Somma Vesuviana, aggiornamento Covid: 52 contagiati e 83 in isolamento

0
Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Ben 52 positivi a Somma Vesuviana di cui 7 i guariti e 45 gli attivi.  Ora le persone in isolamento sono 83”. “Ogni giorno registriamo aumento di casi COVID a Somma Vesuviana dove siamo ad oggi a ben 52 positivi di cui 7 i guariti e 45 quelli attivi. Oltre ai 52 positivi abbiamo, in questo momento, anche 83 persone in isolamento. Mai abbiamo avuto dati così alti. Dall’inizio della pandemia abbiamo avuto ben 80 persone risultate positive. Rispettiamo in modo rigido le norme vigenti per ambienti chiusi, mentre ricordiamoci che c’è obbligo della mascherina di sera nelle piazze, slarghi e in tutti i luoghi all’aria aperta dove non si mantiene il distanziamento di almeno un metro”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano

Saviano, elezioni comunali: Simonelli e Strocchia al ballottaggio

A Saviano, dopo le operazioni di spoglio per le elezioni comunali, sono arrivati i risultati. Simonelli e Strocchia al ballottaggio. I cittadini savianesi saranno chiamati nuovamente alle urne per dare la loro preferenza in questa fase finale, che si chiuderà tra due settimane. Una gara giocata sui decimi di punto in questa prima tornata elettorale. In vantaggio rispetto agli altri tre candidati con il 36% delle preferenze si conferma Vincenzo Simonelli che è pronto a passare alla seconda fase di ballottaggio contro Virgilia Strocchia, che ha conquistato fino ad ora il 30,43% dei voti. Uno spoglio che ha lasciato tutti i cittadini in tensione. Fin da subito Vincenzo Simonelli, appoggiato da PD, Saviano al Centro e Progetto in Comune, ha mantenuto una distanza dagli altri tre candidati. Nello specifico, i risultati ottenuti dagli altri due candidati quasi alla fine delle operazioni sono i seguenti:
  • Felice Ambrosino: 30,34;
  • Domenico Tafuri: 3,24%.
Nel corso della giornata i dati sono stati soggetti a oscillazioni con decimi di percentuali che hanno visto prima uno svantaggio dell’uno rispetto all’altro candidato, poi un pareggio che ha portato al sorpasso finale per soli nove voti della dottoressa Virgilia Strocchia, sostenuta dalle liste Saviano Insieme e Saviano C’è, rispetto all’imprenditore Felice Ambrosino con Forza Saviano, Saviano Futura e Democratici Riformisti Saviano. Una situazione di iniziale parità, giocata sul filo dei singoli voti, che ha tenuto tutti con il fiato sospeso, concludendosi con una minima percentuale di differenza. Durante le operazioni di spoglio è emerso il considerevole fattore del voto disgiunto per le liste di Felice Ambrosino. Un testa a testa durato fino alla fine, una lotta all’ultimo voto tra i candidati per la carica di sindaco al comune di Saviano che si sono contesi la possibilità di andare al ballottaggio contro Simonelli. Tra due settimane i cittadini saranno nuovamente chiamati a fare la propria scelta, da cui dipenderà il futuro della comunità savianese.

Peppe Jossa è il nuovo sindaco di Marigliano: eletto al primo turno l’avvocato

Alla fine Marigliano ha scelto: Peppe Jossa vince al primo turno e diventa sindaco della città, avendo la meglio sugli avversari Vincenzo Esposito e Saverio Lo Sapio. Non siamo ancora in grado di riportare le cifre dell’affermazione elettorale di Jossa, in quanto i dati ufficiali sono attualmente in fase di aggiornamento. Nel momento in cui scriviamo sono state scrutinate 16 sezioni su 24 e i numeri sono i seguenti:
  1. Peppe Jossa: 6.247 – 56,25%
  2. Vincenzo Esposito: 4.253 – 38,29%
  3. Saverio Lo Sapio: 606 – 5,46%
Molto a rilento i lavori di spoglio in città, dovuti anche alla stanchezza accusata da presidenti, segretari e scrutatori, impegnati da giorni nello svolgersi del lungo election day. Pare, infatti, che qualcuno abbia richiesto brevi pause e finanche sostegno, al fine di poter assicurare la giusta lucidità, necessaria per la conta dei voti. Ciononostante, già diverse ore fa il risultato era acquisito ed è stato proprio il neo sindaco Jossa a dare la notizia della sua vittoria con un post su Facebook al quale ha replicato immediatamente il maggiore contendente, l’ingegnere Vincenzo Esposito, che si congratulava per il successo e nel contempo ammetteva la sconfitta. Dunque sarà Peppe Jossa a succedere ad Antonio Carpino, primo cittadino per cinque anni, oggi agli arresti domiciliari a causa di una vicenda giudiziaria che gli ha ovviamente impedito di correre per un eventuale secondo mandato. Proprio quella situazione ha pesato moltissimo sulle alchimie politiche (e di liste civiche) che hanno portato a organizzare la scacchiera elettorale in un certo modo e non più in un altro: da una parte abbiamo avuto la coalizione guidata da Jossa, e premiata dalla maggioranza dei cittadini, che correva all’insegna della discontinuità con l’amministrazione Carpino, pur rappresentando il suo stesso partito, il PD; dall’altra, invece, abbiamo avuto la coalizione a sostegno di Vincenzo Esposito, impegnata a sottolineare la continuità con il pensiero e l’opera di Carpino, tant’è che altri cinque anni sarebbero stati il naturale prosieguo di quella amministrazione, in tutto e per tutto. Peppe Jossa ha 47 anni ed è avvocato: è sposato con Milena Guida, a sua volta avvocato, e con lei ha tre figli. Fino a poche settimane fa Jossa è stato consigliere in Città Metropolitana, oltre ad aver ricoperto lo stesso ruolo nel consiglio comunale di Marigliano, dove era stato eletto nel 2015, dopo aver perso le primarie del PD con Carpino. Nel recente passato ha ricoperto anche il ruolo di capogruppo del PD in Città Metropolitana. È indubbio che da consigliere metropolitano (ex provincia) Jossa abbia saputo intercettare e convogliare fondi sul territorio mariglianese, ovviamente in sinergia con un’attività strategica e politica di più ampio respiro: senza dubbio, però, questa manifesta qualità deve aver inciso anche nella scelta operata nei giorni scorsi dai cittadini mariglianesi. Oltre a questo, va da sé che i tanti voti su cui poteva contare la sua coalizione hanno fatto la differenza: al momento la lista del PD risulta la più votata (2092), tuttavia la lista Azzurra Libertà, di ispirazione “forzista” e calibrata dall’onorevole Paolo Russo, corre in un appassionante testa a testa (1923 voti). Ovviamente la posizione finale in questa corta classifica da coalizione, nonché la percentuale di voti conquistata, peseranno sulla bilancia del prossimo consiglio comunale, ancora tutto da immaginare. Senza dubbio le premesse di convivenza sembrano buone e va dato atto al nuovo sindaco di aver fin da subito saputo stemperare i toni, che potevano gonfiarsi come uragani data la fibrillazione politica in corso. Sarà dunque anche quella tra maggioranza e opposizione una interazione pacifica, da “comitato di salute pubblica”, dopo cinque anni di burrascosi confronti e affronti nell’assise e non solo? Tutto sommato Jossa ed Esposito (nonché Lo Sapio, seppur da indipendente) fino a qualche mese fa erano tutti espressione del PD, all’interno del consiglio comunale, oltre a essere tuttora buoni amici. Forse soltanto una cosa potrebbe essere riconsiderata: siamo sicuri che con l’elezione di Jossa si torni “a vent’anni fa” (come scrive qualcuno sui social) solo perché parte della coalizione sarebbe coordinata da Paolo Russo? Non bisogna dimenticare che Jossa è pura manifestazione del Partito Democratico, forza di governo, e che lo stesso Russo in questa campagna elettorale ha sostenuto la candidatura alla Regione di Felice Di Maiolo, salito in consiglio con il governatore De Luca, riconfermato a gran voce. Insomma, non è il 1995 e si delinea all’orizzonte una sorta di patto per il territorio, con anime politiche divergenti che oggi sembrano poter convergere, nel rispetto dei propri ideali, dei propri valori e della propria visione, per lo sviluppo di questa fetta di Campania, derelitta e tutta da ripensare. Immagina, puoi.

Somma Vesuviana, Manfredi e Fiola eletti in consiglio regionale: gli auguri del segretario Filomena Tiziano

0
Riceviamo e pubblichiamo dal segretario del Pd cittadino   Cari Concittadine e Concittadini, quale Segretario della Sezione PD di Somma Vesuviana, comunico, con piacere, l’esito delle Elezioni Regionali, che ha fatto sì che il Partito Democratico si affermasse: nella nostra Città con 1.598 voti di lista; come primo Partito Cittadino con il 16,45 per cento dei voti; con la straordinaria vittoria del Presidente Vincenzo De Luca con una percentuale oltre il 69 per cento. Un esito che, anche alla nostra Città, da prospettive di speranza per il lavoro da svolgere nel prossimo futuro. Un risultato che è stato il frutto di una campagna elettorale non semplice, soprattutto a causa della emergenza sanitaria in atto ma che ci ha dato la possibilità di stare a “contatto’” sia con i nostri diretti elettori, sia con tanti altri Cittadini Sommesi, fornendoci incoraggiamento e stimoli per continuare il lavoro che oggi è iniziato nel segno di un’importante risultato. Rivolgo, quindi, a nome di tutto il Partito Democratico della Sezione di Somma Vesuviana, un caloroso in bocca al lupo, in particolare, a Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi eletti in Consiglio Regionale, che durante questi mesi sono stati vicini alla nostra Sezione sostenendoci in diverse iniziative, testimoni della presenza del Partito Democratico a Somma Vesuviana. La loro affermazione rappresenta, oltre che un valido e costante riferimento per la nostra Comunità e Regione, un riscontro del nostro impegno e lavoro. Un mio speciale ringraziamento va ai Componenti della Segreteria, ai Giovani democratici, al Direttivo la cui passione e dedizione, conferma che siamo una comunità forte e unita.

Elezioni regionali, le preferenze dei candidati più votati nel napoletano

In Campania Vincenzo De Luca ha festeggiato il giusto una vittoria ampiamente annunciata ed ha annunciato di essere già pronto a riprendere i lavori per l’amministrazione del territorio: sfiorando il 70%, con (al momento) 1.763.438 voti, il suo è un vero e proprio trionfo. Un risultato insindacabile per il governatore che ha battuto le liste avversarie con un ampio margine di differenza. Stefano Caldoro (centrodestra) ha superato a stento il 18%, raccogliendo 458.150 voti, mentre Valeria Ciarambino (M5S) non arriva alla doppia cifra, raggiungendo il 9,96% con 252.890 voti. Seguono Giuliano Granato (Potere al Popolo) con l’1,21% e Luca Saltamacchia (Terra) che ha superato di poco l’1%. A chiudere la lista Sergio Angrisano con lo 0,16% e infine Giuseppe Cirillo con lo 0,10%. Nel dettaglio le preferenze dei candidati che hanno ottenuto più voti nei Comuni della Città Metropolitana di Napoli. A sostegno del rieletto presidente De Luca si conferma il PD come primo partito, sfiorando il 17% delle preferenze. Nella circoscrizione Napoli il candidato più votato è stato nuovamente Mario Casillo del PD che si conferma al primo posto come nel 2015 quando (quando prese 31.307 voti). Tuttavia stavolta fa saltare proprio il banco: quando mancano pochissime sezioni alla fine dello scrutinio ha già conquistato 41.990 preferenze. A seguire troviamo due donne: Loredana Raia (26.870 preferenze) e Bruna Fiola (22.414). Più basso Massimiliamo Manfredi, fratello del Ministro dell’Università e della Ricerca, comunque piazzatosi quarto con 18.854 preferenze. 2.884 preferenze per Raffaele Coccia, candidato anastasiano. Nella lista De Luca Presidente, che molti davano addirittura in vantaggio rispetto al PD (pronostico sconfessato dalle urne), a guidare la classifica sono Lucia Fortini (assessore regionale uscente alla Pubblica Istruzione) e Vittoria Lettieri, giovanissima figlia del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, che rispettivamente conquistano 10.340 e 10.224 preferenze. Buone notizie per la città di Somma Vesuviana grazie ai risultati significativi di Carmine Mocerino, che raggiunge le 10.126 preferenze, e Paola Raia con 9.784 voti. Francesco Iovino domina la lista di Italia Viva con 10.203 voti, mentre la lista Fare Democratico di Giosy Romano è guidata, come da pronostico, dall’ex sindaco di Mariglianella Felice Di Maiolo, in grado di conquistare 5.186 preferenze. Superano i diecimila voti Giovanni Porcelli (12.123) e Tommaso Casillo (12.030) della lista Campania Libera. 450 voti per Nunzia De Falco, anastasiana candidata nella lista Liberaldemocratici – Moderati a sostegno di De Luca. Europa Verde – Demos Democrazia Solidale sfiora il 3% grazie al boom di Francesco Emilio Borrelli, attivissimo consigliere regionale che ottiene ben 15.641 preferenze. Sempre a favore di Vincenzo De Luca la lista Noi Campani si avvicina al 3% delle preferenze con Lucia Di Pilato dal comune di Somma Vesuviana che raccoglie oltre 2.800 voti. Per il centrodestra, a sostegno di Stefano Caldoro che ha superato il 16% delle preferenze, si posiziona al primo posto come lista più votata Fratelli d’Italia, che supera il 5% con oltre sessantamila voti. Michele Schiano Di Visconti risulta essere il più votato della lista di Giorgia Meloni, con 8.812 preferenze. Dal comune di Somma Vesuviana si fa notare anche Filomena Allocca (detta Francesca) che ottiene più di 2.286 preferenze, mentre Pasquale Auriemma si avvicina ai 900 voti. Preceduta da una immarcescibile Forza Italia dove a dominare è Anna Rita Patriarca con 11.116 preferenze (4.262 per Ermanno Russo e 768 per l’anastasiana Anna Rita De Simone), la Lega di Salvini si posiziona al terzo posto della coalizione, ottenendo il 4% delle preferenze con Francesco Pinto, ex sindaco di Pollena Trocchia, che supera di pochissimo le 3.500 preferenze. A dominare la lista è però Severino Nappi, con 8.466 voti. Valeria Ciarambino, candidata del Movimento 5 Stelle, si posiziona al terzo posto superando il 12% delle preferenze: 17.208 le preferenze per la pomiglianese, mentre sono 6.061 per Gennaro Saiello, oggetto di feroci critiche a Marigliano, nelle ultime ore, da parte dei componenti della lista M5S ricusata dal Comune e non presente alla tornata elettorale in città. Gli elettori si sono espressi e hanno fatto la propria scelta, servendo al governatore uscente, Vincenzo De Luca, una vittoria schiacciante che gli consente di riprendere il suo posto in Regione. Stando a questi dati, Stefano Caldoro entrerà come candidato presidente sconfitto e capo dell’opposizione.

Regionali Campania, poche centinaia di sezioni da scrutinare: la situazione delle liste

Dati in tempo reale. Con 5.538/5.827 sezioni presidente e 5.528/5.827 sezioni liste circoscrizionali, la situazione delle Regionali in Campania è ormai definita: tuttavia mancano ancora i numeri per certificare i seggi conquistati dalle coalizioni e soprattutto dalle liste che le compongono, in questo caso parliamo soprattutto della situazione di De Luca, ormai vittorioso, e Caldoro, collocatosi al secondo posto ma molto staccato dal governatore. Ieri sera si pronosticava che, con un risultato tra il 57 e il 56%, la coalizione a sostegno di Vincenzo De Luca sarebbe potuta arrivare a 32 seggi nel Consiglio regionale della Campania, lasciandone 18 agli schieramenti dei suoi due principali avversari, Stefano Caldoro (centrodestra) e Valeria Ciarambino (M5S). Al momento, però, la coalizione del governatore fa registrare una percentuale del 69,60, con un milione e settecentomila voti: di conseguenza i seggi potrebbero essere anche di più. Delle 15 liste a sostegno di De Luca sono già sicure di avere seggi il Partito Democratico, De Luca Presidente, Campania Libera, Italia Viva e Fare Democratico Popolari: le altre liste, poi, potranno eleggere consiglieri regionali con la spartizione dei resti. Nella coalizione di centrosinistra il PD è avviato a essere il primo partito a Napoli e provincia, ma anche a livello regionale, confermandosi davanti alle liste del presidente. “Un risultato elettorale che non può essere letto in termini di destra e di sinistra ma la mia candidatura è stata sostenuta dal mondo progressista ma anche da tante forze moderate e da tante forze della destra non ideologica”. Lo ha detto il riconfermato presidente della Giunta regionale della Campania , Vincenzo de Luca, incontrando i giornalisti per parlare dell’esito del voto. Tutte forze che “si sono riconosciute in un programma di governo, nel lavoro fatto in questi anni”, ha proseguito. Nella coalizione di centrodestra, a sostegno di Stefano Caldoro, si registra l’atteso exploit delle liste di Giorgia Meloni e Matteo Salvini che, rispettivamente con Fratelli d’Italia e Lega, spodestano Forza Italia dopo anni di dominio incontrastato. Proprio Caldoro, sconfitto pesantemente alla tornata elettorale, ha rilasciato una dichiarazione a caldo nelle scorse ore: “Tutti i presidenti Covid di centrodestra e centrosinistra hanno avuto un grande risultato. Gli elettori hanno voluto riconoscere un voto di sicurezza e anche di paura, molto emotivo”. Il candidato del centrodestra ha anche sottolineato che i governatori “hanno avuto un atteggiamento protettivo, un po’ da sceriffi. Ci sono stati veri sceriffi che hanno risolto problemi e anche i finti sceriffi, ma alla fine questa distinzione non è stata facile per gli elettori”. Chiosa Valeria Ciarambino, terza con 245.572 voti (9,9%): “Una battaglia difficilissima falsata find all’inizio, ho scelto di combatterla perché le persone perbene hanno diritto a una speranza e la politica merita dignità onore e pulizia sono i fari che hanno ispirato la mia campagna elettorale. La sfida campana era la più difficile in assoluto, ho combattuto contro uno che è stato trasformato in star dal Covid, uno che ha avuto una visibilità assoluta per quattro mesi”.

Regionali, De Luca sbaraglia gli avversari: “Una vittoria che va oltre gli schieramenti”

Vincenzo De Luca sbaraglia gli avversari e si riconferma alla guida di Palazzo Santa Lucia. Nonostante le operazioni di spoglio delle schede vadano molto a rilento, in Campania gli ultimi dati utili parlano del 67% di consensi per il governatore uscente e riconfermato per il secondo mandato, del 16% per Stefano Caldoro, sfidante del centrodestra e del 12% per Valeria Ciarambino, esponente del Movimento 5 stelle che correva solo con il sostegno dei pentastellati. A sostenere l’ex sindaco di Salerno 15 liste, mentre sei i partiti del centrodestra, compresa la Lega per la prima volta presente nelle liste in Campania. “Questo è un risultato di popolo che ha espresso l’unità delle energie positive, delle forze sane, si è espressa un’unità di popolo che mi permetto di indicare come esempio positivo per l’Italia”, ha detto il vincitore incontrando i giornalisti. “Una battaglia difficile” che ha visto l’appoggio “della destra e della sinistra”, ha spiegato De Luca che si è detto “orgoglioso”, ma pronto a “non perdere un minuto di tempo” per continuare il risanamento della Campania. Per la seconda volta sconfitto da De Luca, Caldoro ha accusato il colpo e ha attaccato: “Sono stati premiati i presidenti in carica grazie al Covid. Sono stati visti come punto di riferimento per i cittadini”. Il centrosinistra, in Campania, “è stato accompagnato dalle liste di De Luca che sono state una macchina da guerra” e poi ha concluso sostenendo di “accettare il risultato”, facendo “l’autocritica necessaria” e garantendo “un’opposizione dura, senza sconti”. Dello stesso avviso anche Valeria Ciarambino, sconfitta per la seconda volta consecutiva da De Luca: “La sfida in Campania era la più difficile in assoluto. Ho combattuto contro chi è stato trasformato in una star del Covid e che ha avuto una visibilità assoluta per 4 mesi”, ha detto. “I cinghialotti e i lanciafiamme sono serviti a vincere le elezioni”, ha concluso, riferendosi a De Luca. (fonte foto:rete internet)

Cicerone, oggi, non potrebbe fare politica: usava troppo l’ironia e l’umorismo

0
Tutti i politici greci e latini usavano le “armi” dell’ironia e dei vari gradi dell’umorismo per colpire l’avversario, per smascherarlo ( e smascherarsi), spiegando al “pubblico” che ogni situazione poteva leggersi da più punti di vista. Alcuni esempi della “mordacità” di Cicerone. L’articolo è il primo momento di una lunga riflessione su uno splendido articolo di Marco Follini, “Hanno rottamato l’ironia” ( “L’Espresso” del 20 settembre). Il quadro di Edward Poynter  “Lesbia e il passerotto”.   Cicerone riteneva che l’ironia e i vari gradi dell’umorismo fossero armi indispensabili per un politico.Nel giugno del ’60, quando già si erano dichiarati guerra, e tutto lasciava prevedere che sarebbe stata una  brutta guerra, Cicerone e Clodio si incontrarono nel corteo che accompagnava un candidato. Clodio Pulchro, il pulchellus, il bellino, l’aggraziato, che l’anno prima era stato pretore in Sicilia, domandò all’oratore, questore nell’isola nel 75 a.C. e patrono dei Siciliani nel processo contro Verre, se aveva l’abitudine di riservare ai suoi protetti dei posti negli spettacoli dei gladiatori. Cicerone rispose che non l’aveva mai fatto, e Clodio: “ Io lo farò, introdurrò quest’ uso. ”. Sperava di sfruttare lo spazio che veniva riservato alla sorella Clodia – la Lesbia di Catullo -, in quanto moglie del console in carica Quinto Cecilio Metello Celere, ma lei non sembrava disposta a sacrificarsi per il fratello: “ me ne concede solo un piede ”, unum mihi solum pedem dat ( Ad Attico, II, 1, 5). Cicerone approfittò dell’imprudenza linguistica di Clodio, e giocò intorno ai significati di pes, pedis e di tollo, is ( prendere, ma anche sollevare ): non preoccuparti, se lo chiedi, tua sorella ti darà anche l’altro piede, solleverà entrambe le gambe, insomma, “si aprirà”.. Era chiara, e violenta, l’allusione ai rapporti incestuosi , su cui i pettegoli di Roma non nutrivano alcun dubbio, tra Clodio, ille sororius adulter ( In Calp. Pis., 12, 28) e sua sorella, anzi le sue sorelle. Nella lettera ad Attico, in cui parla dell’episodio, Cicerone ammise di essere stato volgare: ma non sopporto, si giustificò, che quella donna sia moglie di un console e faccia guerra non solo al marito, ma anche agli amanti. Macrobio ci  tramanda un attendibile campionario della mordacità proverbiale di Cicerone. Del resto, se nessun oratore poteva fare a meno dell’arma dell’umorismo e dell’ironia – la metafora dell’arma non è un accidentale vezzo retorico -,Cicerone se ne seppe servire con prontezza e con precisione. Dopo la disfatta dei Pompeiani a Farsalo, Cesare  vendette all’asta i loro beni.  Servilia,  la madre di Marco Bruto, ottenne per quattro soldi una tenuta di grande valore, e Cicerone  la fulminò: Servilia si è procurata il terreno, con lo sconto della terza parte: tertia deducta. Ma Terzia si chiamava anche una figlia di Servilia, sposa di C.Cassio, e perciò Cicerone intendeva dire, con un’allusione assai pesante,  che amante di Cesare era stata non solo  Servilia, ma anche la figlia Terzia. La forza comica di un motto si percepisce integralmente solo se l’uditorio ha una conoscenza preventiva e esauriente di personaggi e vicende. Cicerone sta a cena da Damasippo, che fa portare in tavola un vino mediocre e nel presentarlo la spara grossa: questo Falerno ha quaranta anni. E l’oratore: li porta bene. E’ un altro esempio di comico da ellissi: ma molto più di noi hanno riso quei Romani che conoscendo  Damasippo riuscivano a “ drammatizzare “ la scena e a “ vedere ” i gesti e le smorfie dell’uomo che decantava enfaticamente il mediocre suo vino. E la stessa cosa vale per  Publio Cornelio Lentulo Dolabella, genero di Cicerone, un nanetto, exiguae staturae, che si presenta in pubblico con una lunga spada che gli pende dal fianco. E il suocero non lo risparmia: Chi ha legato mio genero a una spada ?. Cicerone esercita questa mordace comicità da inversione anche contro un altro nanetto, il fratello Quinto.  Attraversando la provincia d’ Asia, che Quinto aveva amministrato, egli lo vede raffigurato in un dipinto con un busto enorme, secondo la moda: Mio fratello, esclama, a metà è più grande che tutto intero. Plutarco riconosce che è proprio dell’ oratore servirsi di battute anche abbastanza amare contro nemici e avversari, ma a parer suo Cicerone esagerò: metteva in ridicolo chiunque gli capitasse  a tiro, e questo gli procurò l’astio di molti. Certamente quello di Voconio, che un giorno, accompagnato dalle sue bruttissime figlie, si imbatté nell’oratore, il quale commentò impietoso: costui ha fatto figli contro la volontà di Febo Apollo.  Crasso fu un facile bersaglio. Tutti sapevano quanto fosse smisurata la sua avidità: ma poiché egli diceva di ammirare gli Stoici,  Cicerone gli domandò argutamente se per caso tanta ammirazione non venisse ispirata dalla massima che il filosofo stoico è padrone di tutto. Chiacchiere maligne si addensavano sulla fedeltà della moglie di Crasso, perché uno dei figli assomigliava troppo a un certo Assio: un giorno, dopo aver ascoltato uno splendido discorso che il triumviro aveva tenuto in senato, Cicerone espresse in lingua greca il suo elogio: axios Krassou, è un discorso degno di Crasso. E’ probabile che i Metelli avessero una predisposizione a tirarsi addosso i colpi dell’umorismo. A Metello Nepote che in una discussione gli chiese più volte. “ Ma tu, Cicerone, di chi sei figlio ? ” l’oratore ribatté: “ a te tua madre ha reso troppo difficile questa risposta .”: la madre di Metello, dice Plutarco, non aveva costumi irreprensibili, e il figlio aveva fama di essere un voltagabbana cronico, eumetabolos.  Quando Metello fece collocare sulla tomba del suo maestro Filagro un corvo di marmo, Cicerone approvò: “ Hai fatto la cosa giusta: egli, più che a parlare, ti ha insegnato a volare di qua e di là.”. ( Plutarco, Vita di Cicerone, 26-27). Troverebbe  “le battute” adatte a colpire i corvi svolazzanti di oggi?  

San Gennaro Vesuviano, l’unico candidato sindaco può già festeggiare grazie al quorum raggiunto

San Gennaro Vesuviano non ha dovuto attendere l’esito delle urne per conoscere il nome del sindaco che guiderà il paese per i prossimi cinque anni. L’unico candidato, Antonio Russo, appoggiato da una sola lista civica, infatti, ha dovuto solo aspettare il raggiungimento del quorum di elettori necessario (50% più 1) alla sua elezione. Con il 69,49% degli elettori ha potuto festeggiare la conquista della fascia tricolore già oggi, così come i sedici candidati al Consiglio comunale. Russo era già stato sindaco dal 2014 al 2017, quando il consiglio comunale si sciolse per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, portando l’ente al commissariamento durato fino ad oggi. Russo, medico ortopedico, nei mesi scorsi aveva anche festeggiato l’assoluzione con formula piena dalle accuse di truffa ai danni di assicurazioni, ed era stato l’unico a non ricorrere alla prescrizione preferendo affrontare il processo, sicuro della sua innocenza poi sancita dal tribunale.

Amministrative, Comuni del napoletano: i dati ufficiali e definitivi dell’affluenza alle urne

Grazie ai dati ufficiali forniti dalla Prefettura siamo in grado di comunicare le percentuali di affluenza alle urne nei Comuni della Città Metropolitana di Napoli interessati dalle amministrative. Di seguito l’elenco: CAIVANO 69,70% (75,06 alle precedenti elezioni comunali) CALVIZZANO 74,35% (80,59 alle precedenti elezioni comunali) CARDITO 73,40% (73,17 alle precedenti elezioni comunali) CASALNUOVO DI NAPOLI 74,38% (73,26 alle precedenti elezioni comunali) CASAMARCIANO 79,04% (81,42 alle precedenti elezioni comunali) CASANDRINO 70,91% (65,70 alle precedenti elezioni comunali) CASAVATORE 66,12% (63,58 alle precedenti elezioni comunali) ERCOLANO 68,23% (69,83 alle precedenti elezioni comunali) FRATTAMAGGIORE 79,10% (80,30 alle precedenti elezioni comunali) GIUGLIANO IN CAMPANIA 64,30% (63,77 alle precedenti elezioni comunali) GRUMO NEVANO 71,85% (70,04 alle precedenti elezioni comunali) LACCO AMENO 78,56% (70,11 alle precedenti elezioni comunali) MARIGLIANELLA 78,74% (81,23 alle precedenti elezioni comunali) MARIGLIANO 73,15% (75,18 alle precedenti elezioni comunali) MASSA LUBRENSE 59,58% (65,03 alle precedenti elezioni comunali) MONTE DI PROCIDA 65,34% (63,86 alle precedenti elezioni comunali) MUGNANO DI NAPOLI 70,70% (70,92 alle precedenti elezioni comunali) POGGIOMARINO 72,59% (76,57 alle precedenti elezioni comunali) POMIGLIANO D’ARCO 76,22% (75,67 alle precedenti elezioni comunali) POMPEI 74,39% (74,26 alle precedenti elezioni comunali) PROCIDA 74,91% (73,28 alle precedenti elezioni comunali) SAN GENNARO VESUVIANO 69,49% (83,28 alle precedenti elezioni comunali) SAN GIORGIO A CREMANO 69,46% (66,04 alle precedenti elezioni comunali) SAN PAOLO BEL SITO 89,12% (81,73 alle precedenti elezioni comunali) SANT’ANASTASIA 75,20% (76,10 alle precedenti elezioni comunali) SAVIANO 75,12% (75,71 alle precedenti elezioni comunali) SORRENTO 66,64% (69,36 alle precedenti elezioni comunali) TERZIGNO 73,91% (77,88 alle precedenti elezioni comunali) Particolarmente virtuosi i Comuni del nolano, come San Paolo Bel Sito (quasi +8%), Casamarciano e Mariglianella, che fanno registrare un dato particolarmente alto. Flessioni contenute ma ampiamente paventate sia a Marigliano che a Sant’Anastasia, città stressate da vicende giudiziarie che hanno coinvolto gli ex primi cittadini. Affluenza in flessione, nonostante l’accorpamento dell’election day, in molti degli altri 24 Comuni dell’ex provincia di Napoli: leggero aumento, tuttavia, in grandi città come Pomigliano d’Arco, San Giorgio a Cremano e Pompei. Da sottolineare, infine, l’exploit di Lacco Ameno.