Somma Vesuviana, il Tar annulla la procedura per l’assunzione di due centralinisti non vedenti

La sentenza definitiva della quinta sezione del Tar Campania dà ragione al ricorrente, terzo classificato: il vincitore era sprovvisto dei titoli, non era in possesso del diploma di scuola superiore richiesto dallo stesso avviso con il quale si indiceva la procedura. Era settembre 2019 quando il Tar Campania si pronunciava accogliendo il ricorso del terzo classificato nella graduatoria approvata dal comune di Somma Vesuviana con determina 413 (pubblicata il 26 giugno dello stesso anno) e sospendendo la suddetta perché non efficace. Quella determina, che approvava anche i verbali della commissione esaminatrice, si riferiva alla procedura di mobilità esterna volontaria per la copertura di due posti a tempo (categoria B1 del profilo professionale centralinista non vedente) che era stata avviata con determina 612 del 29 ottobre 2018 e, un mese più tardi (27 novembre 2018, determina 675) si era proceduto all’ammissione con riserva e alla non ammissione dei candidati. La commissione esaminatrice era stata nominata il 7 dicembre 2018 e vi si era aggiunto poi un componente esterno con determina 230 del 9 aprile 2019.  Colloqui e prova tecnica risalgono al 18 giugno 2019, la determina del 26 dello stesso mese approvava i verbali, ed è questa che era poi stata sospesa dal tribunale amministrativo regionale su istanza del terzo classificato. Allora il Tar Campania (sezione quinta) si pronunciò – era il 25 settembre 2019 –  contro il Comune di Somma Vesuviana e nei confronti degli altri due partecipanti al bando (primo e secondo in graduatoria). Dopo aver sentito le parti e i difensori, il relatore di camera di consiglio del Tar ritenne il ricorso «assistito dal prescritto fumus boni iuris (ndr, sufficienti presupposti ad applicare un istituto giuridico) con riguardo ai motivi riguardanti la violazione di articoli specificati nel bando». In particolare, l’ordinanza del Tar rileva che gli articoli e 2 (dell’avviso, inerente i requisiti di ammissione) e l’articolo 5 (del bando) non potevano e non possono essere disattese poiché dettate dalla stessa amministrazione. Accolto il ricorso e sospesa dunque la procedura, fu fissata l’udienza pubblica. Da allora, con molta acqua passata sotto i ponti, si è arrivati alfine alla sentenza e anche questa dà torto al comune di Somma Vesuviana, condannando l’amministrazione ad una nuova valutazione dei titoli e all’attribuzione di un valido giudizio di merito ai fini dell’utile collocazione del ricorrente in graduatoria. A dire il vero il Comune di Somma Vesuviana, che si era costituito in giudizio (dunque affidando anche incarichi retribuiti ai legali) aveva provato a eccepire l’inammissibilità dell’azione sostenendo che il Tar non avesse giurisdizione sulla controversia, così avevano fatto anche il primo ed il secondo classificato in graduatoria. Ma il 21 luglio 2020, dopo un’udienza, la causa è stata trattenuta, dimostrando con numerosi casi e sentenze la suddetta giurisdizione. Detto ciò, nel merito il Tar ha stabilito, con la sentenza pubblicata ieri, 12 ottobre 2020, che il terzo classificato, presentatore del ricorso, aveva ragione. I fatti? Semplice, il vincitore non aveva i titoli richiesti dall’avviso e non parliamo di curricula da docenti universitari, bensì del diploma di scuola superiore richiesto dallo stesso avviso (art. 2) con il quale si indiceva la procedura.  Già, perché il candidato in questione ha esibito sì un diploma ma non di un istituto superiore bensì un “diploma” di qualifica professionale di centralinista telefonico conseguito dopo un corso durato due anni. Un titolo di studio che, ad avviso del tribunale, non può essere in nessun modo considerato né assimilabile, né equipollente, a quello richiesto per partecipare alla procedura. Il Tar (quinta sezione) ha puntato il dito anche su altro, rispetto alla procedura, vale a dire sui punteggi assegnati dalla commissione esaminatrice che ha assegnato «in aperta violazione della regola concorsuale, oltre che dei principi di equità e ragionevolezza», il medesimo punteggio a tutti i candidati. «Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Napoli (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla in parte qua l’impugnata graduatoria relativa alla procedura di mobilità svolta dal Comune di Somma Vesuviana» – recita la sentenza.

Somma Vesuviana, covid 19, il sindaco scrive al Prefetto per un potenziamento delle Forze dell’Ordine sul territorio

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “In questi minuti ho scritto al Prefetto di Napoli chiedendo un potenziamento delle Forze dell’Ordine sul territorio al fine di rafforzare i controlli. Ben 36 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime ore. Il tutto anche grazie ad una festa di compleanno”.   “In questo momento ho scritto al Prefetto di Napoli. Ben 36 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime ore a Somma Vesuviana.  In questi minuti ho scritto al Prefetto. Siamo a rischio chiusura, un rischio che voglio scongiurare perché ne risentirebbe l’economia del territorio. In queste ore stiamo valutando misure più stringenti. Servono anche altre forze in campo. Al Prefetto, in questi minuti ho chiesto un potenziamento della presenza delle Forze dell’Ordine sul territorio di Somma Vesuviana al fine di intensificare i controlli e renderli più incalzanti supportando la Polizia Municipale che comunque sta operando in modo egregio. Sono in stretto contatto con le Autorità Sanitarie Locali per seguire costantemente la situazione ed adottare nelle prossime ore misure stringenti ed avere il quadro chiaro della situazione. Chiedo a tutti i cittadini un grande senso di responsabilità. Abbiamo avuto un impennata di casi, grazie anche ad una festa di compleanno con la partecipazione di molte persone. Con questi atteggiamenti si rischia non solo di mettere in pericolo la salute delle persone ma anche l’economia già duramente provata. Ora a Somma Vesuviana abbiamo 122 casi totali, di cui 89 positivi attivi ma abbiamo anche 170 persone in isolamento. Alla luce di tali eventi posso dire con serenità che abbiamo fatto bene a chiudere nei giorni scorsi, in via precauzionale le scuole per evitare spostamenti e relazioni interpersonali. Sto acquisendo anche i dati dai dirigenti scolastici.  I genitori possono stare tranquilli perché se e quando riapriremo le scuole lo faremo in sicurezza.”. Lo ha affermato ora, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Il sindaco parteciperà questa sera alle ore 18 e 40 alla diretta tv su Telecapri ed alle ore 19 e 20 Piuenne Tv.

Ottaviano, scuole e Comune adottano nuove soluzioni anti-covid

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Ottaviano.

A Ottaviano scuole e Comune trovano un percorso condiviso per affrontare l’emergenza sanitaria e gestire nel migliore dei modi sia i casi sospetti che quelli accertati di covid – 19. È quanto emerge da un incontro che il sindaco Luca Capasso, l’assessore alle politiche scolastiche Virginia Nappo e la responsabile dell’ufficio scuola hanno tenuto con tutti i dirigenti scolastici della cittadina vesuviana, sia degli istituti comprensivi che di quelli superiori. Si è convenuto, infatti, di impegnarsi nel garantire massima trasparenza e tempestività nella comunicazione dei contagi e nella predisposizione delle sanificazioni, per evitare il più possibile polemiche ed equivoci.

Inoltre, Comune e scuole hanno concordato che, in caso di contatto diretto con un positivo da parte di un alunno, l’intera classe va in “dad” (didattica a distanza) fino al riscontro del tampone. Secondo il vigente protocollo, infatti, una classe è tenuta ad andare in “dad” solo dopo la positività di un alunno o di un docente e non in caso di contatto diretto con un positivo (per esempio un genitore o un parente convivente).

“Abbiamo compiuto un significativo passo avanti nel coordinamento delle azioni e nella condivisione dei processi decisionali. Siamo consapevoli che il lavoro da fare è tanto e che l’emergenza che stiamo vivendo è terribile, tuttavia riteniamo che restare uniti sia fondamentale. Ringraziamo di cuore i dirigenti scolastici per la disponibilità e l’attenzione”, spiegano il sindaco Luca Capasso e l’assessore alle politiche scolastiche Virginia Nappo.

Somma Vesuviana, festa di compleanno : 36 nuovi casi positivi, Di Sarno:” Un tavolo tecnico e poi valuterò misure più stringenti”

Riceviamo e pubblichiamo dal comune di Somma Vesuviana                                         Di Sarno (Somma Vesuviana): “Ben 36 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime ore. Il tutto anche grazie ad una festa di compleanno. Nei prossimi minuti valuterò misure stringenti dopo tavolo tecnico con Asl e tutti i dirigenti scolastici per una mappatura reale anche nelle scuole”.   “Siamo a rischio chiusura, un rischio che voglio scongiurare perché ne risentirebbe l’economia del territorio. Ben 36 nuovi casi di Coronavirus nelle ultime ore a Somma Vesuviana. A breve convocherò un tavolo tecnico con l’Asl per valutare misure molto stringenti. Chiedo a tutti i cittadini un grande senso di responsabilità. Abbiamo avuto un impennata di casi, grazie anche ad una festa di compleanno con la partecipazione di molte persone. Non è possibile che questo accada. Con questi atteggiamenti si rischia non solo di mettere in pericolo la salute delle persone ma anche l’economia già duramente provata. Ora a Somma Vesuviana abbiamo 122 casi totali, di cui 89 positivi attivi ma abbiamo anche 170 persone in isolamento. In mattinata convocherò tutti i dirigenti scolastici per un incrocio di dati e fare una mappatura della situazione reale anche nell’ambito scolastico”. Lo ha affermato ora, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.

Acerra, covid 19, il sindaco chiude i circoli ricreativi, il Parco Urbano e la Villa comunale

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 Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Acerra

 

il sindaco  Lettieri: “Da domani chiusi anche il Parco Urbano e la Villa comunale. Necessario ma bisogna essere più responsabili”

Con Ordinanza sindacale n. 49 del 11/10/2020 il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha disposto la chiusura dei circoli ludico ricreativi sul territorio comunale, allo scopo di contrastare e contenere la diffusione del contagio da Covid-19 sul territorio comunale, con decorrenza da lunedì 12/10/2020 e fino al giorno lunedì 30/11/2020.

Il Sindaco Raffaele Lettieri ha annunciato: “Domani chiuderà anche il Parco Urbano e la Villa Comunale di via Manzoni. E’ una stretta necessaria sulle attività sicuramente non necessarie, basata anche sulla difficoltà di controllare effettivamente che all’interno di tutti i circoli i frequentatori osservino le regole. Sappiamo molto bene che tutto questo non basta, occorre necessariamente che si osservino comportamenti più rigorosi di distanziamento interpersonale che evitino una chiusura totale di tutto. Voglio fare mie le parole pronunciate qualche giorno fa dal Presidente della Repubblica, Sergio Matterella che ci ha ricordato che “la libertà non è un fatto esclusivamente individuale, ma si realizza insieme agli altri richiedendo responsabilità e collaborazione”. Per combattere il coronavirus non bastano le norme, le ordinanze, i decreti o il controllo, che sono strumenti sicuramente importanti e necessari, ma quello che conta è il comportamento di tutti, nessuno escluso. Dobbiamo essere più responsabili, bisogna evitare contatti ravvicinati e mantenere la distanza di almeno un metro dagli altri, nonché coprire mento, bocca e naso con la mascherina e lavare le mani frequentemente”.

Ottaviano, chiusa la scuola media del plesso D’Annunzio per emergenza covid: si prosegue con la DAD

Era già da qualche giorno che si vociferava di una possibile chiusura di una o più scuole ma la comunicazione ufficiale è arrivata soltanto ieri sera, sabato 10 ottobre: scuola media G. D’annunzio chiusa per emergenza covid. A partire dalla giornata di domani, lunedì 12 , inizierà un percorso DAD, più o meno breve, per tutte le classi della S. Secondaria di I grado a causa della positività di due docenti e quattro alunni; per la Scuola Primaria, invece, si parla di contatti avuti da alcuni alunni con persone positive in ambito familiare e di due docenti in attesa di tampone. Dunque soltanto alcune classi della S. Primaria utilizzeranno la didattica a distanza, mentre per tutte le altre le lezioni si svolgeranno in presenza.  In attesa che l’Asl si pronunci sulla questione, la dirigente scolastica Anna Fornaro comunica la decisione presa “al fine di garantire il pieno diritto allo studio nella tutela del diritto alla salute ed al benessere educativo.” Una decisione non certo facile da prendere ma che sa di responsabilità e preoccupazione soprattutto per i prossimi mesi. Il rischio di una chiusura definitiva sembra essere piuttosto alto considerando il numero spropositato di contagi in Campania e se è vero che, come dice il Sindaco Capasso, “il virus viene portato all’interno delle scuole dalle persone, non è già lì” il rischio di contagio proprio negli istituti c’è, dunque forse la scelta di chiudere e attendere le direttive delle istituzioni competenti (con i canonici 15 giorni di isolamento) non sembra essere la decisione più assurda di tutte. (clicca sulla circolare) dad 12 ottobre

Sant’Anastasia, lettera firmata: “Escrementi di cane ad ogni passo”

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera da un cittadino di Sant’Anastasia
Egregio direttore,
sono un cittadino di Sant’Anastasia che cerca di dare un modesto contributo alla comunita’, segnalando indecorose carenze di servizi, ma anche di inciviltà.
Gli escrementi non raccolti sono segno di inciviltà da parte del cittadino ma anche una mancanza dei servizi preposti al controllo e alla pulizia dei luoghi stessi.
SANT’ANASTASIA, terra di nessuno… o terra di chiunque voglia fare i propri comodi, incurante delle regole del vivere civile.
La denuncia di oggi é per conto di quei cittadini stanchi di abusi perpetrati da incivili proprietari di cani che, incuranti delle conseguenze, sporcano i marciapiedi.
A chi non è capitato di fare incontri ravvicinati di primo tipo? …Parlo di merde calpestate.
Ieri in una breve passeggiata ho sfiorato (DICIMM) la FORTUNA e l’ho immortalata, nelle foto che seguono.
Purtroppo tra i non pochi problemi di inciviltà che esistono in paese, quello degli escrementi dei cani che non vengono raccolti dai propri padroni, è divenuto un fenomeno dilagante.
E’ ovvio che la colpa non è dell’animale, ma di chi a lui dovrebbe provvedere che, armato preventivamente di appositi sacchettini, dovrebbe rimuoverli.
Ma a quanto pare l’incuria dilaga, ed il mio risentimento é ancora più grande quando penso – ai non vedenti – che si spostano da soli con il solo ausilio del bastone e della memoria del percorso.
Io stesso sono stato spettatore di questo scempio proprio sul corso principale di Sant’Anastasia.
AUSPICO, che I possessori di cani si sensibilizzino riguardo a questa problematica che voglio ricordare é punibile con sanzione fino a 103 euro e qualora gli escrementi vadano ad imbrattare o deturpare cose altrui o mezzi di trasporto altrui o pubblici, la multa può arrivare anche a 1.000 euro oltre alla reclusione da 1 a 6 mesi.
 Ciro Notaro

Dopo l’Unità d’Italia, tavernieri e bettolieri vesuviani cercano di capire se la “musica è sempre la stessa”

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L’abbondanza di pane e di vino dava la misura di una “sospetta agiatezza dell’infima classe”.Le bettole e le taverne sono, nel 1861, gli “spazi” più adatti per capire quale sia la situazione dell’ordine pubblico.  Bettolieri e tavernieri danno informazioni ai briganti e alle forze dell’ordine. Anche i “galantuomini” e le “gentildonne” non prendono posizioni nette: il “caso” di Stanislao D’Aloe. La “vanità” del brigante Napodano  e l’incontro tra Pilone e la “monaca di casa” “del Terzigno” Francesca Ranieri.   Dopo l’unità d’Italia, le taverne continuarono ad essere i luoghi di confine tra il nuovo ordine e l’eterna inclinazione al disordine, e gli osti a interpretare il ruolo dell’ ambiguità, e il pane e il vino a fornire indizi e immagini della povertà onesta o di una improvvisa e sospetta larghezza di mezzi. Non a caso le autorità pretendevano che bettole e taverne venissero rigorosamente controllate dalle forze dell’ordine, ma spesso questi controlli si dimostrarono poco efficaci. Sebastiano Cimmino, ‘industriante e possidente ‘della contrada Avini di Terzigno, interrogato dal giudice Costantino durante le prime indagini sulla banda Pilone, così descrisse il ‘sospetto” Angelo Ranieri: ‘un ozioso, sfaticato, bettoliere’: uno che per “la sua ignoranza e condizione non poteva nutrire mire politiche di sorte alcuna’ e s’era arruolato nella banda solo per ‘soddisfare i suoi vizi’. . I vicini di casa invidiavano Vincenzo Lettieri, padre di una “druda”, – un’amante- di Pilone, perché il brigante forniva generosamente  ‘barrecchie di vino e ruoti di baccalà’ e quando, una sera, la banda fu ospitata dal sig. Menichini, ‘galantuomo’ e proprietario tra i primi di Terzigno, Francesco Napodano, uno dei più esaltati seguaci di Pilone, mandò a chiamare il padre, che era un misero bracciante, perché vedesse il figlio seduto alla tavola dei signori, e servito, e ‘vezzeggiato’. La ricerca del cibo e del vino guidava i passi dei briganti lungo i sentieri del Vesuvio, da un podere all’altro. Dalla casa di Salvatore Russo, bettoliere di Madonna dell’Arco, Barone portò via il bottino più ricco, e le masserie ‘la Zazzera,”, Caracciolo, Pianura, Ciciniello e Canesca furono per i banditi sicuro rifugio, luogo di amorosi convegni e dispensa di cibo e di vino. Nelle bettole briganti e forze dell’ordine si controllavano a vicenda, spesso servendosi degli stessi informatori, in una confusione di ruoli e di interessi che appare naturale conseguenza del passato e premessa significativa della storia futura delle terre vesuviane. Nella bettola ‘Ai quattro orologi’ di Portici si riuniva il gruppo di Nicola Scotto, per metà camorrista, per l’altra metà aspirante brigante, e totalmente coinvolto nel contrabbando delle armi, in cui c’era anche l’interesse, poco segreto in verità, di Stanislao d’Aloe, letterato, proprietario di cave, liberale dichiarato. Il bettoliere Raffaele Ottajano “Cannavella”, di Sant’Anastasia, fu amico di Barone; ma nella sua bettola i soldati seppero che Barone aveva trovato rifugio, l’ultimo, nella casa Palamolla di Pollena. Paolo Collaro, camorrista, era ‘conduttore’ di quella taverna del Mauro che apparteneva ai Medici di Ottajano e   da sempre era nodo strategico dei traffici per le terre vesuviane: vi allevava mastini napoletani, faceva la spia di Pilone e fingeva di non vedere che la moglie se la intendeva con il brigante. Nella bettola di Pasquale Lettieri a Boscotrecase  Pilone incontrava gli amministratori locali e gli ufficiali della Guardia Nazionale e banchettava con loro: e una volta brindò con la ” sciampagna “ che gli era stata offerta, con un raffinato mazzetto di sigari, dalla locandiera dell’Hotel Diomede di Pompei, sua ardente ammiratrice. La storia d’amore tra il brigante e la monaca di casa Francesca Ranieri si svolse “ al Terzigno”, nella masseria Santa Teresa, in una cornice più rustica, ma più viva di forti passioni gastroerotiche.  Quando la monaca di casa vi incontrò la prima volta Pilone – si era recata nel fondo per prendere la legna secca –  il brigante le disse che lui e i suoi avevano fame: e Francesca, certa che anche il dar da mangiare ai briganti era  “un atto pietoso “, tornò a casa, mise a cuocere     “ una misura e mezza di fagioli “ e vi  “mischiò una corrispondente quantità di pasta “: portò il tutto in campagna e lo distribuì agli affamati, che avevano con sé  “ molto pane di casa “.   Dopo qualche ora tornò a Santa Teresa con una  “ barrecchia “ di vino, ma non vi trovò nessuno. I briganti erano fuggiti per l’avvicinarsi di gente armata. Qualche giorno dopo Pilone tornò nella masseria e chiese alla donna  “ una frittura di baccalà “ da mangiare con il pane di Boscotrecase che i suoi tenevano nelle bisacce. Ebbero baccalà e vino, ma non poterono gustare in pace lo stuzzicante spuntino perché dall’alto del poggio videro pericolosi movimenti di soldati sulla via di Ottajano. Per la terza e ultima volta – disse la Ranieri al giudice- ella vide Pilone cinque o sei giorni dopo, quando il brigante le portò, con una notturna irruzione in casa sua, sette abitini della Madonna del Carmine:  “ dopo .vaghe parole, e dopo aver bevuto un bicchiere di vino, se ne andò via, né io più l’ho riveduto.”. Forse Pilone aveva cambiato cucina, preferendo le grazie e i menù di Carolina Esposito la Rossa, di Boscotrecase, che gli preparava quaglie e ‘stoccafisso in bianco’.  

Covid, 12 ore in fila per il tampone, Codacons presenta un esposto alle procure di Napoli e di Roma

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Riceviamo e pubblichiamo dal Codacons  

  12 ore in fila per fare tampone e’ tortura inaccettabile. troppe inefficienze e ritardi, magistratura indaghi su operato delle istituzioni. rischi sul fronte igienico e dell’ordine pubblico. Sul caos tamponi che si sta registrando in Italia incombe un esposto del Codacons che sarà presentato oggi alle Procure della Repubblica di Roma e Napoli, città dove si registrano i più gravi problemi e disservizi a danno dei cittadini.

L’impennata dei casi Covid non solo sta mettendo in allarme l’intera popolazione ma fa registrare un nuovo allarme con una vera e propria caccia al tampone da parte dei cittadini, iniziata in concomitanza con la ripresa a pieno ritmo di attività produttive e dell’anno scolastico – spiega il Codacons nell’esposto – Le persone che oggi decidono di sottoporsi al tampone e di utilizzare i drive-in allestiti dalle autorità sanitarie devono subire disagi immensi con attese infinite e ritardi nella comunicazione degli esiti degli esami.

Da nord a sud Italia il sistema appare in grave sofferenza: ore in coda ai drive-in con stress e tempo perso; attese fino a 6 giorni per avere il risultato dei test con conseguente obbligo per i sottoposti al tampone di restare chiusi in isolamento; centralini telefonici in tilt; regole che cambiano con frequenza; informazioni non sempre chiare su dove andare e cosa fare.

Tra le regioni più in difficoltà ci sono Lazio e Campania, con file fuori dalle strutture che arrivano anche a 10-12 ore.

A fronte di tale situazione inaccettabile che rappresenta un danno se non addirittura una forma di tortura per i cittadini, con pericoli sul fronte dell’ordine pubblico e su quello igienico (si pensi all’utilizzo del bagni pubblici in prossimità dei drive-in) il Codacons presenta oggi un esposto alle Procure di Roma e Napoli in cui si chiede “di accertare se possa essersi registrata, in concomitanza con l’impennata di casi Covid e con la corsa al tampone, una palese inefficienza a 360 gradi della P.A. comprese le responsabilità delle Regioni coinvolte, per non essere state in grado di organizzare in modo efficiente l’intero sistema  in modo tale da garantire nel rispetto dell’Ordine pubblico e del rispetto delle regole anti-assembramento,  l’espletamento delle procedure e soprattutto per non avere approntato e validato i tamponi rapidi o garantendo il risultato entro le 24 ore invece di 5-6 giorni attuali”.

Il Codacons invita infine i cittadini a segnalare all’associazione problemi, ritardi e criticità nella procedura per sottoporsi ai tamponi, inviando una mail all’indirizzo info@codacons.it

(fonte foto:rete internet)

Nola, diffuse liste dei cittadini in isolamento su whatsapp. Il sindaco: “Ho sporto denuncia contro ignoti”

«Un episodio increscioso!»: è così che il sindaco di Nola, Gaetano Minieri, descrive la situazione in cui numerosi cittadini sono costretti a vivere. Dati violati, zero privacy, il tutto a causa di ignoti che hanno messo in circolazione su alcuni gruppi Whatsapp intere liste con nomi, cognomi, numeri di telefono e indirizzi di residenza delle persone che attualmente si trovano in isolamento fiduciario. «Che degrado culturale!» commenta Cinzia Trinchese, già vicesindaco di Nola. Imminente la denuncia contro ignoti da parte del primo cittadino. A Nola scoppia la polemica in seguito al manifestarsi di un problema non di poco conto che sta facendo molto parlare di sé. Protagonista una fantomatica lista corredata di nomi, cognomi, numeri di telefono e indirizzi di residenza di tutti i cittadini che nel comune sono attualmente costretti a vivere in isolamento fiduciario a causa del virus che dilaga. «Un episodio increscioso» – commenta il sindaco Gaetano Minieri – che non può avere giustificazioni, ma certamente dei colpevoli. Forti le parole di Cinzia Trinchese, già vicesindaco di Nola e precedentemente assessore alla cultura e alla pubblica istruzione: «Quello che è accaduto è veramente disdicevole. Eppure quei dati vengono trasmessi esclusivamente agli uffici competenti per le dovute procedure. Chi ha avuto il barbaro coraggio di metterli in giro? Chi? E quali sono i provvedimenti presi? Viviamo il tempo del Covid, una influenza che spaventa, ma quello che più terrorizza sono quelli che vivono questo tempo solo per fare pettegolezzi, parlare a vanvera e alimentare il proprio ego, nutrendolo solo di cattiveria. Che degrado culturale!». Non tarda ad arrivare l’intervento del primo cittadino che, ancora in isolamento poiché positivo al Covid-19, insieme ai consiglieri comunali e all’amministrazione non ha mai smesso di lavorare per la propria comunità. Avviata una denuncia contro ignoti da parte del sindaco Gaetano Minieri, che così commenta: «Questo è veramente un fatto grave e poco rispettoso della privacy degli altri concittadini. Per questo motivo io stamattina alle 8:00 ho depositato ai carabinieri una denuncia contro ignoti per coloro che hanno divulgato queste notizie che non potevano essere assolutamente pubblicate».