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Sono iniziati lo scorso 24 agosto, in Campania, le operazioni tese alla somministrazione dei test sierologici a docenti e personale ATA delle scuole. Nonostante la presenza di numerosi distretti sanitari sparsi sul territorio vesuviano e nolano, moltissime persone provenienti dai paesi limitrofi sono state costrette a recarsi presso l’ASL Napoli 3 Sud di Marigliano, nel rione Pontecitra, a quanto pare uno dei pochi presidi dove è stata istituita l’USCA, ossia l’Unità speciale di continuità assistenziale.

Le USCA si occupano della gestione domiciliare dei pazienti affetti/sospetti/sintomatici/paucisintomatici/in isolamento a causa del Covid-19 che non necessitano di ricovero ospedaliero, con due obiettivi principali: rendere possibile ai pazienti Covid di godere della necessaria assistenza specifica extraospedaliera presso il domicilio, e alleggerire la domanda e il ricorso al ricovero ospedaliero. Ma non vi è dubbio che un altro degli scopi sia quello di alleggerire i medici di medicina generale dall’impegno relativo ai pazienti Covid. In teoria l’USCA dovrebbe garantire l’esecuzione dei tamponi a domicilio, oltre all’utilizzo di strumenti innovativi per il monitoraggio dei casi sospetti in isolamento, dei pazienti sintomatici con indici respiratori non critici e dei soggetti dimessi dalle strutture ospedaliere.

Con l’iniziativa Scuola sicura la Regione Campania ha stabilito gli indirizzi operativi per effettuare gli screening ai docenti e al personale ATA, in previsione del ritorno a scuola in presenza. Tuttavia, all’appello regionale non hanno risposto positivamente tutti i medici chiamati in causa, dato che la prestazione non era retribuita e venivano valutati negativamente i rischi che si sarebbero corsi. L’unico sindacato che ha accolto la chiamata, sottolineando le caratteristiche di missione della professione, è stato il FIMMG, la Federazione italiana Medici di Medicina Generale: grazie al loro impegno è stato possibile convogliare anche a Marigliano tantissimi professionisti della scuola residenti nel circondario, da Somma Vesuviana a Pollena Trocchia.
“Conosciamo il territorio e non ci possiamo di certo esimere dal fare il nostro dovere”, fanno sapere da FIMMG.

I dottori presenti presso il distretto sanitario mariglianese (nella giornata di ieri c’erano le dott.sse Pina Coppola e Maria Felicia Mocerino) hanno accolto anche le necessità dei pazienti di altri medici curanti che non hanno offerto la propria disponibilità.
Anche per questo motivo le persone in attesa hanno finito per generare lunghe file, correndo il rischio di assembramenti (per fortuna scongiurati) ma soprattutto trascorrendo ore sotto il sole cocente dell’ultima settimana.

Ciononostante, il personale medico ha provveduto a effettuare i test rapidi ai presenti, costretti ad aspettare solo pochi minuti per il feedback: nessuna positività rilevata, altrimenti si sarebbe passati ai tamponi, ma a quanto pare non ce n’è stato bisogno.
Un problema, però, rimane: questo screening è stato attivato ora in vista della riapertura delle scuole fissata per il 14 settembre. Ma se, come si vocifera, gli istituti accoglieranno gli studenti solo a partire dal 24 settembre (o giù di lì), i test fatti in questi giorni potranno ancora valere o si dovrà ricominciare da capo?