Regionali ad Acerra: indaga anche la DDA. L’ombra della camorra sul voto

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Manomissioni, intimidazioni, estorsioni e minacce. E’ il quadro che emerge dalla doppia inchiesta avviata dall’antimafia di Napoli e dalla procura di Nola        Il voto per le regionali nei seggi di Acerra: anche la DDA ha aperto un’indagine. Dopo l’inchiesta avviata nei giorni scorsi dalla procura di Nola ieri se n’è aggiunta un’altra circa una serie di presunte anomalie e di minacce consumate nelle sezioni elettorali della città durante le elezioni regionali del 20 e 21 settembre scorsi. Stavolta però è la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (l’inchiesta è del pubblico ministero Frasca) ad aver aperto il fascicolo. La magistratura intende verificare se dietro alcuni fatti relativi alle operazioni di voto ci sia l’ombra della camorra. Finora, in base alle indiscrezioni trapelate, ci sarebbero testimoni che hanno riferito alle autorità di strani movimenti avvenuti fuori e dentro i seggi durante le elezioni. Ma anche nei quartieri più popolari di Acerra si sarebbero registrate anomalie. C’è chi avrebbe riferito di loschi personaggi che avrebbero avvicinato gli elettori a più riprese nel corso delle operazioni di voto. Già poco prima delle elezioni era corsa voce in città a proposito di commercianti e imprenditori convocati per sostenere determinati candidati, pena ritorsioni nei loro confronti. In quei giorni il vescovo, Antonio Di Donna, lanciò dall’altare del duomo un appello al “voto libero da condizionamenti e ricatti e dalla logica del vantaggio personale”. Sempre secondo le stesse indiscrezioni l’indagine del pm Frasca punterebbe anche su minacce che sarebbero state rivolte ad alcuni dipendenti pubblici, poi costretti a sostenere attivamente dei candidati. Questa indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli era stata preceduta di alcuni giorni da un’altra inchiesta avviata dal pubblico ministero della procura di Nola Aurelia Caporale. Tutte verifiche della magistratura penale scaturite da una serie di denunce firmate dall’ambientalista della Terra dei Fuochi Alessandro Cannavacciuolo e da altri suoi compagni che si sono distinti nella lotta agli ecoreati e alle tante illegalità nel territorio. Cannavacciuolo era il candidato del Movimento Cinque Stelle nella città di Acerra a queste ultime regionali. Ha denunciato prima durante e dopo le elezioni una serie impressionante di presunti abusi e atti di ostilità ai limiti del persecutorio. Secondo la testimonianza di un presidente di sezione elettorale a queste malversazioni se ne sarebbero aggiunte molte altre.

Terzigno, la discarica e San Patrignano: quel cadavere trovato all’ombra del Vesuvio

Parla il maresciallo Mario Inverso, comandante di stazione che si occupò del delitto Maranzano «Il maresciallo? Certo che è qui, glielo passo subito». Si apre così il cassetto dei ricordi di Mario Inverso, il maresciallo dei carabinieri che guidava la stazione di Terzigno quando, nel maggio del 1989, fu ritrovato nei pressi della discarica Sari il corpo senza vita di Roberto Maranzano. Fu quel delitto a fare incrociare la cittadina vesuviana con San Patrignano, la comunità per il recupero dei tossicodipendenti fondata da Vincenzo Muccioli. Oggi che, grazie a “SanPa”, la docuserie di Netflix, di San Patrignano si torna a parlare, quella storia risale a galla, viene ricordata come un evento decisivo nella definizione della reputazione di Muccioli, oltre che come un fatto di cronaca che suscitò scalpore e attenzione. E Terzigno sta dentro questa storia non solo perché fu il luogo dove, più o meno causalmente, fu abbandonato il cadavere di Maranzano ma anche perché le indagini furono portate avanti dai carabinieri della stazione. Furono loro a risolvere il caso. «Era una bella squadra e la guidava Inverso», dice Angelo Bianco, oggi affermato penalista e a quel tempo giornalista de Il Mattino. E Inverso, ormai in pensione, accetta volentieri di fare quattro chiacchiere a telefono dalla sua casa di Agropoli LA COPERTA – «Il particolare della coperta fu importante, anni dopo arrivarono testimonianze che confermarono la nostra tesi», dice il carabiniere. Sì perché il povero Maranzano, palermitano che era andato in comunità per liberarsi della schiavitù della droga, fu trovato in una traversa non lontano dalla discarica Sari, semiavvolto in una coperta. Era riverso su uno spuntone di roccia. Con ogni probabilità fu abbandonato lì perché quelli che avevano il compito di trasportarlo fino all’ombra del Vesuvio non trovarono la strada che portava alla discarica. Un contadino si accorse del corpo e chiamò i carabinieri: «E così andai a San Patrignano e verificai che la coperta nella quale era avvolto Maranzano era uguale ad altre presenti in comunità. Fu una svolta, poi confermata dalle successive dichiarazioni», dice il comandante in pensione. Inverso non ha mai conosciuto i familiari della vittima: soltanto anni dopo Giuseppe, il figlio di Roberto, è uscito allo scoperto per raccontare la storia del padre e assumere una posizione critica verso Muccioli (che per quel delitto fu condannato per favoreggiamento): «Forse era troppo piccolo, di certo non ricordo interlocuzioni con la famiglia. Maranzano era un agente di commercio finito nel tunnel della droga: provò a uscirne, ma gli andò malissimo», ragiona il maresciallo. Quanto alla scelta di abbandonare il corpo proprio a Terzigno, Inverso spiega: «Maranzano fu ucciso a San Patrignano. Le due persone che ricevettero il compito di liberarsi del cadavere venivano dalla provincia di Napoli e pensarono che buttarlo in discarica sarebbe stata la soluzione per non farlo trovare più. Era un periodo difficile: anche negli anni passati non erano mancati fatti di camorra e morti seppelliti tra i rifiuti». Sembra una vita fa, quando Terzigno incrociò San Patrignano  

Operazione “maddalena”, asse criminale italo-francese: 32 ordinanze di custodia cautelare

Associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, al traffico internazionale e alla detenzione di armi comuni da guerra e clandestine, all’organizzazione di rapine e assalti a caveau e furgoni portavalori e smercio di banconote false. Sono le accuse contestate ai membri del gruppo criminale smantellato  ieri  mattina dai carabinieri del Comando provinciale di Cagliari. Sono 32 le ordinanze di custodia cautelare (20 in carcere e 12 ai domiciliari) eseguite dai militari dell’Arma nelle province di Cagliari, Nuoro, Oristano, Sassari, Livorno, Grosseto, Roma, Caserta e Napoli, nonché nel territorio della Corsica, disposte dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Cagliari. Il blitz è la fase conclusiva dell’indagine denominata “Maddalena”, condotta dai carabinieri tra il 2018 e il 2020 sotto il coordinamento delle Dda delle Procure di Cagliari e Firenze. Gli accertamenti sono partiti a settembre del 2018 con il sequestro, nell’ovile dell’allevatore Umberto Secci, di un furgone Iveco Daily rubato a Nuoro insieme a un altro mezzo poi usato per un tentativo di rapina a portavalori a Castiadas. I militari dell’Arma hanno avviato tutta una serie di accertamenti che hanno permesso di portare alla luce una rete criminale dedita al traffico internazionale di stupefacenti, principalmente cocaina e marijuana, al traffico di armi ed esplosivi, alle rapine e al riciclaggio di capitali illeciti. Droga ed esplosivo dalla Sardegna alla Corsica in cambio di armi da usare per le rapine. È l’asse italo-francese scoperto dai carabinieri con l’operazione Maddalena. I militari hanno infatti accertato la vendita in Corsica di quasi 100 chili di droga: 82 kg di marijuana, 10 kg di hashish e 5 kg di cocaina. I clan Di Lauro e Fabbrocino erano tra i “fornitori” della banda di criminali sardi sgominata ieri dai carabinieri: un loro uomo di fiducia faceva da intermediario con la ‘ndrangheta per la fornitura di armi e droga, ma soprattutto reperiva ruspe ed escavatori che servivano per gli assalti alle sedi di un istituto di vigilanza. Tra i 32 arrestati ci sono anche alcuni dell’aria vesuviana.  

Vaccinazioni, il consigliere regionale Iovino (IV) scrive a De Luca: “Inserire i dentisti tra le priorità”

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 Consigliere regionale scrive al Presidente De Luca e al Presidente della V Commissione sanità: “Valutare anche la posizione dei farmacisti Gli odontoiatri che operano negli studi privati devono essere inseriti tra i professionisti del settore sanitario ai quali va somministrato il vaccino in via prioritaria. E’ evidente, infatti, che sono proprio i dentisti che, data la specificità dell’attività professionale, sono quelli maggiormente a contatto con i pazienti che, per ovvie ragioni, non possono indossare la mascherina. Auspico che, in linea con l’ottimo lavoro fin qui svolto dal Governo regionale e dalla V Commissione sanità, questa richiesta possa essere opportunamente e prontamente valutata.” E’ quanto scrive il consigliere regionale Francesco Iovino in una nota indirizzata al Presidente della Giunta regionale, Vincenzo De Luca, e al Presidente della Commissione Sanità, Enzo Alaia. “Sono tanti i liberi professionisti – aggiunge il consigliere di Italia Viva – che in queste settimane stanno facendo fronte comune con il Sistema Sanitario nella lotta al Covid. Non soltanto i dentisti, ma anche i farmacisti si trovano in una condizione di particolare rischio dato il numero considerevole di contatti quotidiani. E’ necessario, pertanto, che questi trovino un’adeguata tutela al pari di chi opera nel settore pubblico e possano essere vaccinati quanto prima.” “C’è in noi, ovviamente, la piena consapevolezza di quanto sia delicata la fase che stiamo affrontando e quanto siano complessi i problemi legati alla diffusione del vaccino. Ma nel contempo c’è la massima fiducia nell’azione del Presidente De Luca e della V Commissione Sanità che hanno già dato prova di efficienza e sensibilità. Siamo certi – chiude Iovino – che anche la posizione di odontoiatri e farmacisti verrà adeguatamente considerata.” (fonte foto: rete internet)

Napoli, oggi l’avvio della campagna vaccinale presso la Mostra d’Oltremare

A Napoli, presso la Mostra d’Oltremare, tutto è pronto per l’avvio della campagna vaccinale presso il Covid Vaccine Center dell’Asl Napoli 1 Centro.   Nei padiglioni della zona fieristica cittadina da domani inizieranno le somministrazioni dei vaccini al personale medico, infermieristico, agli operatori socio-sanitari e ai dipendenti delle ditte che hanno contatti con i nosocomi cittadini nonché ai dipendenti dell’Azienda sanitaria, delle cliniche accreditate e delle Rsa. La stima è di procedere per una decina di giorni, inoculando 1.500 dosi quotidiane, ma l’obiettivo è di raggiungere le 5mila persone vaccinate giornaliere. Il punto vaccini sarà aperto dalle 8.30 alle 18 e presteranno la propria opera circa 70 persone, tra infermieri, medici, operatori sanitari e farmacisti. Al momento sono 15 gli ambulatori allestiti, ma si sta lavorando per incrementarli. Nei 5mila metri quadrati dedicati è pronta anche un’apposita stanza dove vi sono i frigoriferi che conservano le dosi, una sala di attesa e una di osservazione post somministrazione oltre a info point e punti medici di soccorso. Pronta anche un’ambulanza, che dovrebbe raggiungere il vicino ospedale San Paolo per eventuali emergenze o reazioni al vaccino.

Torre Annunziata/San giuseppe Ves/Pompei /Boscoreale, 2 denunce e 36 persone sanzionate per violazioni alla normativa anticovid

I carabinieri della Compagnia di Torre Annunziata, insieme a quelli del Reggimento Campania, del Nucleo Cinofili di Sarno e della Stazione Forestale di Castellammare di Stabia, hanno effettuato un servizio coordinato di controllo straordinario del territorio, disposto dal Comando Provinciale di Napoli nei comuni di Torre Annunziata, San Giuseppe Vesuviano, Pompei e Boscoreale. A Pompei, i militari della Sezione Radiomobile hanno denunciato un 35enne già noto alle ff.oo. poichè trovato in possesso di una mazza da baseball di 1 metro. La mazza era nascosta nell’auto a bordo della quale è stato fermato e controllato. A San Giuseppe Vesuviano, i militari della locale Stazione hanno denunciato un 61enne del posto  abbandonato carcasse di veicoli, parti meccaniche ed elettriche in un’area di circa 150 m2, poi sequestrata. Particolare attenzione è stata rivolta alle  norme anti-contagio. Nella cittadina di  Boscoreale, i carabinieri hanno sanzionato 10 persone, tutte non conviventi e provenienti da comuni differenti, sorprese a giocare a carte in una taverna privata.  26 sono state inoltre le persone sanzionate poiché controllate in violazione delle prescrizioni imposte, senza i prescritti dispositivi di protezione individuale, in assembramento e fuori dei comuni di residenza senza giustificato motivo. Nel corso del servizio sono state controllate oltre 75 persone e 21 veicoli: elevate anche 6 contravvenzioni al Codice della Strada.

Somma Vesuviana, il Torricelli sul podio nella classifica dei migliori licei di Scienze Applicate di Napoli e provincia

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana   Liceo Scientifico Torricelli di Somma Vesuviana terzo migliore istituto di Napoli e provincia secondo il report stilato dalla Fondazione Agnelli. Di Sarno: “Un risultato che testimonia la grande qualità della formazione scolastica grazie ai dirigenti che pur tra mille difficoltà stanno compiendo un lavoro eccellente”. Giugliano (Preside Liceo): “Siamo sul podio, essendoci posizionati al terzo posto nella classifica dei migliori licei di Scienze Applicate di Napoli e provincia nel 2020”.                         “Il Liceo Scientifico/classico “Torricelli” di Somma Vesuviana si è classificato terzo  nella graduatoria dei migliori Istituti scolastici stilata da Eduscopio 2020 e comprendente l’intera provincia di Napoli. Il Torricelli infatti è risultato terzo per l’indirizzo in Scienze Applicate, ottenendo un buon risultato anche come Liceo Scientifico nel complesso. Colgo l’occasione per sottolineare il grande lavoro messo in campo dai dirigenti scolastici di Somma Vesuviana nella gestione della didattica in questo periodo complesso della pandemia e nel caso specifico complimentarmi con la Preside Anna Giugliano perché ha portato in alto il suo Istituto ma anche il nostro paese: Somma Vesuviana!”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Eduscopio è l’atlante dei migliori licei, istituti tecnici e professionali d’Italia redatto dalla Fondazione Agnelli. La statistica viene elaborata in base ai risultati degli alunni dopo il conseguimento del diploma e su un indice statistico che misura la performance dei ragazzi al primo anno di università, una volta lasciato dunque l’Istituto. Dunque il Liceo che ha sede a Somma Vesuviana è sul podio dei migliori istituti di tutta la provincia partenopea per l’anno 2020, inclusa Napoli. “Con orgoglio sono lieta di comunicare che il Liceo Scientifico Torricelli è sul podio, essendosi posizionato al terzo posto nella classifica dei migliori licei di Scienze Applicate di Napoli e provincia nel 2020. Il Liceo scientifico opzione scienze applicate – ha affermato Anna Giugliano, Preside dell’Istituto – è un percorso formativo dove gli studi scientifico – tecnologici rappresentano l’elemento caratterizzante così da poter comprendere al meglio gli sviluppi del progresso e affrontare le sfide tecnologiche del futuro. Come nel liceo scientifico “tradizionale” non viene tralasciato lo studio di quelle discipline che permettono di acquisire conoscenze e competenze in tutti i campi del sapere. L’opzione “scienze applicate” fornisce allo studente competenze particolarmente avanzate negli studi afferenti alla cultura scientifico – tecnologica. Al termine del percorso liceale lo studente padroneggia i più comuni strumenti software per la  comunicazione in rete,    la    comunicazione    multimediale:    comprende la struttura logico-funzionale della struttura fisica e del software di un computer e di reti locali,  tale  da  consentirgli  la scelta dei componenti più adatti alle diverse situazioni e  le  loro configurazioni, la valutazione  delle  prestazioni,  il  mantenimento dell’efficienza”. Al primo posto l’Istituto Francesco Severi di Castellammare di Stabia e al secondo il Gaetano Salvemini di Sorrento, al terzo c’è Somma Vesuviana con il Liceo Scientifico/classico “Evangelista Torricelli”.

Esce Caccia alle streghe il nuovo brano di Adel Tirant

Caccia alle streghe (Miss Inquieta), è il nuovo singolo di Adel Tirant, cantante, attrice, performer cantautrice, originaria della provincia di Messina di adozione romana, in uscita sui digital stores e in rotazione radiofonica da mercoledì 6 gennaio (etichetta Soter). Il brano, che vede l’arrangiamento e la produzione artistica di Giovanni Paolo Liotta, parte dichiaratamente dalle sonorità del personaggio femminile più controverso e moderno del momento, Miss Keta: un implicito omaggio a lei e un esplicito omaggio invece alla donna libera, cacciata nei secoli come strega. Si parte da Miss Keta, per poi approdare alla Cavalcata delle Valchirie, all’opera lirica e al pop. Caccia alle streghe (Miss Inquieta) è già vincitore del Premio Zonta 2020 per la canzone d’autrice (associazione internazionale che si occupa dei diritti delle donne). “L’ispirazione arrivò dopo le polemiche sul ruolo della donna prima e durante l’edizione di Sanremo 2019, con la presa di coscienza su un’involuzione nel cammino dell’emancipazione di questa figura – racconta Adel. Ho fatto appello al mito della donna selvaggia, così come essa appare e viene descritta dalla psicologa junghiana Clarissa Pinkola Estes”. Si rinnova la collaborazione al videoclip del regista Umberto Petrocelli (con il quale Adel Tirant ha vinto il premio VIC – Videoclip Italia Contest – come miglior videoclip italiano autoprodotto 2020 per il brano Un homme qui me plait comme toi). Nel videoclip, in uscita nelle prossime ore, Adel Tirant sceglie di rappresentare i simboli di questa femminilità eroica e libera: le streghe, Lady Godiva, Eva, Giovanna D’Arco. Per rappresentare quest’ultima ha omaggiato un capolavoro della storia del cinema muto: La passione di Giovanna D’Arco di Carl Theodor Dreyer, pellicola del 1928, vero film di culto per la modernità delle inquadrature e della recitazione dell’attrice protagonista: Renée Falconetti.

Regionali, il presidente del tribunale di Napoli: “Numerose anomalie nel voto”

Gli ambientalisti di Acerra hanno reso noto un documento firmato a ottobre da Elisabetta Garzo circa il riscontro di un numero impressionante di irregolarità nelle sezioni elettorali della provincia di Napoli           “Verbali di sezione non compilati e verbali inesatti. Un rilevante numero di anomalie riscontrate finanche nei seggi speciali con pochissimi elettori”. Sono le considerazioni finali del presidente del tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, sulle operazioni di voto alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre in provincia. Frasi che delineano un quadro inquietante e che sono contenute in un documento reso noto dagli ambientalisti di Acerra, il verbale delle operazioni di voto alle elezioni regionali dell’ufficio centrale circoscrizionale di Napoli, redatto a ottobre. Gli ecologisti acerrani stanno sollecitando, a colpi di denunce e ricorsi, le autorità giudiziarie e di polizia a verificare bene la correttezza delle elezioni nei seggi della città dell’inceneritore. Ed è delle ultime ore la notizia dell’apertura di un’indagine da parte della procura di Nola su una serie di presunti brogli che si sarebbero consumati nelle 56 sezioni elettorali del popoloso comune a nordest di Napoli. L’indagine è condotta da un magistrato acerrano, il pubblico ministero Aurelia Caporale, che finora ha delegato gli agenti del commissariato di Acerra ad ascoltare i primi testimoni. Ma ora stanno tenendo banco anche le parole del presidente Garzo. Nel verbale delle operazioni dell’Ufficio centrale circoscrizionale, costituito presso il tribunale di Napoli, all’interno dell’ultimo paragrafo, dedicato alle “decisioni dell’ufficio sugli incidenti”, si scrive testualmente che “in merito alle operazioni di compilazione dei prospetti allegati al presente verbale, questo Ufficio ha riscontrato un elevato numero di anomalie: dai verbali di sezione non compilati all’incongruenza dei medesimi, persino in seggi speciali aventi un numero irrisorio di elettori votanti”. Anomalie che sono state riscontrate in almeno 189 sezioni della provincia di Napoli. Una situazione che ha costretto la commissione elettorale partenopea a dover ricostruire faticosamente il numero dei voti espressi. “Delle operazioni di volta in volta compiute per ricostruire i dati numerici da verbalizzare – si conferma nel documento finale dei magistrati – sono stati redatti 189 verbali (uno per ciascuna sezione), anch’essi allegati al presente documento”. La sensazione però è che ci sia ancora tanto lavoro da fare. Basti pensare che il candidato M5S Alessandro Canavvacciuolo, noto ambientalista acerrano della Terra dei Fuochi, pur avendo verificato, documenti alla mano, che nei verbali gli erano stati attribuiti decine e decine di voti alla fine è stato constatato che questi voti non compaiono nel totale delle preferenze attribuitegli anche dallo stesso tribunale. Cannavacciuolo subito dopo le elezioni ha denunciato alla procura non solo la mancata comunicazione da parte del Comune di tutta una serie di preferenze. Ha pure denunciato almeno una dozzina tra politici e pubblici ufficiali della città ritenuti responsabili di palesi malversazioni e atti intimidatori durante le operazioni di voto, gli scrutini e le verbalizzazioni delle preferenze ai candidati. C’è anche la testimonianza scritta e firmata di un presidente di sezione che parla di minacce, atti persecutori, irregolarità e voto di scambio durante le elezioni. Sulla questione finora ad Acerra si è espressa una sola forza politica. C’è infatti un comunicato pubblicato ieri pomeriggio dal Partito Democratico di Acerra. “E’ interesse della democrazia e della città – vi si scrive – che la magistratura indaghi sulla correttezza delle operazioni di voto sanzionando eventuali responsabili.

Napoli – Spezia (Partita 22), DEFCON 2, quasi 1

Anno nuovo, vita nuova? Me lo chiedevo dopo la convincente prestazione di inizio anno. E avevo già sottolineato come il calcio possa essere imprevedibile. E infatti è allarme arancione, quasi rosso. Gli statunitensi utilizzano il termine DEFCOM (DEFense readiness CONdition) per indicare lo stato di allarme. Il Napoli è a DEFCON 2, quasi 1, quasi il massimo stato di allerta.

La prestazione con lo Spezia è stata cumulativamente disastrosa. Non dovrebbe essere giudicata così se si guardasse alla mole di tiri prodotti, ma non possiamo che giudicarla vergognosa se guardiamo al risultato finale. Perdonatemi per la parola vergognosa, ma anche uno pacato nei giudizi come me arriva ad un punto limite. Troppa imprecisione, il Napoli spreca la mole di occasioni create. Potrebbe farne 10 nel primo tempo, lo Spezia è poca cosa, e la differenza di valori dovrebbe essere certificata da un successo sicuro. Nel secondo tempo l’entrata di Petagna sembra dare un punto di riferimento in mezzo all’area, il Napoli continua a schiacciare gli avversari, e arriva finalmente il gol, è proprio di Petagna. Ma il Napoli è troppo imprevedibile, si fa recuperare. Il gol del pareggio arriva su rigore di Nzola, secondo me un rigore non evidentissimo, ma Fabian è leggermente improvvido. Gli azzurri potrebbero bersi in un bicchiere d’acqua gli avversari, perché Ismajli viene espulso per doppio giallo. E invece arriva il gol della vittoria dello Spezia, il gol di Pobega. E proprio la disposizione, l’attitudine, l’attenzione mostrata in occasione di questo gol che danno un’immagine nitida di questo Napoli confuso e debole mentalmente. Il finale è da strapparsi i capelli, ancora imprecisione, il Napoli non vede la porta nemmeno se portatovi con la mano. E fa ridere la scenetta messa in campo da Llorente e Elmas, l’uno aspetta l’altro, e nessuno tira, farebbe ridere se la situazione non fosse tragica.

Non c’è alcuna giustificazione, quella mole di azioni, quel divario con un avversario così debole, le condizioni della partita, giocare con un uomo in più devono portare ad un risultato diverso da quello ottenuto. Non è accettabile un risultato di quel tipo, arrivato in quella maniera, in quelle condizioni. Siamo arrivati al limite, questa squadra ha superato qualsiasi limite di decenza, e la colpa è di tutti, della squadra senza carattere, dell’allenatore che non sempre ha il controllo della situazione. In genere non chiamo in causa il presidente, perché lui non gioca le partite, ma è arrivato il momento che si faccia sentire, il Napoli deve capire cosa deve fare. E’ allarme arancione, è DEFCON 2, ma siamo quasi a DEFCON 1. La situazione potrebbe essere definitivamente irreparabile, ma spero tanto che non sia già così.