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Acerra, minacce a Cannavacciuolo e famiglia. E un corvo scrive di politici e forze dell’ordine

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La campagna elettorale per le regionali è entrata nella fase decisiva. Intanto ad Acerra si registrano episodi inquietanti. Due in particolare: una minaccia di morte all’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo e alla sua famiglia e una serie di veleni relativi a un lungo elenco di presunti intrecci tra politica locale, criminalità organizzata e forze dell’ordine. Entrambi i fatti sono accomunati dall’invio di lettere anonime. Nel primo caso una lettera minatoria è stata recapitata di notte nell’abitazione di una sorella di Alessandro Cannavacciuolo. Nel secondo un’altra lettera anonima, contenente tutta una serie di pesanti accuse nei riguardi della politica e non solo, è stata “imbucata” tre giorni fa attraverso le saracinesche di alcuni negozi della città, ovviamente a negozi chiusi. Anche questa missiva contiene minacce. Racconta con dovizia di particolari di concorsi truccati, di rapporti di alcuni politici con la camorra, di affari messi a segno da alcuni politici della zona in molte attività economiche e nel settore dei rifiuti e di quattro funzionari delle forze dell’ordine utilizzati dalla criminalità organizzata e corrotti dalla politica. Nel documento anonimo sono descritte anche alcune assunzioni negli enti pubblici di familiari dei camorristi. Da brividi sono state le modalità con cui è stata fatta recapitare la minaccia di morte all’indirizzo di Alessandro Cannavacciuolo e della sorella, l’ambientalista che nel frattempo risulta candidato alle regionali nella lista dell’M5S. Nella notte tra sabato 23 e domenica 24 agosto ignoti si sono introdotti nel palazzo in cui abita una sorella di Cannavacciuolo, impegnata nella campagna elettorale a sostegno del fratello. “Pu…na morirai tu e quel bastardo di tuo fratello”, la scritta a caratteri di stampa ritagliati e incollati su un foglio bianco. Cannavacciuolo ha denunciato nel commissariato di polizia di Acerra sia l’episodio che lo riguarda che quello della missiva anonima infilata sotto le saracinesche dei negozi. Missiva anonima che era stata segnalata all’ecologista da un consigliere comunale di maggioranza. “Sono andato a denunciare tutto – dichiara Cannavacciuolo – l’omertà non fa altro che aggravare contesti già molto difficili. Mi rammarico del fatto che finora alla polizia sia andato solo io nonostante molti in città abbiano saputo di questi fatti inquietanti”.