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La sentenza definitiva della quinta sezione del Tar Campania dà ragione al ricorrente, terzo classificato: il vincitore era sprovvisto dei titoli, non era in possesso del diploma di scuola superiore richiesto dallo stesso avviso con il quale si indiceva la procedura.

Era settembre 2019 quando il Tar Campania si pronunciava accogliendo il ricorso del terzo classificato nella graduatoria approvata dal comune di Somma Vesuviana con determina 413 (pubblicata il 26 giugno dello stesso anno) e sospendendo la suddetta perché non efficace. Quella determina, che approvava anche i verbali della commissione esaminatrice, si riferiva alla procedura di mobilità esterna volontaria per la copertura di due posti a tempo (categoria B1 del profilo professionale centralinista non vedente) che era stata avviata con determina 612 del 29 ottobre 2018 e, un mese più tardi (27 novembre 2018, determina 675) si era proceduto all’ammissione con riserva e alla non ammissione dei candidati. La commissione esaminatrice era stata nominata il 7 dicembre 2018 e vi si era aggiunto poi un componente esterno con determina 230 del 9 aprile 2019.  Colloqui e prova tecnica risalgono al 18 giugno 2019, la determina del 26 dello stesso mese approvava i verbali, ed è questa che era poi stata sospesa dal tribunale amministrativo regionale su istanza del terzo classificato. Allora il Tar Campania (sezione quinta) si pronunciò – era il 25 settembre 2019 –  contro il Comune di Somma Vesuviana e nei confronti degli altri due partecipanti al bando (primo e secondo in graduatoria). Dopo aver sentito le parti e i difensori, il relatore di camera di consiglio del Tar ritenne il ricorso «assistito dal prescritto fumus boni iuris (ndr, sufficienti presupposti ad applicare un istituto giuridico) con riguardo ai motivi riguardanti la violazione di articoli specificati nel bando». In particolare, l’ordinanza del Tar rileva che gli articoli e 2 (dell’avviso, inerente i requisiti di ammissione) e l’articolo 5 (del bando) non potevano e non possono essere disattese poiché dettate dalla stessa amministrazione. Accolto il ricorso e sospesa dunque la procedura, fu fissata l’udienza pubblica. Da allora, con molta acqua passata sotto i ponti, si è arrivati alfine alla sentenza e anche questa dà torto al comune di Somma Vesuviana, condannando l’amministrazione ad una nuova valutazione dei titoli e all’attribuzione di un valido giudizio di merito ai fini dell’utile collocazione del ricorrente in graduatoria. A dire il vero il Comune di Somma Vesuviana, che si era costituito in giudizio (dunque affidando anche incarichi retribuiti ai legali) aveva provato a eccepire l’inammissibilità dell’azione sostenendo che il Tar non avesse giurisdizione sulla controversia, così avevano fatto anche il primo ed il secondo classificato in graduatoria. Ma il 21 luglio 2020, dopo un’udienza, la causa è stata trattenuta, dimostrando con numerosi casi e sentenze la suddetta giurisdizione. Detto ciò, nel merito il Tar ha stabilito, con la sentenza pubblicata ieri, 12 ottobre 2020, che il terzo classificato, presentatore del ricorso, aveva ragione. I fatti? Semplice, il vincitore non aveva i titoli richiesti dall’avviso e non parliamo di curricula da docenti universitari, bensì del diploma di scuola superiore richiesto dallo stesso avviso (art. 2) con il quale si indiceva la procedura.  Già, perché il candidato in questione ha esibito sì un diploma ma non di un istituto superiore bensì un “diploma” di qualifica professionale di centralinista telefonico conseguito dopo un corso durato due anni. Un titolo di studio che, ad avviso del tribunale, non può essere in nessun modo considerato né assimilabile, né equipollente, a quello richiesto per partecipare alla procedura. Il Tar (quinta sezione) ha puntato il dito anche su altro, rispetto alla procedura, vale a dire sui punteggi assegnati dalla commissione esaminatrice che ha assegnato «in aperta violazione della regola concorsuale, oltre che dei principi di equità e ragionevolezza», il medesimo punteggio a tutti i candidati.

«Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania, Napoli (Sezione Quinta), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie nei termini di cui in motivazione e, per l’effetto, annulla in parte qua l’impugnata graduatoria relativa alla procedura di mobilità svolta dal Comune di Somma Vesuviana» – recita la sentenza.