L’ “affresco” di colori e di profumi della Montagna di Ottaviano nel racconto di Francesco D’Ascoli

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Ai Maestri della cultura napoletana che facevano parte della giuria del Concorso di Poesia dialettale “S. Di Giacomo”  Francesco D’Ascoli descrisse  la “passeggiata” che Amedeo Maiuri fece nel 1947 a Ottaviano, tra i colori e i profumi di meli, ciliegi, albicocchi e peschi che allora ornavano i “tuori” della Montagna. Negli amici di D’Ascoli il racconto accendeva ancora suggestioni dirette e vive: oggi possiamo ricostruire solo virtualmente parti importanti del meraviglioso “percorso” tra nomi, colori e profumi. Ma il tentativo va fatto.   Era una delle prime edizioni del “Concorso S. Di Giacomo”. La giuria – c’erano tra i giurati Amedeo Caravaglios, Renato De Falco, Vittorio Paliotti – aveva concluso i lavori e stava gustando, su invito del Preside prof. Vittorio Capotorto, i “piatti” creati dall’arte degli chef e dei ragazzi dell’Istituto Alberghiero “Luigi de’ Medici”, quando fu chiesto a Francesco D’Ascoli, che di tutte le edizioni di quel Concorso fu la mente e l’anima, di parlare di Amedeo Maiuri. Il grande archeologo venne a Ottaviano nel 1947, a esaminare i resti di una villa romana che D’Ascoli stesso, con l’aiuto di Ninuccio D’Avino e Ciccio Romano, aveva portato alla luce “sotto i lapilli e la maveta di Montevergine”.Disse D’Ascoli che Maiuri, prima ancora che i resti dell’edificio, volle vedere i giardini, gli orti e i frutteti che ornavano i “tuori” della Montagna: del loro splendore aveva letto molto, e gli era stato parlato a lungo. Questo “viaggio” partì  dal rione Carmine, dove Maiuri poté ammirare non solo la Chiesa, ma anche  ciò che in alcuni giardini restava dei lunghi filari di mandarini, da cui i liquoristi ottavianesi avevano ricavato e continuavano a ricavare profumi ed essenze. E D’Ascoli ricordò che un contadino, a cui Maiuri aveva chiesto lumi e notizie, aveva definito “’nzeriuso”,capriccioso, il frutto: anche i mandarini della stessa pianta hanno sempre un sapore diverso l’uno dall’altro. Negli incantesimi del racconto di Francesco D’Ascoli e nei commenti degli altri, tutti Maestri della cultura napoletana, la “passeggiata” di Maiuri divenne un magico “percorso” tra nomi di piante e di frutti, tra colori e odori. Si muoveva l’archeologo tra le “macchie” di albicocche, le “crisommole”: il giallo aranciato della “voccuccia””, il giallo dorato della “cerasella”, l’oro e il profumo matronale della “pellecchiella”; e poi il malioso odore e gli infiniti toni di verde e le ombre viola del fico “troiano”, la dolcezza mite del fico “lugliatico”, quella aggressiva del fico“lardaro”; e il rosso carminio e le note insidiose della “cerasa d’’o Monte” e della ciliegia “tintora”; l’ocra intenso e il profumo pieno e fresco delle pesche, delle “percoche”, che vogliono immergersi nel vino rosso, il profumo elegante delle “percoche spaccarelle” e l’odore netto della “perzeca”. Osservò a lungo l’archeologo, sulle pendici di un “tuoro” poco lontano dal Palazzo Medici. gruppi convulsi di piante di “mele annurche”, di “mele zitelle”, di “biancolelle” e di “limoncelle”: le avevano piantate lì dopo l’eruzione del 1929, perché, e questo me lo aveva raccontato già mio padre, la mela rossa è simbolo di speranza, di tenacia e di coraggio, e la mela “bianca” è simbolo di pace. E il profumo dell’“annurca”, diceva mio padre, è il profumo della forza. Agli amici giurati Francesco D’Ascoli parlò delle castagne, i “marroni”, di Ottaviano, che avevano dominato a lungo il mercato, e dei vigneti, che avevano segnato per secoli la storia della nostra città, e che incominciavano a diventare sempre più piccoli e trascurati.Il racconto e i commenti vennero ornati dalle sapienti citazioni di poeti: venne ricordato il Velardiniello, “boccuccia de ‘no pierzeco apreturo /mussillo de ‘na fica lattarola”, e furono citate “le ccerase rosse” di “Era de maggio”. Francesco D’Ascoli dichiarò che l’elogio più grande al vero tesoro di Ottaviano, l’aria tersa, lieve e salutare, lo aveva fatto E.A. Mario in “Canzone vesuviana”: Se ne sagliesse â parte d’Uttajano /Chi vò campà cujeto, si vò bbene.. /Saccio ‘na casarella fore mano/ Cu dduje balcune e, attuorno, ‘e tterre chiene’/ E resedà e garuofane schiavune….E saglie ‘o core mio ‘ncopp’ â muntagna, /Addò ll’ammore ‘o vò fà  ‘a vennegna,/Vase ca sò cchiù meglio d’ ‘o sciampagne./E, quann’ ‘a ‘ncigne, è tennera e sanguegna /’Sta vocca rossa ch’è ‘a cchiù bella vigna. Il percorso tra nomi, colori e profumi era per Maiuri, per D’Ascoli e per i Maestri presenti a tavola ancora un percorso reale: in me la suggestione già non aveva il sostegno dell’esperienza che viene dalla percezione diretta. Ma quel meraviglioso percorso si può oggi ricostruire, “virtualmente”. Anche questo è storia.

[Video] Marigliano, consiglio comunale ricco di spunti: la parola al sindaco Jossa

La forma è sostanza. Vale la pena sottolineare questo aspetto per iniziare a raccontare il consiglio comunale andato in scena venerdì sera, indicando con piacere (da cittadino) come la dialettica politica abbia saputo conquistare una certa nobiltà in queste ultime settimane: l’aula consiliare ha abbandonato qualche isterismo di troppo, forse frutto di personalismi e conflitti, e fa dunque piacere poter mettere in evidenza i toni pacati con i quali i vari consiglieri si sono espressi: interventi puliti, quasi solenni, ma soprattutto chiari e corretti. Insomma, rispetto agli ultimi cinque anni forse abbiamo perso una opposizione, ma abbiamo guadagnato una minoranza. Alla fine manca sempre qualcosa alla piattaforma politica di questa città, ma c’è da augurarsi che la strada intrapresa sia costruttiva e foriera di traguardi maggiori, come sempre nell’esclusivo interesse della comunità. A maggior ragione, per fare nuovamente il punto della situazione in un periodo molto complicato, abbiamo ancora una volta incontrato il primo cittadino, l’avvocato Peppe Jossa, che ha gentilmente risposto alle nostre domande. Insieme a lui abbiamo parlato di scuola e pandemia, di rifiuti (ossia del tanto discusso sito di compostaggio), di condotta etica dei dipendenti comunali, nonché del fabbisogno dell’ente, ma anche dell’annosa vicenda Agrimonda e di rigenerazione urbana. Il consiglio comunale del 29 gennaio è iniziato proprio con una comunicazione del sindaco relativa al ritorno a scuola in presenza, un argomento che sta scaldando gli animi dei genitori, degli studenti, ma anche del personale scolastico. Jossa è stato particolarmente critico nei confronti del governatore De Luca, il quale sembra fare di tutto pur di non arrendersi all’idea che il TAR abbia sconfessato le sue ordinanze, sostanzialmente richiamando il rigoroso rispetto del DPCM targato Conte, oggi presidente del consiglio in bilico. “Le famiglie vivono una situazione di stress e sono preoccupate. La recente raccomandazione del governatore ha creato una serie di squilibri, anche perché non si capisce da un punto di vista giuridico che valore abbia”, ha dichiarato il primo cittadino nel corso della pubblica assise. È verosimile che il sindaco, nelle prossime ore, emani un’ordinanza (chiesta a gran voce dai dirigenti scolastici che non si sentono pronti) che permetta di prendere ulteriore tempo, prolungando di una settimana la DAD ed evitando, così, il peggiore degli incubi per molti addetti ai lavori, e non solo: la didattica mista. Infatti, ecco la notizia ed ecco l’ordinanza comunale. In merito al sito di compostaggio che dovrebbe essere realizzato nell’area (di proprietà della Regione Campania) che ha ospitato per oltre dieci anni le cosiddette “ecoballe”, residuo della grave emergenza rifiuti del 2008, il sindaco Jossa ha informato la comunità che il previsto impianto è, al momento, oggetto di un approfondimento istruttorio da parte sua e dell’ufficio competente: “Il percorso amministrativo della Regione è molto avanzato” – queste le parole del primo cittadino – “Dato che c’è ormai da tempo la disponibilità del consiglio comunale e della giunta comunale”, riferendosi agli atti deliberatori della passata amministrazione, la quale partecipò alla manifestazione di interesse promossa dalla Regione, cosa che probabilmente spiega anche il motivo per cui l’iter non dovrà essere sottoposto alla consueta valutazione di impatto ambientale (il che suscita ovviamente delle perplessità e dei malumori). Il consiglio è poi proseguito con un minuto di silenzio in ricordo della Shoah (il 27 gennaio cade la Giornata della Memoria), chiesto dalla consigliera Rosa Capua, e con la lunga presentazione, da parte del sindaco Jossa, delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare nel corso del mandato amministrativo. Il documento, realizzato dalla maggioranza, è stato recepito con cauta speranza dai consiglieri di minoranza, che ne hanno evidenziato pregi e soprattutto difetti, sostenendone il valore, ma anche un po’ la vacuità, e ricordando come il vasto documento programmatico somigli un po’ troppo a quello promosso in occasione della campagna elettorale. Tuttavia, pur senza scendere più di tanto nei dettagli, l’amministrazione ha somministrato all’assemblea un corposo progetto che non vuole essere “un libro dei sogni”, bensì un faro per l’azione di buon governo del territorio. Le critiche che arrivano dai banchi della minoranza, esplicitate in particolare dalle parole dei consiglieri Capua, Molaro ed Esposito, riguardano una mancanza di concretezza e di visione, e vanno a evidenziare alcune discrasie: per esempio, fa notare Rosa Capua di Periferia 2030, perché prospettare una cabina di regia per il contrasto al Covid dopo aver detto di no a una ulteriore commissione consiliare dedicata proprio all’emergenza pandemica? Il consigliere dei Popolari Vincenzo Esposito, invece, ha respinto la ricerca di una “città ideale”, concetto che secondo lui emerge dalle linee programmatiche, e ha sottolineato l’importanza del PUC quale chiave di volta nella progettazione urbana: a tal proposito l’ex candidato sindaco ha ricordato che il prossimo 18 febbraio scadranno le norme di salvaguardia del piano urbanistico adottato un anno fa dalla passata amministrazione. “Possiamo contare sul fatto che la visione dell’attuale assessore all’urbanistica (Michele Cerciello, ex consigliere di minoranza) converga con un PUC da lui avversato con una veemente opposizione negli anni passati?”, si chiede Esposito, scatenando anche la reazione sarcastica dell’assessore, presente in aula consiliare. Lo scopriremo senz’altro. Interessante poi l’intervento del consigliere di maggioranza Pasquale Allocca, nobile nel dimostrarsi ancora una volta – dopo le battaglie civiche contro la prima versione del PUC e l’ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti targato RIGENERA – particolarmente sensibile alle tematiche ambientali, facendo presente come sarebbe auspicabile l’insediamento, sul territorio mariglianese, di piccoli impianti per il compostaggio di prossimità, promuovendo lo sviluppo di Marigliano come comune virtuoso, e abile nel riconoscere il fallimento del Piano per gli Insediamenti Produttivi, che ha consegnato alla città un’area più che altro improduttiva e anche depressa. È di ieri la notizia che sono state ancora una volta vandalizzate e depredate le telecamere di sorveglianza, installate di recente dagli esasperati imprenditori della zona: i ladri, forse per preparare ulteriori raid, hanno letteralmente asportato le batterie al litio di alimentazione. Insomma, un’area PIP che rischia una ulteriore desertificazione a causa dei rischi che corre chi decide di investire. Una zona della città assolutamente da ripensare, come ha sottolineato il consigliere Allocca. Da non dimenticare il secondo punto all’ordine del giorno, ossia la modifica dell’art. 24 dello statuto comunale, approvata dal consiglio, che consente a questo punto di incardinare nella giunta anche un settimo assessore, che verosimilmente sarà una donna (candidata nella lista Azzurra Libertà) e si occuperà innanzitutto di Politiche Sociali, togliendo quindi la delega dalle mani del vicesindaco Felice Mautone. Ma cosa prevede la modifica dell’articolo 24? In sostanza si è deciso che d’ora in avanti il numero degli assessori presenti in giunta potrà essere pari a un quarto dei consiglieri (con arrotondamento all’unità superiore), che al momento, compreso il sindaco, sono 25: dunque 7 assessori, oltre al primo cittadino. Tuttavia, considerato che la città di Marigliano conta già meno di trentamila abitanti, e che il T.U.E.L. prevede che per comuni con più di diecimila abitanti (ma meno di trentamila, appunto) ci siano massimo 16 consiglieri, cosa accadrà quando il comune mariglianese vedrà ridurre il numero dei suoi rappresentanti? Avremo meno consiglieri e quindi anche meno assessori, ossia un quarto, come da modifica dell’articolo 24 dello statuto comunale. Un ridimensionamento, di fatto già in atto, di cui la politica attuale non si occupa, come avemmo già modo di ricordare prima delle ultime elezioni. Una nota finale su una parte rilevante dell’intervento del consigliere Esposito, teso lodevolmente a cercare di fare chiarezza sul sito di compostaggio. Il consigliere ha utilizzato il termine “terrorismo”, riferendosi a quanti magari nutrono delle perplessità in merito all’insediamento dell’impianto su un territorio compromesso come quello mariglianese: sarebbe il caso di ricordare al consigliere che se l’ambiente cittadino è compromesso significa che qualche atto di (eco)terrorismo è già stato consentito, soprattutto in passato, e che magari le preoccupazioni della comunità possono essere quantomeno comprese, senza essere etichettate. Inoltre, dato che Esposito ha giustamente ricordato come il Comune di Pomigliano abbia provveduto, nel corso del tempo, a informare la cittadinanza in merito al funzionamento del sito di compostaggio, e questo tramite una serie di video divulgativi tesi a fare chiarezza e allontanare i pregiudizi, è automatico pensare come mai il Comune di Marigliano non abbia provveduto, allo stesso modo, a informare la comunità, considerando che la manifestazione di interesse è avvenuta oltre quattro anni fa e che i lavori di realizzazione sarebbero dovuti iniziare entro il 2019 (e solo il ritardo nella rimozione delle ecoballe lo ha impedito). Sarebbe stato il caso, infatti, che anche qualche politico (o tecnico) competente ci mettesse la faccia per informare e risolvere eventuali dubbi della comunità. Infine, come ha ricordato meticolosamente il consigliere, Marigliano produce circa dodici tonnellate di frazione umida e ciò significa che, per arrivare alle cento previste, oltre ottanta tonnellate di rifiuti, ogni giorno, arriveranno presso l’impianto di Boscofangone da altri comuni della provincia di Napoli. Un andirivieni consistente, non proprio al profumo di malvarosa, che tende a impensierire.

Scuola, i sindaci del nolano prorogano la DAD per le superiori

I sindaci del nolano hanno prorogato per un’altra settimana la DAD (didattica a distanza) per gli alunni degli istituti scolastici superiori di II grado.  L’ok a seguito della nota dei dirigenti scolastici. Un documento congiunto che “rinvia” di un’altra settimana la didattica in presenza per gli alunni degli istituti scolastici superiori di II grado. A firmarlo sono i sindaci di Nola, Gaetano Minieri; Casamarciano, Carmela De Stefano; Saviano, Vincenzo Simonelli; San Vitaliano, Pasquale Raimo e Marigliano, Giuseppe Jossa. Il rinvio è stato deliberato al termine di una riunione tenutasi nel pomeriggio con i dirigenti scolastici dei plessi dei rispettivi territori che già in una nota protocollata avevano invitato i sindaci a prendere in considerazione l’ipotesi di una proroga della didattica a distanza per almeno un’altra settimana considerate le grandi difficoltà logistiche da garantire alla platea scolastica richieste anche dalla normativa regionale nell’ambito del programma “Scuola sicura” con la possibilità di garantire contemporaneamente una didattica mista (a distanza ed in presenza). “Un atto di prudenza, considerata la situazione del Nolano – fanno sapere i sindaci – Una decisione presa all’unanimità, su spinta diretta dei dirigenti scolastici con folte platee da gestire anche alla luce delle nuove disposizioni regionali e che si inserisce nell’ottica del piano di monitoraggio dei contagi che faremo nei prossimi giorni sull’intero territorio del nolano. È nostra intenzione – continuano i sindaci – adottare provvedimenti congiunti, almeno in questa fase evitando situazioni di rischio dovuti anche ad inevitabili spostamenti dei ragazzi con la situazione “trasporti” ancora da definire e la gestione della didattica. Pertanto dal primo al 6 febbraio sarà ancora garantita la didattica a distanza e valuteremo in questa settimana i provvedimenti da adottare a partire dall’8 febbraio. Resta inteso che è necessario continuare a tenere alta l’attenzione, senza mai abbassare la guardia, rispettando le regole dentro e fuori casa. Infine un ringraziamento alla scuola, ai dirigenti e ai docenti che stanno, anche con grandi sacrifici, portando avanti con efficacia le attività programmatiche didattiche e progettuali. Un ringraziamento anche ai segretari e dirigenti comunali sempre pronti ad assicurare ogni forma di sicurezza ai nostri ragazzi lavorando con celerità, rigore e puntualità”. Si precisa che anche il sindaco di Cicciano, Giovanni Corrado, ha disposto la proroga della dad fino al 6 febbraio come da ordinanza nr 43 del 30 gennaio 2021. Fonte foto: Google

Somma Vesuviana, ritorno in presenza dal primo febbraio e didattica innovativa al Liceo “Torricelli”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana

Al Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli” di Somma Vesuviana una didattica innovativa: le prime saranno al 100% ma con ingressi differenziati, in aule diverse collegate alla principale con la Tecnologia LIM e personale COVID.

Giugliano (Liceo Scientifico): “Abbiamo assunto organico Covid. Con la tecnologia LIM, Lavagne Interattive Multimediali le classi prime saranno collegate tra loro riuscendo nella didattica in presenza al 100%. Agli ingressi termoscanner particolari che diranno anche se la mascherina è indossata correttamente. Inoltre gli studenti, in un apposito video, raccontano con la loro voce e i loro volti agli altri coetanei ed ai genitori, tutte le misure di sicurezza messe in campo dall’Istituto e le norme comportamentali da seguire. Gli ingressi saranno differenziati seguendo due turni: ore 8 – 10”.

Di Sarno: “Mi complimento con i dirigenti scolastici ed il corpo docente presenti sul territorio di Somma Vesuviana. Martedì, grazie ai pediatri e all’attivazione della task-force, inizieremo a sottoporre a tamponi i bambini delle elementari e medie di quelle classi che sono in quarantena. In questo modo avremo un quadro più completo della situazione”.

“Al Liceo Scientifico di Somma Vesuviana, le prime avranno una didattica in presenza al 100% con una didattica innovativa: ingressi differenziati, ogni prima divisa in due aule adiacenti collegate grazie alla tecnologia LIM. Tutte le prime avranno al 100% la didattica a presenza. Le prime sono state le più penalizzate perché praticamente non hanno avuto modo di incontrarsi, conoscersi e dunque per loro è garantita la didattica in presenza. Abbiamo “l’organico Covid”, perché abbiamo assunto ulteriori docenti che faranno da supporto ai docenti di base per distribuire le classi prime in due aule adiacenti. Dunque metà classe in un’aula con il docente di base e l’altra metà classe nell’aula affianco e le due aule saranno collegate tramite la tecnologia LIM con Lavagne Interattive Multimediali che noi abbiamo in tutte le nostre aule. In questo modo è garantito il distanziamento ma è garantita anche la didattica in presenza. Per le altre classi avremo una didattica in presenza al 50% con ovviamente la turnazione con l’altro 50%”. Lo ha annunciato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico/classico “Evangelista Torricelli

Gli studenti hanno preparato un video con il quale mettono a conoscenza i compagni di classe e i genitori delle norme comportamentali da seguire. 

“I nostri ragazzi hanno preparato un video di presentazione della nostra impostazione per la ripresa in sicurezza. Nel video i ragazzi illustrano le misure messe in campo per contrastare l’epidemia da SARS COVID 2, in particolar modo un nuovo protocollo di sicurezza stilato dal Comitato aziendale per la sicurezza formato dal dirigente scolastico, dal nostro RSTP, dal medico competente e dal responsabile dei lavoratori per la sicurezza. Inoltre abbiamo i banchi monoposto ha continuato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico/classico “Torricelli”ma igienizzanti in tutte le aule e negli spazi comuni. Abbiamo anche disegnato una segnaletica precisa che va a circoscrivere lo spazio intorno al singolo banco e a separare la cattedra ed una segnaletica che garantirà ingressi separati indicati con bollini rossi, con bollini blu. Abbiamo dei termoscanner particolari in quanto non solo misurano la temperatura ma ci dicono anche se la mascherina è indossata in modo corretto. I turni di ingresso saranno due: il primo turno alle ore 8 e ore 10. Dunque entreranno al 50% con turni differenziati di cui il 40% del 50% in presenza entrerà alle ore 8 e 05, mentre il 60% sempre di quel 50% che è in presenza entrerà alle ore 10”.

E martedì screening tamponi sulle classi elementari e medie in quarantena per gli studenti che non lo hanno ancora fatto.

“Mi complimento con i dirigenti scolastici ed il corpo docente presenti sul territorio di Somma Vesuviana. Martedì, grazie ai pediatri e all’attivazione della task-force, inizieremo a sottoporre a tamponi tutti quei bambini delle elementari e medie di quelle classi che sono in quarantena e che magari non hanno ancora fatto il tampone. Si tratta di un servizio che va a supportare l’USCA. In questo modo avremo un quadro più completo della situazione – ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – al fine di garantire nel migliore dei modi anche la didattica in presenza. La task-force è formata da tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, l’Assessore all’Edilizia Scolastica e da qualche aggiorno abbiamo nella task-force anche l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana. Questo tavolo permanente è in costante contatto per analizzare e controllare la situazione epidemiologica”.

Pomigliano, Sant’Anastasia/ Brusciano, controlli dei carabinieri: rinvenute 86 piantine di marijuana, una revolver e giubbotti antiproiettili

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.

Pomigliano, Sant’Anastasia e Brusciano controlli a tappeto dei Carabinieri: a casa di un pusher 86 piantine di marijuana. In una botte una revolver e giubbotti antiproiettili.

Continuano ininterrottamente e in tutta la provincia di Napoli i servizi di alto impatto disposti dal Comando Provinciale di Napoli.
I Carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna insieme a quelli del Reggimento Campania hanno presidiato i comuni di Pomigliano D’arco, Sant’Anastasia e Brusciano. Svariate le perquisizioni e i controlli.
Durante le operazioni i militari dell’arma hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio un 26enne di origini peruviane ma residente a Pomigliano e già noto alle Forze dell’ordine. I Carabinieri hanno perquisito la sua abitazione ed hanno rinvenuto e sequestrato ben 86 piantine di marijuana ed un ulteriore quantitativo della stessa sostanza, per un peso complessivo di più di 8 chili.
A Brusciano, invece, i Carabinieri hanno trovato in un terreno agricolo abbandonato 1 pistola revolver con matricola abrasa, 3 cartucce calibro 9 e 2 giubbotti antiproiettile. Era tutto nascosto all’interno di una botte e sul materiale sequestrato verranno effettuati degli accertamenti tecnici per verificare il loro eventuale utilizzo in reati e fatti di sangue.
48 le persone identificate, di questi 13 sono pregiudicati, e 27 i veicoli controllati. 3 le persone denunciate a piede libero perché trovate alla guida senza aver mai conseguito la patente con la recidiva nel biennio.

Giugliano, duro colpo allo spaccio giuglianese : arrestati 2 pusher con 58 chili di marijuana

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli.

 

I Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli continuano nella lotta allo spaccio di sostanze stupefacenti. I militari della compagnia di Giugliano in Campania hanno arrestato per detenzione di droga a fini di spaccio M.F. , 44enne di Lusciano già noto alle forze dell’ordine e un 32enne incensurato di Giugliano.


I Carabinieri hanno notato M.F. in una strada al confine tra Giugliano e Lusciano ed hanno deciso di controllarlo. Perquisito, è stato trovato in possesso di alcuni involucri con all’interno marijuana per un peso complessivo di 45 grammi. I Carabinieri – insospettiti dallo Stato d’abitazione del 44enne – hanno esteso la perquisizione anche presso l’abitazione in provincia di Caserta. Lì, i militari della sezione operativa di Giugliano in Campania hanno rinvenuto e sequestrato 2 buste di marijuana per un peso complessivo di 139 grammi.
I Carabinieri e l’ormai arrestato sono scesi dall’appartamento. Dovevano andare in caserma per formalizzare l’arresto.
Sotto casa, però, il 32enne che stava attendendo M.F. I Carabinieri hanno voluto controllare anche lui e nel suo appartamento il bottino.
Rinvenuti e sequestrati dei bustoni di plastica con all’interno ben 58 chili di marijuana. La droga delle 2 però se arrestate è apparentemente della stessa qualità.
Gli arrestati sono stati condotti al carcere in attesa di giudizio.

Marigliano, la polizia municipale sequestra un edificio in costruzione a Lausdomini: violato il Piano Casa

Dopo alcuni esposti pervenuti presso il comando di polizia locale, relativi a difformità e violazioni su un illegittimo abbattimento e ricostruzione di un edificio, per quanto riguarda soprattutto le altezze dei fabbricati, il nucleo antiabusivismo del comando diretto dal Magg. Nacar si portava in via Caliendo, in località Lausdomini, per verificare il cantiere in essere e quanto denunciato in esposto. Durante il sopralluogo, avvenuto congiuntamente con il locale ufficio tecnico diretto dall’ingegnere Ciccarelli, dopo la misurazione dell’edificio di quattro piani fuori terra, si accertava che l’altezza dello stesso era superiore a quanto previsto (e nella fattispecie lo era rispetto al fabbricato prospiciente), in  violazione alle normative vigenti. Il sopralluogo proseguiva anche misurando le altezze del fabbricato allocato sul piano opposto, ove l’altezza rilevata era inferiore a quanto dichiarato dal progettista. Alla luce di quanto emerso veniva sottoposto a sequestro preventivo l’intero fabbricato e denunciato il committente, mentre il progettista veniva denunciato per la falsa attestazione nella redazione dei calcoli finalizzata verosimilmente, secondo la polizia giudiziaria, a permettere l’abuso sul lato opposto.

Pomigliano, omicidio di Natale:10 anni a La Gatta. Imma Di Marzo: “Sentenza ingiusta”

Duro sfogo della sorella dell’ucciso attraverso i social. Scontenta anche la difesa dell’imprenditore aeronautico condannato per omicidio volontario: “Siamo amareggiati: faremo appello. Lui ha reagito per legittima difesa”     Il pubblico ministero aveva chiesto 23 anni di reclusione per Vincenzo La Gatta, l’imprenditore aeronautico accusato di aver ucciso a colpi di pistola, per futili motivi, durante la notte tra il 23 dicembre e la vigilia di Natale del 2016, Giuseppe Di Marzo, un giovane disoccupato con precedenti penali. Ma l’altro giorno la Corte d’Assise di Napoli ha più che dimezzato la richiesta del pm: La Gatta è stato condannato a 10 anni di reclusione. La Corte ha riconosciuto l’omicidio volontario commesso dall’imprenditore, che però ha beneficiato delle attenuanti di aver subito un’aggressione fisica da parte di Di Marzo e di essere incensurato. Una sentenza che scontenta tutti. La sorella di Giuseppe Di Marzo, Imma, attraverso la pagina Facebook “verità e giustizia per Giuseppe”, lancia strali contro la decisione dei magistrati di primo grado mentre l’avvocato Saverio Campana, difensore di La Gatta, si dichiara “amareggiato”. “La Gatta ha reagito per legittima difesa: ricorreremo in appello”, preannuncia Campana, che nel frattempo è fiducioso sul destino del suo assistito. “Non ci sono i presupposti perché vada in carcere”, aggiunge il legale. Su questo punto deciderà il tribunale. Per il momento l’imprenditore aeronautico rimane agli arresti domiciliari in una dependance allestista all’interno della sua fabbrica, nell’area industriale di Pomigliano. “Non so quali possano essere il modo e le parole giuste per commentare la sentenza – lamenta Imma Di Marzo  – mio fratello per reati meno gravi, e il più delle volte non suoi, ha sempre scontato pene esemplari. Invece hanno dato al suo assassino soltanto dieci anni. Che dire della giustizia italiana: la legge non è uguale per tutti. I ricchi la fanno franca e i poveri la devono pagare”. Imma Di Marzo nel suo commento social si è anche lasciata andare a frasi irriferibili nei riguardi della magistratura e dell’imprenditore condannato. Parole pesanti evidentemente scaturite dal dolore per la tragica morte del fratello e dal verdetto. La requisitoria del pm Arturo De Stefano, pronunciata il 22 luglio davanti alla quarta sezione della Corte D’Assise, aveva configurato il reato di omicidio volontario aggravato da futili motivi e dalla circostanze di tempo e di luogo, cioè l’orario notturno in cui si è consumato il fatto e la conseguente difficoltà per la vittima di difendersi. Durante la requisitoria era stata ricostruita la vicenda. La notte tra il 23 e il 24 dicembre 2016 Giuseppe Di Marzo, 35 anni, piccolo pregiudicato disoccupato, partendo da casa sua, al centro della Pomigliano vecchia, fa alcuni chilometri a piedi per raggiungere il resort dell’imprenditore Salvatore Sassone, un albergo ristorante con piscina, al confine con Casalnuovo. Una volta qui Di Marzo, ubriaco, barcollante, ingaggia una discussione con il guardiano del resort. Il guardiano quindi avverte al telefono Sassone, che si trova con Vincenzo La Gatta e con altri amici nella sala riunioni della fabbrica dell’imprenditore aeronautico, dopo una cena tenuta in un luogo distante. A quel punto però Sassone decide di affrontare Di Marzo. Giunto sulla sua auto nei pressi del resort intercetta il giovane sulla strada. Poco dopo sopraggiungono con le loro vetture La Gatta e gli altri amici. La Gatta quindi interviene e inizia, pistola personale in pugno, regolarmente detenuta, una colluttazione con Di Marzo. Parte un colpo: il proiettile penetra la tempia sinistra del 35enne che stramazza e muore. All’alba l’imprenditore si costituisce. Sostiene che il colpo sia partito accidentalmente. Ma il tribunale ha escluso la fatalità: La Gatta ha fatto fuoco volontariamente colpendo di Marzo a bruciapelo. L’imprenditore condannato si trova dunque agli arresti nella fabbrica che dirige. Nel 2016 gli arresti domiciliari li stava scontando a casa sua. Ma poco dopo il Riesame lo ha scarcerato. E’ stato libero per circa un anno. La Cassazione però ha disposto di nuovo i domiciliari, che su richiesta dell’imputato sono stati dirottati in fabbrica. Qui nel 2019 Vincenzo La Gatta aveva organizzato la festa per i suoi 50 anni, con servizio catering e molti invitati, suscitando l’indignazione dei parenti di Di Marzo, che hanno ottenuto dalle autorità la cancellazione dell’evento. (FONTE FOTO: RETE INTERNET)    

Regionali, “voto illegittimo ad Acerra”: martedi udienza al Tar

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Il tribunale amministrativo discuterà il ricorso di Alessandro Cannavacciuolo basato su una serie di presunte anomalie alle elezioni del 20 e 21 settembre    Manomissione dei verbali alle elezioni regionali nei seggi di Acerra: il Tar Campania ha fissato l’udienza per il prossimo 2 febbraio. I giudici amministrativi sono chiamati a decidere sul ricorso presentato da Alessandro Cannavacciuolo, candidato al consiglio regionale del Movimento Cinque Stelle risultato primo dei non eletti pentastellati nel collegio di Napoli e provincia. Il ricorso punta su una serie di presunte quanto gravi anomalie durante e dopo il voto del 20 e 21 settembre. Gravi anomalie che si sarebbero consumate in 40 delle 56 sezioni elettorali di Acerra. Una delle irregolarità contestate è relativa alla mancata registrazione di oltre 4mila schede timbrate, firmate dalle commissioni e non utilizzate: non sono state registrate nei verbali delle sezioni. Di queste schede non c’è traccia documentale nei registri. Un altro elemento su cu poggia il ricorso è quello legato alle tabelle in cui si riporta il numero delle preferenze per ogni lista e candidato. Sono state fotocopiate e incollate sui registri originali e trovate prive della firma dei componenti del seggio e del timbro ministeriale: una procedura non prevista dalla legge. Inoltre c’è un dato che balza agli occhi: nella sezione 34 di Acerra 56 voti dati a Cannavacciuolo non sono stati trasmessi dal Comune al ministero degli Interni nonostante risultino registrati nel verbale di sezione. E il candidato, poi non eletto, ha fatto notare che fatti simili sarebbero avvenuti anche in altre sezioni. Intanto la procura di Nola e la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli hanno aperto le indagini sull’andamento delle operazioni elettorali in quel di Acerra. Sono stati anche ascoltati i primi testimoni. C’è chi nel frattempo non esclude che il Tribunale ammnistrativo regionale della Campania possa annullare il voto nelle sezioni acerrane. A ogni modo contro il ricorso di Cannavacciuolo si sono costituiti in giudizio Vittoria Lettieri, la figlia ventunenne del sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, eletta consigliere regionale nella lista De Luca presidente, e Luigi Cirillo, consigliere regionale eletto nonché unico esponente del Movimento Cinque Stelle ad aver messo in campo quest’atto giudiziaro per contrastare il ricorso di un altro pentastellato, Alessandro Cannavacciuolo appunto. Anche altri consiglieri regionali eletti con il Movimento Cinque Stelle si sarebbero potuti costituire in giudizio contro Cannavacciuolo. Ma l’ha fatto solo lui, Cirillo.

“La bella Napoli” nei disegni e nel racconto di C.W. Allers, “il pittore di Bismarck”

W. Allers (1857- 1915) raccontò Napoli da pittore, da disegnatore, da scrittore. Fu lui a intitolare “appiccico” il suo disegno delle donne che si accapigliano: l’ immagine “apre” l’articolo. Fu autore di un volume “La bella Napoli”, corredato da centinaia di incisioni. Dal 1891 visse a Capri e fuggì via dall’isola nel 1902 per evitare l’arresto: gravi erano le accuse. Raccontò una Napoli “vista” con l’occhio del disegnatore “tipo reporter”.   Christian Wilhelm Allers fu pittore, incisore, scrittore: i giornali tedeschi lo soprannominarono il “pittore di Bismarck”, per il gran numero di opere in cui ritrasse il Cancelliere. Nel 1891 si fece costruire una casa a Capri e qui trascorreva gran parte dell’anno, essendosi perfettamente inserito nella colonia di residenti tedeschi, un consistente gruppo di artisti e di protagonisti dell’economia, il cui “capo” era Friedrich Albert Krupp. Allers dedicò quadri, disegni, e pagine di stile raffinato a Napoli, al Golfo, ai luoghi storici della Campania: il tutto venne inserito nell’opera “La bella Napoli”, pubblicata in Germania nel 1893, corredata da centinaia di illustrazioni e di litografie e tradotta in italiano quasi un secolo dopo. Nel 1902 Allers fu costretto a fuggir via da Capri, perché un amico lo avvertì che la Questura di Napoli stava indagando sulla vera natura delle “attenzioni” che egli dedicava ai giovani che, ingaggiati come modelli, frequentavano quotidianamente il suo studio. Max Vairo scrisse che il suo stile di disegnatore era particolare, “tipo reporter”, tipico “di un attento osservatore e cronista del suo tempo, che sapeva cogliere con viscerale realismo situazioni anche impietose, ma pur sempre assolutamente vere.” (R. Mammucari). Questi caratteri Allers seppe trasferirli anche alla sua prosa, e perciò “La bella Napoli” risulta un’opera di notevole interesse. Una sera, a via Caracciolo, non sfuggono all’attenzione dell’artista due sartine che chiacchierano allegramente “andando a spasso incontro al sole, dopo una giornata di duro lavoro, sgranocchiando semi di zucca e cercando, con grazia, lo sguardo dei loro corteggiatori”. E nelle prime ombre  incominciano a delinearsi il paesaggio “incantato” di Posillipo, che nasconde il tramonto del sole, il profilo del Vesuvio e le “macchie” dei “paesi arroccati ai suoi piedi” e,sullo sfondo, la luce di Sorrento. Incomincia la passeggiata serale. Si svolge lungo via Caracciolo il corteo interminabile di eleganti carrozze tirate da splendidi cavalli, e le luci artificiali accendono, sull’ampio marciapiede, i colori dei chioschi inghirlandati con rami di limoni e le caraffe di “acqua zuffregna” e di “acqua di Serino” corretta con l’anice, con l’orzata, con lo sciroppo di amarena. L’ “occhio” dello scrittore è l’ “occhio” del disegnatore attirato dalle cose, dagli oggetti, dallo “spirito” nascosto che anima anche ciò che è inanimato. Parlano ad Allers anche le statue degli imperatori romani nel Museo: “ Ecco che il busto di Cesare mi guarda dall’alto della sua gloria, così come Caracalla che trama nell’ombra e Marco Aurelio, dignitoso e solenne, o Tiberio, il sanguinario, che a vedersi sembra così gentile”. Anche Allers non sfugge alla suggestione del più solido “luogo comune”, quello di Napoli città- teatro. Piazza Plebiscito è il luogo dell’eleganza, dei negozi alla moda, dei palazzi del potere e della ricchezza: pare di “stare a Berlino nella Friedrichstrasse, o nei “Boulevards des Italiens” a Parigi, o ancora nel cuore di Broadway a New York.”. Ma già alle spalle della piazza il traffico si placa e si apre la rete delle “mille stradine che fanno perdere l’orientamento e nei vicoli riappare “ il personaggio”, la “caricatura”, il “teatrante” con tutte quelle scene di vita quotidiana che rendono così suggestiva Napoli”. In quelle stradine si può assistere all’ “appiccico”, allo scontro tra “vajasse” che si afferrano per i capelli sotto lo sguardo attento di spettatori “borghesi”. La suggestione di Napoli città- teatro induce Allers a temere che i lavori del Risanamento possano cancellare anche la “scena” meravigliosa del quartiere Santa Lucia, “un antico rione di pescatori miracolosamente rimasto intatto pur trovandosi in mezzo ai due quartieri più eleganti di Napoli…Forse presto scomparirà, con grande pena e nostalgia di coloro che per generazioni hanno abitato in quei vicoli sporchi e stretti, ma così vivi dove le carrozzelle scoperte nelle belle giornate e allegre compagnie si sfiorano tra loro, spaventando a morte i turisti stranieri che già si immaginano rovinosamente catapultati nei cesti di pesci e di ostriche”. Nella strada del Porto o di fronte al Castello del Carmine affascinava l’artista tedesco lo spettacolo dei pescatori “abbronzatissimi, a gambe nude, con la camicia aperta sul petto”, delle loro mogli scalze, delle loro figlie simili a Naiadi che non hanno paura del mare, anche se è in tempesta. Allers si divertiva a imparare i nomi “napoletani” dei pesci, delle vongole, delle cozze -una varietà infinita – che il mare di Napoli offriva ai pescatori.