Madonna dell’Arco, l’Epifania diventa Vax –day alla residenza sanitaria anziana dei Domenicani

Solo a maggio scorso, alla residenza sanitaria anziana dei Domenicani di Madonna dell’Arco, si uscì dall’emergenza registrando zero contagi, ma solo dopo la prima ondata della pandemia e mesi difficili in cui si sfiorarono 52 positivi al Covid – 19 tra degenti ed operatori e quattordici decessi. Ebbene ieri, nel giorno dell’Epifania, la Rsa di Madonna dell’Arco è stata la prima struttura dell’Asl Na 3 a ricevere la vaccinazione. Nei giorni scorsi l’Asl aveva effettuato uno screening su tutte le persone che lo avrebbero ricevuto e così ieri 20 utenti della struttura e altri 24 tra il personale e il responsabile legale della struttura, il priore padre Alessio Romano, sono stati vaccinati. Quarantaquattro vaccini, dunque, ai quali seguirĂ  naturalmente il «richiamo» a tempo debito.  

Somma Vesuviana, i tesori sacri: la pregevole statua della Madonna del Carmine

Tra i capolavori della scuola napoletana si annovera sicuramente la sontuosa statua – manichino della Madonna del Carmine sita nella omonima chiesa di Somma Vesuviana. La statua, la cui veste risale al 1861, appartiene come genere a quella vasta produzione della statuaria napoletana settecentesca. Non è detto, però, che lo snodabile manichino possa risalire allo stesso anno della veste. La Vergine, infatti, sotto l’abito, non possiede un corpo articolato in tutte le sue parti, ma una struttura lignea dalla quale si distaccano la propaggini anatomiche visibili: le mani, il collo, i piedi e la testa. Una caratteristica questa che ritroviamo nei pastori del Settecento napoletano. Tali capolavori artistici vengono, ancora oggi, utilizzati per la teatralizzazione e spettacolarizzazione dei riti processionali in Campania. L’analisi dettagliata di questa statua è stata eseguita dallo scrivente, ispirandosi ad una suggestiva foto scattata nei primi anni novanta del Novecento. Oggi rimane ben poco. Ebbene, osservando la foto, l’abito, la parrucca, il colore e la lunghezza dei capelli castani sono tutti elementi che rendono il simulacro piĂą vero e umano. E’ una figura stante che sorregge, con il braccio sinistro, il Bambino e, con la mano destra, gli abitini carmelitani. Veste in pregevole tessuto paragonabile per forma e per colore a quella dei religiosi carmelitani. La parrucca non solo esalta i lunghi capelli buccolati, ma è pure sormontata da una preziosa corona argentea a forma di cupola svasata e capovolta. Il vestito si stringe all’altezza dei fianchi e si allarga in maniera accentuata nella parte bassa a formare una sorta di campana; un ampio e lungo mantello, inoltre, di colore beige copre le spalle e la parte retrostante dell’effige. Intorno al collo risalta un bianco colletto ben ricamato. A differenza delle altre Madonne del Carmine, la veste non presenta il doppio scapolare rettangolare. La data, A. D. 1861, si trova magistralmente cucita sull’abito ed è incastrata tra le profusioni simmetriche barocche del ricamo vegetale. Sotto al petto è presente una vistosa stella con coda pendula, tipica della iconografia pittorica derivata dalla Madonna Bruna bizantina. Gli stessi ricami valgono per il coronato Bambinello. Appartenuta alla venerabile confraternita di S. Maria del Carmine (1596) sotto il titolo della Madonna della Libera, era collocata nell’oratorio del convento dei PP. Carmelitani della Terra di Somma. Nel 1744 il laico sodalizio, infatti, giĂ  officiava in un locale del chiostro del convento e pagava ai PP. Carmelitani la somma annua di ducati 18 di censo enfiteutico. Dopo i Carmelitani, nel 1857, arrivarono le Figlie della CaritĂ . Le consorelle nel 1949 entrarono in trattativa con la confraternita per la compra di quell’unico locale – oratorio. Una trattativa, a dir la veritĂ , molto difficile. La confraternita, all’epoca, ormai sulla via dell’estinzione per mancanza di fratellanza, era diretta spiritualmente dal canonico – confratello Don Umberto De Stefano. Questi era nato a Somma Vesuviana in via Carmine il 13 agosto del 1883 da Domenico, di condizione fabbricatore, e da Donna Carolina Alaia. Sin dal 1935, era stato il fidato collaboratore pastorale del parroco di San Michele Arcangelo Rev. Don Luigi Calabrese (1859 – 1939). Nel 1949, la superiora dell’asilo, Suor Cianciulli, si rivolse al Vescovo di Nola, dal momento chĂ©, proprio di fronte alla porta della cucina nel refettorio, vi era il portone della congrega che immetteva in un cortiletto interno. La supplica, esposta in una lettera a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Camerlengo, esprimeva il desiderio di accordare alle Figlie della CaritĂ  il diritto di precedenza nell’acquisto, qualora fosse stata posta in vendita la struttura dell’ente laico, per impedire l’accesso a persone indesiderate ed estranee, soprattutto uomini. Il canonico De Stefano – si legge in una lettera del Vicario Foraneo Don Luigi Prisco al Vescovo di Nola – si era dichiarato proprietario e amministratore dei locali della confraternita. Nella questione dovette, nientemeno, intervenire l’Onorevole Stefano Riccio da Roma per tranquillizzare le suore, confermando, innanzitutto, che il De Stefano non era il proprietario e che bisognava rivolgersi all’Ufficio Amministrativo della Diocesi di Nola per l’acquisto. Con la definitiva cessione dell’oratorio alle suore, il De Stefano prese con sĂ© la statua e la custodì gelosamente nella sua abitazione non molto lontana dall’oratorio. Il motivo principale – qui interviene la fonte orale – fu il flebile gradimento della statua da parte delle suore, ma non è detto che un’altra valida motivazione, all’epoca, potrebbe essere stata legata ad un atteggiamento esagerato e puntiglioso del De Stefano contro le stesse suore. Comunque, dopo la morte del Canonico nel 1963, la pregevole statua fu lasciata alla cura della sorella Maria (1893 – 1991), insegnante di scuole elementari e cattolica fervente, sposata con Luca Calvanese. Donna Marietta non solo gli teneva accesa dinanzi una perpetua lampada votiva, ma con cadenza giornaliera organizzava momenti di preghiera comunitaria. Dopo la morte, avvenuta nel 1991, la statua fu custodita dai figli, Salvatore e Domenico, e preservata nell’abitazione di quest’ultimo sempre in via Annunziata. Fu proprio il compianto Domenico (Mimì) Calvanese a trasmetterci questi straordinari ricordi in una serata d’inverno del 1990 durante un’intervista sotto lo sguardo della Vergine celeste. Sei anni, dopo, nel 1996, per volere dei discendenti, la statua fu consegnata alla parrocchia di San Michele Arcangelo nella Chiesa di S. M. del Carmine, retta all’epoca dal Rev. Don Franco Capasso. Per l’occasione si tenne una memorabile cerimonia di consegna con la partecipazione dell’intera comunitĂ  e della confraternita omonima, che nel frattempo era stata riorganizzata. All’inizio dell’anno 2000 – parroco Don Salvatore Mungiello – il bambinello fu trafugato da ignote mani sacrileghe nella stanza della sacrestia, gettando nello sconforto l’intera comunitĂ  e la stessa famiglia Calvanese. Attualmente quello presente è soltanto una copia di basso valore artistico.  

Sant’Anastasia, l’UICI: “I locali della biblioteca Siani siano destinati alla nostra associazione”

Riceviamo e pubblichiamo dal presidente dell’UICI
Un grido d’aiuto che speriamo possa arrivare a chi di dovere! L’UICI Presidio di Sant’Anastasia e Paesi Vesuviani è da anni che s’impegna affinché chiunque abbia una disabilità visiva goda dei giusti mezzi per una maggiore autonomia e la massima integrazione nella società. Per permettere che ciò accada è quanto mai necessario che si istituisca, una volta e per tutte, una sede che possa accoglierli e che gli permetta di sentirsi in uno spazio sicuro. Per questo chiediamo ufficialmente che i locali della Biblioteca Siani di Sant’Anastasia (Napoli) siano destinati alla suddetta associazione. I locali si presentano già forniti del nuovo sistema tattilo-vocale che mira all’indipendenza, alla mobilità e alla fruizione autonoma negli spazi da parte delle persone con disabilità visiva. Questo sistema di linguaggio tattilo-vocale LOGES-VET-Evolution (LVE), di ultima generazione, permette ai disabili visivi, che frequentano il Presidio Uici, di sentirsi più sicuri e autonomi all’interno dei locali spostandosi autonomamente (toilette, ufficio, sala attività, uscita). Questo immenso lavoro, svolto durante gli anni, non può e non deve essere dimenticato! Si può facilmente comprendere che un posto nuovo annullerebbe l’autonomia raggiunta dai nostri soci, catapultandoli nuovamente in sentimenti di frustrazione e delusione. Le persone con handicap meritano RISPETTO e RISPOSTE! Avere degli spazi idonei ai bisogni di persone diversamente abili e che gli permettano di continuare a svolgere i percorsi di riabilitazione e formazione è più che mai una responsabilità morale e materiale che l’amministrazione deve urgentemente assumersi.
Il Responsabile Giuseppe Fornaro Consigliere Nazionale dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Presidente Della Real Vesuviana e consigliere dell’associazione Solid’Arte e l’ASSOCIAZIONE DEI DIVERSAMENTE ABILI DELLA CAMPANIA APS.

Ottaviano, la tombolata dell ‘Epifania è un ulteriore successo

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Un altro evento da ricordare, organizzato ancora una volta dal Comune di Ottaviano.

La tombolata online bis, che ha chiuso le feste natalizie, si è rivelata un ulteriore successo. Tantissime persone hanno partecipato e hanno goduto di alcune ore di svago e divertimento. Ad accogliere i partecipanti vi erano il Sindaco Luca Capasso, l’assessore Biagio Simonetti, il consigliere Carmela Aliperti (presenti anche alla prima tombolata) e il giovane attore ottavianese Daniele Ciniglio che ha intrattenuto tutti con l’ironia e la simpatica che lo caratterizzano.
Dagli adulti ai bambini, tutti hanno partecipato attivamente a questo momento di grande unione che ha reso queste festivitĂ  natalizie un po’ meno amare. Capasso, con la sensibilitĂ  che lo contraddistingue, ha auguto a tutti un sereno anno nuovo nella speranza che questo 2021 ripristini un minimo di normalitĂ . “Ringrazio tutti voi per aver partecipato e tutti coloro che hanno contribuito a rendere speciale questi momenti trascorsi insieme” queste le parole del Sindaco che chiudono un pomeriggio estremamente positivo e che, si spera, possa ripetersi al piĂą presto ma dal vivo.

Regionali ad Acerra: sospetto di brogli. La Procura di Nola apre l’inchiesta

A denunciare una serie impressionante di fatti è stato il candidato M5S Alessandro Cannavacciuolo. L’indagine è stata aperta dal pubblico ministero Aurelia Caporale. Ascoltati in commissariato i primi testimoni    “Schede fantasma, voti spariti, verbali manomessi e poi minacce, intimidazioni, elettori sorpresi nei seggi a fotografare mentre esprimevano il loro voto”: è il quadretto che emerge dall’inchiesta della Procura di Nola sul voto nelle 56 sezioni elettorali di Acerra durante le ultime regionali del 20 e 21 settembre. Intanto su delega del pm Caporale sono stati ascoltati in commissariato le persone informate sui fatti. In base alle indiscrezioni, a denunciare le presunte malversazioni consumate nei seggi acerrani è stato l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, candidato al consiglio regionale per l’M5S. Cannavacciuolo è risultato il primo dei non eletti dei pentastellati nella circoscrizione Napoli e provincia pur essendo stato il candidato consigliere cinquestelle piĂą votato nella propria cittĂ . “Ma – tiene a chiarire – non è stata la questione di non avercela fatta a spingermi a denunciare. Io ho iniziato a rivolgermi alla Procura per una serie di anomalie pazzesche verificatesi prima che cominciassero le elezioni. Poi mi sono rivolto alla polizia e alla magistratura pure durante e dopo il voto: fatti incredibili ”. Non si sbottona piĂą di tanto, però, Cannavacciuolo. La faccenda è delicata. Sempre secondo le indiscrezioni finora trapelate le sue denunce sarebbero finite sulle scrivanie della DDA e del ministero dell’Interno. Si parla di oltre 4000 schede non votate ma che non sono state registrate nei verbali delle operazioni elettorali. Non si sa che fine avrebbero fatto. Subito dopo le elezioni, il 29 settembre, il tribunale di Napoli ha sequestrato due verbali di altrettante sezioni, verbali che non erano stati spediti da Acerra all’ufficio elettorale circoscrizionale. Non è finita. Le voci che corrono sempre piĂą insistentemente puntano su una sospetta manomissione dei verbali sezionali. Si parla di una sostituzione, non prevista dalla legge, delle tabelle relative alle preferenze ottenute dai candidati. Queste tabelle, prive di firme e di timbro ministeriale, sarebbero contenute all’interno di fogli poi semplicemente appoggiati oppure incollati con un adesivo blando nei registri elettorali di ogni sezione. “I facsimili delle tabelle sono ormai una prassi consolidata”, ha però risposto l’ufficio elettorale di Acerra. Ma l’elenco dei conti da verificare è lungo. Il 4 ottobre tra gli attivisti della zona è sorto un dibattito inquietante. Dopo aver chiesto e consultato gli atti, Cannavacciuolo, insieme agli altri compagni si è accorto che 56 voti di preferenza alla sua persona, verbalizzati nella sezione 34, non sono stati registrati e comunicati dall’ufficio elettorale del Comune. Dunque, nella sezione 34 voti 0 per lui. Anomalie simili anche in altre sezioni. Mancherebbero all’appello un bel po’ di preferenze per Cannavacciuolo. Un contesto difficile. “Sto assistendo a una compravendita dei voti”, ha scritto e denunciato Cannavacciuolo durante le elezioni. Due persone sono state fermate dai poliziotti per aver scattato nei seggi le foto delle loro schede votate. L’ambientalista ha nel frattempo ricevuto varie minacce di morte, missive lasciate nella buca delle lettere o sull’uscio di casa. E’ stato anche identificato dai poliziotti e dai vigili urbani per quattro volte consecutive in una sola giornata, mentre svolgeva la sua normale funzione di rappresentante di lista. “Dulcis” in fundo c’è la testimonianza firmata e pubblicata attraverso un post Facebook, del presidente di una sezione. “Quello di Cannavacciuolo – ha scritto il pubblico ufficiale – è stato un ottimo risultato raggiunto rischiando l’incolumitĂ  personale. Nella due giorni elettorale ho potuto constatare gli attacchi vili e l’abuso di potere di pubblici ufficiali nei suoi confronti. Una vicenda che il prefetto dovrebbe conoscere e che forse l’autoritĂ  giudiziaria dovrebbe vagliare per valutare la rilevanza penale di una condotta persecutoria”. Il presidente di sezione, che nella vita fa l’avvocato, ha pure scritto pubblicamente che “si farĂ  sempre piĂą intenso il fetore della corruzione, del voto di scambio, delle assunzioni clientelari, degli abusi, dei soprusi e delle facili vittorie”.

Somma Vesuviana, screening a Santa Maria del Pozzo : 281 tamponi effettuati, nessun positivo

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Terminato lo screening: 281 tamponi effettuati, nessun positivo. Quella di ieri è stata un’operazione che ha visto insieme Amministrazione Comunale, medici di base e AutoritĂ  Sanitarie Locali. In questo modo andiamo ad isolare sempre di piĂą il virus. Mascherina obbligatoria sempre!”. Fornaro: “Alla fine i tamponi sono stati 281 e nessuno di questi tamponi è risultato positivo”. “Tiriamo un grande sospiro di sollievo. Dei 281 tamponi eseguiti ieri, grazie all’iniziativa dei Medici di Famiglia, nessuno è risultato positivo. Ricordo che medici di base, Comune e Asl, questa mattina avevano dato vita ad uno screening importante sulla popolazione di Somma Vesuviana che è terminato poco fa. Solo in questo modo, facendo tamponi, possiamo andare a stanare i positivi, individuarli ed isolarli. Per fortuna dei 281 tamponi nessuno è risultato positivo. Ringrazio i cittadini che numerosi hanno partecipato su base volontaria e ringrazio il dott. Pasquale Fornaro per l’ottimo Coordinamento delle operazioni”. Lo ha affermato ora Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Lo screening di ieri, dalle ore 8 alle ore 17, è stato importante anche grazie ad una partecipazione elevata della popolazione nonostante la pioggia. Nell’ultima settimana a Somma Vesuviana si sono registrati 58 nuovi positivi. Si sono sottoposti a screening persone impegnate in attivitĂ  lavorative come ad esempio operatori scolastici e non solo. “Sono stati ben 281 i tamponi prelevati e di questi tamponi nessuno è risultato positivo. Ieri la medicina di base è scesa in campo in modo compatto grazie alla collaborazione dei medici, del sindaco, dell’Asl.  Uniti si vince. Abbiamo effettuato uno screening importante con il prelievo di 281 tamponi antigenici. Il tutto è stato organizzato in collaborazione tra Aggregazioni Funzionali Territoriali – ha dichiarato il dott. Pasquale Fornaro che ha coordinato le operazioni –  sarebbe la medicina di base in rete dove ogni medico comunica con altri medici, la Cooperativa Medicoop Vesevo e le istituzioni sanitarie e locali. Un grande lavoro di squadra nel tentativo di andare ad individuare altri positivi e dunque isolare il virus”. Le operazioni si sono svolte in localitĂ  Santa Maria del Pozzo, sul piazzale antistante la complesso monumentale francescano. Il servizio di controllo è stato effettuato dalle guardie dell’AISA.

Covid, in Campania somministrati finora 16.602 vaccini

Sono 16.602 i vaccini somministrati finora in Campania nella prima fase delle vaccinazioni contro il Covid19, quella dedicata agli operatori sanitari e ospiti delle Rsa. Secondo il report ufficiale del governo, la Campania ha somministrato quindi il 49% delle 33870 dosi finora consegnate agli hub di vaccinazione. Oggi è intanto arrivata la seconda spedizione, altri 33000 vaccini circa. Nel dettaglio sono 7785 le donne e 8717 gli uomini vaccinati in Regione, con la fascia d’etĂ  tra i 50 e i 59 anni al primo posto con 4704 vaccinati, seguita dalla fascia 60-69 con 4100 vaccinati, e la fascia 40-49 anni con 3454. Seguono la fascia 30-39 anni con 2.838 vaccinati e quella 20-29 anni con 1269. Vaccinati anche 224 soggetti dai 70 ai 79 anni e 13 da 80 a 89 anni. La maggioranza dei vaccinati appartiene alla categoria degli operatori sanitari e sociosanitari con 14847 soggetti sottoposti al vaccino, mentre sono 1754 i vaccinati del personale non sanitario e un ospite delle strutture residenziali.

Brusciano/Mariglianella, giornata speciale della befana con il giullare del sorriso

Riceviamo e pubblichiamo
Nonostante la Pandemia non poteva mancare la giornata “speciale” dell’Epifania dedicata ai bambini con il giullare del Sorriso, Angelo Iannelli, che ancora una volta coinvolgerà i bambini all’insegna dell’ironia e allegria. Oramai l’Ambasciatore del Sorriso organizza da oltre un  decennio la Befana tra Brusciano e Mariglianella, in collaborazione con l’Associazione Vesuvius, e proprio in questo momento particolare non potevano mancare i sorrisi e momenti pieni di emozioni da donare ai bambini. Allo stesso modo del format di intrattenimento “Gioco del Sorriso” avveranno delle estrazioni con il panariello sociale per regalare e donare ancora una volta momenti di pathos a tutti. Da questa lotteria saranno estratti dei numeri e saranno donati tante calze della Befana, giocattoli, libri e una bicicletta cercando di trascorrere di passare un momento diverso da quello pandemico. L’appuntamento è per mercoledì 6 gennaio alle ore 16:00, in diretta Facebook sul suo profilo. La novità assoluta di questo format sarà la new entry, la guest star Gennarino, il burattino donato dal Maestro Adriano Ferraiolo in occasione del Premio Ambasciatore del Sorriso 2020, che vorrà anche lui donare un sorriso ai bambini in un dialogo pulcinellesco con il suo papà Pulcinella. Non mancheranno le chiamate di tanti personaggi dello spettacolo e di tanti bambini che racconteranno la storia della favoletta. E ovviamente conoscendo l’artista eccletico Angelo Iannelli sarà un’altra giornata indimenticabile all’insegna del buonumore e per sorridere e far sorridere.
 comunicato stampa associazione Vesuvius

Casamarciano, arriva la Befana dei bambini all’insegna dei valori cristiani

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Casamarciano
Una messa interamente dedicata ai bambini per ricordare l’importanza delle festivitĂ  appena trascorse e il sentirsi parte integrante di un’unica comunitĂ .
A Casamarciano la Befana non porterĂ  solo dolciumi.
L’iniziativa è dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carmela De Stefano con l’assessore  alla pubblica istruzione Antonella Appierto ed in stretta sinergia con il parroco del paese, don Marco.
L’appuntamento è per le 9.30 di domani, mercoledì 6 gennaio, nella parrocchia di San Clemente dove sarĂ  celebrata una funzione religiosa a cui sono invitati tutti i bambini del posto.
L’ingresso è consentito a 40 persone, pertanto – come ha ribadito lo stesso parroco – “sarebbe opportuna la presenza di un solo genitore  accompagnatore per ogni bambino”.
Al termine della messa, nel pieno rispetto delle normative vigenti, sarĂ  consegnata a tutti i piccoli presenti una calza di dolciumi messa a disposizione dal comune.
“Chiudiamo le festivitĂ  con i bambini a cui, purtroppo, quest’anno non abbiamo potuto riservare momenti di spensieratezza con il  villaggio natalizio e tanto altro – spiega il sindaco Carmela De Stefano – Auspichiamo tutti la ripresa delle attivitĂ  in un clima di serenitĂ  e posso dire che siamo giĂ  al lavoro per completare, da un lato, la programmazione avviata e dall’altro di intraprendere azioni che favoriscano la crescita di tutti i settori. Guardiamo al futuro con ottimismo consapevoli della grande responsabilitĂ  che abbiamo nei confronti di questa comunitĂ ”.
(FONTE FOTO:RETE INTERNET)

“L’ Adorazione dei Magi” di Velàzquez: una caravaggesca scena di vita quotidiana

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Il quadro (olio su tela, cm. 203 x 125, Museo del Prado) VelĂ zquez lo dipinse nel 1619, quando aveva venti anni. E’ un “ritratto di famiglia”, perchĂ© moglie, figlia, fratello e suocero del pittore fecero da modelli, e perchĂ© la Madonna, il Bambino e i Magi sono “figure” della vita quotidiana. L’influenza di Caravaggio e la lezione di Sant’Ignazio di Loyola, di cui Francisco Pacheco, maestro e suocero di VelĂ zquez,  era un ardente ammiratore.   In questo cataclisma virale che scuote la nostra vita c’è chi pensa che le figure e i riti del Sacro siano piĂą lontani da noi, altri, invece, li sentono piĂą vicini, perchĂ© alimentano la speranza e costituiscono, tra tanti dubbi, una solida certezza. Secondo il GĂ llego questa “Adorazione” VelĂ zquez la dipinse a venti anni, un anno dopo il matrimonio con Juana, la figlia del pittore Pacheco – il matrimonio venne celebrato nel 1618- e pochi mesi dopo la nascita della figlia Francisca, che venne battezzata nel maggio del 1619. Questa Epifania è un quadro di famiglia, nel senso letterale dell’espressione: fecero da modelli la moglie Juana per la Vergine, la figlia per il Bambino, e per i Magi lo stesso pittore, un suo fratello ( o un servitore) e il suocero Pacheco. La lezione di Caravaggio è manifesta nel realismo della scena, nella luce che si concentra sulla Madonna e sul Figlio, nei valori cromatici e, direi, “tattili” dei panni: il movimento delle pieghe è un commento del pittore alle espressioni dei personaggi e sottolinea l’orientamento in diagonale dell’impaginazione. E’ evidente anche l’influenza del pensiero di Sant’Ignazio di Loyola – Pacheco era un lettore attento degli “Esercizi spirituali” – il quale esortava i credenti a vedere le cose dello spirito attraverso i sensi, a convincersi che GesĂą è presente in ogni momento e in ogni atto della nostra esistenza, a cercarLo con la contemplazione immaginativa.E sollecitato da Caravaggio e da Sant’ Ignazio VelĂ zquez “vede” e rappresenta una scena in cui non c’è spazio per gli ornamenti sontuosi che distinguono i Magi nei quadri degli altri pittori. Essi indossano panni di uso comune, di stoffa ruvida e grossa: sono di oro solo le coppe che contengono i doni per il Bambino, e una nota di eleganza c’è solo nel merletto al collo di Baldassarre: ma questa è una necessitĂ  pittorica, perchĂ© il bianco intenso del colletto serve a creare contrasto con il colore del volto del “re” che veniva dall’ Africa. Scrive JuliĂ n GĂ llego che “questi magi potrebbero essere nostri vicini”. Non ci sono serafini e cherubini, non c’è il mistico e armonioso fluire della luce celeste, e quella che illumina la scena potrebbe essere, a prima vista,  luce naturale di torce. Un segno di trascendenza il pittore ci consente di vederlo solo nel remoto chiarore che scopre il nero profilo del monte lontano. Enigmatica è l’espressione della Madre (vedi particolare in appendice): non mi convince il GĂ llego che vede nel Volto di Maria “l’unica nota mistica che possa indirizzare un fedele” e non mi convince il Pantorba che, al contrario, non vi trova “nessun accenno di spiritualità”, perchĂ© Maria “ è solo una bella ragazza sivigliana, intenta a sostenere il Bambino con mani forti, un po’ tozze”: mani che secondo Justi “sono abbastanza forti per maneggiare un aratro e, se necessario, per prendere un toro per le corna”. Credo che Maria sia “chiusa” nella riflessione sui motivi che hanno portato Lei, ragazza umile e semplice, a diventare protagonista di un Mistero così grande. E domande che restano senza  risposte e lo stupore “disegnano” anche il profilo di Giuseppe, il cui volto VelĂ zquez dipinse con larghe pennellate di ocra chiara e scura, mentre usò pennelli piccoli e delicate velature di gialli e di rossi per realizzare il “prodigio” del Volto di Maria, sul quale l’Amore e la Delicatezza si intrecciano con la meditazione. “Impacchettato” (GĂ llego) come un qualsiasi neonato sivigliano è il Bambino: e pare che i Magi stessi si chiedano in che cosa questo Bambino sia diverso dagli altri: sarebbero indotti a rispondere che non è diverso in nulla, che il loro viaggio è stato inutile, che talvolta le profezie sono ingannevoli, ma poi “sentono” che quella luce non è naturale, e che nello sguardo di GesĂą ci sono i riflessi di una sapienza che va oltre i confini di quel luogo e di quel momento. “Sentono”  che quel Bambino giĂ  è capace di leggere nel loro silenzio e nei loro pensieri, è giĂ  capace di dare, a chi sa ascoltarLo, risposte meravigliose.