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La lettera contenente il colpo di pistola e le minacce è stata aperta dai dipendenti comunali. Poco dopo le elezioni è successo un fatto simile     

 

“Sono stati i dipendenti comunali a portarmi la lettera, giovedi – racconta Gianluca Del Mastro – io a stento l’ho letta. Ho visto il proiettile. Quindi mi sono recato dai carabinieri e ho sporto denuncia. Sono stato con loro fino a tarda sera. Continuerò a lavorare come sempre per la città: non mi fermeranno”. “Un atto vile: non indietreggiamo”, il messaggio del ministro degli Esteri e pomiglianese doc Luigi Di Maio. “L’inversione di rotta del Comune verso la trasparenza e la legalità ha dato fastidio”, ha aggiunto Valeria Ciarambino, anche lei pomiglianese e vicepresidente M5S del consiglio regionale. In base alle prime indiscrezioni (le indagini sono dei carabinieri della stazione di Pomigliano) la pista del mitomane appare debole. Del resto non è cosa facilissima per un mitomane reperire un proiettile di calibro 38 probabilmente non identificabile per poi spedirlo a mezzo posta al sindaco di una città. Del resto due mesi prima, alla fine di ottobre, un altro proiettile di calibro 38 era stato messo davanti all’ingresso della sede elettorale di Del Mastro, a piazza Sant’Agnese. L’episodio era stato regolarmente denunciato dal sindaco, che però aveva ritenuto cosa più prudente di non renderlo noto. Ma ora è sopraggiunta quest’altra, davvero brutta faccenda. C’è dunque da comprendere quali possano essere stati i provvedimenti del Comune che potrebbero aver infastidito i criminali. “Si è creato intorno a me – lamenta infine Del Mastro – anche un clima mediatico che non è sicuramente da ritenersi colpevole di fatti tanto incresciosi ma che di certo non facilita, non contribuisce a rasserenare gli animi”.