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Inaugurazione del comitato di via Antonio d’Auria ieri per la candidata sindaco Rosalba Punzo, una sola lista a suo sostegno, 16 candidati contro i 48 di Pone, i 64 di Iervolino, gli 80 di Esposito. Un’impresa che non spaventa affatto la candidata sindaco né il suo capolista, Carmine Esposito, medico e solo omonimo del candidato sindaco avversario, che ricorda: «Mario Romano, il primo sindaco eletto dai cittadini, vinse le elezioni con una sola lista contro sei».

«Scendo in campo per dare un contributo al mio paese, impegnata con una squadra di giovani artefici del proprio futuro, senza retropensieri e lontani da meccanismi clientelari, con menti e spiriti liberi, intendo così formare una nuova classe dirigente che possa prendere in mano le sorti di Sant’Anastasia». La candidata sindaco, unica donna tra i quattro contendenti al primo scranno di Palazzo Siano, ha illustrato brevemente alcuni punti del suo programma: dal potenziamento dei presidi sanitari sul territorio, alla costituzione di uno staff che si occupi unicamente di intercettare finanziamenti, soprattutto per le strutture già esistenti che devono essere recuperate e riqualificate.  «Un altro serio problema riguarda il personale comunale, tutti i dipendenti messi in quiescenza non sono stati sostituiti, gli uffici non possono funzionare a regime, la prima difficoltà da affrontare è proprio la macchina comunale». Poi, attenzione per la salute pubblica, quella delle persone ma anche degli animali con «un canile degno di questo nome», spazi per bambini, recupero di villa Tortora Brayda. «Inoltre – ha proseguito la Punzo – mi hanno più volte segnalato i miasmi che ogni notte pervadono la zona di Madonna dell’Arco, si dovranno fare immediatamente indagini e accertamenti con esperti del settore e arrivare finalmente ad una soluzione. Il mio impegno sarà forte, sentito, darò il massimo».

Prima dell’intervento della candidata sindaco però, è stato Esposito a tentare di galvanizzare il suo elettorato tornando su una delle querelle che ha caratterizzato l’avvio di questa campagna elettorale amministrativa, ossia la diaspora nel centro sinistra (c’è da dire, ripetono però i competitor della Punzo in squadra con Iervolino, che il mantra è «C’è un solo centrosinistra» ossia la coalizione dove i simboli dello stesso sono rimasti). Aveva già raccontato, il capolista Esposito, la sua versione dei fatti, seguita da una successiva replica del segretario Pd (e candidato al consiglio comunale con Iervolino, Antonio Pone). Ma ora Esposito torna all’attacco e prima di dare la parola alla candidata sindaco, ha voluto esprimere rammarico nel non poter essere in questa tornata, con un «centrosinistra unito». «Noi ce l’abbiamo messa tutta, in termini di collaborazione ed ascolto, ma Iervolino ha deciso fin da dicembre 2019 di candidarsi, a nostra insaputa e ad insaputa del suo stesso partito. Ha poi condizionato le decisioni con interventi, messaggi, telefonate. Noi non eravamo rigidi sulle nostre posizioni, avevamo proposto altre candidature ma, alla fine, ci siamo trovati di fronte un muro di cemento armato al centro e di gomma ai lati, con il dott. Iervolino che insisteva nel non poter fare un passo indietro per “dignità personale”. Ebbene, stiamo ancora tentando di capire la differenza semantica, perché lui non può e la dottoressa Punzo invece avrebbe dovuto? Avevamo proposto anche che entrambi facessero un passo indietro – e Rosalba Punzo era d’accordo – per un altro candidato sindaco già individuato, ma Iervolino ha pensato di anticipare i tempi ufficializzando la sua candidatura. Detto ciò, ora è il momento di contarci e di avvisare: non addossassero a noi, come già stanno provando a far passare preventivamente, una eventuale vittoria di Carmine Pone o di Carmine Esposito. Se ciò accadrà, la responsabilità sarà solo di Iervolino e del silenzio colpevole di chi poteva decidere altrimenti». Inoltre, il capolista Esposito ha annunciato ieri sera che della vicenda si parlerà ancora, nonostante la campagna elettorale debba entrare nel vivo: «Tra pochi giorni, in un comizio di piazza, spiegheremo dettagliatamente perché non era opportuna la candidatura di Iervolino – ha detto – e anticipo che i motivi non sono politici. Intanto, accetteremo qualunque risultato venga dalle urne, chi vota ha sempre ragione».  Infine, Esposito ha invitato tutti i medici presenti nelle tredici liste in campo a costituire un comitato a disposizione del nucleo locale di protezione vivile. «Nel caso dovessimo affrontare davvero una nuova fase della pandemia, siamo moralmente e professionalmente, tutti, obbligati ad aiutare questa comunità».