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Manomissioni, intimidazioni, estorsioni e minacce. E’ il quadro che emerge dalla doppia inchiesta avviata dall’antimafia di Napoli e dalla procura di Nola     

 

Il voto per le regionali nei seggi di Acerra: anche la DDA ha aperto un’indagine. Dopo l’inchiesta avviata nei giorni scorsi dalla procura di Nola ieri se n’è aggiunta un’altra circa una serie di presunte anomalie e di minacce consumate nelle sezioni elettorali della città durante le elezioni regionali del 20 e 21 settembre scorsi. Stavolta però è la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli (l’inchiesta è del pubblico ministero Frasca) ad aver aperto il fascicolo. La magistratura intende verificare se dietro alcuni fatti relativi alle operazioni di voto ci sia l’ombra della camorra. Finora, in base alle indiscrezioni trapelate, ci sarebbero testimoni che hanno riferito alle autorità di strani movimenti avvenuti fuori e dentro i seggi durante le elezioni. Ma anche nei quartieri più popolari di Acerra si sarebbero registrate anomalie. C’è chi avrebbe riferito di loschi personaggi che avrebbero avvicinato gli elettori a più riprese nel corso delle operazioni di voto. Già poco prima delle elezioni era corsa voce in città a proposito di commercianti e imprenditori convocati per sostenere determinati candidati, pena ritorsioni nei loro confronti. In quei giorni il vescovo, Antonio Di Donna, lanciò dall’altare del duomo un appello al “voto libero da condizionamenti e ricatti e dalla logica del vantaggio personale”. Sempre secondo le stesse indiscrezioni l’indagine del pm Frasca punterebbe anche su minacce che sarebbero state rivolte ad alcuni dipendenti pubblici, poi costretti a sostenere attivamente dei candidati. Questa indagine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli era stata preceduta di alcuni giorni da un’altra inchiesta avviata dal pubblico ministero della procura di Nola Aurelia Caporale. Tutte verifiche della magistratura penale scaturite da una serie di denunce firmate dall’ambientalista della Terra dei Fuochi Alessandro Cannavacciuolo e da altri suoi compagni che si sono distinti nella lotta agli ecoreati e alle tante illegalità nel territorio. Cannavacciuolo era il candidato del Movimento Cinque Stelle nella città di Acerra a queste ultime regionali. Ha denunciato prima durante e dopo le elezioni una serie impressionante di presunti abusi e atti di ostilità ai limiti del persecutorio. Secondo la testimonianza di un presidente di sezione elettorale a queste malversazioni se ne sarebbero aggiunte molte altre.