Somma Vesuviana, aggiornamento Covid: 52 contagiati e 83 in isolamento
Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana
Di Sarno: “Ben 52 positivi a Somma Vesuviana di cui 7 i guariti e 45 gli attivi. Ora le persone in isolamento sono 83”.
“Ogni giorno registriamo aumento di casi COVID a Somma Vesuviana dove siamo ad oggi a ben 52 positivi di cui 7 i guariti e 45 quelli attivi. Oltre ai 52 positivi abbiamo, in questo momento, anche 83 persone in isolamento. Mai abbiamo avuto dati così alti. Dall’inizio della pandemia abbiamo avuto ben 80 persone risultate positive. Rispettiamo in modo rigido le norme vigenti per ambienti chiusi, mentre ricordiamoci che c’è obbligo della mascherina di sera nelle piazze, slarghi e in tutti i luoghi all’aria aperta dove non si mantiene il distanziamento di almeno un metro”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano
Saviano, elezioni comunali: Simonelli e Strocchia al ballottaggio
A Saviano, dopo le operazioni di spoglio per le elezioni comunali, sono arrivati i risultati. Simonelli e Strocchia al ballottaggio. I cittadini savianesi saranno chiamati nuovamente alle urne per dare la loro preferenza in questa fase finale, che si chiuderà tra due settimane.
Una gara giocata sui decimi di punto in questa prima tornata elettorale. In vantaggio rispetto agli altri tre candidati con il 36% delle preferenze si conferma Vincenzo Simonelli che è pronto a passare alla seconda fase di ballottaggio contro Virgilia Strocchia, che ha conquistato fino ad ora il 30,43% dei voti. Uno spoglio che ha lasciato tutti i cittadini in tensione. Fin da subito Vincenzo Simonelli, appoggiato da PD, Saviano al Centro e Progetto in Comune, ha mantenuto una distanza dagli altri tre candidati.
Nello specifico, i risultati ottenuti dagli altri due candidati quasi alla fine delle operazioni sono i seguenti:
- Felice Ambrosino: 30,34;
- Domenico Tafuri: 3,24%.
Peppe Jossa è il nuovo sindaco di Marigliano: eletto al primo turno l’avvocato
Alla fine Marigliano ha scelto: Peppe Jossa vince al primo turno e diventa sindaco della città, avendo la meglio sugli avversari Vincenzo Esposito e Saverio Lo Sapio. Non siamo ancora in grado di riportare le cifre dell’affermazione elettorale di Jossa, in quanto i dati ufficiali sono attualmente in fase di aggiornamento.
Nel momento in cui scriviamo sono state scrutinate 16 sezioni su 24 e i numeri sono i seguenti:
- Peppe Jossa: 6.247 – 56,25%
- Vincenzo Esposito: 4.253 – 38,29%
- Saverio Lo Sapio: 606 – 5,46%
Somma Vesuviana, Manfredi e Fiola eletti in consiglio regionale: gli auguri del segretario Filomena Tiziano
Riceviamo e pubblichiamo dal segretario del Pd cittadino
Cari Concittadine e Concittadini, quale Segretario della Sezione PD di Somma Vesuviana, comunico, con piacere, l’esito delle Elezioni Regionali, che ha fatto sì che il Partito Democratico si affermasse:
nella nostra Città con 1.598 voti di lista;
come primo Partito Cittadino con il 16,45 per cento dei voti;
con la straordinaria vittoria del Presidente Vincenzo De Luca con una percentuale oltre il 69 per cento.
Un esito che, anche alla nostra Città, da prospettive di speranza per il lavoro da svolgere nel prossimo futuro.
Un risultato che è stato il frutto di una campagna elettorale non semplice, soprattutto a causa della emergenza sanitaria in atto ma che ci ha dato la possibilità di stare a “contatto’” sia con i nostri diretti elettori, sia con tanti altri Cittadini Sommesi, fornendoci incoraggiamento e stimoli per continuare il lavoro che oggi è iniziato nel segno di un’importante risultato.
Rivolgo, quindi, a nome di tutto il Partito Democratico della Sezione di Somma Vesuviana, un caloroso in bocca al lupo, in particolare, a Bruna Fiola e Massimiliano Manfredi eletti in Consiglio Regionale, che durante questi mesi sono stati vicini alla nostra Sezione sostenendoci in diverse iniziative, testimoni della presenza del Partito Democratico a Somma Vesuviana.
La loro affermazione rappresenta, oltre che un valido e costante riferimento per la nostra Comunità e Regione, un riscontro del nostro impegno e lavoro.
Un mio speciale ringraziamento va ai Componenti della Segreteria, ai Giovani democratici, al Direttivo la cui passione e dedizione, conferma che siamo una comunità forte e unita.
Regionali, De Luca sbaraglia gli avversari: “Una vittoria che va oltre gli schieramenti”
Vincenzo De Luca sbaraglia gli avversari e si riconferma alla guida di Palazzo Santa Lucia. Nonostante le operazioni di spoglio delle schede vadano molto a rilento, in Campania gli ultimi dati utili parlano del 67% di consensi per il governatore uscente e riconfermato per il secondo mandato, del 16% per Stefano Caldoro, sfidante del centrodestra e del 12% per Valeria Ciarambino, esponente del Movimento 5 stelle che correva solo con il sostegno dei pentastellati. A sostenere l’ex sindaco di Salerno 15 liste, mentre sei i partiti del centrodestra, compresa la Lega per la prima volta presente nelle liste in Campania.
“Questo è un risultato di popolo che ha espresso l’unità delle energie positive, delle forze sane, si è espressa un’unità di popolo che mi permetto di indicare come esempio positivo per l’Italia”, ha detto il vincitore incontrando i giornalisti. “Una battaglia difficile” che ha visto l’appoggio “della destra e della sinistra”, ha spiegato De Luca che si è detto “orgoglioso”, ma pronto a “non perdere un minuto di tempo” per continuare il risanamento della Campania.
Per la seconda volta sconfitto da De Luca, Caldoro ha accusato il colpo e ha attaccato: “Sono stati premiati i presidenti in carica grazie al Covid. Sono stati visti come punto di riferimento per i cittadini”. Il centrosinistra, in Campania, “è stato accompagnato dalle liste di De Luca che sono state una macchina da guerra” e poi ha concluso sostenendo di “accettare il risultato”, facendo “l’autocritica necessaria” e garantendo “un’opposizione dura, senza sconti”.
Dello stesso avviso anche Valeria Ciarambino, sconfitta per la seconda volta consecutiva da De Luca: “La sfida in Campania era la più difficile in assoluto. Ho combattuto contro chi è stato trasformato in una star del Covid e che ha avuto una visibilità assoluta per 4 mesi”, ha detto. “I cinghialotti e i lanciafiamme sono serviti a vincere le elezioni”, ha concluso, riferendosi a De Luca.
(fonte foto:rete internet)
Cicerone, oggi, non potrebbe fare politica: usava troppo l’ironia e l’umorismo
Tutti i politici greci e latini usavano le “armi” dell’ironia e dei vari gradi dell’umorismo per colpire l’avversario, per smascherarlo ( e smascherarsi), spiegando al “pubblico” che ogni situazione poteva leggersi da più punti di vista. Alcuni esempi della “mordacità” di Cicerone. L’articolo è il primo momento di una lunga riflessione su uno splendido articolo di Marco Follini, “Hanno rottamato l’ironia” ( “L’Espresso” del 20 settembre). Il quadro di Edward Poynter “Lesbia e il passerotto”.
Cicerone riteneva che l’ironia e i vari gradi dell’umorismo fossero armi indispensabili per un politico.Nel giugno del ’60, quando già si erano dichiarati guerra, e tutto lasciava prevedere che sarebbe stata una brutta guerra, Cicerone e Clodio si incontrarono nel corteo che accompagnava un candidato. Clodio Pulchro, il pulchellus, il bellino, l’aggraziato, che l’anno prima era stato pretore in Sicilia, domandò all’oratore, questore nell’isola nel 75 a.C. e patrono dei Siciliani nel processo contro Verre, se aveva l’abitudine di riservare ai suoi protetti dei posti negli spettacoli dei gladiatori. Cicerone rispose che non l’aveva mai fatto, e Clodio: “ Io lo farò, introdurrò quest’ uso. ”. Sperava di sfruttare lo spazio che veniva riservato alla sorella Clodia – la Lesbia di Catullo -, in quanto moglie del console in carica Quinto Cecilio Metello Celere, ma lei non sembrava disposta a sacrificarsi per il fratello: “ me ne concede solo un piede ”, unum mihi solum pedem dat ( Ad Attico, II, 1, 5). Cicerone approfittò dell’imprudenza linguistica di Clodio, e giocò intorno ai significati di pes, pedis e di tollo, is ( prendere, ma anche sollevare ): non preoccuparti, se lo chiedi, tua sorella ti darà anche l’altro piede, solleverà entrambe le gambe, insomma, “si aprirà”.. Era chiara, e violenta, l’allusione ai rapporti incestuosi , su cui i pettegoli di Roma non nutrivano alcun dubbio, tra Clodio, ille sororius adulter ( In Calp. Pis., 12, 28) e sua sorella, anzi le sue sorelle. Nella lettera ad Attico, in cui parla dell’episodio, Cicerone ammise di essere stato volgare: ma non sopporto, si giustificò, che quella donna sia moglie di un console e faccia guerra non solo al marito, ma anche agli amanti. Macrobio ci tramanda un attendibile campionario della mordacità proverbiale di Cicerone. Del resto, se nessun oratore poteva fare a meno dell’arma dell’umorismo e dell’ironia – la metafora dell’arma non è un accidentale vezzo retorico -,Cicerone se ne seppe servire con prontezza e con precisione. Dopo la disfatta dei Pompeiani a Farsalo, Cesare vendette all’asta i loro beni. Servilia, la madre di Marco Bruto, ottenne per quattro soldi una tenuta di grande valore, e Cicerone la fulminò: Servilia si è procurata il terreno, con lo sconto della terza parte: tertia deducta. Ma Terzia si chiamava anche una figlia di Servilia, sposa di C.Cassio, e perciò Cicerone intendeva dire, con un’allusione assai pesante, che amante di Cesare era stata non solo Servilia, ma anche la figlia Terzia. La forza comica di un motto si percepisce integralmente solo se l’uditorio ha una conoscenza preventiva e esauriente di personaggi e vicende. Cicerone sta a cena da Damasippo, che fa portare in tavola un vino mediocre e nel presentarlo la spara grossa: questo Falerno ha quaranta anni. E l’oratore: li porta bene. E’ un altro esempio di comico da ellissi: ma molto più di noi hanno riso quei Romani che conoscendo Damasippo riuscivano a “ drammatizzare “ la scena e a “ vedere ” i gesti e le smorfie dell’uomo che decantava enfaticamente il mediocre suo vino. E la stessa cosa vale per Publio Cornelio Lentulo Dolabella, genero di Cicerone, un nanetto, exiguae staturae, che si presenta in pubblico con una lunga spada che gli pende dal fianco. E il suocero non lo risparmia: Chi ha legato mio genero a una spada ?. Cicerone esercita questa mordace comicità da inversione anche contro un altro nanetto, il fratello Quinto. Attraversando la provincia d’ Asia, che Quinto aveva amministrato, egli lo vede raffigurato in un dipinto con un busto enorme, secondo la moda: Mio fratello, esclama, a metà è più grande che tutto intero. Plutarco riconosce che è proprio dell’ oratore servirsi di battute anche abbastanza amare contro nemici e avversari, ma a parer suo Cicerone esagerò: metteva in ridicolo chiunque gli capitasse a tiro, e questo gli procurò l’astio di molti. Certamente quello di Voconio, che un giorno, accompagnato dalle sue bruttissime figlie, si imbatté nell’oratore, il quale commentò impietoso: costui ha fatto figli contro la volontà di Febo Apollo. Crasso fu un facile bersaglio. Tutti sapevano quanto fosse smisurata la sua avidità: ma poiché egli diceva di ammirare gli Stoici, Cicerone gli domandò argutamente se per caso tanta ammirazione non venisse ispirata dalla massima che il filosofo stoico è padrone di tutto. Chiacchiere maligne si addensavano sulla fedeltà della moglie di Crasso, perché uno dei figli assomigliava troppo a un certo Assio: un giorno, dopo aver ascoltato uno splendido discorso che il triumviro aveva tenuto in senato, Cicerone espresse in lingua greca il suo elogio: axios Krassou, è un discorso degno di Crasso. E’ probabile che i Metelli avessero una predisposizione a tirarsi addosso i colpi dell’umorismo. A Metello Nepote che in una discussione gli chiese più volte. “ Ma tu, Cicerone, di chi sei figlio ? ” l’oratore ribatté: “ a te tua madre ha reso troppo difficile questa risposta .”: la madre di Metello, dice Plutarco, non aveva costumi irreprensibili, e il figlio aveva fama di essere un voltagabbana cronico, eumetabolos. Quando Metello fece collocare sulla tomba del suo maestro Filagro un corvo di marmo, Cicerone approvò: “ Hai fatto la cosa giusta: egli, più che a parlare, ti ha insegnato a volare di qua e di là.”. ( Plutarco, Vita di Cicerone, 26-27).
Troverebbe “le battute” adatte a colpire i corvi svolazzanti di oggi?
San Gennaro Vesuviano, l’unico candidato sindaco può già festeggiare grazie al quorum raggiunto
San Gennaro Vesuviano non ha dovuto attendere l’esito delle urne per conoscere il nome del sindaco che guiderà il paese per i prossimi cinque anni. L’unico candidato, Antonio Russo, appoggiato da una sola lista civica, infatti, ha dovuto solo aspettare il raggiungimento del quorum di elettori necessario (50% più 1) alla sua elezione.
Con il 69,49% degli elettori ha potuto festeggiare la conquista della fascia tricolore già oggi, così come i sedici candidati al Consiglio comunale. Russo era già stato sindaco dal 2014 al 2017, quando il consiglio comunale si sciolse per le dimissioni della maggioranza dei consiglieri, portando l’ente al commissariamento durato fino ad oggi.
Russo, medico ortopedico, nei mesi scorsi aveva anche festeggiato l’assoluzione con formula piena dalle accuse di truffa ai danni di assicurazioni, ed era stato l’unico a non ricorrere alla prescrizione preferendo affrontare il processo, sicuro della sua innocenza poi sancita dal tribunale.
Amministrative, Comuni del napoletano: i dati ufficiali e definitivi dell’affluenza alle urne
Grazie ai dati ufficiali forniti dalla Prefettura siamo in grado di comunicare le percentuali di affluenza alle urne nei Comuni della Città Metropolitana di Napoli interessati dalle amministrative.
Di seguito l’elenco:
CAIVANO 69,70% (75,06 alle precedenti elezioni comunali)
CALVIZZANO 74,35% (80,59 alle precedenti elezioni comunali)
CARDITO 73,40% (73,17 alle precedenti elezioni comunali)
CASALNUOVO DI NAPOLI 74,38% (73,26 alle precedenti elezioni comunali)
CASAMARCIANO 79,04% (81,42 alle precedenti elezioni comunali)
CASANDRINO 70,91% (65,70 alle precedenti elezioni comunali)
CASAVATORE 66,12% (63,58 alle precedenti elezioni comunali)
ERCOLANO 68,23% (69,83 alle precedenti elezioni comunali)
FRATTAMAGGIORE 79,10% (80,30 alle precedenti elezioni comunali)
GIUGLIANO IN CAMPANIA 64,30% (63,77 alle precedenti elezioni comunali)
GRUMO NEVANO 71,85% (70,04 alle precedenti elezioni comunali)
LACCO AMENO 78,56% (70,11 alle precedenti elezioni comunali)
MARIGLIANELLA 78,74% (81,23 alle precedenti elezioni comunali)
MARIGLIANO 73,15% (75,18 alle precedenti elezioni comunali)
MASSA LUBRENSE 59,58% (65,03 alle precedenti elezioni comunali)
MONTE DI PROCIDA 65,34% (63,86 alle precedenti elezioni comunali)
MUGNANO DI NAPOLI 70,70% (70,92 alle precedenti elezioni comunali)
POGGIOMARINO 72,59% (76,57 alle precedenti elezioni comunali)
POMIGLIANO D’ARCO 76,22% (75,67 alle precedenti elezioni comunali)
POMPEI 74,39% (74,26 alle precedenti elezioni comunali)
PROCIDA 74,91% (73,28 alle precedenti elezioni comunali)
SAN GENNARO VESUVIANO 69,49% (83,28 alle precedenti elezioni comunali)
SAN GIORGIO A CREMANO 69,46% (66,04 alle precedenti elezioni comunali)
SAN PAOLO BEL SITO 89,12% (81,73 alle precedenti elezioni comunali)
SANT’ANASTASIA 75,20% (76,10 alle precedenti elezioni comunali)
SAVIANO 75,12% (75,71 alle precedenti elezioni comunali)
SORRENTO 66,64% (69,36 alle precedenti elezioni comunali)
TERZIGNO 73,91% (77,88 alle precedenti elezioni comunali)
Particolarmente virtuosi i Comuni del nolano, come San Paolo Bel Sito (quasi +8%), Casamarciano e Mariglianella, che fanno registrare un dato particolarmente alto. Flessioni contenute ma ampiamente paventate sia a Marigliano che a Sant’Anastasia, città stressate da vicende giudiziarie che hanno coinvolto gli ex primi cittadini. Affluenza in flessione, nonostante l’accorpamento dell’election day, in molti degli altri 24 Comuni dell’ex provincia di Napoli: leggero aumento, tuttavia, in grandi città come Pomigliano d’Arco, San Giorgio a Cremano e Pompei. Da sottolineare, infine, l’exploit di Lacco Ameno.





