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Gli ambientalisti di Acerra hanno reso noto un documento firmato a ottobre da Elisabetta Garzo circa il riscontro di un numero impressionante di irregolarità nelle sezioni elettorali della provincia di Napoli        

 

“Verbali di sezione non compilati e verbali inesatti. Un rilevante numero di anomalie riscontrate finanche nei seggi speciali con pochissimi elettori”. Sono le considerazioni finali del presidente del tribunale di Napoli, Elisabetta Garzo, sulle operazioni di voto alle elezioni regionali del 20 e 21 settembre in provincia. Frasi che delineano un quadro inquietante e che sono contenute in un documento reso noto dagli ambientalisti di Acerra, il verbale delle operazioni di voto alle elezioni regionali dell’ufficio centrale circoscrizionale di Napoli, redatto a ottobre. Gli ecologisti acerrani stanno sollecitando, a colpi di denunce e ricorsi, le autorità giudiziarie e di polizia a verificare bene la correttezza delle elezioni nei seggi della città dell’inceneritore. Ed è delle ultime ore la notizia dell’apertura di un’indagine da parte della procura di Nola su una serie di presunti brogli che si sarebbero consumati nelle 56 sezioni elettorali del popoloso comune a nordest di Napoli. L’indagine è condotta da un magistrato acerrano, il pubblico ministero Aurelia Caporale, che finora ha delegato gli agenti del commissariato di Acerra ad ascoltare i primi testimoni. Ma ora stanno tenendo banco anche le parole del presidente Garzo. Nel verbale delle operazioni dell’Ufficio centrale circoscrizionale, costituito presso il tribunale di Napoli, all’interno dell’ultimo paragrafo, dedicato alle “decisioni dell’ufficio sugli incidenti”, si scrive testualmente che “in merito alle operazioni di compilazione dei prospetti allegati al presente verbale, questo Ufficio ha riscontrato un elevato numero di anomalie: dai verbali di sezione non compilati all’incongruenza dei medesimi, persino in seggi speciali aventi un numero irrisorio di elettori votanti”. Anomalie che sono state riscontrate in almeno 189 sezioni della provincia di Napoli. Una situazione che ha costretto la commissione elettorale partenopea a dover ricostruire faticosamente il numero dei voti espressi. “Delle operazioni di volta in volta compiute per ricostruire i dati numerici da verbalizzare – si conferma nel documento finale dei magistrati – sono stati redatti 189 verbali (uno per ciascuna sezione), anch’essi allegati al presente documento”. La sensazione però è che ci sia ancora tanto lavoro da fare. Basti pensare che il candidato M5S Alessandro Canavvacciuolo, noto ambientalista acerrano della Terra dei Fuochi, pur avendo verificato, documenti alla mano, che nei verbali gli erano stati attribuiti decine e decine di voti alla fine è stato constatato che questi voti non compaiono nel totale delle preferenze attribuitegli anche dallo stesso tribunale. Cannavacciuolo subito dopo le elezioni ha denunciato alla procura non solo la mancata comunicazione da parte del Comune di tutta una serie di preferenze. Ha pure denunciato almeno una dozzina tra politici e pubblici ufficiali della città ritenuti responsabili di palesi malversazioni e atti intimidatori durante le operazioni di voto, gli scrutini e le verbalizzazioni delle preferenze ai candidati. C’è anche la testimonianza scritta e firmata di un presidente di sezione che parla di minacce, atti persecutori, irregolarità e voto di scambio durante le elezioni. Sulla questione finora ad Acerra si è espressa una sola forza politica. C’è infatti un comunicato pubblicato ieri pomeriggio dal Partito Democratico di Acerra. “E’ interesse della democrazia e della città – vi si scrive – che la magistratura indaghi sulla correttezza delle operazioni di voto sanzionando eventuali responsabili.