Somma Vesuviana, telesoccorso, D’Avino : “Pieno successo per l’assistenza a domicilio per gli anziani”

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   D’Avino (Assessore Politiche Sociali) : “Pieno successo per il Telesoccorso con assistenza anche a domicilio per anziani, in pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Pronti il Centro dove i minori potranno seguire attività laboratoriali, il Centro per la Famiglia, il Centro per persone con Disabilità. Prosegue il progetto “Autismo” con formazione commercianti per una città inclusiva. A breve per tutti i ragazzi anche l’area – giochi nella piazza centrale. Dobbiamo farci trovare pronti per quando ci sarà il ritorno alla socializzazione”. “Funziona a pieno ritmo il Telesoccorso a Somma Vesuviana per gli anziani, soprattutto in epoca Covid. Abbiamo organizzato una cabina di regia, dunque una centrale operativa dove degli operatori che si interfacciano telefonicamente con gli anziani oppure in caso di necessità e nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria cercano di fornire assistenza anche domiciliare. Per i minori è già pronto un centro, si sta aspettando la fine di questa pandemia. Il Centro per minori c’è e sarà un luogo dove si potranno esercitare attività laboratoriali. Abbiamo ora a Somma Vesuviana realizzato anche un Centro accoglienza per la Famiglia ed anche per le persone con disabilità e con ogni probabilità ritorneranno attivi dopo Natale”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Somma Vesuviana nel napoletano. La Giunta dell’Amministrazione comunale sommese, presieduta dal sindaco Salvatore Di Sarno sta lavorando con attività a tutto campo. Ad esempio l’Assessorato alle Politiche Sociali, guidato da Sergio D’Avino, ha già dato il via a progetti che migliorano la qualità della vita dei cittadini.  Con il progetto autismo nasce a Somma Vesuviana una città inclusiva. “Abbiamo pensato anche agli autistici – ha concluso D’Avino – con l’attivazione di un progetto importante già durante la pandemia. Stiamo formando i commercianti di Somma Vesuviana al fine di avere una città inclusiva per tutti. In questo momento la formazione sta proseguendo con colloqui ed attività a distanza grazie al team di psicologi del Comune. Per tutti i ragazzi della città, avremo a breve e ne potranno usufruire appena il Covid lo consentirà, in Piazza Vittorio Emanuele III avremo un’area giochi, dunque un mini – parco al quale tutti i ragazzi potranno accedere per socializzare quando sarà possibile. Di certo stiamo lavorando per dare la possibilità ai ragazzi, alle famiglie, a tutti di ritornare alla socialità quando l’emergenza sanitaria lo consentirà. Un lavoro multidisciplinare, in contemporanea e con molteplici azioni: Telesoccorso per anziani, già attivo e funzionante con ottimi risultati, Centro accoglienza per Famiglia già pronto, Centro per persone con disabilità, già pronto, Centro per attività laboratoriali aperte a minori, già pronto”.  

Infermiera aggredita al Cardarelli, identificati e denunciati i responsabili

I carabinieri della compagnia Napoli Vomero hanno identificato e denunciato marito e moglie di 43 e 47anni – entrambi già noti alle forze dell’ordine per l’aggressione di sabato scorso ai danni di un’infermiera dell’ospedale Cardarelli di Napoli. I due si erano presentati presso il pronto soccorso dell’ospedale, accompagnando la figlia 19enne che accusava dolori al petto. Lamentando la lunga attesa, marito e moglie – riferiscono i Carabinieri – hanno colpito l’infermiera causandole contusioni ritenute inizialmente guaribili in 10 giorni. Da un approfondimento delle indagini, la prognosi passa a 30 giorni. Dal referto emerge infatti  la frattura di 2 costole e una contusione polmonare.  I carabinieri sono risaliti all’identità della coppia grazie alla denuncia presentata dalla vittima, alle testimonianze dei presenti e alla visione delle immagini di videosorveglianza.  Intanto, si cerca di risalire anche a un’altra coppia che avrebbe contribuito alla brutale aggressione.     Il comando provinciale carabinieri di Napoli esprime massima vicinanza al personale sanitario, impegnato quotidianamente in prima linea. ll Presidente  De Palma del Sindacato degli infermieri della Regione Campania  qualche giorno fa ha così commentato il gravissimo episodio di aggressione consumatosi ai danni dell’infermiera: «Le amministrazioni chiedano all’esercito di presidiare i pronto soccorso che, in questo momento, vivono un pericoloso caos che appare come un buio tunnel senza uscita. Come sindacato siamo indignati e non solo chiediamo l’apertura di una indagine interna in una struttura sempre più organizzativamente sull’orlo del baratro, ma pretendiamo la presenza dell’esercito all’ingresso del pronto soccorso, di questo e anche di altri ospedali italiani dove le situazioni sono così esasperate. Ancora una volta, lo urliamo con tutto il fiato che abbiamo in gola, la legge che ha soltanto puntato a inasprire le pene contro chi commette violenze ai danni degli operatori sanitari si è rivelata del tutto inutile. Non è non sarà mai un deterrente per arginare sul nascere episodi così scabrosi. Il Cardarelli copre un territorio vastissimo di potenziali pazienti, il pronto soccorso è allo stremo, gli infermieri lavorano in condizioni disumane più che mai in questo momento delicatissimo. E poi un pensiero lo rivolgo al Presidente De Luca, che pavoneggia l’eccellenza degli interventi promossi nelle aree Covid dal suo Governo. Trascorra una giornata di 24 ore al Cardarelli, indossi il camice da infermiere e si renda conto di quanto stia accadendo. Siamo stanchi delle parole di una politica che, con i voli pindarici della sua retorica, ci lascia sul patibolo in attesa dell’esecuzione», conclude indignato De Palma »

Sant’Anastasia, in arrivo l’iniziativa solidale “Scatole di Natale per i più bisognosi”

All’iniziativa solidale, nata in quel di Milano, aderisce l’associazione “Love for Sant’Anastasia”: chiunque può deporre oggetti utili al corpo ed alla mente all’interno di una scatola che verrà consegnata a chi è meno fortunato. Sono sempre più numerose le adesioni all’evento “Scatole di Natale”, ideato da una giovane mamma milanese, Marion Pizzato, che consiste nell’assemblare pacchi dono da offrire ai più bisognosi in vista delle feste. L’iniziativa, diventata virale sui social, è arrivata anche nella cittadina vesuviana grazie all’interesse dell’associazione “Love for Sant’Anastasia”. «Da Milano a Napoli!!! Spulciando su Internet ci siamo imbattuti in un’iniziativa di una cittadina milanese che ha creato “Le scatole di Natale” da distribuire a chi ha più bisogno. L’abbiamo contattata e ci ha dato campo libero per proporre l’idea anche qui da noi – afferma Mimmo De Simone, presidente dell’associazione “Love for Sant’Anastasia” – Ed ecco che le nostre scatole saranno consegnate alle persone in difficoltà del territorio anastasiano ed ai senza fissa dimora di Napoli». Partecipare al progetto solidale è semplice: basta munirsi di una scatola ed inserire all’interno poche cose utili al corpo ed alla mente come una cosa calda (guanti, sciarpa, cappellino, maglione, coperta o simili), una cosa ‘golosa’, un passatempo (libro, rivista, sudoku, matite ecc.); un prodotto di bellezza (crema, bagno schiuma, profumo) ed un biglietto con parole gentili. Le tipologie di scatole sono 3 a seconda dei destinatari: per uomo, donna o bambino. Dopo aver inserito tutti gli oggetti nella scatola, la si può decorare scrivendo in un angolo se è destinata a una donna, un uomo oppure un bambino, indicando in quest’ultimo caso età e sesso. «Le scatole possono essere consegnate fino al 18 dicembre presso la FINESTRA Solidale (sita in via Strettola, 24, Sant’Anastasia, ndr) dal lunedì al venerdì dalle 15:30 alle 18:30 – conclude il presidente De Simone – Per qualsiasi info potete contattarmi al 3921222718 od al 3315987043 (Susy Rea). Per questo Natale vogliamo regalare sorrisi ed attimi di felicità a chi è in difficoltà». (Fonte foto: Facebook)

Crotone – Napoli (Partita 15), fatemi fare il bastian contrario

Crotone – Napoli finisce 0 – 4. Starete pensando che questo risultato tondo non dovrebbe lasciare dubbi sul giudizio della partita. E probabilmente avete ragione. Forse sto iniziando a pretendere troppo da questa squadra, forse mi sono stancato di accettare alcune prestazioni “rischiose”. Non so darvi una risposta, so che questa partita mi lascia qualche incertezza, e quindi fatemi fare il bastian contrario.

Il Napoli merita la vittoria, ma non mi ha convinto pienamente, soprattutto per una condotta di gara non all’altezza di un tale divario di caratura. Voglio essere chiaro, non stiamo parlando di una prestazione sbagliata come quelle viste nelle ultime due uscite europee. Il Napoli in campo ci scende, ma i valori delle squadre sono chiari, eppure il Napoli non sfrutta a dovere questo divario. In condizioni diverse la partita avrebbe potuto prendere direzioni diverse. Del primo tempo salvo poco, salvo i gesti tecnici di Zielinski e Insigne che portano al gol: il tunnel del primo e il tiro a giro del secondo. Per fortuna degli azzurri, gli equilibri della gara vengono spostati definitivamente perché i calabresi restano in 10 per l’espulsione di Petriccione. E il Napoli dilaga. Arrivano al gol Lozano (servito alla grande da Insigne), poi tocca a Demme dalla distanza e infine marca il tabellino anche Petagna. Gran secondo tempo, gol pregevoli.

Fatemi fare il bastian contrario, giudico sostanzialmente il primo tempo, che non mi fa sorridere. Il resto della gara, seppur positiva, ha poco senso perché l’espulsione la indirizza e lascia al Napoli la possibilità di esprimere le sue qualità. Ma in altre situazioni, senza un’espulsione sarebbe andata alla stessa maniera? Con i se e con i ma non si fa la storia, è vero, ma questo Napoli continua a non dimostrare quella maturità che permetterebbe di espletare tutte quelle potenzialità che questi giocatori hanno e che spesso restano inespresse. Fatemi fare il bastian contrario, ma i 3 punti me li prendo con piacere.

 

Somma Vesuviana, il Parco del Vesuvio: «Non si proseguano i lavori al Casamale»

Molto «rumore» ha fatto l’installazione di dissuasori di sosta al borgo Casamale, soprattutto perché, per poter impiantare gli stessi, in ghisa e con nulla che riconduca al valore storico del quartiere cinto da mura aragonesi, il basolato antico è stato ovviamente bucato. Ossia danneggiato. Su questa testata è stata peraltro pubblicata una lunga lettera dell’assessore proponente, Rosalinda Perna, ma la polemica non si è sedata. Ed è naturale perché qui il punto non è l’iniziativa in sé ma l’impossibilità di tornare indietro pur se ci si dovesse rendere conto di aver commesso un errore. Detto ciò, nel frattempo, il Parco Nazionale del Vesuvio è venuto a conoscenza della suddetta installazione di paletti nel basolame di epoca storica e per tutta risposta, il direttore Stefano Donati ha ben pensato di inviare al comune di Somma Vesuviana, nonché per conoscenza al reparto carabinieri del Parco, una lettera nella quale si invita l’amministrazione a trasmettere la documentazione progettuale dell’intervento, raccomandando al contempo di non proseguire i lavori. «Il borgo del Casamale rappresenta uno dei nuclei storici più importanti dell’area vesuviana – si legge nel documento firmato dal direttore della riserva protetta – ed è inserito in zona D di promozione economica e sociale del Piano del Parco Nazionale del Vesuvio, nell’Unità di Paesaggio in cui gli interventi sono finalizzati anche alla valorizzazione del patrimonio storico, al recupero dei tessuti edilizi e delle emergenze di specifico interesse storico ed architettonico, alla salvaguardia dell’impianto urbano e del suo disegno, compresi i tracciati storici caratterizzanti il luogo, sui quali gli interventi devono tenere conto dell’inscindibilità storico architettonica, urbana e paesaggistica tra la strada ed il contesto spaziale ad essa connesso, e dei caratteri storicamente consolidati, utilizzando tecniche e materiali, elementi di arredo urbano, alberature, segnaletica e così via, appropriati all’identità di ciascun tracciato». Dunque, a meno che non si dimostri, e ci pare francamente difficile, che i paletti in ghisa siano consoni e possano, per così dire, sposarsi con il basolato antico, le mura aragonesi, la stessa atmosfera del borgo dove anche i colori devono essere appropriati, la questione non finirà qui. (FONTE FOTO:FB)    

Casalnuovo, in chiesa la copia su oro zecchino di un Michelangelo. Il parroco: “Si evangelizza anche così”    

0
Nella chiesa dell’Addolorata la riproduzione del Cristo ligneo attribuito al grande genio del Rinascimento. Cerimonia di scopertura in diretta televisiva oggi a mezzogiorno su Canale Uno Tivù (digitale terrestre 855)    L’esatto ammontare della donazione è rimasto un segreto ma c’è chi è pronto a scommettere che don Ciro Biondi abbia speso di tasca sua alcune decine di migliaia di euro per fare quello che ha fatto. Si perché il parroco della chiesa dell’Addolorata, a Tavernanova, popoloso rione di Casalnuovo, ha commissionato la realizzazione di una copia del meraviglioso Cristo ligneo attribuito a Michelangelo, il cui preziosissimo e arcinoto originale si trova conservato nella basilica fiorentina di Santo Spirito. Intanto la copia, anch’essa in legno, costosa quanto quasi perfetta, 1 metro e 75 d’altezza per 130 chili di peso, è stata fatta appena installare da don Ciro sull’altare della sua chiesa di Casalnuovo. La cerimonia di scopertura dell’opera si terrà oggi, giorno dell’Immacolata, a mezzogiorno. Sarà seguita in diretta televisiva dall’emittente locale Canale Uno tv (855 del digitale terrestre). Ma non è finita. Alla commissione di quest’opera, realizzata dal laboratorio sudtirolese Stuflesser, ubicato a Ortisei e specializzato da un secolo e mezzo nella costruzione di sculture lignee destinate al Vaticano, don Ciro ha voluto aggiungerne un’altra, quella del fondale d’oro zecchino e oro antico su cui è stato installato il crocifisso. Ora però ci si chiede che cosa abbia spinto il parroco della chiesa dell’Addolorata a spendere un occhio della testa per concretizzare questo progetto certamente pianificato da tempo. Don Ciro è un prete missionario che ha svolto la sua missione evangelica in contesti molto più poveri di quello dell’hinterland napoletano. Fino al 2016 ha infatti vissuto in una comunità cristiana piazzata nel bel mezzo della foresta tropicale, nella grande isola, oceanica e tribale, di Papua, stato di Papua Nuova Guinea. Qui il sacerdote è rimasto per ben quarant’anni. “Non dono alla comunità di Tavernanova un’opera d’arte ma l’amore della mia vita: il crocifisso – ha però spiegato don Biondi –  Cristo mi ha innalzato dalla polvere all’altare della celebrazione della sua passione, morte e risurrezione. Si evangelizza in tanti modi, ho scelto per me il più semplice e forse il più efficace: mettere sotto gli occhi di ogni persona il crocifisso, l’amore crocifisso, Dio crocifisso per amore. E’ lui che vince i cuori, è lui il grande evangelizzatore”.

Il quadro dell’Immacolata nella Chiesa di Terzigno: una storia di miracoli

0
Il quadro, di cui non si conosce l’autore e che è certamente del sec.XVIII, sta sull’altare maggiore della Chiesa, oggi affidata alla guida sapiente di don Antonio Fasulo.  L’articolo è tratto da una “plaquette” che ho scritto di recente sulla storia – una storia importante anche dal punto di vista sociale- della Chiesa dell’Immacolata di Terzigno.   Il 21 luglio del 1743 il vescovo Troiano Caracciolo del Sole “gittò la prima pietra angolare “ della Chiesa dell’Immacolata di Terzigno e il 2 luglio 1758 benedisse il tempio completato in ogni sua parte e affidato, fin dalla fondazione, ai Padri di San Pietro a Cesarano.  Interessante è la storia del quadro dell’Immacolata. Dice il Remondini che un pittore di Nocera, un “pittore “d’ignobile fama”, poco noto, mentre la chiesa era ancora in costruzione, si presentò da Padre Angelo Bianco e gli disse che voleva fare il quadro dell’Immacolata “per sua divozione, e per qualunque prezzo che egli volesse”: ma Padre Angelo non accettò la proposta, che veniva da un “pittor di campagna, e dell’infima nota”. Ma quando parlò della cosa al vescovo – e gliene parlò per puro caso – il vescovo gli disse di richiamare il pittore e di affidargli l’incarico di dipingere  il quadro. Quando  l’opera venne mostrata al pubblico, tutti “restarono attoniti in rimirarvi l’Immagine di Maria Immacolata di perfettissimo disegno ed ottimo colorito, con un volto in cui gareggia la bellezza con la maestà e la modestia, e che al solo vedersi muove e tenerezza e devozione. “ Il quadro fu portato a Nola, perché il vescovo potesse esaminarlo, e tutti lo giudicarono “un’opera portentosa, perché l’autore di gran lunga non era da sé capace di farla: e tal la riconosce chiunque ancora la vede in mezzo a due quadri di San Pietro e di San Paolo, che egli fece di poi, nei quali spicca il volgarissimo e vero carattere del suo pennello.”. E infatti i due quadri vennero successivamente rimossi….La Madonna volle manifestare il suo “gradimento” per la chiesa che sarebbe sorta in quel luogo con una prodigiosa apparizione. Infatti, una sera, due donne che in compagnia di un uomo passavano davanti all’Oratorio videro, nella luce lunare, “ una bellissima Fanciulla con i capelli sciolti in su le spalle starsi in su la soglia della non ancor chiusa, né compiuta porta della Cappella”. Le due donne si mossero verso la fanciulla, per capire chi fosse; e poiché la fanciulla entrò nella cappella, la seguirono, ma “più non la videro”. E prodigioso fu anche il fatto che la fanciulla apparve alle due donne, “le quali di buona fama sono”, ma non all’uomo che le accompagnava. Nel 1752 ci fu l’ultimo tentativo di bloccare la costruzione della Chiesa di Terzigno: alcuni Ordini Mendicanti “ebbero il coraggio di far ricorso alla Maestà del piissimo nostro Monarca”, che però, informato “con una particolare lettera” dal vescovo di Nola sulle ragioni del progetto e sui vantaggi che la chiesa avrebbe procurato a “più migliaia di Anime per quella Campagna disperse”, gli diede piena libertà, “con certe condizioni”, di “continuare l’incominciata Casa per i Padri e fabbricare a suo piacimento la Chiesa”.Il 2 dicembre 1754, “tra rimbombanti tuoni e gran tremor della Terra”, un torrente di lava sgorgò dal cratere del Vesuvio, riempì “gran parte del Piano che l’Atrio chiamano”, irruppe nella Valle dell’Acquara, bruciò interi boschi di querce, con “gran danno” dei beni del Comune di Ottajano , giunse al Piano del Mauro e infine si mosse “con larghissima estensione” verso la Taverna dei Passanti. Atterriti dalla minaccia alle case, gli Ottajanesi portarono “contro” la lava la “gran Croce, in cui “sono riposte molte e molto insigni reliquie”, ma la lava non si fermò; e non si fermò nemmeno quando gli Ottajanesi le opposero il Santissimo Sacramento, portato in processione, e gli abitanti di Boscoreale e di Boscotrecase  portarono le statue dei loro SS. Protettori. “Il Divin Figlio riserbata avea quella gloria all’Immacolata Sua Madre”. Il Padre Antonio Masucci di  S. Pietro a Cesarano, amministratore della Casa e della Chiesa del Terzigno, decise di portare incontro alla lava il quadro dell’Immacolata. E così il 21 gennaio del 1755, scortato da una grande folla che cantava le litanie della Vergine e ripeteva insistentemente l’invocazione “ab ira Vesuvii libera nos, Domine”, il quadro della  Divina Madre fermò tutti i rami del fiume di lava.  Ma il 18 febbraio l’eruzione riprese, e la lava, dopo aver incendiato le selve della Valle delle Cantine, si avvicinò alla Villa del Principe di Ottajano, da un lato, e dall’altro, al “nobile Casino” in cui prendeva alloggio il Re, quando “viene al divertimento della caccia nel Mauro.” Dal Casino Reale vennero subito portati via le botti di vino e gli arredi: e intanto l’Agente del Principe e gli “Eletti” ottajanesi si presentarono in tutta fretta agli amministratori della Chiesa del Terzigno e li pregarono di portar fuori, contro la lava, il quadro dell’Immacolata. I Padri, in un primo momento, esitarono, poiché pioveva, e si temeva che la pioggia rovinasse l’opera, ma alla fine cedettero. Il 21 febbraio – era un venerdì- il “prodigioso” quadro dell’Immacolata, portato dai sacerdoti e scortato dall’Agente del Principe di Ottajano, dagli Eletti e da più di trecento persone, raggiunse il torrente di fuoco che era arrivato a 80 passi dal Casino Reale. Il quadro fu posto su una botte, ma poiché il fuoco non si fermava ancora, e la pioggia diventava sempre più intensa, propose qualcuno di portare al riparo l’ Immagine Sacra nella cappella del Casino Reale: ma nessuno riuscì ad aprire la porta, “per quanta diligenza e forza si usasse”; e quando, cessata la pioggia,  si avviò la processione che riportava “l’Adorabile immagine alla sua chiesa”, quella porta si aprì facilmente.  

Somma Vesuviana, prorogata la sospensione delle attività didattiche. Tornano in presenza solo gli alunni dell’Infanzia

0
Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.   Di Sarno: “A Somma Vesuviana chiusi gli edifici scolastici di ogni ordine e grado sia pubblici che privati fino al 6 Gennaio, l’11 ripresa delle attività in presenza solo ed esclusivamente dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia”. “In questi minuti ho firmato l’ordinanza con la quale prorogo la sospensione delle attività didattiche, in presenza, di tutte le scuole di ogni ordine e grado sia pubbliche che private a far data dal 09/12/2020 e la prosecuzione della DAD fino alla data del 06/01/2021; eccetto, con decorrenza dal giorno 11 dicembre 2020, la ripresa delle attività in presenza solo ed esclusivamente dei servizi educativi e della scuola dell’infanzia (sistema integrato educazione ed istruzione 0/6 anni)”.  Lo ha annunciato poco fa Salvatore Di Sarno sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Ecco la nuova situazione a Somma Vesuviana. “Abbiamo registrato la 16esima vittima. Anche e come sempre alla famiglia comunichiamo la vicinanza della città. Abbiamo 96 nuovi positivi negli ultimi 4 giorni, attuali positivi attivi 327 di cui 15 ricoverati in ospedale. Nell’ordinanza appena firmata ho prorogato la chiusura fino all’11 Dicembre delle attività di Circoli Ludici e ricreativi; la prosecuzione del mercato settimanale – ha proseguito Di Sarno – per la sola vendita di generi alimentari; la proroga della chiusura di: Piazza Europa, della Biblioteca Comunale “Raffaele D’Avino” e del Punto “SPORTELLO AMICO GORI”. Ho prorogato il divieto di forme di aggregazione e/o riunioni, al chiuso e all’aperto, anche connesse ad eventi celebrativi, che si svolgano in forma di corteo (ad esempio cortei funebri) e comunque non in forma statica e con postazioni fisse; le stesse sono limitate ai soli familiari congiunti. Per tutte le piccole e medie strutture di vendita, obbligo di esporre all’esterno dell’esercizio, un cartello indicante il numero massimo di avventori che possono trovarsi contemporaneamente all’interno dei locali, in base alla superficie netta calpestabile, in modo da garantire il distanziamento sociale secondo le normative vigenti. Permane nei condomini, la sanificazione obbligatoria degli spazi di uso comune, qualora siano accertati casi di condomini positivi al Covid 19”.

Sant’Anastasia, attivo il servizio di ambulanza per assistenza a domicilio

0
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del comune di Sant’Anastasia.
Sette giorni su sette, dalle 8 del mattino fino alle 20, è attivo da oggi il servizio ambulanza per assistenza domiciliare promosso dal comune di Sant’Anastasia. Questa mattina il sindaco Carmine Esposito ha siglato la convenzione con la Onlus «Angeli del Soccorso» che fornirà l’importante contributo alle azioni già messe in campo dall’amministrazione comunale, in primis lo sportello «Alt Covid» (0818930250), già attivo e a regime, al quale i cittadini si stanno rivolgendo in tanti per aggiornarsi sui dati del contagio Covid, per info dettagliate su Dpcm e ordinanze, per assistenza sociale e supporto psicologico e, non ultimo per importanza, per chiedere la consegna a domicilio di beni e farmaci, fondamentale soprattutto per le famiglie in isolamento.
Per chiedere l’intervento dell’ambulanza, a bordo della quale ci sarà sempre un autista/soccorritore e un infermiere, servizio attivo su tutto il territorio anastasiano, basterà rivolgersi al numero 3421402039.
«Abbiamo ritenuto importante che il Comune facesse la propria parte in questo momento così difficile, dove le istituzioni sanitarie non riescono a dare le risposte che da loro ci si attenderebbe – dice il sindaco di Sant’Anastasia, Carmine Esposito – da medico raccolgo ogni giorno decine e decine di richieste di aiuto, nel ruolo di massima autorità sanitaria del territorio non potevo starmene a guardare. Con lo sportello Alt Covid, servizio sul quale sono impegnati, e stanno facendo un lavoro egregio, volontari di Protezione Civile e Croce Rossa, servizio civile, medici, psicologi, nonché gli assessori Veria Giordano (Salute Pubblica) e Cettina Giliberti (Politiche Sociali), abbiamo già dato risposte, ora auspichiamo che il servizio di assistenza medica domiciliare sia di sostegno e conforto a tante persone».
«L’obiettivo dell’Amministrazione – aggiunge l’assessore Giordano – è mettere in campo azioni concrete per non lasciare soli i cittadini. Bisogna, inoltre, proiettarsi nel futuro e pensare al post – Covid: una fase che auspichiamo arrivi presto e che sarà tanto meno ardua quanto più avremo saputo impegnarci nella prevenzione e nella cura di ciascuno».
Il servizio ambulanza, attivo su richiesta, non potrà trasportare persone che abbiano necessità di ricovero ospedaliero, i sanitari a bordo potranno invece intervenire a domicilio, su richiesta.

San Gregorio Armeno, riaprono le botteghe dei presepi. Il taglio del nastro dedicato a Maradona

Hanno rialzato le saracinesche le botteghe artigiane di San Gregorio Armeno, simbolo del Natale partenopeo, eccellenza riconosciuta in tutto il mondo. Un ritorno al lavoro che i maestri dell’arte presepiale hanno voluto dedicare alla memoria di Diego Armando Maradona, scomparso lo corso 25 novembre. E per rendere omaggio al campione argentino, a tagliare il nastro in una sorta di cerimonia di inaugurazione è stato il fratello di Maradona, Hugo Maradona, che da diversi anni vive a Napoli. ”Ogni giorno che passa, l’amore dei napoletani per mio fratello si manifesta sempre di più – ha detto Hugo – Sono qui oggi in rappresentanza di Diego anche se naturalmente non è la stessa cosa perché lui era unico ma sono qui per dare forza ai commercianti che stanno passando un brutto momento”. Un legame che gli artigiani presepiali celebreranno ogni anno il 10 maggio, giorno in cui la città ricorda la conquista del primo scudetto del Napoli, con il ‘Maradona Day’. Gli artigiani guardano con preoccupazione al loro presente e al loro futuro. Con la chiusura forzata nel mese di novembre a causa delle norme anti covid, è praticamente andato perso quasi tutto il guadagno dell’anno. ”E’ una situazione triste per non dire tragica – spiega Gabriele Casillo, presidente dell’associazione degli artigiani di San Gregorio Armeno – abbiamo perso attorno al 75 per cento del fatturato che per la gran parte si fa nei mesi di novembre e fino alla metà di dicembre. Oggi riapriamo in completa sicurezza e speriamo che la Campania diventi presto zona gialla così che possano venire anche dalle altre regioni nella speranza di riuscire a recuperare quel minimo necessario per consentirci di sopravvivere anche perché la nostra categoria è esclusa dai ristori perché siamo inseriti nei codici Ateco dell’edilizia che non si è fermata e che dunque non beneficia dei ristori e quel poco che è arrivato serve appena per sostenerci un paio di mesi”