[VIDEO] Marigliano, intervista al sindaco Jossa: il 2021 in città si apre tra scuola, vaccini e polemiche vecchie e nuove

In compagnia del sindaco Peppe Jossa, che ci ha concesso una lunga intervista e che ringraziamo per la disponibilità, abbiamo approfondito alcuni dei temi più caldi di questi giorni: da Covid e vaccini, argomento che tocca la popolazione sia a livello locale che globale, al ritorno a scuola, fino alle recenti querelle politiche con la minoranza e al caso “cartelle pazze”, particolarmente sentito dai cittadini. Proprio in mattinata i gruppi consiliari di minoranza, al solito compatti, hanno condiviso un manifesto con il quale esprimono perplessità riguardo all’azione amministrativa dei primi cento giorni, sottolineando che “il comune di Marigliano batte cassa facendo inviare 8000 cartelle IMU e TARI pregressi e non pagate. Per il momento i risultati evidenti sono, assembramento fuori agli uffici comunali, vigili impegnati a cercare di far rispettare le regole anti covid ai mal capitati in fila. Per mettere in piedi questa grande azione il comune ha speso 50.000,00€ di soldi pubblici, pagati a una società privata che ha provveduto ad emettere le 8000 cartelle di pagamento di cui il 70% sono già state pagate dai contribuenti”. Esattamente la stessa cosa accadde anche un anno fa, quando all’inizio del mese di gennaio 2020 l’ente comunale mariglianese, presumibilmente cercando di stanare evasori e furbetti, fece piovere le cartelle esattoriali di IMU e TARI targate 2014. Già all’epoca il servizio era stato esternalizzato. Anche a questo ha risposto il primo cittadino, garantendo che verrà fatta piena luce su quanto accaduto e annunciando una seria indagine interna. Ma il manifesto della minoranza puntava i riflettori anche su una recente delibera di giunta, la numero 131, con la quale il Comune di Marigliano ha inteso modificare un’altra delibera, quella di “Approvazione del piano triennale dei fabbisogni di personale 2020/2022, ricognizione annuale delle eccedenze di personale e programmazione dei fabbisogni di personale”. A tal proposito i consiglieri di opposizione fanno presente che “per lo staff del sindaco si è ben pensato di impegnare una sola persona di alto profilo, e quindi si impegnano 50.000€, pari allo stipendio di due impiegati”. “Voci di corridoio vorrebbero che il soggetto in questione si aggiri già nelle stanze comunali, da circa due settimane, e che non sia mariglianese”, fanno sapere dalla minoranza. Il sindaco smentisce categoricamente e, trattandosi di previsioni di spesa da portare in esecuzione, ribadisce che al momento non è stato assunto nessuno, come conferma anche il Comandate Nacar della polizia locale, da poche settimane nuovo responsabile del personale.

FCA Pomigliano, “Legittimo registrare di nascosto”: annullato il licenziamento di un lavoratore

Reintegrato dal tribunale del Lavoro di Nola un vigilante licenziato per aver registrato in modo occulto una conversazione con un suo superiore allo scopo di dimostrare in sede giudiziaria un presunto mobbing subito dall’azienda     “Le conversazioni si possono registrare e utilizzare come elemento di prova anche senza il consenso dell’interlocutore, sempreché servano esclusivamente a far valere un proprio diritto in sede giudiziaria”. E’ il contenuto della sentenza con cui il tribunale del lavoro di Nola ha annullato il licenziamento di un vigilante della FCA Security, l’azienda che si occupa della guardiania nello stabilimento automobilistico di Pomigliano. Rosario Coviello, 38 anni, di Acerra, è stato quindi reintegrato dal giudice nel posto di lavoro. Era stato licenziato in pieno lockdown, alla fine di marzo, per avere “leso il rapporto di fiducia con l’azienda”: aveva consegnato al tribunale del lavoro il contenuto di una conversazione con un suo superiore registrata di nascosto. La registrazione, avvenuta all’insaputa dell’interlocutore, era stata prodotta dal lavoratore per provare davanti al giudice un demansionamento professionale e un mobbing subito (questa causa è ancora in corso). Ma quando FCA Security è venuta a conoscenza di quella registrazione ha licenziato il vigilante, accusato di aver messo in discussione il vincolo di fiducia e violato la privacy del suo interlocutore. Alla fine però il giudice del lavoro, Federica Salvatore, ha dato torto all’impresa. Ha stabilito, citando sia sentenze della Cassazione che della Corte Costituzionale, che il comportamento del lavoratore è stato lecito perché attuato nella finalità esclusiva di far valere in tribunale un suo diritto e che per questo motivo la privacy dell’interlocutore non è stata violata né è stata danneggiata l’azienda. Il giudice ha pure affermato che il licenziamento, così come è stato motivato da FCA Security, costituisce essenzialmente una ritorsione contro il lavoratore che aveva fatto in precedenza causa contro demansionamento e mobbing.“Il trattamento dei dati personali – si scrive nella sentenza –  ammesso di norma in presenza del consenso dell’interessato, può essere eseguito anche in assenza di tale consenso se è volto a far valere o difendere un diritto in sede giudiziaria o per svolgere le investigazioni difensive. Ciò a condizione che i dati siano trattati esclusivamente per tali finalità e per il periodo strettamente necessario al loro perseguimento. Si tratta della previsione di una deroga che rende l’attività, se svolta nel rispetto delle condizioni previste, di per se già a monte lecita”. Il tribunale aggiunge che “la registrazione effettuata dal ricorrente integra una condotta legittima, cioè l’esercizio del diritto di difesa e non finalità illecite, quali ad esempio estorsive o di violenza privata. Pertanto è esclusa non solo la ricorrenza di un illecito penale ma anche di quello disciplinare e quindi la condotta legittima del ricorrente non può in alcun modo aver leso il vincolo fiduciario del rapporto di lavoro”. “Il giudice ha affermato un principio di tutela costituzionale”, commenta Raffaele Ferrara, legale della Fiom. “Questa sentenza – scrivono la Fiom di Napoli e la rsa Fiom di FCA Security – è un importante strumento di difesa per le lavoratrici e i lavoratori che spesso non riescono a provare comportamenti vessatori e discriminanti”.  Dal canto suo l’azienda, sia pure interpellata, non ha rilasciato commenti.

Il 9 gennaio del 1928 nasce Modugno, il padre dei cantautori

Ieri avrebbe compiuto 93 anni. Nel 1952 ha preso parte al film “Carica eroica” di Francesco De Robertis, in cui ha interpretato la parte di un soldato siciliano che canta la “Ninna nanna” a un bambino russo. È da questo episodio che è nata la leggenda del Modugno siciliano.   In realtà, Domenico Modugno è nato in Puglia il 9 gennaio del 1928, a Polignano a Mare, lo splendido paese dalle case bianche a picco sul mare, nella cui piazza principale oggi campeggia un’imponente statua che lo raffigura con le braccia spalancate (restituendolo ai suoi concittadini e ai numerosi turisti) e rievoca la sua iconica partecipazione al Festival di Sanremo del 1958 con Volare, Nel blu dipinto di blu. È considerato il padre dei cantautori italiani e come autore e interprete è tra i più grandi d’Europa. In occasione dell’anniversario della sua nascita, soprattutto a beneficio delle nuove generazioni, vogliamo tributarlo con una serie di dichiarazioni di vari artisti e personaggi pubblici. «È il più grande di tutti. Nessuno ha scritto tante belle canzoni che rimarranno per decenni, nessuno è completo come lui quale cantautore, showman, attore». (Claudio Villa) «La canzone d’autore è la vera nuova forma d’arte del ‘900 le cui origini possono essere identificate nei pittori espressionisti, negli autori d’oltralpe popolari ma colti come Brel, Brassens, Aznavour e interpreti come Edith Piaf e Juliette Gréco, ma il vero padre della canzone d’autore italiana è uno straordinario attore pugliese che risponde al nome di Domenico Modugno». (Roberto Vecchioni) «Modugno è famoso a Tokyo come a New York. Nel Pakistan una nostra delegazione fu accolta da un’orchestrina che con Volare intendeva richiamare ai graditi ospiti la cara patria lontana. Egli ha fatto, per la diffusione della nostra lingua, un’opera degna di Dante Alighieri. Ciao ciao bambina è un’espressione largamente usata ovunque e potete immaginare come, questo efficace esperanto, possa facilitare i rapporti tra i popoli. Signori, dobbiamo non poco a Modugno. Tutto ciò che egli fa è poi tanto italiano. Italiano è il suo aspetto, italiana è la sua ispirazione. Chioma e sospiri sono italiani, gesti e sgomenti sono italiani: esasperati, scatenati, eccessivi, dilaganti. Modugno non appare sul teleschermo, lo occupa. Non canta i suoi motivi, li impone. Non vi invita ad ascoltarlo, ve lo ordina. Ve lo ordina con i capelli, con gli occhi, con i baffi, con le mani: è fortissimo e prepotente». (Enzo Biagi) «Cantavo imitando Modugno. D’altronde, come si poteva non subire la sua influenza?». (Fabrizio De André) «Esiste un problema antico che è quello di mettere in musica la vera poesia. Alcune poesie di Modugno sono abbastanza belle». (Salvatore Quasimodo) «Modugno è stato il più grande di tutti noi, il più importante compositore di canzoni». (Renato Carosone) «La prima scossa elettrica degli anni ‘60 è stata l’urlo di Modugno con Volare». (Eugenio Scalfari) «Volare ha cambiato l’assetto della musica italiana sia per i suoni che per i testi». (Gianni Morandi) «Volare ha avuto più di ogni altra canzone un valore innovativo per la musica italiana». (Milva) «Modugno, con genialità mediterranea, ha dato una scrollata all’industria incancrenita dei modelli americani e ha avviato la canzone italiana verso una nuova era e un nuovo modello che poi è diventato trainante, anche per il pop oltre Atlantico». (Gianni Minà) «Modugno ha portato fuori dal nostro Paese qualcosa di autentico, di nuovo». (Ornella Vanoni) «Modugno è una figura mitica della nostra canzone d’autore e al tempo stesso un cantante eccezionale e indimenticabile». (Mia Martini) «La canzone d’autore, in verità, comincia proprio con lui. Volare più che una canzone fu un trapano che attraversò il muro di un’epoca». (Walter Veltroni)

Pomigliano, Elvira Romano: “Massima solidarietà a Del Mastro, ma Ciarambino eviti scorrettezze”

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Riceviamo e pubblichiamo una nota stampa della consigliera comunale Elvira Romano

“In un post di solidarietà al sindaco Del Mastro, la consigliera regionale di origine pomiglianese  Valeria Ciarambino fa riferimento alla passata amministrazione parlando di “anni bui” e “anni di non governo”. Parla di una città in cui la legalità sarebbe stata perseguita soltanto dall’attuale amministrazione e non da quella passata. Ebbene, se la consigliera regionale è a conoscenza di fatti e circostanze non conformi alle regole che riguardano la passata amministrazione vada subito in Procura a denunciare”. Così Elvira Romano, già vicesindaco di Pomigliano d’Arco ed attualmente consigliere comunale, risponde alla consigliera regionale Valeria Ciarambino, con un post su facebook aveva solidarizzato con il sindaco Gianluca Del Mastro, raggiunto da una lettera minatoria contenente un proiettile, adombrando critiche alla passata amministrazione.

Elvira Romano ha pubblicato la sua risposta su facebook, aggiungendo: “Se vuole, la accompagno io in Procura. Altrimenti taccia e non peschi nel torbido, non insinui e non dica inesattezze”.

Romano ieri ha espresso la sua solidarietà a Del Mastro. Oggi la ribadisce: “La merita tutta, perché è una persona perbene. Gli mando per l’ennesima volta un abbraccio e un saluto di stima. Ma anche coloro i quali lo hanno preceduto e hanno amministrato Pomigliano d’Arco prima di lui sono persone perbene, non lo dimentichiamo mai”.

Al via la campagna di vaccinazione al covid hospital di Boscotrecase

Si aggiunge un nuovo punto tra quelli individuati dall’Asl Napoli 3 Sud per l’effettuazione dei vaccini anti-Covid. È infatti partita questa mattina all’ospedale Sant’Anna e Santissima Maria della Neve di Boscotrecase (Napoli) la specifica attività vaccinale. Quello boschese va ad aggiungersi ai presidi già attivi presso i nosocomi di Castellammare di Stabia, Nola,Gragnano e Pollena Trocchia. Il primo a ricevere la somministrazione del vaccino è stato il direttore sanitario Savio Marziani. ”Il punto vaccinale – fanno sapere dall’azienda sanitaria locale – servirà per somministrare le dosi agli operatori del presidio che fin dall’inizio della fase pandemica sono stati in prima linea”.

Paesi Vesuviani, quando riaprono le scuole? Le presunte date

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Finalmente si ritorna a scuola in presenza anche in Campania, salvo nuovi imprevisti.

Con l’ordinanza del 5 gennaio, il Presidente della Regione, Vincenzo De Luca, aveva descritto il ritorno a scuola come graduale per monitorare al meglio e tenere sotto controllo la situazione contagi. Sappiamo, però, che ogni comune ha potere decisionale e può dunque scegliere di rallentare ulteriormente il processo di ritorno alla normalità (come nel caso delle scuole), in base all’andamento interno dei contagi.
È il caso, per esempio, del sindaco di Ottaviano, Capasso, che insieme all’unità di crisi comunale ha deciso di ritornare a scuola con un passo leggermente più lento rispetto ad altri: l’11 gennaio rientrano le sole scuole dell’infanzia, il 18 gennaio toccherà alle classi prime e seconde della scuola di primo grado mentre le restanti classi potranno rientrare in presenza il 25 gennaio. Dal 1 febbraio, invece, lasceranno la DAD anche gli alunni frequentanti la scuola secondaria di primo e secondo grado.
I Sindaci di Somma Vesuviana e San Giuseppe Vesuviano, Di Sarno e Catapano, hanno deciso, insieme alle unità di crisi comunali, di attenersi all’ordinanza regionale, ovvero: da lunedì 11 gennaio ritorneranno in presenza le scuole dell’infanzia e le classi prime e seconde della scuola primaria, mentre le classi terza, quarta e quinta potranno ritornare nelle aule il 18 gennaio. Dal 25 gennaio, invece, potranno ricominciare in presenza le classi della scuola secondaria di primo e secondo grado, salvo ulteriori imprevisti.

Sappiamo ormai da alcune settimane che i contagi sono in forte calo in Campania e che la situazione sta lentamente migliorando. Certo, c’è un forte rischio di un improvviso aumento di casi positivi anche a causa delle scuole ma è proprio per questo che si è arrivati alla conclusione che un graduale rientro potesse permettere a chi di competenza di monitorare la situazione con più serenità e semplicità. Al momento si può solo sperare che stavolta vada davvero tutto per il meglio e augurare ai ragazzi un buon nuovo anno scolastico.

Somma Vesuviana, D’Avino (Assessore Politiche Sociali): “Entro Maggio la realizzazione di ben due aree ludiche all’aperto”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana D’Avino (Assessore Politiche Sociali): “Entro Maggio la realizzazione di ben due aree ludiche all’aperto di 152 metri quadrati, con tutte le tecnologie più avanzate. Avremo giochi inclusivi grazie ai quali bambini potranno giocare tutti insieme. Sarà il miglior modo per lasciare alle spalle l’epoca Covid. Il nostro progetto dedicato alla realizzazione di giochi all’aperto per bambini è risultato terzo in graduatoria di tutta la provincia di Napoli e primo sul territorio”. “Il Comune di Somma Vesuviana primeggia ancora una volta per la qualità dei progetti. Entro Maggio realizzeremo due aree giochi di complessivi 152 metri quadrati, in Piazza Vittorio Emanuele III, con l’ausilio della tecnologia più avanzata. Saranno aree inclusive con giochi adatti a tutti i bambini, dotate di segna passi a led, pavimentazione anti trauma, scivoli, rotonde, cancelletto. Inoltre a tutela dell’area installeremo anche video – camere nella piazza centrale. Il progetto finanziato con 35.000 euro dalla Città Metropolitana di Napoli, ha ottenuto un punteggio di 85 sul massimo di 100, classificandosi come terzo migliore progetto presentato tra tutti quelli della provincia di Napoli e miglior progetto tra tutti i Comuni della fascia vesuviana. Dunque primi sulla fascia vesuviana e terzi in assoluto in provincia di Napoli, a testimonianza dell’attenzione che l’Amministrazione presieduta dal sindaco Salvatore Di Sarno, sta concentrando sulle esigenze dei nostri ragazzi. Quando la pandemia sarà terminata i ragazzi avranno bisogno di un ritorno alla socializzazione e per la prima volta anche Somma Vesuviana sarà al passo con aree per le attività ludiche all’aperto”. Lo ha affermato Sergio D’Avino, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Somma Vesuviana. Ma non sarà tutto, perché si apriranno altre aree all’aperto. “Stiamo riorganizzando Parco Europa – ha proseguito D’Avino – che dunque a breve ritornerà alla comunità, ma stiamo lavorando alla realizzazione di altre aree per attività ludiche e ricreative all’aperto. Saranno sempre aree inclusive con giochi inclusivi perché stiamo cercando di dare vita ad una città inclusiva che possa accogliere tutti. Cito il progetto autismo grazie al quale stiamo coinvolgendo i commercianti di Somma Vesuviana sul tema dell’accoglienza di bambini autistici. Somma non si è fermata ma sta camminando con la realizzazione di progetti davvero importanti nel campo delle Politiche Sociali. La stessa realizzazione delle aree attrezzate ad attività ludiche per bambini non è stata fermata dal Coronavirus in quanto abbiamo continuato a crederci, lavorando con costanza e proprio qualche giorno fa è arrivata la notizia dei finanziamenti. Il nostro progetto sulla realizzazione delle due aree che sorgeranno nella piazza centrale ha ottenuto il terzo posto tra tutti quelli presentati dai Comuni della Provincia di Napoli ed è stato il primo nella fascia che abbraccia il nostro territorio. Un risultato davvero senza precedenti”. (fonte foto: giochiparchi.com)  

Turismo enogastronomico, bando del Comune di Palma Campania: contributo ai ristoratori

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Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Palma Campania

Un contributo a fondo perduto ai ristoratori che inseriscono nel proprio menù una sezione dedicata al regime alimentare ipocalorico, ma anche prodotti tipici del territorio con particolare riferimento al Carnevale e alla tradizione palmese.

È questo il senso dell’iniziativa dell’amministrazione comunale di Palma Campania, che ha pubblicato un bando di concorso per lo sviluppo dell’offerta del turismo enogastronomico del Comune.

L’obiettivo è incentivare le imprese palmesi che, attive nell’ambito enogastronomico, concorrono a creare la rete turistica incentrata sui cibi tipici della tradizione di Palma Campania senza dimenticare la corretta alimentazione e la salute.

Possono beneficiare del contributo comunale le imprese che svolgono la propria attività sul territorio di Palma Campania nell’ambito dell’enogastronomia (ristoranti, pizzerie, paninoteche e pub, rosticcerie e tavola calda): basta consultare il bando pubblicato sul sito dell’ente e presentare la domanda entro la fine del mese di gennaio

“Si tratta di un importante strumento di promozione del territorio, attivato grazie all’impegno dell’assessore Luigi Albano: proseguiamo sulla strada della valorizzazione delle nostre eccellenze”, è il commento del sindaco Nello Donnarumma.

Perché certi politici il lunedì dicono una cosa e il martedì il suo contrario. Lo spiegò U. Eco nel 2003

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Trump prima fomenta le sconce violenze di Washington e il giorno dopo condanna i violenti. Nel 2003 Umberto Eco spiegò che nella società globale e “virtuale” i politici populisti – lui esaminava il “modello” Berlusconi – adottavano le tecniche di comunicazione dei venditori di automobili e si servivano frequentemente dell’”arte” della provocazione, “tanto meglio se inconcepibile e inaccettabile”. Che dire di un politico che il giovedì usa la mascherina con l’immagine di Trump e il venerdì gira per Palermo con una mascherina su cui è impressa una foto di Borsellino….. La tecnica della “distrazione”, che in verità viene adottata anche dai politici non populisti.   Dunque, Donald Trump, il giorno dopo, prende le distanze dal drammatico “spettacolo” che i suoi seguaci, da lui istigati, hanno interpretato  a Washington. E sgrida i violenti: “Voi non rappresentate l’America”. In un saggio pubblicato da “MicroMega” nell’aprile del 2003 Umberto Eco spiegò limpidamente in che modo Silvio Berlusconi stava realizzando un nuovo modello di colpo di Stato, un modello che i Francesi chiamarono “pedegisme”, dalla sigla “pdg”, che indica il “presidente direttore generale, il boss, il manager, il capo assoluto di un’azienda”. Questo “pedegismo” prevedeva di convincere il Paese che i personali interessi di Berlusconi coincidevano “con quelli della comunità nazionale”. In realtà Berlusconi ebbe il merito, diciamo così, di far capire a tutti che nella società globale e “virtuale” i populisti, gli aspiranti “tiranni” e gli amanti del colpo di Stato non avrebbero più usato armi, carcere e deportazioni per abbattere i sistemi democratici: anzi le masse si sarebbero facilmente persuase che continuavano a vivere in democrazia. Umberto Eco spiegò ai lettori, prima di tutto, che non dovevano farsi ingannare dall’abitudine dei politici populisti di dire “il lunedì una cosa e il martedì il suo contrario”: non era inesperienza, non era inclinazione “alla gaffe”: era, invece, “una strategia complessa, avveduta e sottile”: la “tecnica del venditore di automobili”. Che fa il venditore? Prima dice al cliente che quell’automobile è un bolide e richiede una guida sportiva: ma, non appena si accorge che il cliente ha “cinque bambini piccoli e una suocera invalida”, senza scomporsi incomincia a spiegare che quell’automobile vuole una guida sicura ed è fatta per la famiglia. Poi aggiunge che i tappetini li dà gratis: egli sa che il cliente si concentrerà solo sulla proposizione che gli interessa, dimenticherà le altre e non avrà il tempo di accorgersi delle contraddizioni del venditore: che però deve parlare “a catena e a mitraglia”, senza fermarsi mai, per non dare al cliente il tempo di fare obiezioni. Berlusconi insegnò ai populisti che è necessario “produrre una provocazione al giorno, tanto meglio se inconcepibile e inaccettabile.”. Le provocazioni consentono di occupare le prime pagine dei giornali, l’apertura dei telegiornali e il centro dell’attenzione. “In secondo luogo la provocazione deve essere tale che le opposizioni non possano non raccoglierla, e siano obbligate a reagire con energia. Riuscire a produrre ogni giorno una reazione sdegnata delle opposizioni permette a Berlusconi di mostrare al proprio elettorato che egli è vittima di una persecuzione”. Il signor Salvini, che l’altro ieri usava una mascherina con l’immagine di Trump,  oggi gira per Palermo con una mascherina su cui è impressa l’immagine di Paolo Borsellino: il PD contesta, e il capo della Lega ribatte che se quelli del Pd fanno polemica anche su “una figura eroica come Borsellino, allora sono fuori dalla storia”. Salvini sa bene che quelli del PD non ce l’hanno con Borsellino,  ma a lui interessa confondere le acque. Credo che  dovrebbe prestare attenzione alla riflessione di Eco sull’ “arte della provocazione” la conduttrice di un “salotto” TV, che è brava, ma non sa resistere all’impulso di scagliare frecce, ogni sera, contro Salvini e contro la Meloni. Bisogna evitare che i populisti possano esercitare a loro piacimento sia il trionfalismo che il vittimismo: tra non molto i “trumpisti” diranno che lo spettacolo sconcio di Washington è stato organizzato da democratici travestiti e che Trump è la vittima di una sporca congiura ordita dalla “casta” che manovra Biden e dai “media” asserviti. Secondo Umberto Eco, Berlusconi e i populisti usavano anche la tecnica della distrazione, che consiste – scrisse Noam Chomsky – nel “deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle èlites politiche ed economiche attraverso un diluvio di informazioni” in sé insignificanti, ma capaci di sollecitare la curiosità dell’opinione pubblica. In realtà la tecnica della distrazione i politici la usano da sempre, fin dai tempi di Giulio Cesare. L’uso è diventato un abuso in questi tempi di guerra contro il virus: e politici di ogni livello e di ogni colore spesso hanno abusato della tecnica in modo goffo e rozzo. E’ possibile opporsi vittoriosamente alle strategie dei populisti? Secondo Umberto Eco è possibile. In che modo? Alla prossima.

Proiettile in busta chiusa al sindaco di Pomigliano. Del Mastro: “Clima mediatico non rasserena gli animi”

La lettera contenente il colpo di pistola e le minacce è stata aperta dai dipendenti comunali. Poco dopo le elezioni è successo un fatto simile        “Sono stati i dipendenti comunali a portarmi la lettera, giovedi – racconta Gianluca Del Mastro – io a stento l’ho letta. Ho visto il proiettile. Quindi mi sono recato dai carabinieri e ho sporto denuncia. Sono stato con loro fino a tarda sera. Continuerò a lavorare come sempre per la città: non mi fermeranno”. “Un atto vile: non indietreggiamo”, il messaggio del ministro degli Esteri e pomiglianese doc Luigi Di Maio. “L’inversione di rotta del Comune verso la trasparenza e la legalità ha dato fastidio”, ha aggiunto Valeria Ciarambino, anche lei pomiglianese e vicepresidente M5S del consiglio regionale. In base alle prime indiscrezioni (le indagini sono dei carabinieri della stazione di Pomigliano) la pista del mitomane appare debole. Del resto non è cosa facilissima per un mitomane reperire un proiettile di calibro 38 probabilmente non identificabile per poi spedirlo a mezzo posta al sindaco di una città. Del resto due mesi prima, alla fine di ottobre, un altro proiettile di calibro 38 era stato messo davanti all’ingresso della sede elettorale di Del Mastro, a piazza Sant’Agnese. L’episodio era stato regolarmente denunciato dal sindaco, che però aveva ritenuto cosa più prudente di non renderlo noto. Ma ora è sopraggiunta quest’altra, davvero brutta faccenda. C’è dunque da comprendere quali possano essere stati i provvedimenti del Comune che potrebbero aver infastidito i criminali. “Si è creato intorno a me – lamenta infine Del Mastro – anche un clima mediatico che non è sicuramente da ritenersi colpevole di fatti tanto incresciosi ma che di certo non facilita, non contribuisce a rasserenare gli animi”.