Saviano, cerimonia di proclamazione e insediamento per il Sindaco eletto Vincenzo Simonelli 

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Saviano
“Rappresentare una comunità significa essere portavoce delle istanze di tutti: un impegno che ho assunto dall’inizio del mio percorso con serietà e coerenza, ma soprattutto con la consapevolezza che la crescita di un paese può avvenire soltanto attraverso un cammino unitario, capace di ridare ai cittadini una funzione primaria nella nostra società. Il ruolo istituzionale che da oggi ricopro rappresenta per me un onore indescrivibile, e mi impone un altissimo senso di responsabilità nei confronti di una comunità che ha bisogno di ritrovare serenità e unità: soltanto lavorando insieme, quotidianamente, possiamo di nuovo essere un paese. Questa dev’essere la strada, quella della fiducia reciproca tra istituzioni e cittadini, non più distanti ma vicini: un obiettivo che cercheremo di raggiungere facendo ogni sforzo possibile, cercando di tenerci per mano e di non perderci mai”.
Subito dopo la proclamazione, l’avv. Simonelli ha adottato il suo primo atto. Con ordinanza n. 116 del 14.10.2020 infatti, il Sindaco ha sospeso il mercato settimanale del venerdì a partire dal 16 p.v. e fino al 23 ottobre, al fine di contenere e contrastare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 e tutela la popolazione dal rischio di contagio.

Rapinarono in un esercizio commerciale di Pollena Trocchia, misura cautelare nei confronti di 2 rapinatori

All’esito di un’articolata attività d’indagine, i Carabinieri della Tenenza di Cercola sono riusciti a mettere le manette ai polsi di un 24enne e un 20enne del posto, che il 5 settembre scorso aveva effettuato una violenta rapina in un esercizio commerciale di Pollena Trocchia. Quella notte, armati di una spranga di ferro, avevano danneggiato la vetrata dell’esercizio commerciale per poi minacciare i due proprietari, una giovane coppia, costringendoli infine a farsi consegnare tutto l’incasso della giornata, ovvero ben 1500 euro in contanti; i due malviventi erano poi riusciti a scappare a bordo di un’auto bianca, che le vittime non hanno saputo riconoscere. Dopo una serrata attività investigativa, i due rapinatori sono stati riconosciuti dai militari della Tenenza di Cercola e, dopo una richiesta di misura cautelare dall’AG di Nola, ieri sera i Carabinieri hanno dato esecuzione alla custodia in carcere nei loro confronti, acciuffandoli e traducendoli alla casa circondariale di Napoli Poggioreale.

Somma Vesuviana, progetto dell’UE Erasmus plus: la straordinaria esperienza del Liceo Torricelli

FIJU: Folklore is joining us.  E’ questo il titolo del progetto Erasmus plus, terminato lo scorso giugno, che ha visto protagonisti il Liceo “E. Torricelli” di Somma Vesuviana e il Gymnazium  “Ladislava Jarose” di Holesov , in  Repubblica Ceca.   Grazie alla intraprendenza di un vivace team di docenti, il nostro liceo ha partecipato ad un progetto biennale (2018-2020) di scambio internazionale nell’ambito di un  programma dell’UE per l’istruzione denominato per l’appunto Erasmus plus, grazie al quale ogni anno milioni di europei hanno  l’opportunità di studiare, formarsi, acquisire esperienza  all’estero. Dopo aver concordato un tema di interesse comune, insegnanti ed alunni di entrambe le scuole  hanno lavorato con entusiasmo ed energia per far conoscere , le tradizioni più antiche, quelle legate alla terra e tramandate dai propri antenati.  Dapprima i ragazzi si sono conosciuti attraverso i social ed hanno iniziato ad avere i primi confronti, ma il momento più importante e significativo è stato quando hanno potuto vedersi di persona , ospitandosi a vicenda, condividendo le proprie vite.   Nell’aprile del 2019 abbiamo ospitato la delegazione dei ragazzi e dei docenti cechi, mostrandogli il nostro modo di fare scuola, le nostre abitudini e le usanze del territorio sommese e napoletano, non dimenticando di far assaggiare i nostri prodotti e le nostre specialità.  Alla fine di Novembre 2019 è toccato ai nostri ragazzi visitare il liceo  di Holesov, vedere da vicino la loro quotidianità scolastica e vivere le tradizione natalizie ceche.  Partecipare ad un progetto Erasmus  non significa partecipare ad un semplice scambio culturale, ma vivere un’esperienza dalle profonde ricadute su studenti e docenti. Il confronto con diverse realtà e professionalità straniere  ha permesso ai nostri ragazzi  di acquisire stimoli per  guardare la realtà con gli occhi degli altri; superare stereotipi e insicurezze che talvolta ostacolano la comprensione di altre culture; costruire una cittadinanza universale favorendo iniziative di scambi anche fuori l’ambiente scolastico tradizionale. Anche per i docenti il confronto con una realtà diversa ha rappresentato un momento di crescita professionale, soprattutto  perché un’esperienza del genere allarga la mente e cambia la prospettiva verso il tuo lavoro, la tua scuola, i tuoi colleghi, i tuoi studenti, ma prima di tutto verso te stesso come insegnante. Importantissima, infine, la multiculturalità con una pluralità di punti di vista, civiltà, atteggiamenti, modi diversi di porsi, che solo la convivenza, seppur temporanea, con persone di diversa cultura può portare. Purtroppo  l’emergenza Covid 19, scoppiata all’improvviso lo scorso marzo, non ci ha permesso di confrontarci da vicino un’ ultima volta  e gli incontri finali sono avvenuti sono attraverso i mezzi informatici, ma ciò non ha sminuito la portata di questa bellissima avventura e quello che essa ha rappresentato per tutti noi. In attesa di un ritorno alla normalità , siamo già al lavoro per il prossimo Erasmus plus…  

Il toscano Fucini non capì, nel 1877, il linguaggio dei gesti di un “ostricaro fisico” napoletano….

Fucini chiama questo modo di esprimersi “gergo semaforico”.Su richiesta di Pasquale Villari, lo scrittore toscano viene a Napoli nel 1877 e descrive le condizioni in cui vive il popolo nel libro “Napoli a occhio nudo”. E’ aspro il suo giudizio sull’abitudine dei Napoletani di comunicare anche con i forestieri solo attraverso gesti e “smorfie”. Il “dialogo” di Fucini con l’”ostricaro fisico” Salvatore Capezzuto. La strana storia di quel “fisico” aggiunto a “ostricaro”.   Agli inizi degli anni’70 dell’Ottocento Pasquale Villari progettò di chiedere a un importante scrittore italiano un libro sulle condizioni di vita della plebe napoletana, un’inchiesta che fotografasse la realtà e non si arrendesse al fascino impuro dei molti, coloriti luoghi comuni e degli stereotipi che nelle “memorie di viaggio”, quelle degli stranieri soprattutto, nascondevano e falsavano la verità dei fatti. Pasquale Villari voleva un libro che illustrasse agli Italiani e al governo la drammatica realtà della “questione napoletana”. Si rivolse a Edmondo De Amicis, che però non accettò l’invito: invece, Renato Fucini, che l’intellettuale napoletano contattò subito dopo il rifiuto dello scrittore ligure, si dichiarò felice per               “l’onore”. Fucini venne a Napoli nella primavera del 1877, vi soggiornò per un mese e durante le passeggiate esplorative per la città gli fecero da guida Virginia Villari, sorella di Pasquale e moglie di Domenico Morelli, e Telemaco Signorini, che era venuto a Napoli per l’Esposizione di Pittura. Ma le indicazioni più importanti gliele diede Giustino Fortunato, il quale gli chiese di raccontare il popolo di Napoli liberandosi dai “pregiudizi”: da quelli positivi, come “l’eterna allegria e il contentarsi del poco”, e da quelli negativi, “l’indolenza, l’ineducazione, l’inclinazione al furto”. Nel 1878 Fucini pubblicò, con la casa editrice “Le Monnier”, il suo racconto della città nella forma di lettere inviate a un amico e diede al libro un titolo che piacque a Villari e a Giustino Fortunato, “Napoli a occhio nudo”. Parve a qualcuno che Fucini nella descrizione dei vicoli e dei miseri che cercano il cibo nei cumuli dei rifiuti usasse in misura eccessiva il color nero, ma in realtà egli fu imparziale nel cogliere le contraddizioni di un sistema sociale e di una cultura che nel bene e nel male presentavano caratteri particolari, che sarebbe stato impossibile trovare nelle altre regioni italiane. Ma il  racconto di Fucini si fa duro e assume i caratteri dell’ingiuria quando egli descrive l’abitudine dei plebei napoletani di parlare per gesti e smorfie: “allorché parlano, la lingua è il membro che soffre minore attrito di tutti. Chiudono gli occhi, li riaprono e li battono come bertucce…conversano e esprimono i più riposti sentimenti dell’animo con un gergo tacito che chiamerei semaforico, corrugando la fronte, stralunando gli occhi e lavorando di braccia, di mani e di dita come allievi perfetti del più accreditato istituto di sordomuti.”. E come esempio lo scrittore porta il suo “colloquio” con Salvatore Capezzuto, “ostricaro fisico” che vendeva ostriche, vongole e cozze a Santa Lucia, “la capitale degli ostricari”. Ma che significa quel “fisico” attributo del termine “ostricaro”? Nella seconda metà del Settecento molti medici napoletani incominciarono a presentarsi, e a firmarsi, con il titolo non più solo di “dottore”, ma di “dottor fisico”, perché fosse chiaro che la loro “arte” si fondava non su qualche nozione appresa a memoria, ma sulla “fisica”, sulla ricerca scientifica approfondita e ininterrotta. Questo titolo divenne rapidamente bersaglio di ironia, anche in ambienti plebei. In un verbale di polizia del marzo del 1839 si dice che Giovanni Veneruso, del quartiere Stella, chiedeva la tangente ai banchi del lotto clandestino presentandosi come “guappo fisico”. Si racconta che fu Ferdinando I ad autorizzare il suo “ostricaro” di fiducia a inalberare sul  banco il cartello con il titolo di “ostricaro fisico”, che venne rapidamente copiato anche dagli altri “ostricari”. Dunque, Renato Fucini chiede a Capezzuto: “Avete vongole, compare?”. “Il compare alza la testa e chiude gli occhi. Fucini non capisce che questa è una risposta, e ripete la domanda. “Nuova alzata di testa e nuova chiusura di occhi del compare con una tirata di fiato che vuol dire: m’avete rotto…”. Fucini non capisce nemmeno questa volta, e alza la voce: “Vongole, volevo un mezzo franco di vongoleee”. A questo punto Capezzuto, non un “ostricaro” qualsiasi, ma  un “ostricaro fisico”, uno scienziato, insomma,  avendo compreso che il cliente è “uno stupido”, lo interrompe “dignitosamente indispettito” e “grida con voce robusta: Non ne dengooo“. Commenta Fucini:“ Ha ragione, povero signor Salvatore! E chi è quel piemontese di Firenze tanto imbecille da non capire che una alzata di testa e una chiusura d’occhi in buon italiano vuol dire: “non ne ho”? “. Aveva ragione D’Azeglio: fatta l’Italia, bisognava fare gli Italiani.

Somma Vesuviana, covid, oggi altri 7 positivi. In totale i contagiati sono 129 di cui 96 positivi attivi

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.   Nuovi casi Covid ma gli effetti delle decisioni adottate potranno esserci nelle prossime settimane. Stampa nazionale mette in evidenza il forte senso di responsabilità che siamo riusciti a trasmettere all’opinione pubblica. Noi puntiamo sulla responsabilità soggettiva delle persone, ho fiducia nei miei cittadini”.   “Oggi registriamo altri 7 positivi per un totale di 129 con 96 positivi attivi. Aumentano i guariti e diminuiscono le persone in isolamento. Oggi abbiamo 145 persone in isolamento. Le prime azioni concrete sono state adottate. Abbiamo chiuso i 5 plessi afferenti la Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco/Summa Villa” ma anche i 5  riguardanti il Primo Circolo Didattico delle Scuole Elementari ed abbiamo chiuso il Terzo Circolo Didattico sempre delle elementari. Per tutti è stata programmata la Didattica a Distanza. La novità sarà la Didattica a Distanza anche per i bambini delle scuole elementari. Chiusura delle classi per circa 15 giorni. Si tratta di un provvedimento adottato di concerto con i dirigenti scolastici. Alla luce di questi eventi la chiusura precauzionale delle scuole, attuata già la scorsa settimana, si è rivelata essere una scelta saggia ed ugualmente quella riguardante l’uso delle mascherine all’aria aperta. Somma Vesuviana è stato il primo comune ad anticipare decreti ed ordinanze nazionali. Dunque gli effetti di queste decisioni speriamo di vederli nelle prossime settimane.  Ogni cittadino deve essere vigile urbano del proprio paese. La stampa nazionale giunta a Somma Vesuviana ha messo in evidenza il forte senso di responsabilità dei sommesi notando il come tutti stiano finalmente indossando le mascherine”. Lo ha dichiarato ora Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano la cui politica di sicurezza sta puntando non sul lockdown ma principalmente sul responsabilizzare l’opinione pubblica. Di Sarno ha scritto al Prefetto di Napoli. “Siamo stati i primi a rimettere l’obbligo della mascherina all’aria aperta, prima delle ordinanze e decreti nazionali – ha proseguito Di Sarno – ed allo stesso tempo la politica che stiamo seguendo, come Amministrazione, è quella di cercare di tutelare sia la salute ma anche l’economia già duramente provata dal Covid. Dunque da una parte il tentativo di scongiurare la chiusura ma dall’altra il controllo del territorio che deve essere severo. Ho chiesto l’intervento del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e quando arriveranno apriremo un incontro tecnico per sviluppare un piano di organizzazione sul territorio. Allo stesso tempo ho scritto al Prefetto di Napoli per chiedere ed ottenere un potenziamento delle Forze dell’Ordine al fine di azioni comuni con la Polizia Municipale. Ho chiesto anche l’intervento della Polizia Provinciale. In questo modo potremmo avere un forte potenziamento di forze in campo. La situazione è però da seguire costantemente”.

Napoli e provincia, covid-19, truffa sui tamponi: sequestrati oltre 10mila kit

Nella mattinata odierna, il N.A.S. Carabinieri di Napoli, coadiuvato da militari dei Comandi Provinciali di Napoli e Caserta, ha eseguito un decreto di perquisizione emesso dalla Procura della Repubblica di Napoli, P.M. dott.ssa Maria Di Mauro a carico di personaggi e società orbitanti nel settore sanitario. I destinatari del provvedimento sono indiziati di appartenere a un’associazione per delinquere finalizzata alla consumazione dei reati di truffa ed esercizio abusivo della professione sanitaria, tendenti all’irregolare esecuzione di tamponi rino-faringi nell’ambito della emergenza sanitaria da COVID19. Le attività sono scaturite da alcune verifiche, accertamenti e controlli eseguiti dai militari del N.A.S. sulla filiera organizzativa deputata allo screening sanitario, finalizzate a stabilirne la regolarità sia sotto il profilo della legittimità autorizzativa, sia sulla idoneità delle professionalità impiegate. In tale contesto veniva individuato, dagli operanti, un sito internet che sponsorizzava l’esecuzione di tamponi e test sierologici per la ricerca del COVID-19, con possibilità di prenotazioni online. I successivi accertamenti hanno consentito di disvelare un’organizzazione composta da personale sanitario, alcuni dei quali convenzionati con il Servizio Sanitario Regionale e impiegati presso le postazioni territoriali di emergenza (118), collaboratori di una società operante nel settore della commercializzazione di dispositivi medici e faccendieri vari, dediti all’illecita esecuzione di tamponi rino-faringei a domicilio, processati nell’immediatezza ovvero presso punti prestabiliti, attraverso apparecchi elettromedicali e kit strumentali risultati non regolamentari ovvero non idonei per lo specifico test diagnostico e, quindi, potenzialmente pericolosi anche per il diffondersi dell’epidemia. Particolare interessante è stato l’esito delle perquisizioni eseguite in data odierna che hanno consentito di raccogliere elementi in ordine all’effettiva illiceità nella procedura di esecuzione e successive attività di analisi e refertazione, nonché sequestrare copiosa documentazione certificativa-sanitaria, oltre 10mila kit per tamponi di cui alcuni scaduti, centinaia di test rapidi, materiale informatico, apparecchiature elettromedicali per processare tamponi e test sierologici, nonché un ingente somma di danaro.

Pomigliano, Del Mastro proclamato sindaco. Giunta: inizia il quarto giro di consultazioni

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In tanti si aspettavano un passaggio delle consegne tra l’ormai ex sindaco Raffaele Russo e Gianluca Del Mastro. E invece ieri sera la fascia tricolore da primo cittadino è stata consegnata al neo proclamato sindaco dal comandante della polizia municipale, il colonnello Luigi Maiello. Russo infatti non si è recato alla cerimonia di proclamazione di Del mastro. “Mi ha telefonato”, ha detto il nuovo sindaco durante l’importante cerimonia in consiglio comunale. Un evento che ha segnato un cambio politico epocale per la città delle grandi fabbriche metalmeccaniche: il passaggio dai dieci anni di amministrazione di centrodestra al ritorno a un centrosinistra in chiave, come dire, “sperimentale”, cioè con l’accoppiata PD-M5S al comando benedetta dal ministro degli esteri e pomiglianese doc Luigi Di Maio e dal segretario nazionale democrat Nicola Zingaretti. A ogni modo ieri sera la proclamazione è avvenuta a porte chiuse a causa del pericolo Covid e della evidente inagibilità della sala del consiglio comunale, allagata da un’infiltrazione di acqua nel soffitto. Quindi, davanti a un pubblico numericamente molto ridotto e composto da dipendenti del municipio e da alcuni consiglieri comunali neoeletti, Del Mastro, da buon professore universitario di materie classiche, ha citato i discorsi sulla democrazia dello storico greco Tucidide. Poi è passato alle rogne. “Mi devo mettere subito al lavoro per l’emergenza Covid – ha annunciato il sindaco – domattina (oggi, ndr) sarò alla protezione civile. La vita deve continuare ma nel rispetto delle regole di cui si farà garante la polizia municipale, che dovrà essere rafforzata”. Infine il brindisi nell’ufficio del sindaco e il saluto ai sostenitor dal balcone. Ma da giorni è iniziato il toto-assessori. A questo proposito l’unico nome papabile che circola è quello di Eduardo Riccio, 45 anni, avvocato amministrativista e segretario cittadino del PD. Sembra ormai prossimo alla nomina da vicesindaco. “Stiamo lavorando per cercare profili adatti – ha spiegato Del Mastro dopo la proclamazione – si tratta di formare una giunta di valore. Intanto la commissione elettorale mi ha detto che ci vorranno alcune settimane per fare una verifica dei consiglieri. In attesa della verifica dello status di ogni consigliere ho avviato tutte le consultazioni del caso con tutte le forze politiche. Sono già al terzo giro. Stiamo cercando profili che abbiano rigore e competenza ma anche una tenuta politica”. Cauto su questa fase è Salvatore Cioffi, capogruppo in consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle. “Davanti a noi – ha dichiarato Cioffi – ci sono ancora almeno tre settimane per la proclamazione dei consiglieri eletti. Dopodiché inizieranno i canonici venti giorni entro cui dovrà essere nominata la giunta”. Rassicurazioni sono giunte da Eduardo Riccio, segretario democrat. “Stiamo lavorando molto e tutti insieme per la composizione della giunta”, ha affermato il dirigente cittadino del PD.                   

Il nuovo Dpcm: stop a movida, gite scolastiche, vietate le feste private, si alle cerimonie con un massimo di 30 partecipanti

Divieto di feste private al chiuso o all’aperto e “forte raccomandazione” a evitare di ricevere in casa, per feste, cene o altre occasioni, più di sei familiari o amici con cui non si conviva. E’ la novità principale del nuovo dpcm firmato nella notte dal premier Giuseppe Conte e dal ministro Roberto Speranza, che sarà in vigore per i prossimi trenta giorni. Ristoranti e bar dovranno chiudere alle 24 ma dalle 21 sarà vietato consumare in piedi, quindi potranno continuare a servire i clienti solo i locali che abbiano tavoli, al chiuso o all’aperto. Torna poi il divieto di gite scolastiche e anche lo stop al calcetto e agli altri sport di contatto svolti a livello amatoriale. Ecco le principali novità, contenute nell’ultima bozza: MASCHERINE – L’articolo 1 del dpcm stabilisce che “è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, nonché obbligo di indossarli nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e in tutti i luoghi all’aperto a eccezione dei casi in cui, per le caratteristiche dei luoghi o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli e delle linee guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande”. Dall’obbligo è escluso chi fa attività sportiva, i bambini sotto i 6 anni, i soggetti con patologie e disabilità incompatibili con l’uso della mascherina. Viene inoltre “fortemente raccomandato” l’utilizzo dei dispositivi “anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi”. FESTE – Restano chiuse le sale da ballo e discoteche, all’aperto o al chiuso, mentre sono permesse fiere e congressi. La novità, rispetto ai precedenti dpcm, è che sono vietate le feste in tutti i luoghi al chiuso e all’aperto. Restano consentite, con le regole fissate dai protocolli già in vigore, le cerimonie civili o religiose come i matrimoni. Le feste conseguenti alle cerimonie possono invece svolgersi con la partecipazione massima di 30 persone nel rispetto dei protocolli e delle linee guida vigenti. Nelle abitazioni private è “comunque fortemente raccomandato di evitare feste e di ricevere persone non conviventi” in numero “superiore a 6”. SCUOLA – Il Dpcm interviene anche sulle gite degli studenti. “Sono sospesi – si legge nella bozza – i viaggi d’istruzione, le iniziative di scambio o gemellaggio, le visite guidate e le uscite didattiche programmate dalle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, fatte salve le attività inerenti i percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nonché le attività di tirocinio”. Inoltre non è prevista la didattica a distanza, neppure per le Scuole superiori. MOVIDA – La stretta riguarda bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. “Le attività dei servizi di ristorazione sono consentite fino alle 24 con servizio al tavolo e sino alle 21 in assenza di servizio al tavolo”. Resta consentita la “ristorazione con consegna a domicilio” e la “ristorazione con asporto” ma “con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze dopo le 21”. CINEMA E CONCERTI – Resta per gli spettacoli il limite di 200 partecipanti al chiuso e di 1000 all’aperto, con il vincolo di un metro tra un posto e l’altro e di assegnazione dei posti a sedere. Sono sospesi gli eventi che implichino assembramenti se non è possibile mantenere le distanze. Le regioni e le province autonome possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi. Sono comunque fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome. STADI – Per le competizioni sportive è consentita la presenza di pubblico, “con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori” all’aperto e 200 al chiuso. Va garantita la distanza di un metro e la misurazione della febbre all’ingresso. Le regioni e le province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle regioni e dalle province autonome. SPORT – Sono vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere amatoriale. Gli sport di contatto sono consentiti, si legge nella bozza del dpcm, “da parte delle società professionistiche e ‒ a livello sia agonistico che di base ‒ dalle associazioni e società dilettantistiche riconosciute dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP), nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi”.  

Somma Vesuviana, covid , Di Sarno: “Nei giorni scorsi abbiamo chiuso ben 3 attività per mancato rispetto delle norme”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “Nei giorni scorsi abbiamo chiuso ben 3 attività per mancato rispetto delle norme. Poco fa ho chiesto l’intervento del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, in modo tale da avere un confronto tecnico ed attivare un’organizzazione territoriale. Ho deciso di tenere chiuse le scuole medie, le scuole elementari del Primo e del Terzo circolo che proseguiranno con la Didattica a Distanza ed ho scritto al Prefetto”.   “I plessi afferenti la Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco/Summa Villa” ma anche tutti quelli riguardanti il Primo Circolo Didattico delle Scuole Elementari ed il Terzo Circolo Didattico sempre delle elementari resteranno chiusi. Per tutti è stata programmata la Didattica a Distanza. Si tratta di un provvedimento adottato di concerto con i dirigenti scolastici. Sia io che i dirigenti avevamo garantito che l’apertura delle scuole ci sarebbe stata solo in presenza di sicurezza. L’andamento di queste ore impone molta prudenza e dunque queste scuole resteranno chiuse ma i ragazzi continueranno a seguire le lezioni con la DAD. Le sanificazioni sono state effettuate ma teniamo chiuse ancora queste scuole per evitare contatti e per non rischiare ulteriori contagi. Alla luce degli eventi ritengo che sia stata saggia la decisione adottata nei giorni scorsi e cioè quella di chiudere le classi delle medie, anche quelle dove non c’erano stati casi di studenti positivi al Covid. Tengo a precisare che fino ad oggi i contagi sono maturati in ambienti extrascolastici e non all’interno delle scuole. L’attuale situazione a Somma Vesuviana è di 122 casi totali di cui 89 positivi attivi ed altre 170 persone in isolamento. Atteniamoci a comportamenti responsabili, rispettiamo le norme, ora più di prima e tutto andrà bene”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana paese del napoletano. Nei giorni scorsi chiuse ben 3 attività per mancato rispetto delle norme. “Siamo stati i primi a rimettere l’obbligo della mascherina all’aria aperta, prima delle ordinanze e decreti nazionali – ha proseguito Di Sarno – ed allo stesso tempo la politica che stiamo seguendo, come Amministrazione, è quella di cercare di tutelare sia la salute ma anche l’economia già duramente provata dal Covid. Abbiamo chiuso ben 3 attività per mancato rispetto delle norme e per tutelare invece chi ogni giorno queste norme le rispetta e la stessa salute dei cittadini. Dunque da una parte il tentativo di scongiurare la chiusura ma dall’altra il controllo del territorio che deve essere severo. Ho chiesto l’intervento del Corpo Militare della Croce Rossa Italiana e quando arriveranno apriremo un incontro tecnico per sviluppare un piano di organizzazione sul territorio. Allo stesso tempo ho scritto al Prefetto di Napoli per chiedere ed ottenere un potenziamento delle Forze dell’Ordine al fine di azioni comuni con la Polizia Municipale. Ho chiesto anche l’intervento della Polizia Provinciale. In questo modo potremmo avere un forte potenziamento di forze in campo. La situazione è però da seguire costantemente”.

Sant’Anastasia, sensibilizzare all’utilizzo del casco, Urbe Vesuviana promuove il contest “Mettitelo in testa”

Riceviamo e pubblichiamo   Mettitelo in testa. È questa la frase che dà titolo al contest promosso da Urbe Vesuviana per sensibilizzare tutti all’utilizzo del casco, contest che darà la possibilità a quanti vorranno partecipare di riceverne uno in regalo. L’iniziativa sarà valida fino al prossimo 20 ottobre e offrirà a coloro che invieranno sulle pagine Facebook e Instragram dell’associazione o all’indirizzo email urbe.vesuviana@gmail.com una loro foto che li ritrae con il casco l’opportunità di vincerne uno grazie alla collaborazione con Oltremoto Cervo: le due foto che riceveranno più reazioni su Facebook saranno premiate. «Abbiamo pensato a questo contest per sensibilizzare i motociclisti e gli appassionati delle due ruote all’utilizzo del casco, che può salvare la vita, e dunque le due foto più votate ne riceveranno uno in regalo. Vogliamo tenere alta l’attenzione sulla sicurezza stradale e sull’importanza della prevenzione degli incidenti. Ringraziamo Oltremoto Cervo per averci sostenuto in quest’iniziativa, mettendoci a disposizione i due premi» ha detto Vincenzo Di Costanzo, presidente di Urbe Vesuviana, da anni attiva sul territorio all’ombra del Vesuvio e che in questi ultimi mesi con la pandemia ha imparato a ristrutturare la propria attività, spostando eventi e iniziative sul web e sui social, in attesa di poter tornare in piazza. Mezzi e “luoghi” diversi, ma stesso entusiasmo e stesse valide iniziative, capaci di riscuotere apprezzamento e condivisione tra il pubblico, di sensibilizzare, coinvolgere, educare: numerose le fotografie già arrivate finora, ma fino a martedì 20 se ne attendono tante altre.