Boscoreale, covid 19, tutto pronto per richiedere i buoni spesa

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Boscoreale   Scadrà alle ore 23:59 di martedì 15 dicembre il termine per la presentazione delle domande di ammissione al beneficio per l’assegnazione di buoni spesa da destinare alle famiglie che, a causa dell’emergenza da Covid-19, versano in gravi difficoltà economiche. Le procedure sono state spiegate stamattina, nel corso di una conferenza stampa, dal sindaco Antonio Diplomatico e dal vicesindaco Francesco Faraone. L’avviso, con le istruzioni, è pubblicato sul portale internet istituzionale www.comune.boscoreale.na.it Possono accedere al beneficio i cittadini residenti nel Comune di Boscoreale che si trovino in condizioni di grave disagio economico;  cittadini di Stati diversi da quello italiano, in regola con le disposizioni che disciplinano il soggiorno e residenti nel comune di Boscoreale, profughi, rifugiati, richiedenti asilo, stranieri con permesso rilasciato nel rispetto delle tipologie previste dalla Legge. La situazione economica patrimoniale per l’accesso al beneficio deve essere la seguente: a)il richiedente, unitamente al nucleo familiare, deve aver percepito nei mesi di ottobre e novembre 2020 un reddito complessivo non superiore a € 3.500,00 lordi. b) I cittadini che, unitamente al proprio nucleo familiare, al 30 novembre 2020 hanno una disponibilità economica totale non superiore a € 25.000,00, scaturenti dalla somma dei saldi dei conti correnti bancari o postali o libretto di risparmio postale, intestati o cointestati con i singoli componenti del nucleo familiare. Si considera nucleo familiare la famiglia anagrafica intesa come insieme di persone legate da vincolo di matrimonio, parentela, vincoli affettivi, adozione o tutela, coabitanti ed aventi la stessa residenza. Le domande vanno inoltrate, anche con il supporto di CAF e Patronati del territorio, collegandosi alla piattaforma informatica  dedicata: www.unbuonoperte.com. La compilazione dell’istanza dovrà avvenire esclusivamente tramite procedura telematica accedendo al predetto link. Il richiedente dopo essersi collegato al sito dovrà cliccare su “cittadini” e in seguito su “registrati”. All’atto della registrazione si dovrà selezionare il Comune di residenza (dal menu a tendina) ed inserire i propri dati: nominativo, codice fiscale, e-mail, numero di cellulare. Si invita a prestare attenzione all’atto dell’inserimento del proprio codice fiscale e del numero di cellulare (che deve essere attivo) in quanto elementi essenziali per l’erogazione del buono spesa. Ogni nucleo familiare potrà presentare una sola istanza. Al beneficiario sarà inviato un sms al numero di cellulare indicato, contenente l’importo assegnato e un codice PIN. Per poter procedere all’acquisto è necessario esibire il codice fiscale e il PIN ricevuto per sms. La graduatoria verrà stilata sulla base dei seguenti criteri: 1) Situazione economica; 2) Composizione del nucleo familiare; 3) Canone mensile/rata mutuo per alloggio. Costituiscono, a parità di punteggio, criteri di preferenza: a) Presenza all’interno del nucleo di almeno un componente di minore età, ovvero di un componente ultrasettantenne, ovvero di un componente con disabilità/invalidità; b) Nucleo monogenitoriale. Il beneficio riconosciuto verrà erogato una tantum ed avrà un valore pari a: 200,00 € per i nuclei familiari formati da 1-2 persone; 300,00 € per nuclei familiari formati da 3-4 persone; 350,00 € per nuclei familiari formati da 5 o più persone. Il contributo erogato potrà essere speso esclusivamente entro il 31 gennaio 2021, presso i soggetti economici aderenti all’iniziativa. L’elenco delle attività commerciali sarà pubblicato sul sito del Comune e sulla piattaforma dedicata. Il contributo erogato dà diritto all’acquisto delle seguenti tipologie di beni (prodotti alimentari e generi di prima necessità) quali: latte, pasta, zucchero, carne, pane, uova, pesce, olio, frutta, verdura, scatolame, surgelati, alimenti per la prima infanzia, ecc.; prodotti per l’igiene personale quali: sapone, dentifricio, pannolini per bambini, assorbenti, carta igienica, ecc.; prodotti per la pulizia della casa, quali detersivi, ecc.). Non sono compresi: alcolici (vino, birra e super alcolici vari); arredi e corredi per la casa (es. stoviglie ecc.).

Mariglianella, emergenza coronavirus, continua la solidarietà alimentare

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Mariglianella   L’Amministrazione Comunale di Mariglianella guidata dal Sindaco Dott. Arcangelo Russo, il quale ha delegato alle Politiche Sociali l’Assessore Lina Ottaiano, tramite gli uffici compenti ha attivato le procedure per la concretizzazione della rinnovata solidarietà alimentare prevista dal D. L. n. 154 del 23 novembre 2020 “Decreto Ristori Ter” per le restrizioni dovute alla persistente emergenza sanitaria da Covid 19. Con la determina n. 277 del 4 dicembre 2020 il Responsabile dell’Area Amministrativa, Dott. Francesco Principato, ha approvato sia lo schema di “Avviso pubblico per l’acquisizione di Manifestazioni di Interesse per l’inserimento nell’elenco comunale degli esercizi commerciali .disponibili ad accettare i buoni spesa di cui all’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile n. 658 del 29/03/2020”, sia lo schema di “Avviso pubblico per i Beneficiari dei Buoni Spesa, con relativa istanza ed allegati”. I soggetti interessati all’inserimento nell’elenco comunale degli esercizi commerciali e delle farmacie disponibili ad accettare i buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari e/o prodotti di prima necessità da parte di nuclei familiari in difficoltà, potranno fornire la propria adesione attraverso apposita manifestazione di interesse da inviare, in carta semplice, al seguente indirizzo email: comune.mariglianella@asmepec.it, entro le ore 12:00 del 10 Dicembre 2020. Ciascun esercente inserito nell’elenco che sarà pubblicato per il 15 dicembre 2020 e sulla base di specifica richiesta da parte dei competenti uffici del Comune di Mariglianella, provvederà alla consegna, in favore dei nuclei familiari destinatari del beneficio di card elettronica, buoni pasto o altra forma di titolo equivalente. I cittadini, in possesso dei requisiti previsti, dovranno presentare un’apposita istanza, utilizzando esclusivamente il modulo disponibile sul sito internet istituzionale, all’indirizzo http://www.comune.mariglianella.na.it/. Le domande, corredate della documentazione richiesta, dovranno essere trasmesse, entro le ore 12:00 del giorno 10 Dicembre 2020, a mezzo posta elettronica all’indirizzo comune.mariglianella@asmepec.it, oppure consegnate a mano all’Ufficio Protocollo del Comune di Mariglianella. Il Sindaco Dott. Arcangelo Russo e l’Assessore alle Politiche Sociali, Lina Ottaiano, hanno ricordato che “questa Amministrazione Comunale, nel rispetto delle norme vigenti, e dell’ultimo DPCM del 30 novembre 2020, sta dando celere continuità agli aiuti in favore dei cittadini in condizioni di disagio economico aggravato dalle correnti restrizioni messe in atto per contenere il contagio da Covid 19. Il sostegno alle loro esigenze primarie avverrà tramite la distribuzione di buoni spesa o assimilati, con importo commisurato al numero dei componenti il nucleo familiare anagrafico residente nel territorio del Comune di Mariglianella. Intanto resta l’invito ad evitare spostamenti inutili e gli assembramenti, indossare la mascherina, lavarsi le mani ed usare il gel igienizzante. Tutti uniti, anche con il contributo della Comunità di Mariglianella, vinceremo la battaglia contro la Pandemia da Covid 19”.

Saviano, sicurezza ambientale, esercito e droni contro gli sversamenti dei rifiuti

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Saviano
Dopo l’incontro svoltosi  alla Prefettura di Napoli con l’Incaricato per la Terra dei Fuochi Vice prefetto  Filippo Romano, il  Comune di Saviano, nel quadro delle attività di prevenzione e di contrasto ai roghi illegali per l’abbandono dei rifiuti, nell’ambito del protocollo  sottoscritto dall’Agenzia di Sviluppo dell’Area Nolana  e la struttura prefettizia,  si avvarrà della collaborazione e del supporto dell’Esercito Italiano, Raggruppamento Campania, per l’impiego di droni per la vigilanza aerea  del territorio comunale ed in particolare dei siti maggiormente colpiti da tale fenomeno.  Ai droni dell’Esercito si affiancheranno anche quelli in uso dell’Agenzia che già dai prossimi giorni inizieranno le operazioni di rilevamento per la salvaguardia ambientale e per la tutela della salute. Il contingente militare assicurerà, d’intesa con il Corpo della Polizia Locale, un servizio di pattugliamento nelle strade periferiche, in particolare in quelle adiacenti agli alvei dei Regi Lagni.  “Iniziamo con l’assessorato all’Ambiente e Protezione Civile una collaborazione importante con l’Ufficio governativo Terra dei Fuochi – dice il Sindaco avv. Vincenzo Simonelli – per rilanciare un percorso di presidio e di contrasto al fenomeno dei roghi illegali che segue ad un malcostume diffuso qual è l’abbandono dei rifiuti i sul nostro territorio con gravi ricadute per la salute e l’ambiente. Siamo impegnati inoltre con altri attori pubblici per verificare la fattibilità per gli interventi di bonifica e di recupero degli alvei dei Regi Lagni”

Wellness and Health, la lattoferrina e il covid: facciamo chiarezza

In questo momento pandemico la lattoferrina è divenuta un vero e proprio riferimento antivirale. Recenti studi clinici ne hanno dimostrato l’efficacia antivirale ed antibatterica. I risultati della ricerca ad oggi possono essere consultabili sul sito dell’AIFA e su quello del Dipartimento di Epidemiologia del SSR del Lazio, che aggiorna costantemente una revisione sistematica comparativa dei trattamenti sperimentati a livello internazionale. Ma che cos’è la lattoferrina?   La lattoferrina è una glicoproteina con grandi caratteristiche immunomodulanti e di difesa contro gli agenti esterni. Questa molecola supporta le nostre naturali difese grazie ad attività antimicrobiche contro parassiti, funghi e virus. Il suo meccanismo d’azione consiste nell’inibire il legame dei virus alle cellule bersaglio, nel sequestrare il ferro agli agenti patogeni  rendendoli incapaci di proliferare. Si ritrova maggiormente nelle proteine del latte ed è massima nel latte materno. La si può utilizzare anche  in associazione ad altri fitoestratti per la  prevenzione e per il trattamento di malattie da raffreddamento e altri tipi di infezioni. In particolare, L’attività antimicrobica della lattoferrina è dovuta alla sua capacità di legare il ferro ( da questo deriva il suo nome)  e sottrarlo ai batteri, che lo utilizzano invece per la loro moltiplicazione e adesione alla mucosa intestinale. Durante le terapie antibiotiche, per esempio, può rendersi utile per indebolire i batteri contro l’azione dei farmaci e, assieme ai probiotici, aumentare la crescita di ceppi batterici intestinali benefici (Lactobacillus o Bifidobacterium) che dipendono meno dalla disponibilità di ferro. È così dunque che rafforza le difese immunitarie, garantendo anche l’eterogeneità del macrobiota intestinale. La  sua efficacia, ultimamente dimostrata, è quella di alterare  la membrana dei parassiti e indebolire il legame con l’ospite. Come nel caso dei virus. Ma la sua efficacia può essere notevolmente potenziata da alleati : i BETAGLUCANI. I betaglucani sono polisaccaridi naturali (componenti della frazione di fibre alimentari) con una ottima capacità immunomodulante: riescono a potenziare le nostre difese, attraverso l’attivazione dei fagociti, cellule immunitarie addette all’eliminazione di agenti esterni e potenzialmente patogeni come virus, funghi, batteri e parassiti. Posseggono una notevole attività immunomodulante, che  può essere sfruttata sia per la prevenzione che per il trattamento in acuto dell’infezione e dell’infiammazione. A supporto è utile consumare alimenti ricchi di questi composti quali ad esempio i funghi. Lattoferrina e covid: che rapporto c’è?   Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità non esistono ancora vaccini o farmaci specifici che possano sconfiggere la malattia da Coronavirus, ma sono tanti gli studi clinici che cercano di migliorare le possibilità di guarigione dei pazienti e aumentare le probabilità di sopravvivenza per quelli a rischio. Quel che si può fare, tuttavia, è agire in via PREVENTIVA e aumentare le nostre difese immunitarie, in modo da proteggere principalmente le nostre vie respiratorie. La lattoferrina cosi come i betaglucani possono venirci incontro. È importante sottolineare la parola PREVENZIONE  e aggiungere che non si tratta della CURA al COVID 19. I trial clinico effettuato, al Policlinico Tor Vergata di Roma, e pubblicato sull’”International Journal of Molecular Sciences” ,  ha  dimostrato per  la prima volta l’efficacia della lattoferrina nel favorire, senza effetti avversi, la scomparsa dei sintomi tipici di positivi sintomatici al Covid-19, con la conseguente negativizzazione del tampone già dopo 12 giorni dal trattamento. I ricercatori hanno somministrato una formulazione liposomiale con lattoferrina, per via orale e intranasale a pazienti paucisintomatici e asintomatici. Ma c’è  d’altra parte  da aggiungere che in tanti  che non hanno preso parte a questa sperimentazione,  positivi al tampone, asintomatici o pauciasintomatici, anche senza l’utilizzo della lattoferrina, sono rimasti tali, senza alcuna evoluzione in negativo, della patologia. Questo ci deve far riflettere sul fatto che, purtroppo,  non  esiste un approccio terapeutico unico in questa patologia: dipende dalle fasi, dalla gravità della malattia ma soprattutto dell’individuo e dalla sua capacità individuale immunitaria. Molti pazienti  hanno cominciato con una fase pauciasintomatici durata anche 6 giorni  per poi, improvvisamente, aggravarsi. È un virus silenzioso e subdolo, imprevedibile e pericoloso. Va benissimo assumere tutto ciò che può portare un beneficio  ma senza osannare . Inoltre,  nella fase domiciliare di questa malattia, COVID 19 POSITIVI, con tanti, pochi o nessun sintomo,  la cosa migliore da fare è la vigile attesa: non assumere farmaci, se non dettati dal medico dal medico di base e/O dalla Sorveglianza Sanitaria. Riferire e  trattare  i sintomi febbrili (se la temperatura supera i 37.6°/37.8)” e controllare la saturazione con un semplice saturimetro che potete acquistare in farmacia. Se questi parametri dovessero alterarsi, mettersi in contatto con il proprio medico o utilizzare i numeri della Sorveglianza Sanitaria che ogni Regione ha messo a disposizione del singolo cittadino. La medicina deve quanto prima  divenire medicina individuale! L’effetto EPIGENETICO dell’ambiente su ciascun individuo determina una DIVERSA RISPOSTA alle malattie e agli stessi farmaci. Non si può continuare a pensare di fare terapia “di massa”. I protocolli DEVONO ESSERE SEGUITI, ma devono anche necessariamente essere adattati a ciascun paziente in maniera individuale.  

Sant’Anastasia, appello e chiarimenti di Giuseppe Fornaro (Uici) al sindaco Esposito

0
Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nota di chiarimenti al sindaco da parte di Giuseppe Fornaro
“Quando scrivo  un post pubblico lo faccio semplicemente chiaro, senza doppi sensi e velature di sorta, i messaggi criptici non sono alla mia portata.
Non tutti, per svariate ragioni, vivono nella chiarezza, “interpretiamo come siamo e come viviamo”. Questa breve premessa per ricollegarmi al mio post rivolto al sindaco Esposito qualche giorno fa.
È ormai noto  che rappresento  una categoria  che tramite me si rivolge  al primo cittadino che a sua volta rappresenta  la gestione  di un paese di migliaia di persone.  Niente di personale tra noi, non può esserci, siamo proprio il classico esempio del: ”nulla di personale”.
Rivolgersi al sindaco in prima persona deve essere interpretato soprattutto come un appello a tutta la gestione amministrativa che dirige e, ovviamente, richiede una risposta pubblica, chiara e senza fraintendimenti.
Niente di tutto questo è seguito al mio appello diretto , se non un breve messaggio privato criptico ed oscuro. Quattro parole dalle quali capisco che il sindaco ha interpretato il mio appello come “ bestemmia” rivolta alla sua persona, e niente di meglio che rispondermi: “tu resti quel che sei e che fai.”
Nessuna replica alla mia richiesta di chiarimento e la domanda che mi faccio in stile Verdone nel film “Un sacco bello”è:”in che senso? “ Me la cavo bene al buio, ma nell’oscurità degli abissi delle parole mi perdo facilmente così come in questo silenzio  che non ci ha portato luce ma ha aggiunto amarezza all’indifferenza che continuiamo a subire.
Non si può affrontare un argomento come la disabilità se questa è percepita come il risultato di una bestemmia  che può attecchire  e da poter allontanare con lo scongiuro.
Nemmeno si può risolvere il problema  senza un minimo di empatia, senza tentare di immedesimarsi nella condizione, non ci si può riuscire se la si considera una corrente malefica che può appartenere solo agli altri, non si riesce quando non ci si rende conto che i ritardi, le indifferenze, le promesse rimandate e disattese i mancati impegni, dipendono dalle scelte prioritarie che fa l’Amministrazione.
Finché penserete che la disabilità è una bestemmia con grattatina annessa per risolverla, nessuno ha speranza nel domani.
E ripropongo quindi il mio appello, rispondendo al criptico messaggio : Certo che resto quel che sono, sono una persona disabile, rappresento una buona fetta di disabilità, conosco i loro problemi e me ne faccio carico presso le istituzioni.
Certo che resto quello che faccio, e ne sono anche orgoglioso: battaglio tutti i giorni per la causa della disabilità, perché purtroppo siamo ancora a corto di istituzioni empatiche, consapevoli e sensibili.
Infine vorrei chiedere, questo punto, visto che non riesco ad avere risposte alle mie innumerevoli richieste ufficiali di essere ricevuto: se , e quali intenzioni avete  per affrontare il problema delle associazioni disabili.
Se vi è possibile, fatelo almeno in maniera pubblica, semplice, chiara ed inequivocabile e In sintonia con quanto avete  dichiarato in campagna elettorale.
Restiamo tutti in fiduciosa attesa.
Caro Dott. Esposito, le auguriamo di essere sempre in salute, perché basta un incidente o una malattia per perdere l’uso dei propri occhi, delle gambe o delle braccia, e trovarsi in una dura realtà quotidiana dove anche gli atti più semplici di una persona diventano difficili.
Come non bastassero le difficoltà dentro le mura domestiche, la disabilità limita le persone anche nella loro vita sociale e lavorativa, perché si trovano barriere ed ostacoli ovunque.
Se lei fosse un disabile, ma fortunatamente non lo è, saprebbe quanto è importante per le persone disabili avere momenti di aggregazione e di socialità per rompere il senso di isolamento e di impotenza in cui vivono quotidianamente, a prescindere che abbiano una famiglia.
Lei dovrebbe essere il primo a prendersi cura dei più deboli all’interno della comunità di cui è il primo cittadino, e i disabili sono davvero i più deboli ed emarginati di tutti.
Le si chiede davvero poco per restituire un po’di vita a persone che altrimenti vivono una vita da reclusi, naturalmente nel rispetto delle norme di sicurezza sanitaria vigenti. Si attivi subito per i più indifesi e dimenticati, persone che hanno perso spesso la comune normalità per un’incidente o una malattia e che soffrono dolorose condizioni di esclusione sociale.

“Lo sport è salute e prevenzione: è un diritto”, ma palestre e piscine restano chiuse

Con la nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, la regione Campania è stata promossa a zona arancione. Le restrizioni vigenti fin ora però purtroppo per molte attività restano: palestre, piscine, musei, cinema, mostre, attività di sala gioco, scommesse, bingo resteranno ancora chiusi. Un momento certamente delicato per chi si trova a dirigere o lavora in attività come queste, la cui chiusura per molti resta un punto interrogativo.
Palestre e piscine restano chiuse (a differenza dei centri sportivi che riaprono), prolungando ulteriormente un anno di estrema difficoltà. Non è facile mettersi nei panni di chi affronta questa situazione, di chi ha studiato e lavorato duramente per anni per una professione che oggi, purtroppo, è penalizzata da un virus che è letteralmente esploso in Italia dopo il periodo estivo. È il caso de “La Masseria Club” una struttura immensa situata a Piazzolla di Nola, la quale al suo interno vanta diversi reparti specializzati. La Masseria fitness, area riservata alla palestra e ai vari corsi dedicati al movimento e la zona della piscina, La Masseria Aqua, con corsi specifici per l’insegnamento, l’allenamento e la preparazione atletica agonistica, la riabilitazione. Come affermano anche i responsabili della struttura, la chiusura di un’attività del genere influisce negativamente su tutti i lavoratori e sulle loro famiglie che contano su un mestiere che purtroppo è fermo. In più, i costi delle spese da sostenere sono elevati e purtroppo le utenze non sono state bloccate. Dunque, non solo ci si è visti costretti ad abbandonare i clienti che hanno perso un servizio su cui basavano la propria salute e mantenimento fisico, ma bisogna anche continuare a pagare, nonostante la struttura sia chiusa. Non si tratta solo di affitti o bollette ma anche di spese di macchinari, di attrezzi, di mantenimento della piscina, uniti alle spese per l’acquisto di materiali imposto dalla normativa anti-covid. Tutto questo è per lo sport e per tutti coloro che lo praticano e i responsabili de La Masseria si sono adoperati per rispettare le regole e permettere ai clienti di continuare ad usufruire di un servizio richiesto. Molte persone però considerano lo sport un puro svago, qualcosa di cui si può fare anche a meno, un mero intrattenimento non di vitale importanza. Eppure sport non è solo la squadra di calcio che vince il campionato, il tennista famoso che trionfa al Roland Garros, il pilota di Formula 1 che vediamo in TV. È un mondo fatto di persone che mettono a disposizione degli altri la propria professione e le proprie conoscenze tecniche, pensiamo ai preparatori atletici, agli allenatori, agli istruttori, ai maestri, ai fisioterapisti, ai gestori di strutture che danno lavoro a questi professionisti. Tutte queste categorie che purtroppo spesso cadono nel dimenticatoio, appartengono a quella fascia di professioni che sono oggi tra le più colpite a causa delle restrizioni del covid-19, come il mondo dello spettacolo con teatri, cinema e rappresentazioni artistiche di ogni genere. Non si tratta di fondi perduti da mettere a disposizione, di soldi da dare a chi gestisce una palestra, si tratta di considerare lo sport alla pari delle altre attività se non addirittura più importante.
Alla riapertura dopo la prima ondata del virus, era stato imposto a tutte le palestre di attrezzarsi per consentire ai clienti di svolgere le attività nel pieno rispetto delle regole, dunque con l’acquisto di mascherine, guanti, igienizzanti di ogni tipo, divisori in plexiglass per proteggere i lavoratori e i clienti, si era pronti per gestire questa situazione nel migliori dei modi. Invece poi si è andati pian piano verso la chiusura totale, avvenuta ad ottobre, mentre molte attività commerciali continuavano ad essere aperte. C’è chi ha potuto lavorare da casa attraverso delle piattaforme specifiche, riuscendo a non abbandonare per altri mesi i propri clienti. È il caso di “FisioSport” palestra situata a Camposano gestita e creata dalla fisioterapista Carmen Foglia. “Alcuni corsi online sono fattibili nel nostro caso e risultano essere preferiti da alcune persone che non sarebbero venute in struttura in un momento del genere” spiega Carmen, che poi ci tiene a precisare che “i clienti partecipano attivamente alle lezioni online, si collegano alla piattaforma e lavorano duramente per continuare a sentirsi bene, ma è ovvio che sia molto diverso dalla presenza in struttura.” In questo periodo le palestre sono state chiuse(mentre i parrucchieri erano aperti) nonostante questi professionisti si occupino di sport che è sinonimo di movimento e dunque di salute e prevenzione. Carmen parla anche dell’essere una fisioterapista: “La ginnastica posturale serve per curare patologie più o meno gravi, se un paziente smette all’improvviso come è accaduto a molte persone in questo periodo, parte del lavoro svolto per interi mesi va perso. In più, chi ha patologie per cui serve il lavoro di un fisioterapista, spesso si sente in trappola nel proprio corpo a causa di una patologia che è propria del fisico ma che spesso riflette anche la mente.” Da un punto di vista psicologico non è facile interrompere una terapia dal nulla: dopo mesi e mesi di lavoro, di sacrificio e di miglioramenti all’improvviso ci si ritrova di nuovo con i soliti dolori fisici perché le palestre e tutte le attività di questo genere, a quanto pare, non sono considerati beni primari. Come il parrucchiere, probabilmente. “Non si tratta di ricevere o meno soldi dallo stato, non è questa la cosa più importante. Si tratta di poter svolgere il proprio lavoro in serenità rispettando le regole, indossando costantemente la mascherina protettiva, igienizzando attrezzi, struttura, spogliatoi, bagni, sottoponendoci ogni settimana a test sierologici. Ed è quello che abbiamo sempre fatto, abbiamo messo tutto in sicurezza ma ci hanno chiuso lo stesso.” Perché non controllare a tappeto ogni palestra e sanzionare, ed eventualmente disporre la chiusura, solo le strutture non a norma anti-covid? Perché far chiudere tutti, dopo averli giustamente obbligati ad acquistare materiali costosi per la messa in sicurezza delle strutture, e non dare un’opportunità a chi ha davvero seguito tutte le regole?
Una risposta non ci sarà, resta però in bocca quel sapore amaro di chi ha lavorato duramente per arrivare dov’è oggi e purtroppo, anche se solo in parte, deve rinunciarci. Se lo sport (e più in generale l’attività fisica) fosse considerato davvero SALUTE e PREVENZIONE, forse ora ci si potrebbe recare nelle strutture di fiducia e svolgere le attività che permettono a tantissime persone in tutto il mondo di sentirsi meglio da un punto di vista psicofisico. Perché lo sport è insegnamento, crescita personale e di gruppo, è salute ma soprattutto lo sport è un diritto. “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare. Esso ha il potere di unire le persone in un modo che poche altre cose fanno. Parla ai giovani in una lingua che comprendono. Lo sport può portare speranza dove una volta c’era solo disperazione.” (Nelson Mandela)

Marigliano, il paradosso degli assenteisti discriminati: sbagliano in tanti, ma pagano solo alcuni

Dopodomani, mercoledì 9 dicembre, avrà luogo un nuovo consiglio comunale in città, il terzo per la nuova consiliatura che ha preso forma in seguito alla vittoria elettorale dell’avvocato Peppe Jossa. Inizio previsto non prima delle 19:30 e tanti i punti all’ordine del giorno: se tutto va bene, si prevede di fare le ore piccole, come ci aveva abituato la precedente amministrazione. Se maggioranza e minoranza troveranno una quadra e saranno in grado di instaurare un dialogo maturo, stavolta è probabile che si riuscirà a dibattere anche l’attesa mozione presentata dalla minoranza e tesa a difendere l’onorabilità della cittadinanza mariglianese (e a sostenere, perché no, quella dell’uomo Antonio Carpino, ex primo cittadino). È lecito constatare, dunque, che oggi meriti maggiore risalto una querelle tra comuni (quelli di Marigliano e Pomigliano d’Arco) rispetto all’annoso caso degli assenteisti, cosiddetti “furbetti del cartellino”, che da oltre due anni vivono una condizione a dir poco surreale. Sì, perché nonostante l’ente comunale lamenti e viva una situazione critica relativa alla scarsità di personale, nota dolente emersa anche dalla recente riorganizzazione dell’organigramma, fino ad ora nessun consigliere ha ritenuto di dover portare alla ribalta la vicenda. Nel marzo del 2018 ben 61 tra dipendenti (40) e lavoratori socialmente utili (21) del Comune di Marigliano (quasi la metà dell’intero personale) vennero raggiunti da un avviso di garanzia, per un totale di 1.566 capi di imputazione, tra cui allontanamento o assenza dal servizio non giustificato (51 dei quali riguardano la manomissione del sistema di rilevazione della presenza mediante inserimento manuale di dati non rispondenti a vero), truffa per aver percepito la normale retribuzione in assenza di prestazione lavorativa, e infine per scambio di badge magnetici (teso a registrare la presenza in servizio per un altro dipendente). Ebbene, in considerazione della “maggiore gravità di alcune condotte rispetto ad altre” (come riportato nella relazione dell’UPD del 29 agosto 2018), da allora sono stati sospesi solo 15 tra dipendenti ed LSU del comune, su 61 indagati: si pensi che ben 10 dipendenti, imputati di aver manomesso da terminale il sistema di rilevazione automatica della presenza (infrazione che dà luogo al licenziamento senza preavviso), non sono stati nemmeno sospesi. Ad oggi, come è possibile rilevare dal nuovo organigramma, i dipendenti assenteisti sospesi risultano essere soltanto 4, eppure, incrociando i dati si scopre che attualmente ancora 15 imputati lavorano per il comune, e di questi ben tre sono istruttori direttivi (uno anche tecnico), ossia responsabili di settore. È interessante osservare come, all’epoca dei fatti commessi nei mesi di giugno e luglio 2014, le rilevazioni effettuate dall’autorità giudiziaria in fase di indagine riguardassero appena 17 giorni: poco più di due settimane in cui sono state rilevate tutte le infrazioni, con un picco di oltre 50 al giorno. Una cifra che dà la misura della considerevole pratica dell’assenteismo presso il Comune di Marigliano. Eppure, oggi solo quattro dipendenti risultano ancora sospesi e ben quindici, come abbiamo visto, continuano a lavorare, un quinto dei quali anche con ruoli di funzionario. Va da sé che, come ha talvolta illustrato nella pubblica assise l’ex consigliere Saverio Lo Sapio, anche candidato sindaco con la lista Oxigeno, vige attualmente e da allora una lampante disparità di trattamento per i dipendenti: c’è chi è casa da quasi due anni, e chi è stato premiato addirittura con incarichi di responsabilità. Sarebbe stato il caso di sospendere tutti (ma la macchina comunale ne avrebbe risentito data la mole di imputati) o, viceversa, di non sospendere nessuno. Di certo sarebbe opportuno parlarne almeno in consiglio comunale, per sollevare la questione di opportunità, vagliare la volontà politica di affrontare l’argomento e magari valutare le condizioni per una eventuale riammissione in servizio. Vale la pena ricordare, tra l’altro, che l’UPD  (Uffici competenti per i Procedimenti Disciplinari) non ha competenza per i provvedimenti di natura cautelare, qual è la sospensione del servizio in pendenza di procedimento penale. Come se non bastasse, nel contempo il comune ha anche indetto una procedura di selezione interna rivolta ai dipendenti di categoria D, per il conferimento dell’incarico di posizione organizzativa per i sei settori dell’ente (domanda da presentare entro il 12 dicembre): una manifestazione di interesse alla quale possono partecipare gli istruttori direttivi imputati, ma non quelli sospesi.

Marigliano, i Giovani Democratici organizzano una raccolta di alimentare

0
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei giovani democratici di Marigliano Questo periodo di pandemia sta creando purtroppo enormi problematiche sanitarie, ma anche una crisi economica e sociale per le tante famiglie colpite e per chi già viveva in difficoltà. Tante sono le iniziative delle diverse associazioni di volontariato e caritatevoli che in tutti i comuni della nostra penisola prestano sempre un servizio indispensabile per chi versa in condizioni di bisogno. A loro va il nostro grazie, hanno dimostrato di essere indispensabili. Nel nostro piccolo, anche noi abbiamo scelto di dare una mano alle compagini che nel silenzio già operano anche nel nostro territorio. Rifacendoci ai “Volontari Democratici”, molti di noi, nella prima ondata della pandemia in primavera, hanno già collaborato con le associazioni di protezione civile e croce rossa della città per mutuo soccorso ai più bisognosi sia negli aspetti materiali (spesa, medicinali, prenotazioni visite, disbrigo pratiche, ecc.) che in quelli sociali (perchè, a volte, anche una telefonata o una chiacchierata in videocall è una aiuto),  abbiamo organizzato, per queste settimane che anticipano il Natale, una raccolta di beni alimentari di prima necessità.  Per noi la politica è soprattutto impegno concreto nel tessuto sociale, attraverso l’esercizio della solidarietà e dell’accoglienza senza distinzione di colore o di religione, soprattutto in questa fase storica difficile e complicata come quella che stiamo vivendo. L’appuntamento è per tutti i mercoledì (9 e 16 dicembre) e tutti i venerdì (11 e 18 dicembre) dalle 15.30 alle 20.00 nella sede del circolo di Corso Umberto I di fronte Piazza Municipio, per le persone che vogliono donare. Ci saranno i nostri volontari ad accogliervi rispettando le norme anti-covid e il distanziamento. In alternativa, è a disposizione il seguente numero 3928660477 per comunicazioni whatsapp da parte di chi, in particolare negozi alimentari, vuole donare e non può recarsi in sede. Sarà un nostro volontario con l’aiuto della protezione civile, a ritirare previo appuntamento. In piena collaborazione con tutto il circolo pd di Marigliano che sarà presente in sede anche il sabato pomeriggio e la domenica mattina per l’accoglienza e con i supermercati che vorranno sostenere l’iniziativa. Il segretario Lorenzo Cerciello  

Casoria, esplosione nella notte: distrutti i negozi della Galleria Marconi

Un ordigno è esploso nella notte a Casoria, distruggendo gli ingressi dei locali  della Galleria Marconi.  Sul posto sono intervenuti i  vigili del fuoco e forze dell’ordine: non si esclude  nessuna pista, una tra tutte quella  estorsiva. Il forte boato ha svegliato i residenti e molti sono scesi in strada e poco dopo è iniziato il passaparola su facebook. E’ scattata subito  la solidarietà dei cittadini di Casoria che via social si tanno organizzando per una colletta a favore dei negozianti, già in ginocchio a causa delle restrizioni covid (fonte foto: fanpage napoli)  

Ospedale del Mare, pioggia dal soffitto della struttura covid center

La pioggia entra nel covid center dell’Ospedale del mare a Napoli. Il temporale di queste ore, si apprende da fonti interne all’ospedale, ha infatti trovato delle perdite dal soffitto dei moduli montati nell’area di parcheggio dell’ospedale nel quartiere di Ponticelli, a Napoli, bagnando il pavimento dell’area tac e delle degenze. Il personale ha chiesto più volte l’intervento dei vertici dell’ospedale, mentre gli operatori stamattina hanno steso asciugamani sui pavimenti per assorbire l’acqua. Attualmente nel covid center dell’Ospedale di Mare sono ricoverati 15 pazienti. Dall’Asl Napoli 1 fanno sapere che nei giorni scorsi avevano già inviato una segnalazione alla ditta che ha costruito il Covid center chiedendo un intervento per perdite di acqua che già si erano verificate e che probabilmente il maltempo della notte ha notevolmente aggravato. “La Direzione sanitaria pretenda una soluzione istantanea del problema e oltre a denunciare la ditta che ha realizzato la struttura per inaffidabilità proceda con la richiesta di forti penali e risarcimenti”. Lo ha detto Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale di Europa Verde (FONTE FOTO:RETE INTERNET)