di capire la differenza semantica, perché lui non può e la dottoressa Punzo invece avrebbe dovuto? Avevamo proposto anche che entrambi facessero un passo indietro – e Rosalba Punzo era d’accordo – per un altro candidato sindaco già individuato, ma Iervolino ha pensato di anticipare i tempi ufficializzando la sua candidatura. Detto ciò, ora è il momento di contarci e di avvisare: non addossassero a noi, come già stanno provando a far passare preventivamente, una eventuale vittoria di Carmine Pone o di Carmine Esposito. Se ciò accadrà, la responsabilità sarà solo di Iervolino e del silenzio colpevole di chi poteva decidere altrimenti». Inoltre, il capolista Esposito ha annunciato ieri sera che della vicenda si parlerà ancora, nonostante la campagna elettorale debba entrare nel vivo: «Tra pochi giorni, in un comizio di piazza, spiegheremo dettagliatamente perché non era opportuna la candidatura di Iervolino – ha detto – e anticipo che i motivi non sono politici. Intanto, accetteremo qualunque risultato venga dalle urne, chi vota ha sempre ragione».  Infine, Esposito ha invitato tutti i medici presenti nelle tredici liste in campo a costituire un comitato a disposizione del nucleo locale di protezione vivile. «Nel caso dovessimo affrontare davvero una nuova fase della pandemia, siamo moralmente e professionalmente, tutti, obbligati ad aiutare questa comunità».        

Sant’Anastasia, padre Alessio Romano: «Nel giorno della Madonna, accendete un lumino ad ogni finestra»

Il 70esimo incendio simulato del campanile di Madonna dell’Arco è rimandato al 2021
Niente processione quest’anno, per la Festa dell’Incoronazione. Niente incendio simulato del campanile (sarebbe stato il settantesimo anno), a causa della preoccupante situazione generata dal rischio contagio da Covid 19. Inoltre, in accordo con il commissario prefettizio Stefania Rodà, i Padri Domenicani hanno deciso di chiudere il Santuario domenica 13 settembre, per l’intera giornata. Nessuno potrà accedervi. Un lumino o una candela, su ogni finestra e ciascun balcone, nel giorno dell’onomastico della Madonna, sabato 12 settembre, alle ore 20,00. Questo è l’invito rivolto ai cittadini di Sant’Anastasia da padre Alessio Romano, priore di Madonna dell’Arco, in ricordo di quanto fecero gli abitanti di Sant’Anastasia la notte dell’8 settembre 1874, come segno di gratitudine nei confronti della Vergine per aver scelto la città come luogo privilegiato della sua presenza e protezione. «La chiusura del Santuario è un ulteriore sacrificio da vivere all’insegna della prudenza e del senso di protezione verso i più deboli – dice padre Alessio – dunque in accordo con il commissario Rodà e in ottemperanza di quando disposto dai decreti legge della presidenza del consiglio dei ministri e della conferenza episcopale campana, abbiamo ritenuto opportuno adottare una giusta prevenzione per evitare possibilità di contagio e diffusione del Covid – 19».
Padre Alessio Romano, Rettore del Santuario di Madonna dell’Arco
«Per le stesse ragioni – prosegue il priore di Madonna dell’Arco –  invito tutte le Associazioni della Madonna dell’Arco a non organizzare nessun tipo di festa per l’occasione, nemmeno presso le Sedi delle rispettive Associazioni.  Una vostra partecipazione alla celebrazione eucaristica presso le rispettive parrocchie sarà certamente il modo migliore per vivere bene questo giorno a noi così caro. Insieme ai vostri parroci sarebbe auspicabile vivere anche un momento ulteriore di preghiera in onore della Madonna dell’Arco con la recita della Supplica». Dunque, l’invito del priore, alle ore 20 di sabato 12 settembre, è quello di illuminare Sant’Anastasia con la luce della devozione, con un cero, una candela o un lumino ad ogni finestra. Ma anche domenica 13, giorno della chiusura del Santuario, i devoti della Madonna dell’Arco potranno comunque partecipare virtualmente alle celebrazioni, collegandosi alla pagina Facebook del Santuario alle ore 12,00 per la Supplica alla Madonna dell’Arco, e alle ore 18:30 per partecipare alla Solenne Celebrazione Eucaristica presieduta da Monsignore Emil Paul Tscherrig, Nunzio Apostolico in Italia. Al termine di questa celebrazione è prevista la recita della Supplica alla Madonna e la Consegna delle Chiavi della Città alla Madonna da parte del Commissario Prefettizio del Comune di Sant’Anastasia, Stefania Rodà». «Ringraziando tutti voi per l’accoglienza e il rispetto di queste indicazioni, ci affidiamo all’intercessione della nostra amata Mamma dell’Arco dalla quale imploriamo misericordia e benedizione su ciascuno di noi» – conclude il priore, padre Alessio Romano.    

Sant’Anastasia, a un anno dalla scomparsa, Ortocrazia e Fondazione «Giorgio Almirante» ricordano Antonio Rastrelli, il «politico galantuomo»

Alle 19, 30 di giovedì 3 settembre, ai Giardini di Villa Giulia di Madonna dell’Arco (Sant’Anastasia), il presidente dell’associazione Ortocrazia, Alfonso Gifuni, e la presidente della fondazione intitolata a Giorgio Almirante, Giuliana de’Medici, ricorderanno e omaggeranno la figura di Antonio Rastrelli, scomparso il 15 agosto del 2019 all’età di 91 anni. É morto a 91 anni – il 15 agosto 2019 – Antonio Rastrelli, ex presidente della Regione Campania e già sottosegretario al Tesoro nel governo Berlusconi, storico esponente del Movimento Sociale Italiano prima e di Alleanza Nazionale poi, più volte consigliere comunale a Napoli, deputato, senatore, componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa. L’anno scorso, nel giorno della sua morte, fu ricordato non solo da esponenti della destra, parte politica nella quale ha sempre militato, ma da tutto il mondo della politica e delle istituzioni. La serata di giovedì 3 settembre, senza simboli di partito, è un omaggio alla figura di un «signore» della politica e delle istituzioni. A moderare l’evento, la giornalista Daniela Spadaro. Interverranno Alfonso Gifuni (Ortocrazia) e Giuliana de’Medici (Fondazione Giorgio Almirante). Dopo il dibattito, sarà l’avvocato Sergio Rastrelli, figlio del presidente, a concludere l’evento. «Sono onorato di condividere con Giuliana e la fondazione Giorgio Almirante le insegne di questo evento che organizziamo con Ortocrazia, un’associazione nata proprio dalla comunanza di idee e principi, dai valori fondanti della destra al rispetto delle regole, che con il presidente Antonio Rastrelli abbiamo condiviso una vita intera» – dice Alfonso Gifuni.

Marigliano, test rapidi per tutto il personale scolastico presso il locale distretto sanitario

Sono iniziati lo scorso 24 agosto, in Campania, le operazioni tese alla somministrazione dei test sierologici a docenti e personale ATA delle scuole. Nonostante la presenza di numerosi distretti sanitari sparsi sul territorio vesuviano e nolano, moltissime persone provenienti dai paesi limitrofi sono state costrette a recarsi presso l’ASL Napoli 3 Sud di Marigliano, nel rione Pontecitra, a quanto pare uno dei pochi presidi dove è stata istituita l’USCA, ossia l’Unità speciale di continuità assistenziale. Le USCA si occupano della gestione domiciliare dei pazienti affetti/sospetti/sintomatici/paucisintomatici/in isolamento a causa del Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, con due obiettivi principali: rendere possibile ai pazienti Covid di godere della necessaria assistenza specifica extraospedaliera presso il domicilio, e alleggerire la domanda e il ricorso al ricovero ospedaliero. Ma non vi è dubbio che un altro degli scopi sia quello di alleggerire i medici di medicina generale dall’impegno relativo ai pazienti Covid. In teoria l’USCA dovrebbe garantire l’esecuzione dei tamponi a domicilio, oltre all’utilizzo di strumenti innovativi per il monitoraggio dei casi sospetti in isolamento, dei pazienti sintomatici con indici respiratori non critici e dei soggetti dimessi dalle strutture ospedaliere. Con l’iniziativa Scuola sicura la Regione Campania ha stabilito gli indirizzi operativi per effettuare gli screening ai docenti e al personale ATA, in previsione del ritorno a scuola in presenza. Tuttavia, all’appello regionale non hanno risposto positivamente tutti i medici chiamati in causa, dato che la prestazione non era retribuita e venivano valutati negativamente i rischi che si sarebbero corsi. L’unico sindacato che ha accolto la chiamata, sottolineando le caratteristiche di missione della professione, è stato il FIMMG, la Federazione italiana Medici di Medicina Generale: grazie al loro impegno è stato possibile convogliare anche a Marigliano tantissimi professionisti della scuola residenti nel circondario, da Somma Vesuviana a Pollena Trocchia. “Conosciamo il territorio e non ci possiamo di certo esimere dal fare il nostro dovere”, fanno sapere da FIMMG. I dottori presenti presso il distretto sanitario mariglianese (nella giornata di ieri c’erano le dott.sse Pina Coppola e Maria Felicia Mocerino) hanno accolto anche le necessità dei pazienti di altri medici curanti che non hanno offerto la propria disponibilità. Anche per questo motivo le persone in attesa hanno finito per generare lunghe file, correndo il rischio di assembramenti (per fortuna scongiurati) ma soprattutto trascorrendo ore sotto il sole cocente dell’ultima settimana. Ciononostante, il personale medico ha provveduto a effettuare i test rapidi ai presenti, costretti ad aspettare solo pochi minuti per il feedback: nessuna positività rilevata, altrimenti si sarebbe passati ai tamponi, ma a quanto pare non ce n’è stato bisogno. Un problema, però, rimane: questo screening è stato attivato ora in vista della riapertura delle scuole fissata per il 14 settembre. Ma se, come si vocifera, gli istituti accoglieranno gli studenti solo a partire dal 24 settembre (o giù di lì), i test fatti in questi giorni potranno ancora valere o si dovrà ricominciare da capo?

Acerra, minacce a Cannavacciuolo e famiglia. E un corvo scrive di politici e forze dell’ordine

La campagna elettorale per le regionali è entrata nella fase decisiva. Intanto ad Acerra si registrano episodi inquietanti. Due in particolare: una minaccia di morte all’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo e alla sua famiglia e una serie di veleni relativi a un lungo elenco di presunti intrecci tra politica locale, criminalità organizzata e forze dell’ordine. Entrambi i fatti sono accomunati dall’invio di lettere anonime. Nel primo caso una lettera minatoria è stata recapitata di notte nell’abitazione di una sorella di Alessandro Cannavacciuolo. Nel secondo un’altra lettera anonima, contenente tutta una serie di pesanti accuse nei riguardi della politica e non solo, è stata “imbucata” tre giorni fa attraverso le saracinesche di alcuni negozi della città, ovviamente a negozi chiusi. Anche questa missiva contiene minacce. Racconta con dovizia di particolari di concorsi truccati, di rapporti di alcuni politici con la camorra, di affari messi a segno da alcuni politici della zona in molte attività economiche e nel settore dei rifiuti e di quattro funzionari delle forze dell’ordine utilizzati dalla criminalità organizzata e corrotti dalla politica. Nel documento anonimo sono descritte anche alcune assunzioni negli enti pubblici di familiari dei camorristi. Da brividi sono state le modalità con cui è stata fatta recapitare la minaccia di morte all’indirizzo di Alessandro Cannavacciuolo e della sorella, l’ambientalista che nel frattempo risulta candidato alle regionali nella lista dell’M5S. Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto ignoti si sono introdotti nel palazzo in cui abita una sorella di Cannavacciuolo, impegnata nella campagna elettorale a sostegno del fratello. “Pu…na morirai tu e quel bastardo di tuo fratello”, la scritta a caratteri di stampa ritagliati e incollati su un foglio bianco. Cannavacciuolo ha denunciato nel commissariato di polizia di Acerra sia l’episodio che lo riguarda che quello della missiva anonima infilata sotto le saracinesche dei negozi. Missiva anonima che era stata segnalata all’ecologista da un consigliere comunale di maggioranza. “Sono andato a denunciare tutto – dichiara Cannavacciuolo – l’omertà non fa altro che aggravare contesti già molto difficili. Mi rammarico del fatto che finora alla polizia sia andato solo io nonostante molti in città abbiano saputo di questi fatti inquietanti”.

Scuola, l’accusa di Allocca: “Un pasticcio, saltate tutte le regole”

Riceviamo e pubblichiamo da Francesca Allocca, candidata alla Regione Campania con Fratelli d’Italia, a sostegno di Stefano Caldoro. La data unitaria per l’apertura delle scuole in Italia è ormai già saltata. Intanto è arrivato settembre e i nodi da sciogliere sono ancora tanti. “Le regole chiare che, in base ad ogni tipo di scenario, dovevano essere pianificate già sei mesi fa, chiare non lo sono mai state. Mascherine? Distanziamento? Riduzione numero di alunni per classe? «Fate un po’ come volete, se potete e dove vi pare», è stata in sostanza la risposta finale del Governo e dell’eccellente e strapagato comitato tecnico scientifico”. È quanto afferma Francesca Allocca, candidata alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre nella lista di Fratelli d’Italia, a sostegno di Caldoro presidente. Prosegue Allocca: “La responsabilità decisionale, alla fine, è passata a sindaci e dirigenti scolastici. Un caos senza fine che peserà sulla pelle delle famiglie e di chi a scuola ci lavora”. Non va meglio in Campania, «la patria del lanciafiamme». Dice ancora Allocca: “Il governatore De Luca sta pensando di rimandare l’apertura delle scuole, ma quando ce lo farà sapere? Certo, è dura con la campagna elettorale agli sgoccioli dover accontentare tutti.  De Luca deve trovare un equilibrio fra sicurezza e garanzia del diritto allo studio; deve dare risposte chiare subito affinché in tutta sicurezza le famiglie possano organizzare il ritorno al lavoro e quello in classe dei bambini. E se tutte le famiglie sono già al limite della sopportazione, quelle che hanno bambini speciali devono avere garanzie su accudimento, supporto e trasporto scolastico.” “Infine – continua la candidata alle elezioni regionali – ciò che sta accadendo alla categoria dei docenti in questi giorni è assolutamente vergognoso: ore di attesa per un test sierologico veloce, in alcuni casi, dopo uno snervante rimpallo tra medici di famiglia e Asl, con risultati che spesso non arrivano come dovrebbero con il sistema di messaggistica sul cellulare. Tanti insegnanti hanno deciso di fare il test sierologico (molto più attendibile) presso laboratori privati. Altri ci hanno rinunciato.” Occorre un piano vero che non c’è. “Chiudere la scuola non è la soluzione. E non lo è nemmeno allargare il concetto di congiunti (una delle tante tristi affermazioni che mostrano l’incapacità totale di coloro che sono chiamati a operare scelte sulla nostra salute). – dice Allocca – Le misure per la scuola devono essere parte di un piano complessivo, calibrato a seconda degli esiti di una nuova sorveglianza epidemiologica a spettro ampio.” Francesca Allocca propone pochi e risoluti step: “Misurazione febbre a casa e a scuola; classi dimezzate; distanziamento; mascherine; areare le aule molto spesso, finché possibile tenere le finestre spalancate; utilizzare spazi all’aperto e/o coperti ampi areati; pensare all’uso di un microfono (da disinfettare), ove possibile per evitare che gli alunni parlino ad alta voce con aumento di goccioline di saliva nell’aria. A tutto ciò occorre affiancare con cadenza regolare i test sierologici – conclude – molto utili potrebbero essere quelli con la saliva da poco messi a punto. Insomma, le cose da fare ci sono. Chi e perché non ha voluto disporle nell’arco di questi lunghi sei mesi?”

San Vitaliano, domenica 6 settembre l’iniziativa della lista Terra per ambiente e salute

Riceviamo e pubblichiamo dal Comitato Terra Area Nolana. A San Vitaliano e nei comuni limitrofi non riusciamo più a respirare, siamo costretti a chiuderci in casa per sfuggire all’aria insalubre con cui ogni giorno siamo costretti a convivere. Quotidianamente la centralina dell’ARPAC ci avverte sui livelli del PM10 che superano da tempo ogni soglia consentita. Ma chi l’ascolta? Chi interviene per abbassare il tasso di veleno che respiriamo? Come lista TERRA abbiamo deciso di incontrarci domenica 6 Settembre alle ore 18.30 a san Vitaliano, in piazza Leonardo da Vinci, proprio di fronte alla statua di San Vitaliano, il santo costretto ogni giorno a sopportare quest’aria irrespirabile. E proprio a lui abbiamo deciso di portare solidarietà, a lui che la mascherina è costretto a tenerla ogni giorno da ben prima del covid-19. Non accettiamo più che la regione con il suo presidente e le sue finte opposizioni faccia finta che il problema non esista o che venga considerato un male accettabile. Basta anche semplicemente lamentarsi della puzza quotidiana dello stare con le finestre chiuse. Basta deleghe in bianco ai soliti noti. Qui si muore non solo di Covid-19 ma anche di tumori, lavoro nero e malasanità. La nostra lista pone al centro del programma elettorale la questione ambientale, la tutela del territorio da roghi, sversamenti e malapolitica e la salvaguardia del diritto di tutte e tutte alla salute. Nata dall’appello di STOP BIOCIDIO e di tutte le principali realtà ambientaliste campane, appello condiviso da forze politiche come Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, TERRA propone un programma che raccoglie le rivendicazioni e le piattaforme delle vertenze e delle lotte sociali e ambientali. Di seguito le priorità del nostro programma. Vi aspettiamo dunque in tanti e tante, da tutta la zona nolana-mariglianese, domenica 6 Settembre alle ore 18.30, davanti alla statua di San Vitaliano. Scegli la tua Terra! Il 20 e 21 Settembre alla Regione vota TERRA! Facebook Terra

Elezioni a Poggiomarino, Annunziata: “Nuovi confini del Parco Sarno per rilanciare economia del territorio”

Riceviamo e pubblichiamo da Giuseppe Annunziata, candidato alla carica di sindaco per la città di Poggiomarino. Rivedere i perimetri del Parco regionale del Bacino idrografico del fiume Sarno nel territorio di Poggiomarino per rilanciare l’edilizia, le attività industriali e produttive e, allo stesso tempo, tutelare ulteriormente l’area archeologica di Longola. È uno degli obiettivi programmatici di Giuseppe Annunziata, candidato sindaco di Poggiomarino sostenuto da Pd, Rete Civica e Mia Poggiomarino. Spiega Annunziata: “L’attuale perimetrazione del Parco del fiume Sarno penalizza la nostra città: una porzione troppo vasta del nostro territorio è sottoposta a vincoli, con conseguenti problemi burocratici per il rilascio di licenze edilizie, permessi a costruire e per le attività produttive. La prossima amministrazione dovrà farsi carico del problema e risolverlo. Abbiamo bisogno di una riperimetrazione che tenga conto delle reali esigenze del nostro territorio, seppure nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. L’iter è già stato avviato con una interlocuzione con l’Ente Parco del fiume Sarno, oltre che con la Regione: sarà fondamentale la capacità degli amministratori di attivare le giuste sinergie istituzionali”. Aggiunge Giuseppe Annunziata: “Il Parco regionale del Sarno resta una risorsa, un ente da valorizzare soprattutto per Poggiomarino che, grazie all’area archeologica di Longola, può assumere un ruolo strategico all’interno dell’area protetta. E’ necessaria, tuttavia, una razionalizzazione dei confini. Una riperimetrazione consentirebbe alle imprese e ai privati cittadini di avere meno vincoli, seppure nel pieno rispetto della sostenibilità ambientale”.

Pomigliano d’Arco, Elvira Romano su lavoro e economia: “Favorire nuovi investimenti e puntare sulla formazione”

Riceviamo e pubblichiamo da Elvira Romano, candidata alla carica di sindaco per la città di Pomigliano d’Arco.

“Nessuna promessa e zero chiacchiere, ma impegno totale per dare ulteriore vigore al tessuto economico, commerciale e produttivo di Pomigliano d’Arco mettendo al centro il lavoro e la formazione”. Così Elvira Romano, candidata a sindaco a Pomigliano d’Arco sostenuta da sei liste civiche: “Lello Russo per Pomigliano”, “Forza Pomigliano”, “Quartieri al Centro”, “Millesettecento99”, “Riformisti Pomigliano d’Arco”, “Idee e Movimento”.

Spiega Elvira Romano: “Crediamo sia possibile creare le condizioni per favorire lo sviluppo delle attività commerciali esistenti e l’avvio di nuove attraverso iniziative capaci di attrarre investimenti a Pomigliano. Pensiamo a incentivi e a una politica di detassazione per chi apre nuove imprese in città e a reti permanenti di collaborazioni con piccoli imprenditori, artigiani e commercianti. Inoltre, avvieremo confronti permanenti con le direzioni delle grandi fabbriche cittadine per concertare con loro ogni intervento possibile teso ad incentivare nuovi assunzioni e puntare sulla formazione”

Conclude Romano: “Chi promette posti di lavoro dice una bugia e commette un reato: noi non lo facciamo, ma siamo certi che con la nostra amministrazione ci saranno benefici per l’economia cittadina e, di conseguenza, per l’occupazione”.

Elezioni, Paolo Russo (FI): “Raddoppiare le sezioni elettorali per evitare assembramenti”

Riceviamo e pubblichiamo. “Raddoppiare  le sezioni elettorali nei territori dove oltre che per il referendum si vota anche per le regionali e per le amministrative. Occorre  evitare le file ai seggi che non solo metterebbero a rischio la salute dei cittadini ma scoraggerebbero dall’esercizio del diritto dovere del voto”: è quanto chiede, preannunciando un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale per le politiche del Mezzogiorno di Forza Italia. “Siccome sono previste operazioni di sanificazione  ogni due ore, la ressa di elettori in attesa di poter votare non rappresenta un evento improbabile. Il  ministro dell’Interno  – dice Russo – preveda pertanto  un provvedimento per dimezzare il numero di persone iscritte nelle singole  sezioni elettorali laddove le schede da portare in cabina siano più di una. Ci troviamo di fronte ad una situazione straordinaria che deve essere fronteggiata in maniera adeguata se si vogliono tutelare i cittadini ed i propri diritti in occasione del voto del 20 e del 21 settembre” “Ci sono – sottolinea ancora il deputato – sezioni alle quali possono appartenere fino a mille elettori, immaginabili le file che, in tempi di Covid, scoraggerebbero anche il più diligente cittadino”.

“Per questo occorre prevedere organizzazioni diverse – conclude Russo – per non trasformare un momento di grande partecipazione democratica o in un maxi assembramento o, peggio, in un appuntamento per pochi”.