Dopodomani, mercoledì 9 dicembre, avrà luogo un nuovo consiglio comunale in città, il terzo per la nuova consiliatura che ha preso forma in seguito alla vittoria elettorale dell’avvocato Peppe Jossa. Inizio previsto non prima delle 19:30 e tanti i punti all’ordine del giorno: se tutto va bene, si prevede di fare le ore piccole, come ci aveva abituato la precedente amministrazione. Se maggioranza e minoranza troveranno una quadra e saranno in grado di instaurare un dialogo maturo, stavolta è probabile che si riuscirà a dibattere anche l’attesa mozione presentata dalla minoranza e tesa a difendere l’onorabilità della cittadinanza mariglianese (e a sostenere, perché no, quella dell’uomo Antonio Carpino, ex primo cittadino).
È lecito constatare, dunque, che oggi meriti maggiore risalto una querelle tra comuni (quelli di Marigliano e Pomigliano d’Arco) rispetto all’annoso caso degli assenteisti, cosiddetti “furbetti del cartellino”, che da oltre due anni vivono una condizione a dir poco surreale. Sì, perché nonostante l’ente comunale lamenti e viva una situazione critica relativa alla scarsità di personale, nota dolente emersa anche dalla recente riorganizzazione dell’organigramma, fino ad ora nessun consigliere ha ritenuto di dover portare alla ribalta la vicenda.
Nel marzo del 2018 ben 61 tra dipendenti (40) e lavoratori socialmente utili (21) del Comune di Marigliano (quasi la metà dell’intero personale) vennero raggiunti da un avviso di garanzia, per un totale di 1.566 capi di imputazione, tra cui allontanamento o assenza dal servizio non giustificato (51 dei quali riguardano la manomissione del sistema di rilevazione della presenza mediante inserimento manuale di dati non rispondenti a vero), truffa per aver percepito la normale retribuzione in assenza di prestazione lavorativa, e infine per scambio di badge magnetici (teso a registrare la presenza in servizio per un altro dipendente). Ebbene, in considerazione della “maggiore gravità di alcune condotte rispetto ad altre” (come riportato nella relazione dell’UPD del 29 agosto 2018), da allora sono stati sospesi solo 15 tra dipendenti ed LSU del comune, su 61 indagati: si pensi che ben 10 dipendenti, imputati di aver manomesso da terminale il sistema di rilevazione automatica della presenza (infrazione che dà luogo al licenziamento senza preavviso), non sono stati nemmeno sospesi.
Ad oggi, come è possibile rilevare dal nuovo organigramma, i dipendenti assenteisti sospesi risultano essere soltanto 4, eppure, incrociando i dati si scopre che attualmente ancora 15 imputati lavorano per il comune, e di questi ben tre sono istruttori direttivi (uno anche tecnico), ossia responsabili di settore. È interessante osservare come, all’epoca dei fatti commessi nei mesi di giugno e luglio 2014, le rilevazioni effettuate dall’autorità giudiziaria in fase di indagine riguardassero appena 17 giorni: poco più di due settimane in cui sono state rilevate tutte le infrazioni, con un picco di oltre 50 al giorno. Una cifra che dà la misura della considerevole pratica dell’assenteismo presso il Comune di Marigliano. Eppure, oggi solo quattro dipendenti risultano ancora sospesi e ben quindici, come abbiamo visto, continuano a lavorare, un quinto dei quali anche con ruoli di funzionario.
Va da sé che, come ha talvolta illustrato nella pubblica assise l’ex consigliere Saverio Lo Sapio, anche candidato sindaco con la lista Oxigeno, vige attualmente e da allora una lampante disparità di trattamento per i dipendenti: c’è chi è casa da quasi due anni, e chi è stato premiato addirittura con incarichi di responsabilità. Sarebbe stato il caso di sospendere tutti (ma la macchina comunale ne avrebbe risentito data la mole di imputati) o, viceversa, di non sospendere nessuno. Di certo sarebbe opportuno parlarne almeno in consiglio comunale, per sollevare la questione di opportunità, vagliare la volontà politica di affrontare l’argomento e magari valutare le condizioni per una eventuale riammissione in servizio. Vale la pena ricordare, tra l’altro, che l’UPD (Uffici competenti per i Procedimenti Disciplinari) non ha competenza per i provvedimenti di natura cautelare, qual è la sospensione del servizio in pendenza di procedimento penale.
Come se non bastasse, nel contempo il comune ha anche indetto una procedura di selezione interna rivolta ai dipendenti di categoria D, per il conferimento dell’incarico di posizione organizzativa per i sei settori dell’ente (domanda da presentare entro il 12 dicembre): una manifestazione di interesse alla quale possono partecipare gli istruttori direttivi imputati, ma non quelli sospesi.

